Le prime stime dell’attività economica sono spesso diverse dal risultato finale. Non è una questione solo italiana e le revisioni sono sempre al rialzo. Capire perché accade diventa cruciale e gli istituti di statistica dovrebbero chiarirne le cause.
Con l’avvicinarsi del 15 ottobre, data di scadenza per l’invio a Bruxelles del Documento Programmatico di Bilancio, il Governo entra in una fase decisiva per la definizione della Manovra.
In Parlamento è iniziato l’esame congiunto del Documento Programmatico di Finanza Pubblica e della Relazione sullo scostamento di bilancio. Attraverso questi testi, l’Esecutivo traccia la rotta dei conti pubblici del prossimo anno sostenendo che, rispettando i target fissati dalla governance europea, sarà comunque possibile l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo già a partire dalla primavera del 2027.
Che cos’è lo scostamento di bilancio e cosa prevede il Dpfp
I testi del Dpfp e la Relazione allegata delineano la cornice entro cui muovere le risorse previste per il triennio 2027-2029. Il Governo ha avanzato formale richiesta di scostamento di bilancio per l’attivazione della clausola di salvaguardia europea per difesa ed energia.
L’operazione permette di richiedere un margine finanziario pari allo 0,3% del Pil per l’energia e allo 0,3% per la Difesa nel biennio 2027-2028, sbloccando risorse aggiuntive per un totale di circa 28,8 miliardi di euro, fino a 14,4 miliardi per ciascuna voce. La flessibilità richiesta è rivolta a investimenti per la sicurezza energetica e il rafforzamento delle capacità operative e tecnologiche in coerenza con gli impegni verso la Nato.
Tuttavia, la linea del Governo sembra andare in direzione diversa. Si vorrebbe utilizzare questo margine, almeno nella fase iniziale della crisi, per sostenere in modo temporaneo e selettivo famiglie e imprese contro l’inflazione e i rincari energetici.
Quali sono i prossimi passaggi e le scadenze cruciali
L’iter di approvazione dei documenti contabili segue un calendario molto fitto:
entro il 15 ottobre il Governo dovrà inviare il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) alla Commissione Europea e termine per le prime indicazioni sul perimetro della clausola di salvaguardia;
il 20 ottobre ci sarà la presentazione ufficiale del disegno di legge di Bilancio alle Camere da parte del Governo;
entro la prima settimana di novembre seguirà la delibera del Consiglio Europeo, a conclusione del negoziato per confermare l’estensione della clausola di salvaguardia all’Italia;
il 31 dicembre scade il termine per l’approvazione definitiva della Manovra in Parlamento per evitare l’esercizio provvisorio.
Le dichiarazioni di Giorgetti in Parlamento
«Programmare, soprattutto a tre anni, in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti sono settimanali». Lo ha detto il Ministro Giancarlo Giorgetti nel suo intervento di presentazione alle Camere.
Spiegando l’impronta di prudenza data al Mef, ha utilizzato una metafora:
quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione.
Il Ministro ha definito la richiesta di scostamento un passo consapevole, specificando come si tratti di una misura che sia la Commissione che i mercati sembrano riconoscere come sostenibile.
Nella medesima direzione vanno le ultime rilevazioni del Fondo Monetario Internazionale, che ha rivisto al rialzo la crescita del Pil italiano per il 2026 portandola dal +0,5% al +0,8%, confermando un quadro di tenuta, pur in presenza di forte volatilità.
Anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato le previsioni programmatiche per il biennio, giudicando l’organizzazione delle voci di spesa tutto sommato accettabile rispetto ai modelli redatti da panel indipendenti.
Che Manovra sarà dipenderà in larga parte dal braccio di ferro fra Italia e Unione europea. Ne ha dato conferma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo il quale il testo definitivo della Legge di Bilancio 2027 potrà essere delineato solo dopo la fine delle procedure europee relative alla clausola di salvaguardia e alle richieste di flessibilità sui conti pubblici.
Il Governo sconta anche la mancata uscita dalla procedura d’infrazione Ue per il deficit rimasto sopra il 3%. Oggi l’Italia ha sforato per appena un decimale (0,1%). Nel frattempo, però, emergono i primi orientamenti in merito alle misure considerate dal Governo.
Cedolare secca al 5%
Il Governo punta a dare una prima risposta all’emergenza casa con una cedolare secca al 5% per gli affitti lunghi e a canone concordato.
Per gli affitti lunghi, attualmente l’aliquota ordinaria della cedolare secca è al 21%. Che cala al 10% per i contratti a canone concordato nel rispetto dei requisiti di legge. Una eventuale aliquota agevolata al 5% potrebbe rappresentare una agevolazione contro il caro casa, soprattutto in quei comuni in cui l’emergenza abitativa è particolarmente forte.
Si ricorda che il canone concordato non conviene solo all’inquilino: i proprietari possono beneficiare di sconti sull’Irpef e sulle imposte.
Lavoro per i giovani
C’è poi il capitolo giovani: Giorgetti ha annunciato già da tempo l’idea di una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per i lavoratori dipendenti fino a 35 anni.
La misura dovrebbe costare attorno ai 350 milioni di euro. Ma il ministro ha invocato anche “la collaborazione dei datori di lavoro”.
E poi dovrebbe essere replicata la flat tax sui rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e festivo e sui premi di produttività.
Ma l’universo “flat tax” riguarda anche un’altra categoria: le partite Iva. Attualmente la soglia è stata portata da 65.000 euro a 85.000 euro. Ora il Governo starebbe puntando a quota 100.000 euro. Ma serve aprire un tavolo con l’Ue, dal momento che per farlo sarebbe necessario andare a ritoccare anche la normativa sull’Iva. A spingere forte su questo punto è in particolare la Lega.
Irpef
C’è poi il capitolo Irpef, con una carezza rivolta al ceto medio. L’ipotesi è quella di estendere l’aliquota Irpef al 33% fino ai 60.000 euro lordi l’anno. Ora il limite è fissato a 50.000 euro. Una misura del genere costerebbe sui 2,6 miliardi.
Nell’ultimo intervento, l’aliquota Irpef scese dal 35% al 33% sui redditi compresi tra 28.000 euro e 50.000 euro.
Bollo auto
“Bollo ciao!”, ha cantato la premier Giorgia Meloni alla kermesse Fenix 2026. Nell’anno in corso il bollo auto è stato tolto a tutte le moto e ai veicoli di bassa cilindrata. Si tratta, però, di una misura relativa solo all’anno 2027, costata 2,3 miliardi da fondi Pnrr.
Energia e difesa
Lo scostamento di Bilancio di 28,8 miliardi di euro per le spese destinate a energia e difesa, previste dalla clausola di salvaguardia, è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 2 ottobre. Ci sarà un nuovo voto in Parlamento, nella giornata del 13 ottobre, per dare l’ok all’extradeficit.
Per l’energia viene prevista una spesa di 7,2 miliardi l’anno per il biennio 2027-2028. Prevista un’identica cifra per la difesa e la sicurezza.