O "xadrez" que vai reconfigurar o BCE com a saída de Lagarde

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Torna a diminuire in apertura del 16 ottobre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale si è ridotto arrivando a 107 punti. Segnali positivi dai rendimenti, che sono scesi sotto la soglia del 4,50% arrivando al 4,47% e determinando l’avvicinamento dei Buoni del Tesoro ai titoli di Berlino.
Il mercato obbligazionario continua a oscillare, ma nella giornata di ieri l’ex presidente della Bce Mario Draghi sembra aver escluso un intervento di Francoforte per ridurre i tassi di interesse sul debito di diversi Paesi, in particolare della Francia, come invece era avvenuto in passato.
Continua il periodo di volatilità dello spread. Il differenziale non sembra riuscire a impostarsi su una traiettoria prevedibile, continuando ad alternare aumenti improvvisi a cali altrettanto repentini. Il ritorno sotto i 110 punti base, dopo l’apertura difficile di ieri, rimane positivo, così come il calo dei rendimenti sotto la soglia del 4,50%.
L’apertura dello spread italiano è ancora più significativa alla luce delle parole di Mario Draghi di ieri. L’ex presidente della Bce ha infatti spiegato che la situazione dei titoli di stato europei, pur critica, non richiede un intervento dell’Eurotower.
In passato, la Bce aveva fatto infatti ampio utilizzo dello strumento del quantitative easing per ridurre l’esposizione ai mercati di alcuni titoli, tra cui quelli italiani. Il contesto economico è però cambiato e un intervento simile sarebbe molto più complesso ora.
La Bce sta infatti attuando una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di interesse per contrastare l’inflazione. Acquistare titoli di Stato significherebbe immettere euro sul mercato, diluendo in parte l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse e rischiando di far accelerare l’aumento dei prezzi.
Anche i titoli di Stato degli altri Paesi europei hanno reagito bene alle parole di Draghi, che hanno ridimensionato la pressione sui debiti continentali. In Spagna i Bonos si sono mantenuti a 60 punti di distanza dai Bund, con un rendimento del 4,00%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,40% | – |
| Btp italiani | 4,47% | 107 |
| Oat francesi | 4,78% | 1138 |
| Bonos spagnoli | 4,00% | 60 |
La Francia continua a essere il Paese in maggiore difficoltà. Lo spread degli Oat è pari a 138 punti base, anche se i rendimenti si stanno progressivamente allontanando dai picchi delle scorse settimane.
A partire dall’ultima settimana di ottobre torneranno le aste dei titoli di Stato italiani. Le date da segnarsi sono:
Tra il 19 e il 23 ottobre si terrà anche l’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore Insieme, titoli di Stato riservati agli investitori retail, cioè ai privati.
L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle banche, ma porta con sé nuovi rischi per la sicurezza dei conti correnti. Per questo motivo la Banca centrale europea ha chiesto ai principali istituti vigilati di rafforzare le proprie difese contro le minacce informatiche potenziale dall’AI entro il 31 ottobre 2026.
Tutto questo riguarda chiaramente molto da vicino i correntisti, chiamati a fare la propria parte per proteggere risparmi e dati personali. Chiariamo quali sono le richieste della BCE nel dettaglio e che tipo di rischi corriamo.
È giunta una lettera dalla vigilanza bancaria della BCE, nella quale si chiede ai grandi istituti dell’area euro di innalzare il livello di protezione contro le minacce informatiche legate all’intelligenza artificiale. Gli istituti dovrebbero adeguarsi in tempi rapidissimi, entro il 31 ottobre 2026, valutando come l’uso crescente dell’IA, tanto da parte delle banche che da parte dei criminali, possa esporre i sistemi a nuove vulnerabilità. Un intervento che rappresenta un tassello chiave nel quadro di regole europee sempre più attento al concetto di resilienza digitale.
I pericoli sono di diversa natura:
Per contenere questi rischi, agli istituti viene chiesto di definire in modo preciso cosa possono fare gli agenti di AI, prevedendo una conferma umana per le operazioni più delicate. Ogni azione dell’IA dev’essere tracciabile e verificabile, con possibilità di spegnere il tutto rapidamente in caso di problemi.
Le banche devono poi effettuare verifiche periodiche sulle vulnerabilità dei programmi usati, mantenendo gli aggiornamenti di sicurezza, disponendo di backup isolati e procedendo al ripristino in caso d’emergenza. Il tutto nel rispetto del regolamento europeo Dora sulla resilienza operativa digitale, in vigore dal 17 gennaio 2025, che fissa standard comuni per la sicurezza informatica.
Anche i correntisti possono fare molto per proteggersi e dovrebbero agire in maniera rapida e attenta. Ecco un po’ di consigli pratici e utili:

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