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La foto di Ultimo in Curva Sud diventa un caso: abbraccio con l’ultrà di estrema destra dall’ingombrante passato

19 October 2026 at 10:02

Dalle folle oceaniche dei concerti al tifo senza filtri della Curva Sud. Per Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi, la passione giallorossa non conosce posti numerati né salottini riservati. Ma stavolta, più della partita, a conquistare la scena è stata una fotografia. E il protagonista involontario di una storia decisamente meno romantica delle sue canzoni.

Sabato sera, durante Roma-Genoa (finita 2-0 per i padroni di casa), il cantautore si è sistemato nel cuore del tifo romanista, tra cori, bandiere e abbracci. Una scelta popolare, perfettamente coerente con la sua immagine di ragazzo della Capitale rimasto legato alle proprie radici. Peccato che uno degli scatti della serata lo ritragga sorridente accanto a Gino Vasselli, soprannominato Ginetto, personaggio assai conosciuto negli ambienti ultras e nelle cronache giudiziarie.

Chi è Ginetto, il capo ultrà con precedenti giudiziari

Vasselli è uno dei volti di Insurrezione Giallorossa, gruppo della Curva Sud riconoscibile dallo striscione con il teschio. Il suo nome è legato soprattutto a San Lorenzo, quartiere romano dove calcio, militanza politica e storie di strada hanno talvolta incrociato percorsi tutt’altro che rassicuranti. Nel febbraio 2021 venne arrestato insieme al fratello durante un’operazione antidroga in un locale di via Tiburtina. Gli investigatori sequestrarono hashish, cocaina e ben 175 bombe carta artigianali. Un arsenale poco compatibile con l’idea dello stadio come luogo di semplice divertimento.

La foto di Ultimo in Curva Sud diventa un caso: abbraccio con l’ultrà di estrema destra dall’ingombrante passato

Dalla Curva Sud all’estrema destra: i legami familiari

Il curriculum delle frequentazioni familiari aggiunge un altro capitolo. Vasselli è infatti cognato di Giuliano Castellino, esponente dell’estrema destra condannato definitivamente per l’assalto alla sede nazionale della Cgil. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il passato di Ginetto comprende anche il coinvolgimento nell’aggressione incendiaria contro un senzatetto a San Lorenzo nel 2004. Una vicenda che riporta alla stagione più violenta dell’estremismo romano.

La foto di Ultimo in Curva Sud diventa un caso: abbraccio con l’ultrà di estrema destra dall’ingombrante passato
In Curva Sud, col cappellino del Palermo

E Ultimo? Qui occorre distinguere la fotografia dalle conclusioni. Un abbraccio allo stadio non costituisce una dichiarazione politica, né dimostra condivisione di idee, comportamenti o precedenti giudiziari. Resta però l’imbarazzo mediatico: il cantante che riempie gli stadi, amatissimo dai giovanissimi, immortalato accanto a un personaggio dalla biografia controversa. Una foto che vale mille commenti, ma certamente non mille prove.

Del resto, in Curva Sud basta un attimo per passare dal coro alla polemica. E questa volta, per Ultimo, il ritornello rischia di essere meno piacevole del previsto…

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Emanuele Lulli, il “dannato” che ha conquistato la Roma e Gasperini

18 October 2026 at 08:19

Certe notti non si dimenticano. Emanuele Lulli non scorderà mai il minuto numero 68 di Roma – Genoa quello del suo primo gol in serie A. Il suo volto dopo la rete del 2-0 al Genoa,  è la fotografia più bella della serata giallorossa. L’istantanea di un ragazzo che vive un sogno con la maglia della squadra del cuore. Emozione e incredulità si mescolano in una espressione così genuina da strappare un sorriso paterno anche ad un sergente di ferro come Gasperini che ha creduto in lui e passa alla cassa con gli interessi.

Emanuele Lulli, la scommessa vinta di Gasperini

Emanuele Lulli,  il “dannato” che ha conquistato la Roma e Gasperini

Quella di Emanuele Lulli è la favola di un ragazzo che ha la fortuna di incontrare un artigiano visionario come Gasperini, tecnico capace di individuare una pepita dove altri avevano intravisto un talento grezzo. Il ragazzo, considerato un buon giocatore ma non straordinario sino all’under 17, esplode, come  accade a molti giovani, crescendo fisicamente. Mette in mostra coesa, accelerazione resistenza. In una parola quella “gamba” che lo rende il calciatore ideale per Gasperini che prima lo monitora, poi lo aggrega alla prima squadra, quindi lo porta in ritiro in Galles e infine lo lancia sin dalla prima giornata contro la Fiorentina. Contro la viola gioca tutti i 90’ e convince il tecnico di Grugliasco che gli rinnova totale fiducia anche contro il Lecce. Altri 54’ molto positivi a Lecce, ancora titolare (88’in campo) contro il Torino. Rifiata con Come e Inter e si ripresenta in grande spolvero contro il Genoa. Ara la fascia, attacca la profondità come vuole Gasperini e al 68’ della sfida contro i rossoblù la scommessa è definitivamente vinta.

Molto più di una alternativa a Molina

Al di là della prima gioia in campionato e in carriera, Lulli ha tutte le qualità per ritagliarsi un posto nell’undici titolare della Roma. È il classico giocatore alla Gasperini, capace come nessuno di costruire esterni a tutta fascia lavorando su capacità di abbinare corsa, resistenza e straripante prepotenza atletica. Doti che appartengono al bagaglio di Lulli che, considerando la giovanissima carta d’identità dell’esterno ha anche enormi margini di miglioramento tecnico. Ecco perché Lulli può essere molto più di una alternativa a Molina, non più intoccabile sulla fascia. Anche perché dal punto di vista tattico, rispetto all’argentino, offre più spinta e maggiori garanzie nella lettura del gioco in fase di non possesso sia in fase difensiva sia nella scelta dei tempi di inserimento in accompagno all’azione offensiva: è suo il lavoro che ha portato alla conquista del corner da cui è nato il gol dell’1-0 di Castro, prima di farsi trovare al posto e al momento giusto nell’azione del 2-0.

Lulli, il “dannato” nel senso buono: abnegazione, grinta e serietà

Emanuele Lulli,  il “dannato” che ha conquistato la Roma e Gasperini

Una soddisfazione meritata, per un ragazzo che, all’unanimità, è apprezzato soprattutto per costanza, applicazione e serietà. “Si allena come un cane”: pensieri e parole di Castro, rendono l’idea del rispetto dei compagni verso un ragazzo capace di costruirsi sin dai primi passi. Nei primi anni, a Palestrina, era uno dei  “dannati”, affettuoso epiteto che definiva un gruppo di ragazzi capaci con grinta, abnegazione e straordinaria forza di volontà di vincere tornei giovanili regionali a metà del decennio contro Roma e Lazio. Crescendo, Emanuele non è cambiato: stesso approccio. Lavoro, lavoro e lavoro, con l’approccio e la testa necessaria per non disperdere il talento. Per farsi una idea del ragazzo, basta cliccare sul profilo Instagram. Assolutamente e straordinariamente professionale nel senso più pieno del termine, ovvero fuori dall’ordinario per un ragazzo di 19 anni. Pochissimi scatti e tutti legati al calcio e alla sua esperienza con la Roma. In un’epoca dominata dall’apparire, Lulli ha scelto evidentemente di essere.

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Endrick, il gol alla Roma con l’aiuto di Dio: «Parlavo con Lui in panchina». Mourinho può mettersi in coda

17 October 2026 at 07:30

Il baby fenomeno del Real Madrid entra all’Olimpico, segna e rivela il segreto della sua prestazione: una conversazione con l’Altissimo.

Gasperini rimpiange il talento sfumato sul mercato, mentre Mourinho deve decidere quanto farlo giocare. Ma lassù, evidentemente, qualcuno ha già espresso una preferenza. Altro che indicazioni tattiche, lavagnette magnetiche e discorsi motivazionali. Per segnare alla Roma basta avere il numero giusto in rubrica. Possibilmente quello di Dio.

Endrick, gioiellino brasiliano del Real Madrid, ha raccontato il curioso retroscena della sua serata all’Olimpico. Mentre i compagni correvano e sudavano, lui era seduto in panchina a conversare con l’Onnipotente. Poi, improvvisamente, la chiamata dalla panchina. Quella terrena, stavolta.

«Ero in panchina a parlare con Dio», ha confessato il ragazzo, spiegando di aver continuato a pregare anche mentre si preparava a entrare. Risultato? Ingresso devastante e gol alla Roma. Una specie di assistenza divina, senza bisogno di passare dal centrocampo.

E pensare che il brasiliano, inseguito durante il mercato proprio dai giallorossi, avrebbe potuto indossare la maglia della Roma. Gasperini e D’Amico lo avevano messo nel mirino, ma il talento è rimasto a Madrid. Salvo presentarsi all’Olimpico per ricordare quanto sarebbe stato comodo averlo dalla parte giusta.

Mourinho decide, ma l’ultima parola spetta all’Altissimo

Il problema, adesso, è capire chi abbia più voce in capitolo sul futuro del ragazzo: José Mourinho oppure il suo interlocutore celeste. Alla domanda su un possibile aumento del minutaggio, Endrick risponde con prudenza. Le scelte spettano all’allenatore, che deve pensare agli interessi della squadra. Lui promette lavoro, sacrificio e pazienza. Un atteggiamento ammirevole. Ma con una linea diretta così privilegiata, potrebbe anche chiedere una piccola raccomandazione. Magari senza disturbare San Pietro.

Intanto, dopo appena quattro minuti giocati nella Liga, il brasiliano si è trasformato nel protagonista della rimonta madrilena: dal 3-1 al 4-3, con gol del pareggio e premio di migliore in campo.

Vinicius squalificato, il Paradiso apre una finestra

A favorire Endrick potrebbe arrivare anche la squalifica di Vinicius, fermato per quattro giornate nel campionato spagnolo. Il giovane attaccante difende il compagno, giudicando eccessivo il provvedimento e denunciando quello che considera un accanimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, qualche posto nell’attacco del Real potrebbe liberarsi. E il brasiliano è pronto ad approfittarne.

Per la Roma resta una beffa doppia: aver sfiorato un talento sul mercato e averlo poi visto segnare all’Olimpico, contribuendo a una rimonta che sembrava impossibile. Per Mourinho, invece, si profila un problema di abbondanza. E forse anche di competenze: fino a ieri il suo celebre soprannome era Special One. Adesso, con Endrick che conversa direttamente con il Padreterno, rischia di essere retrocesso a semplice intermediario.

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