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Tesla posted a highlight reel of its robotaxi avoiding collisions with rivals Waymo and Avride

21 October 2026 at 23:03
Tesla Cybercab
Tesla posted a highlight reel showing off its robotaxi navigating real-world road conditions, including robotaxis getting in the way.

Andrej Sokolow/picture alliance via Getty Images

  • Tesla posted footage of its robotaxi driving without a safety driver ahead of its Q3 earnings call.
  • Two of the clips included footage of a Waymo robotaxi and Avride encroaching on Tesla's path.
  • The clips showed the Tesla Robotaxi slowing down.

Tesla took some subtle jabs at its robotaxi competitors ahead of its third-quarter earnings call on Wednesday.

On a website Tesla created for its robotaxi safety report, the company uploaded clips of its self-driving cars maneuvering in real-world conditions without a driver behind the wheel. Obstacles and hazards included stormy weather, a pedestrian crossing at a green light, stray pets, and rival robotaxis getting in the way.

Ashok Elluswamy, Tesla's VP of AI, also posted the video on X, calling it "Robotaxi B-roll."

Robotaxi B-roll https://t.co/NWO7Ak2h1I

— Ashok Elluswamy (@aelluswamy) October 21, 2026

At around the 1:44 mark of Elluswamy's post, the video shows a robotaxi coming to a complete stop in its own lane as a Waymo makes a wider-than-usual right turn. The Waymo can be seen encroaching into Tesla's lane before it returns to its own path.

A Waymo spokesperson did not immediately return a request for comment.

In another short clip, the Tesla robotaxi is seen driving at night, braking for an Avride car that pulled up from the right, a little too far into the Tesla's path.

Avride is a robotaxi company that offers robotaxi rides through Uber in Dallas and is testing rides with a safety driver behind the wheel in Austin.

A spokesperson for Avride did not immediately respond to a request for comment.

Tesla posted the footage as it seeks to make its case publicly on robotaxi safety. The company began offering a limited number of autonomous rides without an in-car safety monitor in Austin in January.

In the newly posted safety report, Tesla said its robotaxi service has driven 3.3 million miles autonomously — relatively small compared to Waymo's more than 271 million miles driven as of June.

Tesla said during its Q3 earnings call that it will launch unsupervised Cybercabs in Dallas in November.

Read the original article on Business Insider

Who is headlining the Super Bowl halftime show? Prediction markets lean heavily toward one artist

20 October 2026 at 15:24
The NFL and Roc Nation have yet to officially announce next year’s Super Bowl halftime performer, but users across two of the biggest prediction markets seem to think they have a pretty good idea.

Talking with China, say what you’re told you can’t say

19 October 2026 at 20:03

For years, the idea of speaking forthrightly to China would evoke an admonition from the US State Department and most of the American policymaking class: “We can’t do that. They won’t like it.” They’d often add, “China has red lines, don’t you know?” There are things you are told you just can’t say – questioning […]

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Vertice Putin-Trump-Xi, l’esperto: “Potremmo trovarci di fronte a un vero punto di svolta”

19 October 2026 at 17:26

Ucraina, un accordo senza Zelensky? Simonini: “Trump può far leva sulla stanchezza degli ucraini”

Mentre i diplomatici lavorano dietro le quinte per definire le geometrie di un possibile vertice trilaterale, la prospettiva di un incontro a tre tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping ridisegna le coordinate della politica internazionale. Sul tavolo non c’è solo il futuro della guerra in Ucraina, ma il tentativo del Cremlino di accreditarsi come terza potenza ordinatrice del pianeta, estromettendo Kiev e l’Europa per ridurre ogni negoziato a un affare esclusivo tra superpotenze.

Ma un accordo sul conflitto ucraino negoziato senza la partecipazione di Zelensky è davvero realizzabile? Quali sono le reali motivazioni di Mosca e i rischi che corrono le cancellerie europee? E soprattutto, fino a che punto la Cina è disposta a spingersi nel ruolo di mediatrice senza compromettere la propria strategia sull’Indo-Pacifico?

A fare il punto è Franz Simonini, analista geopolitico e firma della rivista Domino, che ad Affaritaliani analizza la fattibilità del summit, gli obiettivi strategici di Mosca, Washington e Pechino e i possibili scenari futuri. 

Quanto è concreta la proposta di Putin di un vertice trilaterale con Trump e Xi Jinping e quali obiettivi strategici persegue Mosca?

La proposta russa di un vertice trilaterale con Stati Uniti e Cina veniva ventilata già da settimane. Avanzata lo scorso settembre, è stata poi rilanciata durante la telefonata del 9 ottobre fra Donald Trump e Vladimir Putin, la stessa che ha visto confermare l’intesa sul gasolio russo e sospendere alcune sanzioni fino all’aprile 2027. Al di là della concretezza della proposta e della scenografia degli incontri, le decisioni maturano sempre prima, nei meandri delle diplomazie.

Epperò gli obiettivi di Mosca appaiono nitidi. Anzitutto estromettere dal tavolo Kiev e le cancellerie europee, ritenute dal Cremlino i principali ostacoli a una soluzione favorevole, così da ridurre «la pace» a un mero affare fra grandi potenze. Di qui il secondo scopo, di natura simbolica, ovvero sedere da pari accanto a Washington e Pechino per restituire alla Russia il rango di potenza ordinatrice ed emanciparsi, almeno in parte, dall’immagine di socio di minoranza della Repubblica popolare.

Infine profittare della fretta della Casa Bianca per incassare il più possibile dalle eventuali trattative, a dispetto delle gravi difficoltà sul campo di battaglia e prima che l’inverno rallenti ulteriormente le operazioni.

Un eventuale accordo sulla guerra in Ucraina senza la partecipazione di Zelensky sarebbe davvero possibile? Quali rischi correrebbero Kiev e l’Europa?

Sul piano tecnico, la sopravvivenza dell’Ucraina è dipesa finora dalla logistica, dalla tecnologia, dai rifornimenti e soprattutto dall’intelligence statunitense. Benché in oltre quattro anni di guerra il paese abbia saputo accrescere la propria produzione autoctona di droni e di altri sistemi d’arma, resta legato a doppio filo alle forniture occidentali.

A ciò si aggiunge la stanchezza della popolazione. Secondo un sondaggio di inizio ottobre, il 62% degli ucraini ritiene che nessuno dei due belligeranti stia prevalendo e il 56% accetterebbe cessioni territoriali in cambio di garanzie di sicurezza americane ed europee. Una spossatezza su cui Washington potrebbe far leva per imporre a Kiev le concessioni necessarie a un compromesso con Mosca, dall’amputazione del Donbass alla neutralità, fino alla rinuncia proprio a quelle garanzie che gli Stati Uniti non intendono offrire in prima persona e che tenterebbero semmai di accollare di straforo agli alleati europei.

Le trattative sono in pieno svolgimento e, tra i rapporti di forza sul campo e l’urgenza washingtoniana di volgersi all’Indo-Pacifico, potremmo trovarci dinanzi a un autentico punto di svolta.

Che cosa cerca di ottenere la Cina da questo incontro e quanto potrebbe rafforzare il proprio ruolo di mediatrice tra Mosca e Washington?

Per Pechino il vertice costituisce allo stesso tempo un’occasione e un’insidia. Ospitare a Shenzhen gli inquilini della Casa Bianca e del Cremlino consacrerebbe simbolicamente la Repubblica popolare come potenza indispensabile, l’unica in grado di favorire la pace. Di converso lo Zhongnanhai sa bene che l’incontro rischierebbe di ridursi a un atto meramente cerimoniale, privo di ricadute concrete se non a proprio detrimento.

In primo luogo, Mosca potrebbe, nei mesi successivi, recuperare margini di manovra al di fuori del rapporto obbligato con il potente vicino, allentando di riflesso la dipendenza che oggi lega le due capitali. In secondo luogo, ed è il punto decisivo, Washington, sgravata parzialmente dall’assillo del quadrante est-europeo, potrebbe concentrare le proprie pressioni sull’Impero di mezzo.

Di qui la prudenza mandarina, sospesa fra la necessità di vestire in pubblico i panni di paladina di un vantaggio reciproco tanto proclamato quanto fittizio e la convenienza di trarre partito dall’impantanamento delle potenze rivali. Con lo sguardo sempre fisso su Taiwan all’interno di un tempo limitato.

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New taxi fares from airports in Athens and Thessaloniki

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