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Bonus mamme 2026 fino a 720 euro, come fare domanda e requisiti Inps

18 October 2026 at 11:53

Il bonus mamme 2026 sale a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui. L’Inps ha pubblicato la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, con le istruzioni per accedere al contributo destinato alle lavoratrici con almeno due figli. Il documento chiarisce i requisiti, gli importi, le modalità di presentazione della domanda e le tempistiche dei pagamenti. Per quest’anno c’è l’aumento del beneficio mensile che passa dai precedenti 40 euro a 60 euro. Il pagamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre 2026, mentre l’apertura della procedura per presentare le richieste sarà comunicata successivamente dall’Istituto. La misura viene confermata in attesa dell’introduzione dell’esonero contributivo parziale per le lavoratrici madri, rinviato al 2027.

Bonus mamme 2026, a chi spetta e i requisiti Inps

Il Bonus mamme 2026 è rivolto alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli, purché rispettino specifiche condizioni anagrafiche, lavorative ed economiche. In particolare, possono accedere al bonus:

  • le madri con due figli, se il più piccolo ha meno di 10 anni;
  • le madri con almeno tre figli, se il più piccolo ha meno di 18 anni.

Nel conteggio rientrano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito relativo al numero dei figli deve essere presente al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre dello stesso anno. Se, ad esempio, il secondo figlio nasce ad aprile, il contributo può essere riconosciuto a partire da quel mese.

Possono beneficiarne le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, comprese quelle con contratti a tempo determinato, indeterminato, intermittenti o in somministrazione. Sono ammesse anche le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, alle casse professionali e alla Gestione separata. Restano escluse le lavoratrici domestiche. È inoltre previsto un limite economico: il reddito annuo da lavoro dipendente o autonomo non deve superare 40mila euro nel 2026.

Bonus mamme con tre figli, cosa cambia per i contratti a tempo indeterminato

Una distinzione importante riguarda le lavoratrici con almeno tre figli che hanno un contratto a tempo indeterminato. Per queste madri il nuovo bonus da 60 euro mensili non viene riconosciuto nei mesi in cui è presente, anche parzialmente, un rapporto di lavoro stabile.

Le lavoratrici interessate possono invece beneficiare, se rispettano i requisiti, dell’esonero del 100% dei contributi previdenziali IVS a proprio carico, previsto fino al 31 dicembre 2026. L’Inps precisa che anche i contratti di apprendistato rientrano tra quelli a tempo indeterminato.

Se una lavoratrice con tre figli passa da un contratto a termine a uno stabile, perde il diritto al nuovo bonus dal mese della trasformazione. Può tuttavia accedere all’esonero contributivo, se ne possiede i requisiti.

Il beneficio ammonta a 60 euro per ogni mese o frazione di mese di attività lavorativa, fino a un massimo di dodici mensilità. Chi possiede tutti i requisiti per l’intero anno può quindi ricevere 720 euro. Per periodi più brevi, l’importo viene calcolato in proporzione ai mesi per i quali spetta il contributo. L’Inps ha chiarito che le somme maturate tra gennaio e dicembre 2026 saranno versate in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026, insieme alla mensilità relativa allo stesso mese.

Come fare domanda all’Inps per il bonus mamme 2026

Per ottenere il Bonus mamme 2026 è necessario presentare una specifica domanda all’Inps. Il riconoscimento della prestazione non è quindi automatico. La procedura di presentazione delle domande non risulta ancora aperta. L’Inps ha precisato che la data di attivazione sarà comunicata attraverso un successivo messaggio ufficiale. Nella richiesta, la lavoratrice dovrà dichiarare il possesso dei requisiti, indicare i dati dei figli e fornire la documentazione necessaria, oltre a scegliere la modalità di pagamento prevista

Bonus assunzione detenuti, come richiedere 520 euro entro 31 ottobre 2026

18 October 2026 at 06:00

Entro il 31 ottobre 2026 è possibile richiedere il bonus per l’assunzione di persone detenute o internate. Si tratta del credito d’imposta previsto dalla legge Smuraglia, cui importo varia dai 300 ai 520 euro per ogni contratto di lavoro stipulato, a cui si aggiungono gli sgravi contributivi, che possono ridurre fino al 95% i contributi previdenziali e assistenziali dovuti, rispettando però condizioni e requisiti previsti dalla normativa.

Chi può richiedere il bonus assunzione detenuti nel 2026

Possono richiedere il bonus le imprese e le cooperative convenzionate con gli istituti penitenziari. In particolare, sono interessate:

  • le imprese private che impiegano lavoratori all’interno degli istituti penitenziari;
  • le persone ammesse al lavoro all’esterno del carcere ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 354 del 1975;
  • i soggetti che si trovano in regime di semilibertà.

Come fare domanda entro il 31 ottobre

Entro la fine del mese di ottobre le imprese possono presentare domanda per ottenere il credito di imposta nel 2027. La procedura prevede l’invio di una richiesta preventiva all’Istituto penitenziario, così che questo possa:

  • programmare e assegnare le risorse disponibili per l’anno successivo;
  • inoltrare la domanda ai provveditorati regionali dell’Amministrazione penitenziaria e, successivamente, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

In questa fase viene indicato l’ammontare complessivo del credito d’imposta che si intende utilizzare, ma è il Dipartimento a definire, entro il 15 dicembre 2026, l’importo massimo del credito d’imposta riconoscibile a ciascun beneficiario. L’elenco delle imprese ammesse viene poi trasmesso all’Agenzia delle Entrate e pubblicato sul sito del ministero della Giustizia.

Quanto spetta

Il valore del beneficio fiscale varia in base alla posizione del lavoratore e alle caratteristiche del rapporto di lavoro. Nel dettaglio:

  • per i detenuti e gli internati assunti e impiegati nelle attività lavorative previste dalla normativa, il credito d’imposta può arrivare a 520 euro mensili per ciascun lavoratore;
  • per le persone ammesse al regime di semilibertà, invece, l’importo è pari a 300 euro al mese.

Nel caso di contratti part-time, il credito viene riproporzionato in relazione alle ore effettivamente lavorate. Di conseguenza, l’importo riconoscibile può essere inferiore a quello previsto per un rapporto a tempo pieno.

Per esempio, un’impresa che ha il titolo a beneficiare del credito nella misura massima di 520 euro mensili per un lavoratore assunto a tempo pieno, su dodici mesi, riceverà un bonus pari a 6.240 euro per ciascun lavoratore. In caso di assunzione part time al 50%(20 ore settimanali), l’importo del credito spettante è pari a 260 euro mensili, per un totale annuo di 3.120 euro annui per ciascun lavoratore. Se il lavoratore è in semilibertà, con un credito di 300 euro mensili per dodici mesi, il totale teorico è invece di 3.600 euro per un full time. Mentre si ricalcola in proporzione per un part time, tenendo conto dell’orario di lavoro settimanale.

Cosa succede se il detenuto torna in libertà

Il bonus per l’assunzione di detenuti e internati può continuare anche dopo la scarcerazione. La legge Smuraglia e i relativi decreti attuativi prevedono infatti che i benefici fiscali e contributivi continuino ad applicarsi nei successivi:

  • 18 mesi, se il lavoratore, al momento della liberazione, si trovava in regime di semilibertà o era ammesso al lavoro esterno;
  • 24 mesi, se il lavoratore era assunto all’interno dell’istituto penitenziario senza aver fruito del lavoro esterno o della semilibertà.

Decorsi questi termini temporali post-detenzione, l’impresa cessa di maturare il credito d’imposta e gli sgravi contributivi dedicati, pur potendo proseguire il normale rapporto di lavoro ordinario con il dipendente.

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