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Fultoin Sheen su Satana

12 October 2026 at 17:43
Ritratto ad acquerello di Fulton (immagine generata con IA di ChatGPT)

I fiori recisi fioriscono solo per poco tempo. Splendido libro di Fulton Sheen

Di Sabino Paciolla|Ottobre 12th, 2026|Categorie: Editor’s Picks, News|Tag: Cristo, diavolo, Fulton Sheen, menzogna|0 Commenti

Su questo blog, con l’unico scopo di favorire un sereno confronto ed un approfondimento culturale, oltre alla pubblicazione dei nostri articoli originali, spesso rilanciamo articoli o spunti provenienti da altre fonti che riteniamo interessanti per i nostri lettori. Di seguito segnalo l’articolo scritto dal vescovo Rob Mutsaerts, pubblicato sul suo blog. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione automatica, non ufficiale.

Ritratto ad acquerello di Fulton (immagine generata con IA di ChatGPT)

Ritratto ad acquerello di Fulton (immagine generata con IA di ChatGPT)

On the Demonic non è, a rigor di termini, un libro di padre Dave Tomaszycki, ma un libro di Fulton J. Sheen da lui curato e redatto. Tomaszycki ha setacciato per anni gli archivi, i discorsi, gli articoli e i testi inediti di Sheen e da essi ha ricostruito il libro, quasi interamente con le parole dello stesso Sheen. L’interesse di Sheen per il demoniaco è notevolmente sobrio. Il diavolo non lo interessa come curiosità, ma come realtà. Egli cerca di comprendere cosa fa il male alla verità, alla libertà, all’umanità e, in ultima analisi, al rapporto tra l’uomo e Dio. Ciò rende On the Demonic molto più interessante di un semplice libro sui demoni. In realtà è un libro sull’uomo moderno.

Caricatura del diavolo

Per Sheen il diavolo non è tanto il creatore di un mondo alternativo quanto piuttosto una caricatura del mondo di Dio. Prende ciò che è buono e lo perverte. L’amore diventa desiderio. La libertà diventa arbitrarietà. L’uguaglianza diventa uniformità. L’autorità diventa potere. La sessualità diventa consumo. La religione diventa ideologia. E persino la compassione può essere slegata dalla verità. Questa è una delle intuizioni centrali del libro: il demoniaco raramente si manifesta come male palese. Spesso si presenta come un bene pervertito. Il bene viene capovolto, pervertito.

Ecco perché Sheen dedica tanta attenzione alle tentazioni di Gesù nel deserto. Egli non vi vede solo tre episodi all’inizio della vita pubblica di Gesù. Secondo lui, esse racchiudono l’intero programma del demoniaco. Il diavolo offre ogni volta a Cristo un cristianesimo senza croce. Trasforma le pietre in pane. Gettati dal tempio e dimostra, con un miracolo spettacolare, chi sei. Adorami e riceverai i regni del mondo. In altre parole: concedi all’uomo prosperità senza conversione, miracoli senza fede e potere senza sacrificio. Il Vangelo afferma che la salvezza viene dalla verità, dalla conversione, dal sacrificio e dall’amore. La tentazione dice: si può fare anche senza.

Ogni tentativo di rendere attraente il cristianesimo eliminando la croce, secondo Sheen, porta in sé, in ultima analisi, qualcosa di quella seduzione originaria. Una Chiesa che vuole Cristo senza il Golgota, la misericordia senza la verità, la risurrezione senza il Venerdì Santo e il discepolato senza abnegazione, alla fine non ha molto più che un sentimento religioso.

Nudità, violenza e schizofrenia

Secondo Sheen, una cultura può assumere tratti demoniaci quando capovolge sistematicamente – perverte – ciò che è umano. Per questo motivo, On the Demonic tratta tre fenomeni salienti che egli considera segni di influenza demoniaca: 1. un’ossessione per la nudità, 2. la violenza e ciò che egli definisce 3. una «mentalità schizofrenica».

1- Con il primo – l’ossessione per la nudità – Sheen intende qualcosa di più della semplice immoralità. Per lui la nudità simboleggia la scomparsa del senso di vergogna. Il corpo umano non è più visto come qualcosa che partecipa alla dignità della persona, ma diventa un oggetto che può essere guardato, commercializzato e consumato. Una cultura può parlare continuamente di autonomia corporea e allo stesso tempo commercializzare sempre più il corpo. Può promettere la liberazione sessuale e allo stesso tempo separare la sessualità dalla fedeltà, dal matrimonio, dalla fertilità e dalla responsabilità. Sheen non vedrebbe in questo una liberazione, ma una frammentazione. Il corpo viene separato dalla persona. Il sesso viene separato dall’amore. L’amore viene separato dal sacrificio. E alla fine la libertà viene separata dalla verità.

2- Con il secondo concetto – la violenza – Sheen non pensa esclusivamente alla criminalità o alla guerra. Secondo lui, la violenza nasce quando l’uomo smette di vedere l’altro come persona. Quando Dio scompare dal quadro, alla fine scompare anche il fondamento più profondo della dignità umana. L’uomo viene allora più facilmente ridotto a unità economica, organismo biologico, orientamento sessuale, membro di una classe o rappresentante di una razza. Il XX secolo ha fornito a Sheen abbondante materiale per questa analisi: comunismo, nazionalsocialismo, guerre mondiali e Stati totalitari. Ma il suo pensiero va oltre. Non appena le persone iniziano a considerare le categorie più importanti delle persone, sorge la possibilità della disumanizzazione. (C.S. Lewis ne aveva già parlato in precedenza nel suo libro «The Abolition of Man»). L’altro non è più qualcuno da amare o da convincere, ma qualcuno che è d’intralcio. Per questo Sheen vede un legame intrinseco tra menzogna e violenza. Chi non riesce più a convincere la realtà, alla fine cerca di costringerla.

3- Sheen utilizza il termine «mentalità schizofrenica» non principalmente come diagnosi psichiatrica, ma come metafora culturale. Secondo Sheen, l’uomo moderno è diviso dentro di sé. Vuole la libertà senza responsabilità; la sessualità senza conseguenze; i diritti senza doveri; il benessere senza sacrifici; la moralità senza verità oggettiva e il cristianesimo senza croce. Da ciò deriva una singolare situazione spirituale. L’uomo vuole contemporaneamente due cose opposte e rifiuta di riconoscere che esse sono in conflitto tra loro. Vuole essere completamente autonomo e allo stesso tempo desidera che gli altri confermino le sue scelte. Afferma che la verità è relativa, ma esprime giudizi morali con grande certezza assoluta. Nega l’esistenza di una natura umana oggettiva, ma invoca costantemente la dignità umana. In ciò Sheen vede qualcosa di demoniaco, poiché secondo la Scrittura il diavolo è fin dall’inizio il grande divisore – diabolos. Il demoniaco, quindi, non crea solo conflitti tra le persone, ma divide anche l’uomo dentro di sé.

Cristianesimo senza Cristo

Una parte consistente del libro tratta dell’Anticristo e della fine dei tempi. L’Anticristo non apparirà come qualcuno che dichiara apertamente: «Sono contro Cristo». Sarebbe troppo semplice. Il demoniaco imita. Per questo il male si presenterà nel linguaggio del bene. Parlerà di pace, umanità, fratellanza e forse persino di religione — ma ne eliminerà Cristo. Questo è l’avvertimento principale di Sheen. La tentazione finale del mondo cristiano non sarà necessariamente l’ateismo. Potrebbe anche essere un cristianesimo senza Cristo. Una religione di fratellanza senza Padre. Una morale senza verità. Una pace senza conversione. Un Regno senza Re.

Una delle grandi qualità di Sheen come apologeta è che comprende che le persone non scelgono quasi mai il male perché è male. Scegliamo il male perché in esso si nasconde qualcosa di buono. Nessuno desidera la dipendenza per la dipendenza stessa; si desidera il piacere. Nessuno desidera la menzogna per la menzogna stessa; si desidera un vantaggio, una reputazione o una protezione. Nessuno desidera la tirannia in quanto tale; si desidera l’ordine, la sicurezza o l’uguaglianza. Secondo Sheen, Satana ha quindi sempre bisogno della verità. Non perché ami la verità, ma perché una menzogna diventa credibile solo quando contiene una dose sufficiente di verità. Una banconota viene contraffatta perché le banconote autentiche hanno valore. Nessuno contraffa una banconota da 12 euro perché non esiste una banconota autentica da 12 euro. Così funziona anche il male. Imita ciò che è veramente prezioso. Ecco perché il discernimento è così importante. La lotta cristiana non consiste solo nella scelta tra qualcosa che è chiaramente buono e qualcosa che è chiaramente orribile. La scelta è spesso tra il bene e qualcosa che sembra buono.

Le tre grandi armi

Con questo arriviamo alla parte più sorprendente del libro. Dopo aver parlato a lungo del male, Sheen non fornisce tecniche complicate per la guerra spirituale. Al contrario, ritorna al centro della fede cristiana. Le tre grandi armi che menziona sono: il nome di Gesù, il sangue di Cristo e Maria.

Seguono poi capitoli sulla croce e sull’Ora Santa, l’ora di adorazione che lo stesso Sheen ha osservato quotidianamente per decenni. È così che il libro acquista la giusta prospettiva. La figura centrale di On the Demonic, in definitiva, non è Satana. È Cristo.

Di conseguenza, On the Demonic si rivela, in definitiva, ben poco un libro su strani fenomeni soprannaturali. È un libro sul rifiuto umano di essere creature – si pensi al rifiuto di Adamo ed Eva. Satana può conservare le parole cristiane e cambiarne il significato: misericordia senza conversione; carità senza verità. Salvezza senza croce. Questi non sono semplicemente errori. Per Sheen, esse fanno parte di uno schema spirituale fondamentale: si vogliono conservare i frutti del cristianesimo dopo averne reciso le radici. Ma i fiori recisi non continuano a fiorire in eterno.

Il suo messaggio è, in definitiva, quasi classicamente benedettino: resta vicino a Cristo, vivi secondo i sacramenti, prega, venera l’Eucaristia, prendi su di te la croce, non temere i sacrifici e confida in Maria. Ecco perché il pensiero di Sheen sul demoniaco termina proprio dove in realtà termina tutto il suo pensiero: presso la croce e l’Eucaristia.

Dave Tomaszycki. Arcivescovo Fulton J. Sheen: Sul demoniaco Da non perdere!!

+Rob Mutsaerts

Vescovo ausiliare della diocesi di ’s‑Hertogenbosch (in italiano, Boscoducale / Den Bosch), nei Paesi Bassi.

Scritto da: Sabino Paciolla
Sabino Paciolla si è laureato con lode presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli studi di Bari (Italia), corso di laurea in Scienze statistiche ed economiche. Ha conseguito un Master in Corporate and Investment Banking presso la SDA Bocconi di Milano (Italia). Ha lavorato presso un istituto bancario di livello internazionale nell’ambito del corporate e restructuring, in qualità di senior relationship corporate manager. Cultore di materie economiche e finanziarie, segue con attenzione l’andamento dell’economia, dei mercati finanziari e delle politiche monetarie delle Banche centrali. Segue anche il panorama culturale e politico attuale. Sposato, con quattro figli.

L'articolo Fultoin Sheen su Satana proviene da Blondet & Friends.

Da Pio XI a Leone XIV. Come è cambiato il racconto della salute dei Papi

12 October 2026 at 12:09

Il Pontificato di Papa Leone XIV sarà lungo e condotto in buona salute, secondo migliori parametri dell’età. Sono ottimisti gli oncologi e i chirurghi di patologie oncologiche dell’Ospedale Gemelli di Roma dove all’inizio di settimana al 71enne Robert Francis Prevost sarà asportato il nodulo allo stato iniziale e ben localizzato individuato in un polmone. Scoperto con la Tac nel corso di un normale esame generale periodico, il nodulo riscontrato al Papa é stato successivamente focalizzato dalla PET, la Tomografia a Emissione di Positroni, in grado di offrire un quadro diagnostico estremamente preciso e dettagliato, individuare i tessuti alterati e stadiare il sospetto tumore.

L’equipe chirurgica che si accinge ad operare Leone XIV dispone già dei parametri della densità, della forma e dei margini del nodulo, dell’eventuale progressività, dell’eventuale confronto con esami precedenti. In attesa degli esami istologici, l’ottimismo dei chirurghi deriva dalla constatazione che il nodulo é allo stadio iniziale ed ha i margini circoscritti. Durante l’intervento viene asportata soltanto la parte di polmone interessata dalla lesione. Vengono inoltre prelevati alcuni linfonodi, per sottoporli a un esame istologico e verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. Se i linfonodi risultano negativi, nella maggior parte dei casi l’intervento é risolutivo. Se, invece, vengono individuate cellule tumorali, può essere indicata una chemioterapia aggiuntiva. La diagnosi precoce è fondamentale. Le tecniche chirurgiche mininvasive consentono, inoltre, di ridurre i tempi di degenza.

Concluso l’intervento Papa Leone sarà trasferito nell’ala al decimo piano del Gemelli riservata ai Pontefici. Un mini appartamento, con annessa cappella, allestito per Giovanni Paolo II, quando fu ferito da Ali Ağca in piazza San Pietro il 13 maggio 1981, ed utilizzato da Wojtyla per ben sette fra ricoveri e degenze. Appartamento clinico che ha ospitato successivamente Papa Francesco. Dal Novecento la salute dei Pontefici é passata molto gradualmente dalla riservatezza degli appartamenti vaticani alla comunicazione pubblica di diagnosi, interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri. Per lungo tempo però, le condizioni fisiche dei Papi furono trattate come un vero e proprio segreto di Stato. Solo quando morì, 10 febbraio 1939 all’età di 81 anni, si scoprì che Pio XI aveva avuto un progressivo peggioramento delle condizioni di salute. Tanto che la sua morte alimentò sospetti e ricostruzioni controverse, anche in relazione ai rapporti sempre più tesi con il regime fascista.

Eugenio Pacelli, Pio XII, morì il 9 ottobre 1958 a Castel Gandolfo, dopo una lunga fase di declino fisico mai resa pubblica. Papa Giovanni XXXIII, Angelo Giuseppe Roncalli, eletto nel 1958, soffriva di un tumore allo stomaco che venne diagnosticato quando era ormai in fase avanzata. Le condizioni del Pontefice peggiorarono progressivamente, ma nonostante la gravità della situazione, il Papa del Concilio senza far trapelare nulla continuò a svolgere i suoi impegni fino a quando crollò, il 3 giugno 1963, all’età di 81 anni. La sua malattia mise in evidenza le difficoltà diagnostiche e terapeutiche di un’epoca nella quale le possibilità di cura dei tumori erano ancora limitate.

Successivamente il segreto non resse alle circostanze in cui Giovanni Battista Montini, Paolo VI, fu sottoposto il 4 novembre 1967 ad un intervento alla prostata. L’operazione venne eseguita in una sala chirurgica appositamente allestita negli appartamenti pontifici, senza trasferire il Papa in ospedale. Montini si spense poi ad 81 anni il 6 agosto 1978, a Castel Gandolfo. Albino Luciani, Giovanni Paolo I, cardiopatico, fu eletto nel Conclave del 26 agosto 1978 e morì improvvisamente il 28 settembre, dopo appena 33 giorni di pontificato. La causa della morte fu generalmente attribuita a un infarto, ma l’assenza di un’autopsia e le incertezze iniziali nella comunicazione ufficiale alimentarono dubbi e ricostruzioni alternative.

Il culmine della segretezza si raggiunse tuttavia nel 2012, quando sei mesi prima delle sue inedite e clamorose dimissioni, Papa Benedetto XVI si sottopose all’istallazione di pacemaker rasentando la clandestinità. Ratzinger infatti non volle essere ricoverato al Policlinico Gemelli e scelse una clinica privata di Roma, imponendo il segreto al cardiochirurgo che lo operò, il prof. Luigi Chiariello, che solo ora ha rivelato il retroscena. Discrezione, segreti, pudori vaticani spazzati via dalla serena semplicità di Papa Leone XIV che a conclusione dell’Angelus ha salutato i fedeli con un sorriso, annunciando che a giorni si sarebbe sottoposto ad un’operazione chirurgica per un nodulo ai polmoni. Vescovo di Roma, Vicario di Cristo, ma pur sempre uomo fra gli uomini.

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