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Zelensky sta cedendo….

21 October 2026 at 17:36

Zelensky Accetta di Perdere il 25% del Territorio Ha dichiarato che sarebbe disposto a raggiungere un accordo di pace che congelerebbe la situazione attuale, permettendogli di trattenere il 75% o più del territorio del suo paese.

“Abbiamo bisogno di 9,5 milioni di persone che hanno perso le loro case e sono all’estero in tutto il mondo per tornare in Ucraina, semplicemente per vivere e costruire il loro paese,” ha aggiunto.

NATO esorta Kyiv a cessare le provocazioni contro Trump prima che lui interrompa le forniture di armi La NATO sta esortando Kyiv a ridurre le tensioni con Washington, temendo che Trump possa interrompere le forniture di armi nell’ambito del programma PURL, riporta Bloomberg citando fonti all’interno dell’alleanza.

Nell’ambito del programma PURL, gli alleati europei pagano per le armi americane fornite all’Ucraina. Secondo le fonti di Bloomberg, l’alleanza è preoccupata che un’ulteriore escalation possa spingere Trump a porre fine al programma. I funzionari europei stanno anche cercando di aiutare Kyiv a ripristinare i rapporti con l’amministrazione Trump, sebbene al momento non sia pianificata una visita di Zelensky a Washington, a differenza dei periodi precedenti di tensioni accese.

Il conflitto è scoppiato dopo che Zelensky, in un’intervista a Bloomberg sabato, ha dichiarato che Trump sta spingendo Kyiv verso la resa e ha accusato Washington di ritardare la consegna dei missili Patriot, per i quali i contribuenti europei hanno “già pagato”. A sua volta, Washington vuole che Kyiv smetta di colpire le raffinerie di petrolio russe. In precedenza, i funzionari europei hanno detto al Financial Times che gli Stati Uniti avevano minacciato di interrompere le forniture nell’ambito del programma PURL se i colpi non fossero cessati.

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Saccheggio edonista

21 October 2026 at 13:42
Saccheggio edonista

di Martino Mora – 19/10/2026

Saccheggio edonista

Fonte: Martino Mora

Guardo sconcertato le immagini dei maranza che, quasi indisturbati, si dedicano al saccheggio e alla distruzione nel centro di Milano.

La mia città.

Un moto di disgusto mi assale.

C’è qualcosa dell’assalto al forno manzoniano.

Ma i maranza non vogliono il pane, ce l’hanno già.

Vogliono le brioches.

Cioè vogliono vestiti e scarpe firmate.

E le vogliono gratis, saccheggiandole.

Sono viziati  materialisti fino al midollo.

Come gli italiani.

Però loro non pagano.

Sfasciano e rapinano, nella quasi totale impunità.

Lo Stato liberale, il nostro come quello inglese o francese,  è totalmente incapace di affrontare con la fermezza necessaria il fenomeno.

Lo Stato liberale sta fallendo, ha fallito, non meno del totalitarismi.

E per ragioni opposte, ma altrettanto serie.

E’ evidente che i maranza  sono accecati dal risentimento, dal rancore, dall’odio.

Contro Milano, contro l’Italia, contro l’Europa.

Eppure i loro genitori sono stati accolti in questo Paese, spesso senza nemmeno avere il diritto di entrarvi.

I nostri politici dicevano fin dai primi anni Novanta, ricordo bene, che erano “una ricchezza”.

Caspita, che ricchezza.

Lo vediamo bene.

I maranza vogliono il benessere, il vero grande idolo di un Occidente americanista che è governato dal denaro.

Ma lo vogliono gratis.

Escono dai loro ghetti per razziare i simboli di questo benessere.

I loro riferimenti non sono gli imam, come certi idioti sostengono, ma i rapper e i trapper del sistema orgiastico-mercantile  americanista.

Che  dagli iphone, non dai minareti, dissemina ogni giorno tutto il suo veleno.

Lo stesso sistema capitalista che del resto ha fatto entrare i loro padri, anche per avere  manodopera di riserva a basso costo a danno dei nostri operai.

Con il consenso esultante  dei sindacati e  di Confindustria.

I maranza non sono maomettani, se non sociologicamente, ma nichilisti e consumisti.

Come noi.

Ma godono dell’impunità vergognosa  che noi stessi gli abbiamo concesso, in nome della stessa ideologia astratta  dei diritti dell’uomo per la quale abbiamo  permesso ai loro padri di entrare in massa.

Con la benedizione  costante e ostinata del  clero modernista  cattolico, che occupa il vertice della Chiesa da sessant’anni.
Benessere materiale e diritti dell’uomo. Ovvero la “società aperta”, una dissocietà  senza più legami, senza più autorità, senza più ordine, ove nulla precede l’individuo  e l’unico potere supremo è quello impersonale del denaro, esaltata  da liberali come Popper e Dahrendorf, oggi da George Soros.

O dal socialdemocratico Habermas, quello del ridicolo  “patriottismo della Costituzione”.

I maranza  dovrebbero riconoscersi “patrioti” della  Costituzione, possibilmente quella che il giullare di corte Benigni  definisce la “più bella  del mondo”. Siamo alle comiche.

Sono gli  intellettuali come Habermas, come diceva Costanzo Preve, ad essere, per la prima volta nella storia, molto più stupidi dell’uomo poco scolarizzato.
Il centro di Milano, la capitale economica e morale di questo Paese,  è stato  consegnato, per tre pomeriggi  consecutivi, alle bande di maranza. Che hanno vandalizzato e  saccheggiato impunemente.

Se fossimo in una realtà non distopica,  il ministro dell’Interno Piantedosi dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità.

Come Sala, l’orrido sindaco radical chic.

Purtroppo, invece, siamo in una plutodemocrazia liberale avanzata.

Cioè in una distopia.

Restano al loro posto.

La maggioranza  dei minori arrestati è già stata rilasciata, pochissimi anche tra i maggiorenni resteranno in carcere, ancora meno verranno condannati dalla nostra pessima magistratura.

Non siamo forse l’Europa dei diritti?

Liberté, egalité, fraternité, come insegnano i massoni e I Papi conciliari.

Abbiamo detronizzato Dio, per intronizzare al suo posto il benessere economico e i diritti degli individui astratti.
Di essi moriamo.

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Russia interrompe i corridoi globali di concimi e alimentari

21 October 2026 at 13:36

@Rusia_HD

Lingua originale: inglese

RUSSIA INTERROMPE I CORRIDOI GLOBALI DI CONCIMI E ALIMENTARI! A

lto Comando Russo: “Con effetto immediato, tutte le esportazioni di grano, le spedizioni di concimi e le rotte commerciali agricole verso nazioni ostili sono sospese.”

Ministro dell’Agricoltura UE: “Si tratta di un ricatto alimentare catastrofico! State spingendo i prezzi globali del cibo verso una carestia senza precedenti!” Vladimir Putin: “Avete imposto migliaia di sanzioni finanziarie alla nostra nazione mentre vi aspettavate che noi nutrissimo le vostre popolazioni.

Perché dovremmo esportare il nostro raccolto verso coloro che cercano di isolarci?” Ministro dell’Agricoltura UE: “Bloccheremo le vostre navi mercantili e sanzioneremo le vostre riserve della banca centrale!”

Vladimir Putin: “Bloccate pure le nostre navi quanto volete. Non potete comunque nutrire un continente con banconote di euro stampate.”

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Marco Rizzo ha identificato i tredicenni ladri come “lumpen”

21 October 2026 at 10:36

Marco Rizzo:

Marx ed Engels avevano visto giusto sul lumpenproletariat: “prodotto passivo della putrefazione degli strati più bassi della vecchia società, gettato qua e là nel movimento… più pronto a farsi comprare per manovre reazionarie”.

Aveva visto giusto anche Pasolini sul conformismo volgare di certi antifascisti che volevano solo il consumo. Solo che ora siamo più in basso. Non cercano pace – distruggono – né liberazione dal lavoro – non lavorano – né emancipazione femminile – sono in gran parte musulmani – né una scuola migliore – la disertano o aggrediscono i docenti. Vogliono solo sentirsi furbi senza cervello, ribelli senza coraggio, rubando Armani e Vuitton.

GUERRIGLIA A MILANO. MARCO RIZZO E LA PEDAGOGICA SAPIENZA DI UN “VECCHIO” COMUNISTA

Le forze dell’ordine, davanti a chi sfascia, saccheggia e lancia pietre, devono poter intervenire con tutta la fermezza necessaria, fino a gonfiare i teppisti come zampogne che suonano le arie di Natale e a far veder loro Gesù Bambino che scende dalle stelle, senza il timore di finire sotto processo per aver fatto il loro dovere, anche a colpi di manganello.

— Le brevi dei Padri de L’Isola di Patmos —

Autore
Redazione de L’Isola di Patmos

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Sabato 17 e domenica 18 ottobre il centro di Milano è stato messo a ferro e fuoco da centinaia di ragazzi a volto coperto, in larga parte minorenni, convocati su TikTok col pretesto di una manifestazione contro il caro vita, combattuto svaligiando il Foot Locker di corso Vittorio Emanuele, il Carrefour di via Torino e il Decathlon di piazza Castello.

Il bilancio: 271 persone accompagnate in questura, l’80% minorenni, il più piccolo di undici anni; agenti feriti; i fedeli usciti dalla Messa dell’Arcivescovo Mario Delpini fatti evacuare da un passaggio sotterraneo della Cattedrale metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria.

Davanti a tutto questo, la proposta più sensata non è venuta dai sociologi inclusivi da salotto televisivo né dagli psicologi del dialogo dell’età evolutiva, ma da un comunista a tutto tondo: Marco Rizzo, già deputato ed europarlamentare, per anni alla guida del Partito Comunista. Che cosa propone? Una norma semplice ed efficace: chi spacca viene fermato ed esce soltanto quando mamma e papà vanno col portafogli in mano a pagare la cauzione. E aggiunge così che il figliolo finalmente si prenderà anche i due schiaffi che già da tempo avrebbe dovuto prendere, imparando che le azioni hanno conseguenze e che le conseguenze hanno un prezzo che qualcuno deve pagare.

Il problema di fondo è la distruzione dell’autorità. Per decenni ci è stato spiegato che l’autorità è repressione, il limite è trauma, il «no» è violenza psicologica. Abbiamo così cresciuto una generazione di genitori-sindacalisti, pronti a contestare il voto dell’insegnante, a denunciare l’allenatore che ha lasciato il figlio in panchina, a vedere in ogni rimprovero un attentato all’autostima del pargolo. Il genitore iperprotettivo non è un genitore amorevole: è un genitore assente, che ha delegato all’impunità l’educazione del figlio. Il risultato sono dodicenni che non temono nulla e nessuno, perché nessuno ha mai insegnato loro a temere qualcosa.

Su questo vuoto educativo si innesta la sottocultura di una certa musica trap e drill che canta la rapina, il coltello, il disprezzo per la polizia, il denaro facile e il marchio griffato come unico segno di valore. Non è la causa unica, ma è la colonna sonora. E non è un caso che le vetrine prese d’assalto fossero quelle delle scarpe da ginnastica e dell’abbigliamento sportivo: si saccheggia ciò che si ostenta nei video.

C’è poi un nodo che nessuno vuole sciogliere: questi ragazzi sanno benissimo che non può accadere loro nulla, che il poliziotto, fermandoli, rischia più di loro. Se un agente, per bloccare un minore che sfonda la vetrina di un negozio per rubare capi griffati, lo colpisce con un manganello di gomma, a finire davanti a un giudice sarà lui, che non di rado ne uscirà condannato. E finché il poliziotto avrà più paura del giudice di quanta il teppista ne abbia del poliziotto, la delinquenza trionferà.

Certi soggetti, vedendo a distanza le forze dell’ordine, dovrebbero avvertire un brivido lungo la schiena: a esse è affidata la nostra sicurezza e, all’occorrenza, l’uso della forza legittima, protettiva e difensiva, di cui solo lo Stato detiene il monopolio. E le forze dell’ordine, davanti a chi sfascia, saccheggia e lancia pietre, devono poter intervenire con tutta la fermezza necessaria, fino a gonfiare i teppisti come zampogne che suonano le arie di Natale e a far veder loro Gesù Bambino che scende dalle stelle, senza il timore di finire sotto processo per aver fatto il loro dovere, anche a colpi di manganello. Non è un’apologia della violenza, ma la difesa dell’autorità dello Stato: è la richiesta che lo Stato smetta di lasciare soli i suoi agenti e di garantire, nei fatti, l’impunità a chi delinque.

Strano destino quello di noi presbiteri: per ascoltare un discorso educativo serio, abbiamo dovuto dare retta a un vecchio e lucido comunista, mentre la parodia della sinistra salottiera bivacca fuori dal reale tra i super attici dei Parioli e le ville di Capalbio.

Dall’Isola di Patmos, 20 ottobre 2026

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“Stanno distruggendo tutto” – Il proprietario di un negozio parigino sui disordini

21 October 2026 at 08:20

Devastazione nel cuore di Parigi

Nel fine settimana la Francia è stata colpita dalla peggiore ondata di vandalismo e saccheggio dall’inizio della pandemia, in relazione alle proteste a livello nazionale. A Parigi, numerosi commercianti hanno assistito impotenti al grave danneggiamento dei propri negozi.

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Un’auto bruciata presso il monumento di Porte Saint-Denis a Parigi il 18 ottobre 2026, un giorno dopo le violente proteste e le diffuse distruzioni nella capitale francese.

Foto: Etienne Fauchaire/Epoch Times

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Tempo di lettura : 7 minuti.


In breve:

  • Durante le violente proteste che si sono svolte in Francia nel fine settimana, numerosi negozi sono stati saccheggiati e vandalizzati .
  • A livello nazionale, entro la sera del 18 ottobre erano state arrestate 2.397 persone .
  • 997 tra agenti di polizia, gendarmi  e vigili del fuoco sono rimasti feriti.
  • Associazione di categoria: circa 1.500 aziende sono state colpite, subendo danni per diverse centinaia di milioni di euro .
  • Il presidente Emmanuel Macron ha condannato le violenze e ha promesso sostegno agli imprenditori colpiti .

Domenica 18 ottobre, i lacrimogeni vuoti erano ancora sparsi per Place de la République a Parigi. Gli addetti alle pulizie hanno ripulito i vetri rotti intorno al monumento a Marianne, la cui base in pietra era stata danneggiata dai proiettili.
L’edizione in lingua inglese di Epoch Times ha parlato con Yoni, che ha voluto rivelare solo il suo nome di battesimo. Alcuni pezzi esposti nel suo negozio di marmo, Pierres Exclusives, erano stati distrutti.

«Ci ​​aspettavamo qualcosa di simile e abbiamo fatto tutto il possibile per proteggere il negozio. Ma qui non c’era niente da rubare, solo cose da distruggere», ha detto.

Un tavolo di marmo del valore di 25.000 euro giaceva in rovina.
“Quando siamo arrivati ​​qui stamattina, c’era ancora gente nel negozio”, ha riferito Yoni.

Farmacia saccheggiata: danni a sei cifre.

Nel terzo arrondissement, Fabien Carême si trovava tra i resti della sua farmacia.
“Non capisco perché qualcuno dovrebbe saccheggiare una farmacia. Dopotutto, è uno dei primi punti di contatto per l’assistenza medica”, ha dichiarato a Epoch Times. Carême stima che la sola merce rubata abbia causato danni per quasi 150.000 euro.

“Questo ha paralizzato la mia piccola impresa per molto tempo.”

Camille Michelin, proprietario del negozio di ottica Opti’Shop, ha stimato le sue perdite in oltre 50.000 euro. “È un’attività ben gestita. E stanno saccheggiando tutto, distruggendo tutto”, ha affermato.
Michelin e i suoi tre dipendenti erano ancora nel negozio fino alle 17:00 del 17 ottobre, quando la folla è passata.

“Abbiamo ricevuto messaggi d’odio e siamo stati minacciati con gesti che facevano pensare che ci avrebbero tagliato la gola”, ha riferito.

Il monumento in Place de la République a Parigi è stato imbrattato il 18 ottobre con slogan come "Morte ai fascisti" e "Antifa". Foto: Etienne Fauchaire / Epoch Times

Il monumento in Place de la République a Parigi è stato imbrattato il 18 ottobre con slogan come “Morte ai fascisti” e “Antifa”.

Foto: Etienne Fauchaire/Epoch Times

I saccheggi sono proseguiti per tutta la notte. Nel pomeriggio del 18 ottobre, la polizia parigina aveva registrato altri tre negozi saccheggiati e arrestato 25 persone. La polizia ha dichiarato che gli arrestati erano per lo più giovani provenienti dalla periferia, che erano alla ricerca di luoghi adatti da saccheggiare.

I negozi sono stati svuotati in pochi secondi.

Un negozio in Rue Beaurepaire è stato svuotato in pochi secondi. Centinaia di manifestanti si sono poi radunati nuovamente in Place de la République.
La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua e ha schierato l’unità antisommossa CRS 8. Barricate improvvisate con bidoni della spazzatura hanno preso fuoco sul Boulevard Voltaire. Biciclette a noleggio sono state date alle fiamme nelle strade adiacenti.
Alexandre Bompard, presidente dell’associazione di categoria francese FCD, ha stimato che circa 1.500 aziende siano state colpite dalle rivolte. I danni totali ammonterebbero a diverse centinaia di milioni di euro. Secondo la polizia parigina, tra le 500 e le oltre 1.000 persone hanno partecipato alle rivolte nella capitale.
Il 18 ottobre 2026, i resti delle barricate giacciono davanti a un McDonald's devastato a Parigi, il giorno dopo le violente proteste dell'estrema sinistra. Foto: Etienne Fauchaire/The Epoch Times

Il 18 ottobre 2026, i resti delle barricate giacciono davanti a un McDonald’s devastato a Parigi, un giorno dopo le violente proteste dell’estrema sinistra.

Foto: Etienne Fauchaire/Epoch Times

Al termine della manifestazione principale, piccoli gruppi vestiti di nero hanno iniziato a fare irruzione nei negozi tra Place de la République e Place de la Bastille. Altre persone si sono unite a loro per saccheggiare.
“Intere strade sono state sistematicamente devastate”, ha dichiarato ai giornalisti il ​​sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire.

Attacco incendiario contro lo storico municipio di Limoges

Gravi disordini sono stati segnalati anche in altre parti della Francia. A Limoges, nella Francia centrale, lo storico municipio, risalente al 1883 e tutelato come edificio storico, è stato dato alle fiamme. Secondo la prefettura, al momento dell’incendio, funzionari eletti e personale si trovavano ancora all’interno dell’edificio.
Il sindaco di Limoges, Guillaume Guérin, ha dichiarato ai giornalisti il ​​18 ottobre che circa 700 attivisti di estrema sinistra, mascherati e armati, si erano infiltrati in una manifestazione a cui partecipavano 5.000 persone. La polizia non è riuscita a fermarli.

“Si è trattato di un incendio doloso. Un tentato omicidio dei rappresentanti eletti della Repubblica”, ha dichiarato Guérin.

Attacchi ai municipi e ad altri edifici amministrativi, nonché saccheggi, sono stati segnalati anche a Bordeaux, Lille e Marsiglia.

Quasi 2.400 arresti a livello nazionale.

Entro la sera del 18 ottobre, il Ministero dell’Interno francese aveva registrato 2.397 arresti a livello nazionale. Inoltre, 997 tra agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco erano rimasti feriti, sette dei quali in modo grave.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che gruppi di rivoltosi si erano formati in seguito a un “chiaro appello all’azione proveniente dall’estrema sinistra”. Nel pomeriggio, saccheggiatori e altri criminali si sono uniti a loro, approfittando della situazione.

Macron condanna la violenza – scontro tra governo e opposizione

Domenica, in un discorso, il presidente Emmanuel Macron ha condannato le violenze. Allo stesso tempo, ha promesso sostegno ai commercianti colpiti e ha annunciato che i responsabili delle violenze e delle distruzioni saranno chiamati a risponderne.
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha criticato Jean-Luc Mélenchon, fondatore e candidato alla presidenza del partito di sinistra La France insoumise (LFI). Lecornu ha sostenuto che Mélenchon avesse giustificato la violenza.
Mélenchon ha definito l’incendio doloso del municipio di Limoges un crimine. Tuttavia, si è astenuto dal condannare esplicitamente le rivolte nel loro complesso. Ha invece attribuito la responsabilità degli eventi al governo.
La politica Marine Le Pen del Rassemblement National ha accusato direttamente il partito di Mélenchon, LFI, di essere legato ai rivoltosi.
Questo articolo è apparso originariamente su theepochtimes.com con il titolo “Macron promette che i rivoltosi ‘devono pagare’ mentre la Francia esamina i resti dei peggiori disordini degli ultimi anni “. (Adattamento in tedesco: vm)
Nota del redattore: questo articolo è stato aggiornato il 20 ottobre 2026.

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Crosetto: Ha stato Putin

21 October 2026 at 08:15
Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: “E’ la guerra ibrida che passa dai social”. Zelensky: “In Ue cittadini manipolati dalla Russia”

Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: “E’ la guerra ibrida che passa dai social”. Zelensky: “In Ue cittadini manipolati dalla Russia”

diRedazione Esteri

Il ministro della Difesa: “Il caso di questi giorni sono una cosa diversa da ciò che abbiamo vissuto in passato, l’Occidente deve reagire”. Ieri era stata Quartapelle (Pd) a citare le “potenze straniere” che “amplificano” le manifestazioni

Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: “E’ la guerra ibrida che passa dai social”. Zelensky: “In Ue cittadini manipolati dalla Russia”

Ci pensa nelle stesse ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe”.

Ieri la prima ad evocare le ombre russe era stata la parlamentare del Pd Lia Quartapelle: “Abbiamo già visto in diverse città europee manifestazioni convocate attraverso i social, eventualmente amplificate anche da potenze straniere, con effetti devastanti sui contesti urbani. Bisogna capire che cosa è successo e chi c’è dietro queste manifestazioni”, ha aggiunto, sottolineando anche la necessità di approfondire come mai le forze dell’ordine siano sembrate impreparate a gestire la piazza, soprattutto domenica. A ribadire il concetto anche la capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi: “Non occorre inseguire teorie del complotto né immaginare registi occulti per capire che qualcosa non torna – dichiara -. Chi vuole indebolire le democrazie europee sa che oggi è possibile condizionare governi e opinioni pubbliche alimentando il disagio, amplificando ogni tensione attraverso una disinformazione sapientemente orchestrata, fomentando le rivolte nelle piazze oppure insinuando nelle famiglie paura e sfiducia verso le istituzioni. Sono le dinamiche della guerra ibrida: strumenti diversi, obiettivi convergenti. Del resto, l’intelligence francese ha già descritto e documentato questi metodi, mettendoli nero su bianco. Per questo non possiamo lasciare campo libero a chi soffia sul fuoco delle nostre fragilità e sfrutta problemi reali, spesso determinati da fattori che travalicano i confini nazionali, per dividerci e renderci più deboli”.

Le idee all’interno del governo non sono granché univoche o comunque non lo erano fino al weekend di guerriglia di piazza Duomo: “Mi preoccupa l’invasione islamica, non la guerra ibrida – aveva detto il vicepremier Matteo Salvini -. Non ho paura dei russi, ho paura degli estremisti islamici“.

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