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Chi è Gurmeher Kaur, leader del movimento degli scarafaggi in India

22 October 2026 at 10:49

Da molti mesi, il Cockroach Janta Party dell’India, conosciuto come il Movimento degli Scarafaggi, in riferimento agli esclusi, chiede profondi cambiamenti nel sistema politico indiano. L’ultima protesta, dove hanno partecipato principalmente giovani, esigeva le dimissioni del ministro dell’Istruzione indiano, Dharmendra Pradhan. La manifestazione è diventata violenta, con feriti e detenuti.

Gli “scarafaggi” chiedono anche le dimissioni del commissario elettorale, Gyanesh Kumar. Lo accusano di avere annullato il diritto al voto di circa 130 elettori. Ma tra le richieste ci sono anche più diritti, protezione e autonomia per le donne, dopo il caso di stupro di gruppo di una ragazza di 17 anni a New Delhi alla fine di settembre del 2026, diventato simbolo dello stato precario della sicurezza nel Paese.

Una delle portavoce di questa causa è la giovane attivista Gurmehar Kaur. Nata a Jalandhar nel 1996, si è laureata al Lady Shri Ram College e ha un master all’Università di Oxford. È ambasciatrice dell’organizzazione benefica inglese “Postcards for Peace”, che si dedica a combattere ogni forma di discriminazione. Nel 2017 la rivista Time l’ha definita una “paladina della libertà di parola”, e l’ha considerata uno dei “10 leader della prossima generazione”. Ha scritto un libro autobiografico intitolato “Small Acts of Freedom” e “The Young and the Restless: Youth and Politics in India”.

Il suo attivismo l’ha portata a numerosi arresti. Il prezzo da pagare per le giovani donne che si battono per un cambiamento è molto più alto rispetto agli uomini. Kaur racconta che, mentre i colleghi maschi festeggiano la visibilità nei media, le donne si preparano a minacce di morte, stupro, umiliazioni e altri abusi in rete. Su internet si trovano immagini sessualizzate delle manifestanti create con intelligenza artificiale, inserite tra quelle delle proteste.

In un’intervista all’emittente tedesca Deutsche Welle, Kaur ha spiegato che per lei “la resistenza non può essere un evento isolato. Un giorno e il seguente tornare alla vita quotidiana […] La resistenza è essere presenti e mettere il corpo in prima linea”. Per questo ha deciso di entrare a fare parte del gruppo giovanile del Congresso Nazionale, il primo partito dell’opposizione dell’India.

 

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Così Trump prova a riconquistare il voto delle donne per le midterm

21 October 2026 at 11:05

Il rapporto con le donne del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è da sempre complicato. Cause aperte, accuse di molestie, offese pubbliche, intimidazioni (è stato anche condannato per ricatto). Per questo, e molto altro, una fascia elettorale in cui non gode di consenso è quella del voto femminile. A poco meno di un mese dalle elezioni di midterm, i sondaggi di Reuters e Ipsos indicano che solo il 32% delle donne voterà i repubblicani. I report del Washington Post e ABC News sostengono che il 61% voterà per i democratici.

E, siccome è un voto che pesa, Trump ha iniziato una strategia per provare a conquistare l’approvazione delle donne. Il piano si centra nel ruolo della moglie, Melania Trump, fino ad ora lontana dai riflettori.

Questa settimana l’ex modella ha presentato dai giardini della Casa Bianca un nuovo programma dedicato alla cura e prevenzione della salute femminili. Ad accompagnarla, in un angolo, il marito. Non sono ancora stati diffusi dettagli su quante risorse economiche saranno dedicate, ma la first lady ha assicurato che ci sarà un decreto esecutivo per avviare subito l’iniziativa.

Il programma consta di cinque pilastri, a cominciare con il trattamento di malattie che affliggono specialmente le donne. “Il secondo aspetto – ha spiegato Melania – sarà l’applicazione della ‘superintelligenza’ (in riferimento all’intelligenza artificiale, ndr) per migliorare la comprensione della biologia femminile e accelerare le scoperte mediche, in beneficio delle donne”.

Successivamente ci sarà un processo per guidare terapie promettenti dai laboratori fino a paziente donne, seguendo rigidi protocolli di sicurezza. Il quarto punto sarà assicurare che i progressi medici siano accessibili alle donne, indipendentemente dalla posizione economica. In fine, il programma si dedicherà alla formazione delle nuove generazioni perché parlino in maniera aperta e con compassione di molte malattie e malesseri che fino ad oggi sono stati considerati tabù.

https://t.co/QBs6J1uGsR

— MELANIA TRUMP (@MELANIATRUMP) October 20, 2026

Tutto sul possibile incontro tra Xi, Trump e Putin

20 October 2026 at 16:00

Vladimir Putin è entusiasta e avrebbe invitato i due grandi alleati internazionali, il presidente cinese Xi Jinping e il presidente americano Donald Trump a una riunione trilaterale per discutere le sorti della guerra in Ucraina, ma non solo. Il luogo dell’importante appuntamento potrebbe essere la Cina, sfruttando l’impegno del Forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico a Shenzhen il 18 e 19 novembre.

Una specie di riedizione dello storico summit di Yalta tra Stalin, Churchill e Roosevelt nel 1954. Tra gli argomenti di discussione il più urgente sarebbe la guerra in Ucraina. Infatti, secondo il quotidiano americano The Wall Street Journal, Xi, Putin e Trump potrebbero “disegnare” in quell’occasione una nuova mappa divisa tra zone di influenza.

A proporre l’incontro sarebbe stato Putin, per via telefonica, lo scorso 9 ottobre. Dmitry Peskov, portavoce del governo russo, ha confermato l’idea di questa possibile riunione. Anche se Xi e Trump ancora non hanno risposto all’invito.

Tutto indica però che almeno Trump ci sarà. In un post ha spiegato la sua strategia (semplice) sulla Russia: “Sto negoziando la pace nella guerra tra Russia e Ucraina e non voglio fare nulla che, imprudentemente, possa allontanare la Russia dal tavolo di negoziati. Si stanno facendo grandi progressi!”.

La dolce vita di Kim. Dentro la villa di lusso del leader nordcoreano

20 October 2026 at 11:04

Scivoli acquatici, piscine, un enorme yacht. Grazie a un’indagine con immagini satellitari è stato individuato il centro vacanze di lusso del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un. L’imbarcazione è il suo luogo del cuore ed è stato avvistato da luglio a metà ottobre di quest’anno nella costa nordcoreana Wonsan, conosciuta come la penisola di Kalma. Sarebbe di circa 80 metri. Si crede che questa enorme nave sia di Kim e della sua famiglia perché i suoi movimenti coincidono con le date in cui il leader è stato assente da apparizioni pubbliche. Con queste navi si sposterebbero anche nelle isole Tae e Sin che offrono spazi marittimi ritirati con totale privacy.

Kim e la sua famiglia si recano molto spesso in un’enorme villa della località balneare Wonsan, secondo un reportage dell’emittente britannico Bbc. Nelle sue vicinanze sono state identificate diverse imbarcazioni di grandi dimensioni, che d’inverno sono in porto e d’estate sono usate per la ricreazione. Non ci sono conferme di quanto sia il valore di queste navi, ma può arrivare a 100 milioni di dollari. Uno yacht di Kim, più piccolo, di 29 metri, si calcola possa valere 7 milioni di dollari.

Gli esperti indicano Wonsan come il posto del cuore di Kim, giacché è stato in questa località che il dittatore coreano è cresciuto da piccolo, insieme alla madre. Secondo la testimonianza di un disertore che è stato custode negli anni ’90 nell’unità 974 del leader Kim Jong Il, Wonsan era il rifugio dell’élite nordcoreana e il luogo dove trascorrevano l’estate praticando sport acquatici.

Alcuni media statali nordcoreani dicono che a Wonsan ci sono alberghi di lusso, ristoranti, negozi e parchi acquatici che accolgono più di 20.000 visitatori. Altri media russi hanno diffuso immagini di turisti russi che visitano il complesso Wonsan Kalma inaugurato a luglio del 2025.

L’ex giocatore dell’NBA e amico di Kim Jong-un, Dennis Rodman, ha raccontato al quotidiano The Sun l’ultima visita in Corea del Nord nel 2013, dicendo di essere stato una settimana a Wonsan con il dittatore praticando sci acquatico ed equitazione.

Questa scoperta evidenza il paradosso che rappresenta la dualità in cui vivono i nordcoreani, sommersi dalla carestia di una crisi umanitaria senza precedenti e con una leadership che non risparmia spese quando si tratta di confort e intrattenimento.

“Si crede che Kim e la sua famiglia usino queste navi. Ex funzionari nordcoreani, disertori ed esperti affermano che sarebbe difficile per qualsiasi persona lontano dal vertice del regime possedere o utilizzare liberamente navi di questa dimensione”, sostiene la Bbc. “La ricchezza di chi occupa posti di potere nella ermetica dittatura nordcoreana è difficile da determinare quanto le cifre economiche del Paese”, prosegue l’emittente.

Per le Nazioni Unite, la Corea del Nord è uno dei Paesi più poveri al mondo, ma ha una grande spesa militare, specialmente dedicata al programma nucleare. Circa il 40% della popolazione, però vive in stato di denutrizione, e subisce “violazioni gravi, generali e sistematiche dei diritti umani”, da quanto si legge nel report 2025 dell’Onu.

Vita e pensiero di Meredith Whittaker, la donna più scomoda dell’IA

16 October 2026 at 10:39

Meredith Whittaker è una delle persone più influenti nel mondo dell’intelligenza artificiale, consacrata recentemente dal Time. Dal Vaticano al famoso summit di Davos, questa giovane donna parla del futuro del settore digitale perché lo conosce da dentro. Da sempre critica dei sistemi di sorveglianza e controllo tecnologico, non è così catastrofista sull’intelligenza artificiale e la minaccia contro l’umanità.

“Il rischio c’è ed è reale – afferma Whittaker – ma non è la storia di fantasmi di cui ci parlano giovani esaltati”. Secondo lei, il pericolo risiede nell’uso negligente della tecnologia. “Siamo stati quasi per entrare in guerra con la Cina”, ha detto all’emittente Bbc in riferimento ad un caso nel quale una chatbot usata dall’intelligence americana inventò un’informazione su una nave cinese che trasportava materiale nucleare. Gli Usa erano pronti ad una risposta militare ma nulla era vero.

Laureata in Letteratura e Retorica all’Università della California, Berkeley. Prima aveva lavorato solo dando una mano nei jazz club di Los Angeles dove suo padre suonava il trombone. “Non avevo ambizioni di carriera; è stato tutto molto casuale”, racconta al Financial Times. Nel 2006 Whittaker è entrata a lavorare a Google senza avere ancora formazione nell’area informatica. Whittaker ha fondato Google Open Research, che ha collaborato con diverse realtà sulla questione della sicurezza e le conseguenze dell’uso dell’intelligenza artificiale. “Oggi vedo ragazzi le cui vite sono pianificate fin nei minimi dettagli, minuto per minuto. Deve essere davvero difficile, quando si è giovani e si sta cercando di capire chi si è e quale sia il proprio posto nel mondo”, prosegue.

Nel 2014, un ingegnere in visita da Harvard parlò a Whittaker di un’idea: utilizzare un software di IA per prevedere i genocidi. Lei ricorda che in quel momento ha iniziato ad avere dubbi di natura etica su questa tecnologia: “Mi chiedevo: come si può avere la certezza che sia davvero accurato? E come ci si assume la responsabilità del fatto che una previsione, di per sé, possa far pendere l’ago della bilancia? Che ruolo può avere uno strumento del genere?”.

Tre anni dopo ha saputo del Progetto Maven, un contratto segreto di Google con il Dipartimento di Difesa americano per lo sviluppo di intelligenza artificiale per la localizzazione di obiettivi grazie ai droni. Nel 2018, ha perso il lavoro – ma è stata subito assunta dall’azienda americana Palantir – dopo avere organizzato uno sciopero con 20.000 lavoratori per protestare sulla gestione di molte questioni sensibili, tra cui l’ingerenza della tecnologia in ambiti della quotidianità.

Ora Whittaker è presidente della Fondazione Signal, che gestisce l’omonima app di messaggi cifrati. Signal ha circa 70 milioni di utenti – molto meno rispetto a WhatsApp – ma si vanta di offrire protezione dei dati agli utenti. L’informazione che “viaggia” nei messaggi resta nei propri server, per cui è improbabile che possa arrivare a terzi.

La Fondazione Signal “è finanziata principalmente tramite donazioni e l’applicazione è stata scaricata centinaia di milioni di volte in tutto il mondo”, scrive il Financial Times. Per il giornale, Whittaker è “una figura rara nel panorama tecnologico: denuncia gli eccessi del potere aziendale, si scaglia contro quello che definisce un ‘modello di business basato sulla sorveglianza di massa’ e si batte per la tutela della privacy”. “È probabilmente la voce più critica e scomoda della Silicon Valley. Negli ultimi anni è diventata l’antitesi delle Big Tech”, scrive il Financial Times.

Whittaker vive molti mesi all’anno in viaggio. Per mantenere il proprio equilibrio, segue routine ovunque si trovi: prepararsi un caffè aromatizzato con il cardamomo e con una miscela di cicoria e funghi, lezione di yoga (che pratica da 20 anni) e cucinare la cena quando torna a casa, per ritrovare il contatto con la realtà. Legge continuamente libri di storia politica della tecnologia.

Stop alle sanzioni sul fratello di Delcy Rodríguez. Gli Usa si ammorbidiscono con il Venezuela?

15 October 2026 at 11:17

Nuova linea del presidente americano Donald Trump sul Venezuela. Dopo una campagna rigida contro la dittatura chavista, il Dipartimento del Tesoro ha sorpreso l’opposizione venezuelana e la comunità internazionale con una decisione senza precedenti. Ieri è stato notificato il ritiro di Jorge Rodriguez, presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela e fratello della nuova leader del regime, Delcy Rodriguez, dalla lista di persone sanzionate, per cui l’uomo forte della dittatura potrà accedere di nuovo al sistema finanziario americano.

La misura è stata pubblicata dall’Office of Foreign Assets Control, che gestisce i beni stranieri, ma non sono stati spiegati i motivi di questa importante decisione. La scelta di alleggerire la posizione contro alcuni rappresentanti della dittatura venezuelana farebbe parte del riconoscimento del governo americano della gestione di Delcy Rodriguez e del piano di tre fasi per la stabilizzazione e transizione democratica del Venezuela.

Fino a ieri, il fratello di Delcy aveva beni e conti bloccati e non poteva fare business con cittadini americani. Le sanzioni per i Rodriguez sono cominciate nel 2018. Ad aprile sono state ritirate per Delcy e ieri per Jorge.

Rodríguez è uno dei personaggi più conosciuti del regime socialista, già dai tempi di Hugo Chavez, di cui era amico personale, ed è uno dei leader della delegazione chavista nei dialoghi con l’opposizione guidati dall’amministrazione americana. È stato rappresentante del presidente Nicolas Maduro nei negoziati (fallimentari) del 2017, 2019, 2021 e 2022, e anche nel dialogo con gli Usa nel 2024 e nel 2025.

Negli ultimi mesi ha promosso riforme per favorire la relazione con gli Stati Uniti, tra cui la Legge Energetica, anche se in passato lo aveva accusato di ingerenza e violenza contro il popolo venezuelano.

L’opposizione venezuelana lo considera il padre di molte normative che hanno eroso il sistema democratico del Paese sudamericano. Ed è d’accordo anche un report della Missione Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite che lo identifica come l’artefice dell’approvazione “nuove leggi restrittive dello spazio civico e democratico senza alcun dibattito genuino e democratico”.

Chi è Nathanaël Combary, il giovane (di destra) che guida le protesta in Francia

14 October 2026 at 14:52

Nathanaël Combary è un ragazzo di 18 anni impegnato in politica. È presidente del consiglio di amministrazione del Liceo Renouveau èd è diventato uno dei principali volti della mobilitazione che ha acceso le piazze della Francia.

Dall’inizio delle manifestazioni, Combary si è impegnato a portare avanti la sua visione di trasformazione del sistema scolastico francese. Un’idea simile a quella di giovani esponenti della sinistra, come il giovanissimo Elwan B. (qui l’articolo di Formiche.net), anche se con origini e tendenza diverse.

Come riferisce il quotidiano Le Figaro, Combary da poche settimane non frequenta più le scuole superiori, ma continua a rappresentare gli studenti. È ospite fisso in programma televisioni, dove sostiene le rivendicazioni degli studenti e la prosecuzione del movimento. Si è recato al Ministero dell’Istruzione Nazionale con altri leader di organizzazioni studentesche per chiedere spiegazioni al ministro Édouard Geffray. Ha una posizione più moderata, rispetto ad altri, sulla piattaforma Parcoursup, sistema di ammissione all’istruzione superiore in Francia, e ha preso le distanze dagli episodi di violenza nelle proteste.

Ma la notorietà è arrivata davvero quando sulla piattaforma X, il leader di sinistra Jean-Luc Mélenchon ha definito Combary come un “finto studente liceale orchestrato da BFM (emittente televisivo, ndr) e di essere “pagato senza dirlo dalla Renaissance”. Il leader di La France Insoumise lo ha accusato di denunciare la cooptazione politica del movimento.

Combary aveva iniziato uno stage a fine agosto presso Minerva, un’agenzia diretta da Louis Jublin, ex consigliere del premier Gabriel Attal. Tuttavia, il ragazzo sostiene di aver lasciato questa azienda prima della sua prima apparizione sui media e afferma di non aver “mai nascosto i suoi impegni politici”.

Ces dernières heures, j’ai reçu des centaines de messages d’insultes et de menaces. Je vois ce qui est écrit sur moi, jamais je n’aurais imaginé un tel déferlement au sujet de mon engagement en faveur de la jeunesse.

Je souhaiterais y réagir.

Je suis en effet adhérent au parti Renaissance, je ne l’ai jamais caché.

Renouveau lycéen a été fondé en 2021 par des jeunes venus de tous les horizons politiques : LFI, NPA, LR, PS, Renaissance, mais aussi des jeunes sans parti ou simplement peu intéressés par la politique. Nous partageons une charte de valeurs commune et, malgré nos différences, nous travaillons ensemble. Nous nous sommes réunis parce que nous refusons l’idée qu’il faille choisir un camp pour avoir le droit de défendre les lycéens. Notre seul combat, c’est la réussite des élèves, partout en France.

Je ne suis effectivement plus lycéen : je suis étudiant depuis la rentrée 2026. J’ai continué à porter la voix des lycéens, c’est parce que les nouveaux représentants lycéens ne sont toujours pas élus. Comme chaque année, il est d’usage d’attendre que les élections des Conseils de Vie Lycéenne se soient déroulées pour renouveler les dirigeants des organisations lycéennes. C’est le cas pour le président de l’Union Syndicale Lycéenne comme pour le président de l’association Les Lycéens!.

Enfin, je ne suis pas communicant pour Minerva. J’y ai commencé un stage le 31 août 2026 et, avant ma première prise de parole, j’ai cessé mon activité de stagiaire au sein de cette entreprise.

Je n’ai jamais caché mes engagements.

Je continuerai à défendre mes convictions et la cause lycéenne avec la liberté que Renouveau Lycéen me permet d’avoir, ce qui n’est pas le cas partout.

— Nathanaël Combary (@NDAcombary) October 3, 2026

Cos’è (e come) funziona Yandex, il Google russo sotto attacco

13 October 2026 at 11:06

Tutte le tappe del tour romano di Delcy Rodriguez

12 October 2026 at 14:25

“Portiamo l’esperienza del Venezuela. Lavoriamo con la convinzione che l’accesso agli alimenti sia un diritto fondamentale”. Nessun riferimento alla transizione politica del Paese sudamericano, nessun accenno alla crisi umanitaria che continuano a patire i venezuelani. Atterrata a Roma, la leader del regime chavista, Delcy Rodriguez, si è concentrata sul principale motivo del suo viaggio: la partecipazione, insieme ad un’ampia delegazione, al World Food Forum della Fao in programma dall’8 al 16 ottobre. A ricevere Rodriguez c’era Máximo Torero, economista capo della Fao e coordinatore del forum; il ministro degli Affari esteri venezuelano, Félix Plasencia e l’ambasciatrice del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo. Non ci sono stati rappresentanti del governo italiano.

Nonostante gli scandali di corruzione del regime di cui da anni fa parte, Rodriguez farà parte dell’evento ed è stata designata per pronunciare un discorso. Negli Stati Uniti continuano i processi e le indagini su come la rivoluzione bolivariana ha usato il programma di sussidi di alimenti e medicine per arricchimenti e malversazioni di fondi, con il prestanome di Nicolas Maduro, Alex Saab, a capo di questo sistema.

Le sanzioni internazionali contro funzionari del regime continuano a essere in vigore, ma Rodriguez può entrare in territorio italiano per l’immunità diplomatica che le permette di partecipare a questi eventi (come alle Nazioni Unite a New York). Il governo di Pedro Sánchez l’ha anche invitata al Summit Iberoamericano a Madrid il 4 e il 5 novembre.

Non è da escludere qualche incontro con la direzione dell’Eni, con cui il Venezuela ha firmato di recenti nuovi accordi.

Intanto, un gruppo di venezuelani ha organizzato una protesta contro la presenza della leader del regime a Roma.

Llegamos a Roma, Italia, para participar en el Foro Mundial de la Alimentación de la FAO. 🇻🇪🇮🇹 https://t.co/h8MyTm1JSe

— Delcy Rodríguez (@delcyrodriguezv) October 11, 2026

Chi (non) ha vinto le primarie socialdemocratiche in Francia

12 October 2026 at 12:31

Raphaël Glucksmann è il nuovo leader della socialdemocrazia francese. Sarà lui il candidato di questa frazione politica alle presidenziali del 2027. Con il Partito Socialista, l’eurodeputato ha ottenuto il 66,17% dei voti, vincendo sul segretario socialista Olivier Faure, che ha ricevuto solo il 14,5% dei voti, e l’ex ministra Ségolène Royal, con il 7%. Molto indietro anche i pre-candidati Emmanuel Maurel e Jérôme Guedj.

Una vittoria che invia un chiaro messaggio, secondo Glucksmann, fondatore del partito Place Publique. “Questo risultato dice qualcosa di potente – ha dichiarato il candidato -: una sinistra fedele ai suoi valori può unire, governare e vincere”. Per lui si può “parlare di giustizia, di ecologia e di Repubblica senza dovere rinunciare a nulla”.

Gli ultimi sondaggi indicano che Glucksmann potrebbe ottenere il 10% dei voti, molto poco per aspirare al secondo turno, dove molto probabilmente ci sarà la candidata dell’estrema destra strada Marine Le Pen. Glucksmann ha negato qualsiasi alleanza con il candidato di La Francia Insumisa, Jean-Luc Mélenchon. La strada è ancora in salita: il socialdemocratico dovrà anche misurarsi con l’ex presidente socialista, François Hollande, che si prevede annuncerà la sua candidatura alle presidenziali a dicembre.

Nato a Boulogne-Billancourt nel 1979, Glucksmann è europarlamentare dal 2019 ed è stato giornalista. È figlio del filosofo francese di origine ebraica André Glucksmann. Ha frequentato la prestigiosa università Sciences Po di Parigi e ha contribuito a molti movimenti democratici in Georgia ed Ucraina. Infatti, è stato consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili fino al 2013. Rientrato in Francia, è stato direttore del giornale Le Nouveau Magazine Littéraire.

Il suo progetto politico incarna una sinistra moderata, molto diversa da quella concepita da Mélenchon, che critica l’Europa e sembra condividere visioni con Mosca e Pechino. Glucksmann critica la persecuzione agli uiguri in Cina e l’ingerenza di Mosca nelle democrazie occidentali.

Chi è Elwan B., lo studente dietro le proteste in Francia

9 October 2026 at 11:35

Uno dei volti più conosciuti delle proteste degli studenti di queste ore in Francia è quello del sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko, membro del partito France Insoumise. Ma la mente dietro alle manifestazioni che infiammano le piazze francesi sarebbe di un giovane studente chiamato Elwan B.

Il ragazzo, di soli 17 anni, frequenta l’Istituto Jacques‐Decour e ha richiamato l’attenzione dei media quando si è seduto a fianco del leader di France Insoumise, Jean‐Luc Mélenchon, durante una protesta. Avvolto in una “kefiah”, l’indumento tradizionale mediorientale, simbolo del sostegno alla Palestina, Elwan B. ha dichiarato che Mélenchon “è l’uomo che salverà la Francia, sono convinto”. Il leader di sinistra pubblicò la loro fotografia insieme con la didascalia: “Insieme, per vincere”.

Elwan rappresenta il movimento auto-organizzato che promuove le manifestazioni, e che fino ad oggi aveva ribadito di non volere alcun leader. Nelle prime interviste ha criticato duramente il sistema politico francese e politici come Emmanuel Macron e Gabriel Attal.

Tra le richieste che porta avanti c’è, al primo posto, la creazione di una vera “sinistra di rottura”, che possa mettere in atto misure forti, tra cui la cancellazione del sistema di accesso all’istruzione superiore Parcoursup. Elwan considera che questa piattaforma è uno strumento che aumenta la disuguaglianza sociale ed è primo di trasparenza.

“Un accento operaio degli anni ‘50, un modo di parlare ampolloso e un’aria insolente… C’è un tocco dell’Antoine Doinel adolescente nel giovane Elwan B., la nuova figura di spicco del movimento studentesco delle scuole superiori sui social media”, scrive il quotidiano Le Figarò.

La differenza è che il personaggio fittizio di François Truffaut, indubbiamente un po’ ribelle, non indossava una kefiah e non gridava “Acab” attraverso un megafono davanti ai suoi compagni di classe. Diventato un’icona di internet in soli due giorni, con migliaia di “mi piace” per ogni sua nuova apparizione online, Elwan chiede una revisione completa del sistema scolastico.

“In periferia, la violenza è molto più vantaggiosa per i singoli perché non hanno nulla”, ha spiegato questo giovane studente al videografo di estrema destra Vincent Lapierre, in un video diffuso da Le Parisien. Elwan B. era in un blocco stradale davanti al liceo Jacques-Decour, a due passi da Montmartre. Davanti alla telecamera ha pronunciato un discorso sulla “segregazione sociale” tra quartieri benestanti e quartieri degradati e sulla disparità di risorse a disposizione degli studenti delle scuole superiori rispetto a quelli che vivono in periferia. Con 10 milioni di visualizzazioni in poche ore, il ragazzo è diventato una delle voci più discusse della rabbia degli studenti francese contro la politica tradizionale.

Il giorno dopo, Elwan era in tv, al programma del giornalista David Pujadas “La Grande Confrontation”. A discutere con lui un’altra studentessa e attivista di destra, Louise Montangon, che ha denunciato le violenze intorno alle scuole e gli attacchi agli insegnanti: “Siete gli utili idioti di questo movimento”.

 

 

 

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La casa preferita di Putin? È a Sochi e in fase di ristrutturazione

8 October 2026 at 13:28

Il presidente Vladimir Putin ha deciso di allargare la sua casa nel Mare Nero e dietro a questa scelta potrebbe esserci una motivazione di sicurezza più che logistica. La storica struttura statale Bocharov Ruchey a Sochi, usata da Boris Yeltsin, tra altri leader russi, è diventata la dimora preferita dell’attuale capo del Cremlino da maggio del 2000. Nel 2008 è stata segnata come la residenza ufficiale del presidente russo ed è lì che poteva “dormire, lavorare, vivere e svolgere tutte le sue funzioni, inclusa quella del comandante supremo a capo” dello Stato.

Secondo il quotidiano britannico Financial Times, solo nel 2021 c’è stato 24 volte, ma dal 2024 al 2025 – colpa della guerra in Ucraina – solo due volte. I droni ucraini sono riusciti a raggiungere la dimora e questo ha spinto Putin a ridurre i suoi spostamenti sul Mare Nero.

Questa situazione però non ha diminuito la sua preferenza nello svolgere alcuni appuntamenti importanti, come nel 2024 è accaduto quando ha ricevuto nella residenza Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Nel 2024, Bocharov Ruchey è stato demolito (è rimasto uguale solo una zona costruita per i Giochi Olimpici invernali di Sochi del 2014) e i servizi federali di sicurezza hanno cominciato la progettazione di un’enorme ristrutturazione per proteggere la residenza in un perimetro di tre chilometri.

Le autorità russe non hanno confermato la ristrutturazione ma un’indagine dell’emittente Bbc ha svelato alcuni indizi: cause legali aperte, immagini satellitari e annunci di lavoro (in cambio di casa vicino alla piscina, cibo gratis e pagamento in contanti) che riguardano Bocharov Ruchey.

“In una decisione su una disputa tra contrattisti, Bbc News Russia ha scoperto il riferimento ad un contratto di un programma statale di acquisizioni di difesa con il codice numero 2327202903572000000000000 – spiega l’emittente -. L’informazione di questi contratti è segreta ma il codice svela alcuni dettagli importanti. I primi quattro numeri indicano l’anno in cui si è firmato il contratto e la data di scadenza. I tre numeri successivi, 202, sono il codice dell’Fso, l’autorità che contratta”.

Si tratta dunque di appalti di imprese che lavorano a Bocharov Ruchey. Il principale è il contrattista generale della costruzione Tsi Group. Ci sono state anche alcune irregolarità che riguardano la costruzione dei muri della “casa principale” con l’impresa Orenburg.

La Bbc ha anche scoperto alcuni annunci di impiego per costruttori, da idraulici a fabbri, pubblicati sui social network, in cui si offre alloggi vicino alla piscina, pagamenti in contanti, cibo gratis e altri benefici. “L’installazione è strategica”, hanno aggiunto.

Inizialmente, l’offerta di lavoro è limitata a cittadini russi senza precedenti penali, ma successivamente il mercato è stato aperto a kazachi, bielorussi e chirghisi.

TSI e il gruppo Transstroiinvest hanno un’ampia esperienza in progetti di costruzione legati al governo russo e alle organizzazioni di sicurezza statali. “Nel 2019, il media di inchiesta indipendente russo Project ha informato che l’impresa aveva partecipato alla costruzione di una residenza statale nella località di Oliva, nella costa sud della Crimea annessa”, ha aggiunto la Bbc.

Transstroiinvest continua a lavorare in territori occupati dell’Ucraina, come ad esempio, il restauro dell’antico cinema di Mariupol, occupato dalla Russia nel 2022. Tra quell’anno e il 2025, TSI si è aggiudicato 54 contratti, tra cui un contratto di ricostruzione del centro infantile internazionale Artek per 330 milioni di dollari.

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