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Received — 7 October 2026 ⏭ Blondet & Friends

Gli investimenti nell’IA non rendono: una immensa bolla

7 October 2026 at 17:24

Le cosiddette aziende di Intelligenza Artificiale continuano a far parlare di sé. L’enfasi mediatica che le circonda non è giustificata dal valore che apportano alla società.

Rappresentano un pericolo per il benessere economico.

Il denaro investito – e tuttora investito – in queste realtà è sprecato; i potenziali ritorni non ne giustificano l’esborso.

Ho già sostenuto questa tesi in un precedente articolo:

Non c’è alcuna giustificazione – se non l’hype – per gli attuali investimenti nell’IA – MoA, 26 agosto 2026

Le valutazioni di mercato sbandierate da queste aziende e le centinaia di miliardi investiti in data center per mantenerle operative appaiono assurde se confrontate con i potenziali ricavi che potrebbero generare.

Immaginiamo un prodotto talmente valido da spingere ogni famiglia del Nord America e dell’Europa a spendere circa 20 dollari al mese per utilizzarlo. Si tratterebbe di 400 milioni di famiglie, per un fatturato complessivo di 48 miliardi di dollari l’anno. Una cifra irrisoria se paragonata ai circa 1.100 miliardi di dollari (1,1 trilioni) di contratti stipulati da OpenAI e Anthropic con Microsoft, Amazon e Oracle per la potenza di calcolo attuale e futura.

Non esiste alcun prodotto basato sull’IA all’orizzonte (al di là del clamore mediatico) né alcun flusso di ricavi in ​​grado di giustificare investimenti di tale portata.

Anche BCA Research (via Ed Zitron) concorda:

Per giustificare le spese in conto capitale (capex), le aziende di IA potrebbero dover generare, in ultima analisi, ricavi per 10.000 miliardi di dollari l’anno. Senza un massiccio incremento della crescita della produttività, un simile obiettivo sarà difficilissimo da raggiungere.

Gli investimenti in capitale attualmente destinati a LLM e IA sono del tutto sproporzionati rispetto ai potenziali ricavi futuri. Si tratta di denaro sprecato.

Un recente articolo di Greg Ip sul Wall Street Journal conferma la mia analisi:

L’America spenderà il 9% del PIL in IA? Il settore ci conta (versione archiviata) – WSJ, 2 ottobre 2026

Chi crede nel boom dell’intelligenza artificiale dovrebbe esaminare con attenzione questa cifra: il 9% del PIL. È questa la cifra che le aziende e i consumatori americani dovrebbero arrivare a spendere ogni anno per i servizi di società come Anthropic e OpenAI, al fine di giustificare le somme ingenti attualmente investite in questa tecnologia.

È plausibile che gli americani spendano per questa singola tecnologia una quota del proprio reddito pari a quella destinata al cibo? Circa il doppio di quanto la nazione spende per tutte le forme di energia o per l’insieme di computer e software? Sette volte la spesa complessiva dei consumatori per servizi telefonici, di streaming e internet?

È lecito essere scettici.

Quel 9% è il risultato di un semplice calcolo: quanto è stato e sarà investito nell’IA e quale ritorno è necessario generare per giustificare tale investimento.

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Non credo nelle istituzioni

7 October 2026 at 13:15

Non credo nelle istituzioni perché le osservo all’opera. Due esempi recentissimi: la procura della repubblica di Roma, la pubblica accusa, ha chiesto l’archiviazione per i responsabili dell’attacco alla sede dell’associazione Pro Vita. Il gentile slogan dei buontemponi assalitori era: “i Provita si chiudono col fuoco, ma con i provita dentro, sennò è troppo poco”. Detto fatto, dopo aver spaccato una vetrina hanno lanciato all’interno una bottiglia incendiaria che non ha prodotto danni eccessivi per puro caso. Ragazzate, non meritano di essere processati, dice la magistratura addetta all’accusa. Inutile citare analoghe situazioni di segno opposto trattate diversamente. So per esperienza che la neutralità delle istituzioni – vanto del pensiero liberale – è, nel migliore dei casi, un racconto per ingenui . Ora sappiamo che si può assaltare impunemente la sede del movimento Provita. Delizie della democrazia. Nel frattempo si accumulano notizie di condotte sconcertanti del prestigioso Ris, braccio scientifico dei Carabinieri, che avrebbe nascosto esiti d’analisi e indirizzato le indagini contro l’allora indiziato del delitto di Garlasco del 2007.

Mi indigno senza stupirmi. Ho conosciuto per diretta esperienza l’apparato pubblico; so quanto conti fare carriera, essere dalla parte dei superiori senza porre domande , spesso ignorando gli interessi e i diritti di chi – malcapitato – si trovava nel mirino dei detentori di un potere delegato. Nulla di nuovo; la differenza rispetto al passato è che non si rispettano più nemmeno le forme. Conta, come in ogni ambito della società, il successo a ogni costo, l’avanzamento, la pubblica esibizione. Alcune categorie di funzionari pubblici, come i magistrati, hanno conquistato un potere immenso , frutto di effetti perversi del cosiddetto “stato di diritto “ e della debolezza della politica.

Lo Stato liberale non è affatto tale rispetto al diritto di parola, riunione e associazione. In molte città le attività di movimenti o soggetti sgraditi alla galassia progressista vengono sistematicamente spostate o impedite dal semplice annuncio della mobilitazione di minoranze facinorose dotate evidentemente di coperture importanti. Tutto questo sotto un governo autodefinito di centrodestra. Poliziotti e cittadini che si difendono dalle aggressioni sono processati e spesso condannati. Le istituzioni di ordine pubblico sono svuotate di funzioni. Ordini professionali come quello dei medici hanno mostrato in tempo di pandemia di essere al servizio del potere. Non pochi sanitari lavorano attivamente per impedire il rimpatrio di immigrati irregolari attraverso certificazioni “dubbie”, unico aggettivo per evitare denunce: un altro dono della finta libertà.

L’elenco potrebbe continuare, ma il nocciolo della questione è che le istituzioni sono al servizio del potere e sempre più spesso alibi e privilegio di chi ne fa parte. Parole come democrazia e diritto diventano vuote, maschere, espedienti per far tacere chi non è d’accordo o semplicemente chiede spiegazioni. Dovremmo forse credere all’istituzione per eccellenza, il parlamento, che promulga una legge elettorale truffaldina, con capilista bloccati e preferenze solo a candidati in gran parte privi della possibilità di essere eletti? E’ la classe politica dominante di ogni orientamento a scegliere gli elettori, piazzando i fedeli nei collegi considerati sicuri, non il contrario. Addirittura indegno è il sistema della raccolta delle firme a sostegno delle candidature . Sono esentati i gruppi già presenti in Parlamento – lo ius primae noctis dei feudatari politici – mentre a tutti gli altri sono imposte centinaia di migliaia di sottoscrizioni certificate. Finora non possono abolire le elezioni, ma sono bravissimi a neutralizzarne gli effetti.

Quasi nessun atto della vita quotidiana, nessun diritto può essere esercitato concretamente se non si possiedono e si sanno utilizzare apparati artificiali. Districarsi tra app ed operazioni obbligatoriamente online è un altro segno dell’inimicizia delle istituzioni verso noi sudditi. E’ probabilmente contrario all’articolo 3 della costituzione ( la più bella del mondo, beninteso …) ma a chi ricorrere, giacché le istituzioni dette di garanzia sono presidiate dai più alti funzionari del sistema? La persona onesta, oggi più di ieri, è indifesa dinanzi a un potere nemico. Ernst Juenger esortava a “passare al bosco”, ossia a prendere atto dell’impossibilità di cambiare le cose dall’interno. Oggi è peggio: la potenza della tecnologia ci raggiunge ovunque. Impossibile vivere senza nulla chiedere ma anche senza essere inseguiti dagli infiniti obblighi, dalle regole e dalle trappole del sistema, vigilate da istituzioni ostili, che inverano le conclusioni di Michel Foucault: sorvegliare e punire all’interno di un dispositivo di potere sulla vita.

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La Guerra Illegale di I$r@ele ai Giornalisti. Cancella le Prove di Crimini di Guerra a G@z@.

7 October 2026 at 08:01
Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di quanto si sta perpetrando a Gaza e in Cisgiordania con la complicità attivat di gran parte dell’Occidente, e in particolare del nostro governo, e di altri settori politici affiliati alla lobby israeliana. Buona lettura e condivisione.

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Il promo è questa schermata ricavata da Threads:

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Poi c’è questo post di Jewish Voice for Peace, pubblicato su Instagram. Non dimentichiamo che Israele ha finora proibito alla stampa internazionale, a dispetto di innumerevoli richieste, di accedere a Gaza. 

 

Credete ai giornalisti palestinesi.

La scorsa settimana, mentre l’esercito israeliano continuava a uccidere giornalisti a Gaza, ha affermato che 170 dei giornalisti palestinesi che aveva ucciso erano “terroristi che si facevano passare per giornalisti”. Tuttavia, per la maggior parte di quelli elencati, non esiste alcuna prova per sostenere l’affermazione – nemmeno prove fabbricate.

L’analista politico palestinese @muhammadshehada ha esaminato ogni inserzione nella lista della propaganda dell’esercito israeliano e ha scoperto che per “la stragrande maggioranza di quelli elencati, l’IDF non presenta ALCUNA prova credibile. In la maggior parte di loro, le loro pagine sono letteralmente vuote”.

Mercoledì scorsa, un attacco israeliano ha ucciso il giornalista palestinese Mohammed Abdul Aziz al-Najjar, portando il numero di giornalisti uccisi dall’esercito israeliano a 263 a Gaza e 21 in Libano.

L’esercito israeliano conosce esattamente chi sta prendendo di mira: i giornalisti che espongono i suoi crimini di guerra a Gaza. Ecco perché cerca di farli tacere.
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JVP Action, la nostra organizzazione 501c4, ora agisce come JVP; JVP Lab, la nostra organizzazione 501c3, continua separatamente e rimane focalizzata sul nostro lavoro educativo e culturale non partigiano.

***

E poi c’è questo post su Instagram di Nouvelle Aube:

Indagine allarmante: Israele sta costruendo basi militari sulle rovine di Gaza, cancellando le prove di crimini di guerra e saccheggiando i corpi dei dispersi.

Secondo le analisi delle immagini satellitari pubblicate da CBC News e confermate da Forensic Architecture:

  • I bulldozzer e le escavatori dell’esercito israeliano stanno levigando e levigando vecchie quartiere residenziali distrutte per installare posti militari avanzati.
  • Le operazioni vengono eseguite senza rimuovere o identificare i migliaia di corpi intrappolati sotto le rovine, distruggendo la speranza delle famiglie di lamentarsi.
  • Sono stati segnalati oltre 2.000 casi simili in tutta l’incrocio palestinese.
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Verso il razionamento dei carburanti

7 October 2026 at 07:52

Le riserve di petrolio nei paesi occidentali sono quasi esaurite in mezzo al conflitto con l’Iran. L’agenzia di stampa Bloomberg ha citato Russell Hardy, CEO del più grande trader indipendente di petrolio Vitol: “Nell’Occidente, non ci sono più riserve che possano essere vendute. Abbiamo venduto tutto.” Secondo Hardy, la situazione è particolarmente tesa con i prodotti petroliferi, e il deficit di riserve persisterà probabilmente.

qui la tabella:

https://twitter.com/SprinterPress/status/2107552775555174766?s=20

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