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⛽QUANTI GALLONI PER 1 PACE? | LEVANTE LIVE

22 September 2026 at 19:09

⛽ Trump non fa la pace, la prezza: all’Iran la promette per il giorno dopo il voto di novembre, a Kiev impone una tregua che serve al gasolio americano, a Riyadh incassa senza sparare un colpo mentre a Gaza la pace è quella di un’Assemblea dove Netanyahu entra e Abbas resta fuori. 🔴 A Levante questa sera, martedì 22 settembre 2026, Margherita Furlan dialoga con Moni Ovadia, attore, drammaturgo e scrittore, Francesco Dall’Aglio, storico e analista di politica internazionale, e Gianmarco Pisa, ricercatore per la pace e operatore dei Corpi civili di pace. 🗽 Dal podio dell’ONU Trump ha detto tre cose in un’ora: con l’Iran «o si fa un accordo o dovrò distruggerli», ma l’intesa arriva «dopo le elezioni di metà mandato»; con l’Ucraina «una soluzione più rapida di quanto la gente possa pensare», e mentre siamo in diretta riceve Zelensky per imporgli una tregua energetica con il gasolio americano a 6,51 dollari al gallone; in Groenlandia due basi e il «controllo permanente sulla sicurezza». Nelle stesse ore l’Arabia Saudita riaccende l’oleodotto verso il Mar Rosso e aggira Hormuz, il Brent scende sotto i cento dollari, Teheran offre di riaprire lo Stretto in sette giorni. 🧭 Affrontiamo insieme: 🇺🇳 L’Assemblea generale su invito: Abbas senza visto per il secondo anno, Netanyahu con un mandato d’arresto in tasca e la porta spalancata, lo scontro con il sindaco Mamdani 💰 AIPAC che raddoppia i milioni per le elezioni di metà mandato mentre il consenso vacilla, e le sanzioni americane in arrivo contro la Corte penale internazionale 🛢 Riyadh e la lezione di Mattei rovesciata: chi controlla il tubo negozia da una posizione diversa da chi controlla solo il pozzo. La Petroline riaperta, i barili europei dirottati in Asia, l’uscita silenziosa da mBridge 🕊 La tregua energetica fra Kiev e Mosca: una pausa per le città ucraine o per il gasolio americano prima del voto? 🇮🇹 L’Italia che firma con Rubio sui minerali critici, abborda la flotta ombra a sud della Sicilia e paga il petrolio che il Golfo decide di venderle ⚖ Resta un diritto internazionale o solo la sua liturgia? Guterres, il relatore ONU sui 223 morti nei Caraibi, la Siria dei depositi che saltano 📚 LIBRI DEGLI OSPITI ✍ Moni Ovadia, Un ebreo contro, Edizioni Gruppo Abele, 2021. ✍ Francesco Dall’Aglio (con Carlo Ziviello), Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba, ad est dell’equatore, 2023. ✍ Gianmarco Pisa, Fare pace, costruire società, Multimage. ✍ Gianmarco Pisa, Di terra e di pietra, Multimage. ✍ Gianmarco Pisa, Paesaggi kosovari 1998-2018, Multimage. 🎯 SOSTIENI CASA DEL SOLE TV Casa del Sole TV è un progetto di giornalismo indipendente autofinanziato. Esiste perché esistete voi. 🙏 💳 Per donazioni: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: La Casa del Sole Edizioni Causale: Donazione Casa del Sole TV ⭐ Membership YouTube: 👉    / @casadelsoletvchannel   🔹 Analista Multipolare €5/mese 🔸 Inviato della Verità €15/mese 🔶 Architetto del Futuro €25/mese 📖 I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN ♟ BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese, russo) 🌐 SEGUI CASA DEL SOLE TV ▶ YouTube: @CasadelSoleTVChannel 🔔 Iscrivetevi, attivate la campanella, sostenete Casa del Sole TV. È grazie a voi che siamo qui ogni sera. #Levante #CasadelSoleTV #MargheritaFurlan #Geopolitica #Multipolarismo #Trump #ONU #Zelensky #Hormuz #ArabiaSaudita #Palestina #MoniOvadia #FrancescoDallAglio #GianmarcoPisa

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🔴LE FAKE NEWS DI DONALD | TG 22.9.26

22 September 2026 at 19:00

– Trump all’ONU: due date, una guerra di Jeff Hoffman
– ONU, il padrone di casa sceglie gli ospiti di Jeff Hoffman
– AIPAC, raddoppiano i milioni ma vacilla il consenso di Gionata Chatillard
– Trump prepara l’affondo contro la CPI di Ivan Bodyan
– Riyadh riapre la via del Mar Rosso di Margherita Furlan
– I mari si chiudono, il mondo paga di Jeff Hoffman
– Pechino potenzia il suo avamposto in Gibuti di Ivan Bodyan
– Cina, elettroni alla velocità della luce di Margherita Furlan
– Siria, la guerra invisibile dei depositi di Jeff Hoffman e Ivan Bodyan
– Caraibi, “la guerra alla droga” fa 223 morti di Ivan Bodyan
– Buon giro intorno al Sole

A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi

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Alessandro Ariosi racconta il metodo per scegliere gli artisti lirici da rappresentare

22 September 2026 at 09:44

Nel panorama internazionale del management lirico contemporaneo, l’idea che si possa rappresentare chiunque appartiene a un passato superato o a un’illusione di breve respiro. Quando si chiede ad Alessandro Ariosi, fondatore e guida di Ariosi Management, da dove nasca la complessità di questa professione, la riflessione muove immediatamente dall’essenza stessa dell’opera: non ci si trova a collocare un prodotto sul mercato, bensì ad affiancare esseri umani custodi di uno strumento delicato quale è la voce. Ogni interprete porta con sé un universo irripetibile fatto di carattere, radici, aspirazioni personali, dinamiche familiari e fragilità fisiche o emotive; elementi che rendono ogni percorso una trama unica e impossibile da standardizzare.

Interpellato sul significato profondo della selezione e sulla necessità di non accogliere chiunque nel roster di Ariosi Management, Ariosi rivendica con fermezza il valore della credibilità. Nel dialogo quotidiano con le istituzioni teatrali e le direzioni artistiche di tutto il mondo, la reputazione dell’agenzia è il primo capitale: garantire per un cantante significa porsi come interlocutore autorevole, trasparente e responsabile, capace di proporre professionisti pronti e all’altezza delle aspettative dei grandi cartelloni.

Alessandro Ariosi e i criteri per i giovani talenti lirici

Sollecitato su quali siano i criteri che guidano la scelta di un giovane talento oltre le doti innate, il focus del manager si sposta sulla concretezza. Una bella voce, una presenza scenica magnetica e una buona predisposizione attoriale sono qualità preziose, ma prese da sole rischiano di generare meteore destinate a esaurirsi nello spazio di poche stagioni. La vera discriminante risiede nel potenziale tecnico, nella solidità psicologica e nella capacità di ascolto. Davanti a una vocalità con qualità evidenti ma ancora immatura, la tentazione di bruciare le tappe e proporre l’interprete anzitempo a contesti prestigiosi può rivelarsi controproducente: le dinamiche e i ritmi serrati delle produzioni odierne rischiano di logorare prematuramente uno strumento non ancora consolidato. Il dovere primario di Ariosi Management consiste nell’onestà intellettuale di indicare all’artista dove lavorare, cosa perfezionare e quali carichi vocali evitare, proteggendone la maturazione prima del grande debutto.

Il rapporto con gli artisti affermati nel mondo dell’opera

Approfondendo la differenza di visione nella gestione di una carriera emergente rispetto a quella di una figura già consacrata, Alessandro Ariosi chiarisce come le priorità siano speculari ma profondamente diverse. Se per un giovane l’attenzione è tutta rivolta alla scelta mirata del repertorio e all’acquisizione graduale dell’esperienza, per un interprete affermato il lavoro si sposta sulla gestione dell’equilibrio complessivo: dosare gli impegni, preservare i tempi di recupero, selezionare collaborazioni di altissimo profilo artistico e concordare soluzioni che consentano di esprimere al meglio il proprio carisma sul palcoscenico in totale serenità.

Riguardo alla struttura ideale di una realtà di rappresentanza, il confronto tra agenzia boutique e grande roster diversificato si risolve a favore della cura sartoriale, cifra distintiva della linea di Ariosi Management. Fondamentale instaurare quel rapporto ravvicinato e costante che la delicatezza dello strumento “voce” impone, evitando la dispersione di energie e garantendo a ciascun artista una presenza attiva e tangibile in ogni fase della carriera.

Quando gli si domanda come debba svolgersi il primo incontro con un potenziale candidato, l’accento cade sulla reciprocità e sulla trasparenza. È indispensabile verificare l’allineamento delle visioni professionali. Senza una fiducia profonda e una disponibilità autentica al confronto leale, nessuna pianificazione strategica può reggere a lungo.

Infine, riflettendo sul valore del contratto di rappresentanza e sul tema dell’esclusiva, la conclusione mette al centro il concetto di partnership. L’accordo formale non deve essere vissuto come un vincolo rigido o un’imposizione burocratica, ma come un patto fiduciario condiviso, in cui l’esclusiva trova giustificazione unicamente nell’investimento reciproco di tempo, dedizione e cura strategica verso un progetto artistico comune e duraturo.

L'articolo Alessandro Ariosi racconta il metodo per scegliere gli artisti lirici da rappresentare su Vanilla Magazine scritto da Matteo Rubboli

Il Punto

22 September 2026 at 09:24

In Italia mancano gli infermieri. Per rendere più interessante la professione agli occhi dei più giovani si potrebbe introdurre anche da noi una riforma come quella da poco adottata in Francia, che riconosce la loro professionalità e dà loro la possibilità di prescrivere alcuni farmaci. Le economie dei piccoli paesi europei difficilmente possono imitare le […]

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Docenti universitari: concorso nazionale, ma inserimento locale

22 September 2026 at 09:09

Una riforma approvata a luglio rende il sistema di reclutamento dei docenti universitari più nazionale. Ma per promuovere l’apertura all’esterno degli atenei, bisogna affrontare anche il tema dell’inserimento del nuovo arrivato nell’organizzazione locale.

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Nella gara dei sussidi i paesi piccoli perdono*

22 September 2026 at 09:06

Nel 2024 la Germania ha erogato circa un quarto del totale degli aiuti di stato dell’Ue. Imitare le grandi economie su questo terreno è per i piccoli una strategia costosa. Servono politiche orizzontali, interventi verificabili e più coordinamento europeo.

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Mnsignor Viganò: «Prevost è come Bergoglio»

22 September 2026 at 08:04

Arcivescovo Carlo Maria Viganò
@CarloMVigano

“Bergoglio ha scardinato il Papato con violenza; Prevost dà a quello scardinamento una forma istituzionale, «ordinata», quasi rassicurante. Il suo compito — e credo ne sia perfettamente consapevole — è di rendere irreversibile la sinodalità, cioè quella «rivoluzione permanente» che porta il Concilio alle sue estreme conseguenze, e di far sì che la Chiesa Cattolica cessi definitivamente di essere un ostacolo al progetto massonico e globalista. Quando il Papa non è più freno ma acceleratore, la rimozione del katéchon non è un evento futuro: è ciò che avviene sotto i nostri occhi. E il Signore ci ha avvertito: “tunc revelabitur ille iniquus”. Non lo dico con compiacimento apocalittico, ma con il dolore di un Vescovo che vede la Sposa di Cristo consegnata ai suoi nemici da chi dovrebbe difenderla.”

aldomariavalli.it/2026/09/21/lin

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… Meloni ci ha alleato con… l’Arabia Saudita e contro l’Iran

22 September 2026 at 07:59

Vertice a Palazzo Chigi. Escalation in Arabia, il contingente si sposta

Riunione tra Crosetto, Mantovano e i vertici militari “Uomini e mezzi via dai luoghi meno sicuri”.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il question time in Senato

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il question time in Senato

L’escalation della minaccia Houthi spinge il Governo a ridefinire la mappa della presenza militare nel Golfo Persico. È il dossier finito al centro di un vertice ad altissimo livello convocato ieri a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, del sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi di sicurezza Alfredo Mantovano e dei vertici di Forze armate e intelligence. Un incontro decisivo per fare il punto sui principali scenari di crisi, ma soprattutto per analizzare l’ultimo report stilato dalla Difesa e richiesto dallo stesso Crosetto a seguito dell’attacco subito dalla base saudita di Ta’if, in cui è andato distrutto un caccia italiano.

La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari sul campo. Le verifiche sui rischi reali stanno portando a una rimodulazione dei contingenti italiani nel Golfo: tra le opzioni al vaglio, la decisione più probabile indicherebbe una “movimentazione di militari” verso territori più sicuri – senza escludere riposizionamenti all’interno dello stesso territorio saudita –, ipotesi ritenuta preferibile rispetto a una riduzione tout court del contingente.

Del resto, le norme consentono il ridislocamento delle truppe in qualsiasi momento. L’Italia mantiene una struttura operativa articolata nell’area: oltre alla Task Force Arabia di stanza nell’hub di King Fahd – finito nel mirino dei miliziani yemeniti –, il nostro Paese è impegnato in Kuwait, Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti. In queste ore si valuta lo spostamento dei tre caccia Eurofighter rimasti operativi dopo l’ultimo raid, del velivolo radar Gulfstream Caew (tra i più costosi della flotta aerea), del sistema missilistico di difesa terra-aria Samp-T di nuova generazione abbinato al radar Kronos Grand Mobile High Power dislocato a King Fahd, fino al sistema d’arma Skynex nel Golfo.

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Ue-Filippine, c’è l’accordo: la mossa di Bruxelles in chiave anti-Usa e Cina

BRUXELLES – La Commissione europea e il governo filippino hanno annunciato nella notte di lunedì 21 settembre di avere trovato un accordo di principio su una futura intesa commerciale. L’annuncio...

Ft, 6,9 miliardi «riciclati» da Mosca attraverso banche globali

22 September 2026 at 05:54
Secondo il quotidiano economico, Standard Chartered, Citigroup e altre banche internazionali hanno gestito miliardi di dollari provenienti da una società fintech sostenuta dal Cremlino, che si è infiltrata nel sistema finanziario globale attraverso una vasta operazione di falsificazione di documenti

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