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La morte di Samora Machel: quattro decenni di interrogativi e sospetti

Il Mozambico e il Sudafrica commemorano Samora Machel, storico leader della lotta anticoloniale e primo presidente del Mozambico indipendente, morto quarant'anni fa in un incidente aereo che ancora oggi solleva interrogativi. Machel guidò il Paese dopo la fine del dominio coloniale portoghese nel 1975, conquistata al termine di una lunga lotta armata condotta dal Frelimo. Fu una delle voci più autorevoli dell'emancipazione africana e un convinto oppositore dei regimi coloniali e razzisti che ancora dominavano l'Africa australe. Il 19 ottobre 1986, mentre rientrava da un incontro di leader regionali in Zambia, il suo aereo si schiantò sui monti Lebombo, nei pressi di Mbuzini, vicino ai confini tra Sudafrica, Mozambico ed Eswatini.

Nell'incidente morirono Machel e altre 34 persone. L'inchiesta guidata dal Sudafrica attribuì la tragedia agli errori dei piloti, escludendo un sabotaggio. Maputo respinse però queste conclusioni, sostenendo che l'incidente potesse essere stato organizzato dal governo sudafricano dell'apartheid per eliminare il presidente mozambicano. Anche esperti sovietici, provenienti dal Paese in cui era stato costruito l'aereo, contestarono i risultati dell'indagine. Anni dopo, la Commissione per la verità e la riconciliazione sudafricana non riuscì a stabilire conclusioni definitive, ma sollevò nuovi interrogativi e raccomandò ulteriori accertamenti.

Tra gli elementi controversi figurava la presenza di soldati sudafricani nella zona dello schianto il giorno precedente. A quarant'anni dalla morte di Machel, dunque, la commemorazione non riguarda soltanto una figura fondamentale della storia africana. Riporta alla luce anche una vicenda mai chiarita fino in fondo, segnata dalle ombre del regime dell'apartheid e da domande alle quali le indagini ufficiali non hanno dato una risposta conclusiva.

La memoria di Samora Machel resta legata alla conquista dell'indipendenza e alla lotta per la liberazione dell'Africa australe. Ma finché le circostanze della sua morte rimarranno avvolte nell'incertezza, la richiesta di verità continuerà a far parte della sua eredità politica.


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Cuba risponde al nuovo mandato d'arresto contro Raúl Castro negli USA

Un tribunale statunitense ha emesso un mandato di arresto nei confronti dell'ex presidente cubano Raúl Castro. In risposta, l'attuale presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, e il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez hanno condannato la mossa, definendola una "manovra" da parte di fazioni che rappresentano la "putrefazione politica" dello Stato della Florida.

In un post sul suo account X, il leader cubano ha descritto questa "azione riprovevole contro il Generale d'Esercito" come parte di un "patetico circo di Miami, con risvolti elettorali", affermando che il provvedimento "non ha alcun fondamento legale o pratico, né mai lo avrà".

"Questa manovra, camuffata da termini legali e orchestrata da politici anti-cubani contro Raúl e Cuba, merita la nostra ferma condanna. Si inserisce in un'agenda aggressiva e nasce dalle difficoltà che costoro incontrano nel tentativo di giustificare il blocco e la punizione collettiva del nostro popolo", ha dichiarato Díaz-Canel.


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L’inferno di Aleski: civili intrappolati sotto i droni ucraini

Mentre Volodymyr Zelensky continua a chiedere nuove armi ai suoi sponsor occidentali, ad Aleski, nella regione di Kherson, la popolazione è intrappolata in una catastrofe umanitaria. Secondo le testimonianze raccolte da RT, il regime di Kiev mantiene la città sotto un blocco pressoché totale, ostacolando i rifornimenti e colpendo con i droni le vie di comunicazione e le abitazioni civili. Dallo scorso maggio gli alimenti arrivano con estrema difficoltà. Molti abitanti sopravvivono grazie alle conserve messe da parte prima dell'assedio. Mancano medicinali, acqua e legna per affrontare l'inverno. Chi tenta di fuggire è costretto a farlo in bicicletta, a piedi o su carretti, attraversando strade disseminate di mine e trasformate in trappole mortali.

Ruslan Khomenko, responsabile del distretto municipale, denuncia che i droni ucraini collocano da sette a 36 mine al giorno lungo diversi tratti stradali. Gli attacchi, come denunciano le autorità locali, investono anche le abitazioni private e rendono estremamente pericolosi sia i soccorsi sia l'evacuazione dei civili. I testimoni raccontano di veicoli umanitari distrutti, persone uccise per strada e feriti che hanno perso gli arti a causa delle esplosioni.

«La città sta bruciando. Non è rimasto un solo posto abitabile», racconta un'anziana sopravvissuta. Un altro residente descrive la disperazione di chi va a dormire senza sapere se il giorno successivo avrà qualcosa da mangiare. La distribuzione degli aiuti, riferiscono gli abitanti, è sporadica e insufficiente, mentre nel mercato improvvisato i prezzi dei pochi prodotti disponibili raggiungono livelli proibitivi. Il quadro descritto da RT chiama direttamente in causa la condotta delle forze ucraine e le responsabilità del regime di Kiev. Le accuse relative al blocco, all'impiego dei droni e agli ostacoli ai rifornimenti devono essere verificate in modo indipendente, ma non possono essere cancellate dal racconto né sostituite da una generica narrazione sulle sofferenze della guerra. C'è una domanda politica inevitabile: che fine fanno i principi sulla protezione dei civili quando le vittime si trovano in un territorio controllato dalla Russia? Mentre Zelensky insiste nella richiesta di nuove forniture militari e le capitali occidentali continuano a discutere di strategie e armamenti, gli abitanti di Aleski denunciano di essere lasciati senza cibo, medicine e vie di fuga. La guerra non si combatte soltanto al fronte.

Per chi è intrappolato ad Aleski, si combatte ogni giorno per sopravvivere. E le denunce contro chi rende possibile questo assedio meritano attenzione, non il silenzio.

Violenze a Milano, Crosetto gela Salvini: “Inutile annunciare militari in più, devono poter agire come forze di polizia”

19 October 2026 at 21:24

“È facile annunciare militari in più senza nemmeno affrontare il problema di cosa dovranno fare e come potranno farlo”. Con un post su X, Guido Crosetto dà la linea sul decreto-legge allo studio del governo per reagire alle violenze di piazza a Milano. Nel provvedimento, che sarà approvato martedì in Consiglio dei ministri, è previsto un potenziamento dell’operazione “Strade Sicure”: il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato trionfante l’arrivo di “cinquecento militari in più per difendere Milano”. Ma il ministro della Difesa manifesta scetticismo: “Perché abbia un senso”, sottolinea, “abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè tre mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito”.

Già nelle ore precedenti, dal governo trapelava l’ipotesi di riconoscere ai militari le funzioni di polizia giudiziaria: una misura a cui sta lavorando lo stesso Crosetto insieme al sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago (Forza Italia). Nel decreto-legge potrebbero confluire alcune misure già contenute nel ddl sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a luglio e ora all’esame del Senato: tra queste, l’estensione del fermo preventivo ai minorenni e con una durata oltre le 12 ore, l’arresto in flagranza differita per chi si rende responsabile di danneggiamenti di gruppo e il divieto di aggregazione per persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico.

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Mattarella: Ogni violenza è inaccettabile, piena solidarietà alle forze dell’ordine

19 October 2026 at 21:10

(Agenzia Vista) Imperia, 19 ottobre 2026
“È un servizio che passa dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi della vita delle nostre comunità, nelle città e nei borghi, dove ogni violenza è inaccettabile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Imperia alla 39ª Assemblea annuale delle Province d’Italia.
Courtesy: Quirinale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Lino Musella, Beatrice Puccilli e altri attori di Unita su red carpet della Festa del Cinema di Roma

19 October 2026 at 21:10

(Agenzia Vista) Roma, 19 ottobre 2026
Lino Musella e Beatrice Puccilli, insieme a un’ampia delegazione di interpreti del cinema e del teatro italiano associati a UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), hanno sfilato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Trump: “Anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione. Se l’Europa non chiude i confini è finita”

19 October 2026 at 21:07

“Come in Francia anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione“. Anche Donald Trump ha detto la sua su quanto sta accadendo in Europa, con varie proteste tra Francia e Italia per il caro vita. Lo ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Francia e Italia sono paesi peggiori di quello che erano”, ha aggiunto. “Se l’Europa non chiude i confini è finita”, ha detto ancora il tycoon, ponendo l’accento su quanto accaduto a Milano lo scorso weekend, con diversi negozi devastati e saccheggiati, con le violenze che hanno riguardato soprattutto la zona di Piazza Duomo e dintorni. “È una polveriera pronta a esplodere, è molto triste per me assistervi – ha detto ancora Trump – Noi abbiamo chiuso le frontiere, non entra nessuno e stiamo facendo uscire tutte queste persone. Tutti quelli che sono entrati illegalmente se ne stanno andando“.

I numeri degli interventi di polizia in Italia dell’ultimo fine settimana comprendono 32 arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minorenni, e 28 denunciati, tra i quali 15 stranieri e 23 minorenni. Per 174 delle persone accompagnate in Questura è scattato invece il fermo di prevenzione di polizia, introdotto dal decreto sicurezza del 2026, all’articolo 11 bis. Un quadro che riporta al centro il tema della partecipazione di giovanissimi agli episodi di violenza e delle difficoltà nel contenere gruppi mobili e frammentati. La procura di Milano ha chiesto il carcere per sei maggiorenni devastazione e resistenza aggravata per le violenze di sabato, stessa richiesta per altri cinque maggiorenni per quanto avvenuto domenica.

In Francia, invece, sono 2.513 i fermi di polizia effettuati in Francia dall’inizio delle proteste degenerate in caos e devastazioni questo fine settimane, 67 le persone incarcerate: è quanto ha riferito in serata il ministro francese della Giustizia, Gérald Darmanin, intervistato da TF1. Il Guardasigilli ha inoltre annunciato di aver inviato “una direttiva a tutte le procure di Francia, chiedendo di procedere con una qualificazione giuridica legata alla criminalità organizzata”. Ciò consentirà, in particolare, di estendere la durata dei fermi da 48 a 72 ore e di ricorrere a strumenti quali la geolocalizzazione e le intercettazioni telefoniche: questo permetterà di stabilire “dove si trovavano le persone nel momento in cui venivano saccheggiati i negozi o attaccate le sedi municipali”.

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Ungheria, Slovacchia, Cechia e Polonia chiedono all’Ue di rallentare l’abbandono all’energia russa

19 October 2026 at 20:39
AP / Robert Hegedus

AP / Robert Hegedus
Diritti d’autore Slovakia’s Premier Robert Fico attends a joint press conference with his Polish, Czech and Hungarian counterpart to conclude the one-day the summit of the Visegrad Group (V4) countries, June 2026.

Di Marta Pacheco

Pubblicato il 

I Paesi del Gruppo di Visegrad chiedono a Bruxelles maggiori finanziamenti per affrontare la fine delle importazioni di energia russa nel 2027, mentre i prezzi dell’elettricità restano elevati in tutta Europa

Slovacchia e Ungheria hanno chiesto lunedì a Bruxelles una maggiore flessibilità nel graduale abbandono del gas russo, sostenendo che la loro posizione senza sbocco sul mare e la dipendenza dalle attuali vie di approvvigionamento rendono la diversificazione più complessa e costosa.

Bratislava ha ricordato di essere stata storicamente un punto di ingresso per il petrolio e il gas russi, ma ora rischia di diventare, insieme all’Ungheria, un capolinea, dato che le forniture energetiche russe all’Europa centrale dovrebbero cessare nel 2027, in base al piano dell’Ue per eliminare le importazioni da Mosca.

“Vorremmo discutere con la Commissione europea in che modo il prossimo periodo di programmazione e la disponibilità dei fondi Ue possano soddisfare le nostre esigenze, in particolare per quanto riguarda l’ampliamento delle infrastrutture per petrolio e gas nella regione del Gruppo di Visegrad”, ha dichiarato la vicepremier slovacca Denisa Saková a margine di una conferenza stampa a Bratislava, alla quale ha partecipato il commissario all’Energia Dan Jørgensen.

I ministri dell’Europa centrale chiedono che Bruxelles riconosca le loro specificità e tenga conto delle esigenze regionali nell’assegnazione dei fondi Ue alle nuove infrastrutture per petrolio e gas e nella preparazione del prossimo periodo di bilancio dell’Unione, un altro motivo di scontro tra gli Stati membri emerso all’ultimo vertice del Consiglio europeo.

L’appello arriva dopo le pressioni del gruppo di Visegrad — Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia — sui leader dell’Ue, durante il vertice del 15-16 ottobre, affinché riconsiderino le misure per ridurre le bollette elettriche nella regione.

Tra le loro richieste figurano una maggiore flessibilità nell’attuale revisione del mercato del carbonio dell’Unione, il sistema di scambio delle emissioni (ETS), e il rinvio della sua seconda fase, l’ETS2, fino al 2030.

Il commissario all’Energia Dan Jørgensen ha riconosciuto la “serietà” della situazione che le popolazioni dell’Europa centrale si trovano ad affrontare e ha ribadito la necessità di “misure mirate e temporanee” che non compromettano l’obiettivo dell’Unione di ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

“In passato eravamo dipendenti dalla Russia. Ora ci stiamo allontanando da questa dipendenza. Questo è positivo. Ma l’attuale situazione dimostra che siamo ora legati al mercato globale e che gli eventi in Medio Oriente possono avere effetti sui cittadini qui a Bratislava”, ha affermato Jørgensen.

Le alternative al gas russo potrebbero avere un costo più elevato

I quattro Paesi Ue, tradizionalmente più dipendenti dai combustibili fossili, sostengono che gli elevati prezzi dell’energia rendono difficile per le loro industrie impegnarsi in investimenti nell’elettrificazione. I prezzi sono stati spinti verso l’alto dalla guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

I consumatori dell’Europa centrale devono far fronte a un onere finanziario nettamente più pesante: secondo il think tank energetico Ember, i futures dell’elettricità all’ingrosso sono oltre il 60 per cento sopra i livelli precedenti alla crisi.

L’abbandono dell’energia russa suscita preoccupazioni economiche in entrambi i Paesi.

Bratislava e Budapest sostengono di dover affrontare sfide specifiche per rispettare i requisiti di diversificazione dell’Ue e chiedono finanziamenti per ampliare le infrastrutture petrolifere e del gas nella regione.

Il gruppo di Visegrad ha accesso a diverse fonti energetiche alternative e a rotte di approvvigionamento che bypassano la Russia, seppure a costo più elevato, con livelli di integrazione differenti tra i quattro Paesi.

“Dal 2027 non potremo più importare gas dalla Russia e vorremmo firmare nuovi contratti di diversificazione. Diversificazione e sicurezza energetica significano che dobbiamo avere regole già pronte per le forniture di petrolio e gas alla regione V4”, ha aggiunto Saková.

Sotto l’ex primo ministro Viktor Orbán, l’Ungheria ha impugnato il piano dell’Ue per la graduale eliminazione delle importazioni di energia russa, portando il caso davanti a un tribunale dell’Unione.

La Slovacchia ha sostenuto il ricorso di Budapest, sostenendo che l’uscita dall’energia russa metterebbe la sua competitività industriale in un netto svantaggio rispetto alla maggior parte degli altri Paesi dell’Ue. Una prima sentenza è attesa tra alcuni mesi.

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Italiaonline in controtendenza segna un +10% di traffico sui Verticali nel primo semestre 2026

19 October 2026 at 20:37

In un momento storico in cui l’editoria digitale globale si trova a dover affrontare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale generativa sulle ricerche online – e la conseguente contrazione generalizzata dei volumi di traffico da search – Italiaonline dimostra nei fatti la straordinaria resilienza del proprio ecosistema editoriale e della relativa offerta adv.

I dati di traffico del primo semestre 2026 evidenziano per i verticali del gruppo (SiViaggia, QuiFinanza e DiLei) un incremento medio del +10% anno su anno (YoY), trend che prosegue con picchi di sessioni che hanno raggiunto il +28,5% nei mesi di gennaio e di maggio. Una dinamica che trova conferma anche analizzando le home page dei portali storici Libero e Virgilio, il cui traffico diretto registra un’immutata centralità nelle abitudini informative degli italiani.

Il confronto analizza e mette a paragone la fruizione dei contenuti del periodo pre-AI Overviews con la fase successiva all’introduzione massiva delle risposte generate dall’AI nei motori di ricerca. Si tratta, pertanto, di una crescita di rilevanza strategica fondamentale, in particolare per un gruppo che investe sulla qualità dei contenuti e delle soluzioni di adv realizzate dalle proprie persone.

A rafforzare ancora di più la resilienza dell’ecosistema Italiaonline gli oltre 10M di account attivi sulle mail Libero e Virgilio che quest’anno hanno visto un completo rinnovamento dell’esperienza utente con una interfaccia più moderna e funzionale.

Il fattore umano al centro: la qualità premia

Nel nuovo scenario informativo dominato da contenuti sintetici e automatizzati, le property di Italiaonline sono state premiate dagli utenti e dai motori di ricerca per una scelta di campo precisa: l’investimento sulle persone, sulla qualità delle firme e sull’autorevolezza del giornalismo verticale.

L’algoritmo premia l’esperienza reale, la trasparenza delle fonti e la profondità dell’analisi umana. L’approccio di Italiaonline risponde esattamente a questa esigenza, offrendo verticali tematici capaci di posizionarsi come punti di riferimento credibili nei settori dell’economia personale, dei viaggi, dell’automotive e dei trend femminili con uno sviluppo strategico ormai consolidato che si rivolge non solo ai responsabili di acquisito ma anche alle generazioni più giovani.

Gen Z: l’espansione dei brand “DiLei Girlz”, “QuiFinanza Green” e “Virgilio Scuola”

A supportare la crescita è anche la capacità di intercettare e coinvolgere un pubblico sempre più giovane, attento ai valori di sostenibilità, inclusività e nuova imprenditorialità, a cui Italiaonline si rivolge soprattutto con tre dei suoi magazine:

  • DiLei Girlz: estensione nativa del brand DiLei, creata per parlare direttamente alla Gen Z. Con un linguaggio fresco, visivo e orientato ai social, affronta temi legati all’empowerment giovanile, alla cultura pop, alle relazioni e alle nuove tendenze, creando una community altamente interessata.
  • QuiFinanza Green: la costola di QuiFinanza incentrata su transizione ecologica, economia circolare e carriere del futuro legate ai criteri ESG. Un canale che risponde alla richiesta di un’informazione economica chiara, responsabile e vicina alle sensibilità delle nuove generazioni.
  • Virgilio Scuola: l’hub educational di Italiaonline all’interno di Virgilio Sapere, un portale gratuito di contenuti didattici pensato per studenti, genitori e insegnanti, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, con risorse anche per l’orientamento universitario.

Il ruolo di iOL Advertising

La capacità di Italiaonline di presidiare la relazione con gli utenti e di costruire contenuti di qualità per ogni target, unita al patrimonio di dati di prima parte fornito soprattutto dagli oltre 10 milioni di account mail attivi, permette alla concessionaria proprietaria iOL Advertising di costruire e proporre un’offerta pubblicitaria sempre più innovativa e aderente alle esigenze del mercato e dei clienti. Per rispondere agli obiettivi di business e di comunicazione degli inserzionisti, iOL Advertising aggiorna costantemente la propria offerta con soluzioni evolute, in grado di intercettare il consumatore in ogni fase del percorso d’acquisto. Un’offerta cross-platform che si traduce in una vera consulenza strategica, al fianco delle aziende nella definizione delle azioni di marketing e comunicazione online più efficaci.

Umberto Poschi, Chief Media & Tech Officer
Ufficio Stampa Italiaonline
Umberto Poschi, Chief Media & Tech Officer

“L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le persone cercano le informazioni, ma non il loro bisogno di fonti affidabili. La crescita dei nostri verticali dimostra che qualità editoriale e fiducia degli utenti restano un asset decisivo, per i lettori e per le aziende che ci scelgono, sapendo di poter pianificare pubblicità in contesti di valore – commenta Umberto Poschi, Chief Media & Tech Officer di Italiaonline – L’AI è per noi essenziale in molte nostre soluzioni, e al contempo è uno stimolo a fare meglio ciò che sappiamo fare: informare con competenza e costruire relazioni durature con il nostro pubblico. Continueremo a investire su contenuti di qualità, nuovi target come la Gen Z e soluzioni pubblicitarie sempre più evolute, per offrire a utenti e inserzionisti un ecosistema digitale autorevole e sicuro”.

Addio al modello woke: candidati dem palestrati per rispondere ai «macho man» voluti da Trump

Battaglia a colpi d'immagine nella politica Usa: avanti i forti e virili tra i democratici mentre tra i repubblicani spazio agli ex Navy Seal e ai candidati di «bell'aspetto»

Disordini in Francia, da stasera nelle città scatta il coprifuoco notturno per prevenire le azioni dei casseur

19 October 2026 at 20:32

Dopo il caos e i saccheggi di sabato sera, scattano i primi coprifuoco in Francia. A Parigi il divieto di circolare entra in vigore questa sera, dalle 23 e fino alle 6 di domani mattina, in place de la République e nel quartiere centralissimo di Les Halles, comprese alcune sezioni della rue Rambuteau e del boulevard Sébastopol, ed è valido per tutti, minorenni e maggiorenni (a eccezione dei residenti). Nelle stesse zone è scattato dalle 20 anche il divieto di radunarsi e di manifestare. “La sicurezza di tutti rende necessarie queste misure per ristabilire l’ordine pubblico, gravemente compromesso da una minoranza di delinquenti”, ha scritto in un comunicato la prefettura di Parigi. Nella capitale è stato per primo il socialista Ariel Weil, sindaco di Paris Centre, che comprende i primi quattro arrondissement, dove molti negozi sono stati saccheggiati, a chiedere l’introduzione della misura: “Neppure all’apice dei gilet gialli avevamo conosciuto distruzioni simili in un solo fine settimana”, ha detto a BFM Tv.

Sin da domenica, Weil ha evocato anche la possibilità di ricorrere all’esercito in rinforzo alle forze dell’ordine. A Nizza è stato disposto un coprifuoco per i minorenni dalle 21 alle 6 nel centro storico e fino alla Gare du Sud. A Lione il divieto è in vigore dalle 21 di questa sera alle 6 di mattina in tutto il centro storico, nel quartiere del municipio a nord, e nella place Carnot a sud. Nel nord della Francia, dei coprifuoco “parziali” dalle 20 alle 6 sono previsti a Lille e nei comuni di Douai, Denain e Wattignies. A Lille la misura riguarda solo i minorenni. Anche a Coulaines, vicino a Le Mans, il sindaco ps Christophe Rouillon ha annunciato restrizioni dalle 23 per i minorenni che escono da soli. La stretta arriva dopo la mobilitazione di sabato per il caro vita indetta da movimenti di gilet gialli e a sostegno della protesta dei liceali per il diritto allo studio uguale per tutti, che ha portato nelle strade in tutta la Francia tra 500mila e 800mila persone, ma anche decine di gruppi organizzati di black bloc.

Scene di guerriglia urbana, devastazioni, incendi e saccheggi si sono consumate per tutta la notte a Parigi e in diverse altre città. Gli ultimi dati ufficiali indicano 2.513 fermi – di cui 67 arresti – e oltre 3.000 negozi saccheggiati. Il premier Sébastien Lecornu ha spiegato che le misure, concordate tra i prefetti e i sindaci, resteranno circoscritte e limitate nel tempo e sono soprattutto destinate a proteggere i negozi. Parigi non esclude neanche che possa essere decretato lo stato d’emergenza, in certi casi già reclamato da personalità politiche e sindaci. Degli aiuti sono sbloccati per i commercianti colpiti, tra cui la cassa integrazione e l’accesso ad un fondo di sostegno specifico. Stamattina il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, le cui dimissioni sono state respinte dal presidente Macron, ha riconosciuto che le forze dell’ordine non hanno saputo anticipare la portata della mobilitazione e che in alcune città gli effettivi inviati sul posto non erano sufficienti. “Abbiamo incontestabilmente fallito”, ha dichiarato da parte sua il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, riconoscendo gravi falle nei servizi d’intelligence interni.

Il governo è sotto pressione. Il Senato ha annunciato una missione d’informazione per fare luce sugli errori di preparazione del dispositivo di sicurezza e accertare le responsabilità dei fatti. Finora né le rivendicazioni sul carovita né quelle dei liceali sulla scuola hanno ricevuto risposte concrete. Dopo l’intervento di domenica sera in tv di Macron, che ha assicurato fermezza contro i casseur e fatto promesse, senza di fatto annunciare nessuna misura immediata, i sindacati degli studenti hanno deciso di continuare la protesta. Diverse università sono rimaste chiuse anche oggi e alcuni studenti hanno bloccato simbolicamente l’ingresso del Louvre. Circola la data di giovedì 22 per nuove iniziative degli studenti. I movimenti di gilet gialli hanno annunciato l’“atto II” della mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre. Molte azioni si stanno già preparando sui social in diverse città. La stretta sulla sicurezza non convince. L’ecologista Marine Tondelier ritiene che l’introduzione del coprifuoco avrà “conseguenze pesanti”. Il sindacato Cgt ha denunciato la “strategia del caos” del governo. Anche la Commissione Ue è intervenuta per difendere il “diritto a manifestare pacificamente”.

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