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Manovra 2027, oggi il vertice di maggioranza: si discute ancora su banche, tasse e pensioni

19 October 2026 at 08:10

Nella giornata di oggi, la maggioranza si riunisce in vertice per discutere alcuni punti di dubbio sulla Legge di Bilancio, in arrivo entro fine 2026.

A causa dei margini piuttosto stretti, c’è assoluta necessità che le divergenze tra il Mef e i leader di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati vengano risolte.

Quanto può spendere il Governo

Il margine di spesa del Governo Meloni non è molto ampio. Dei 23,5 miliardi di euro previsti, solo 10 derivano dal bilancio dello Stato, mentre i restanti sono legati a misure in deficit o all’approvazione della clausola di salvaguardia nazionale.

Ecco come saranno distribuite le risorse principali:

  • 5 miliardi alle politiche per le famiglie;
  • 4,6 miliardi per la Difesa;
  • 2,4 miliardi per la Sanità.

La discussione sugli extra-profitti delle banche

Il motivo di maggiore tensione in maggioranza è dato dalla possibilità di tassare, in via straordinaria, gli extra-profitti degli istituti di credito. Secondo Matteo Salvini, leader della Lega, dovrebbe essere il Governo a stabilire una cifra, di almeno 5 miliardi di euro, definendolo un “intervento di assoluto buonsenso”.

Secondo il vice premier Antonio Tajani, invece, sarebbe più saggio richiedere un contributo volontario, per evitare che un prelievo troppo alto abbia come effetto non voluto e collaterale un aumento delle spese per i correntisti.

Il caro energia e la trattativa con Bruxelles

A pesare sulla decisione di mettere in bilancio bonus energetici per far fronte al caro bollette è anche la voce di Bruxelles. L’Italia infatti ha richiesto alla Commissione e all’Unione maggiore flessibilità per quanto riguarda il prezzo del gas, visto l’arrivo dell’inverno, e ne è uscita con la possibilità reale di tagliare del 25% i costi per imprese e famiglie.

Tuttavia, l’impiego dei margini di flessibilità di bilancio principalmente per calmierare i prezzi dell’energia richiede una valutazione attenta degli impatti a lungo termine. Il percorso verso l’indipendenza energetica comporta infatti investimenti strutturali che, per come è strutturata la fiscalità italiana, incidono sui costi generali di sistema, aumentando i rischi di futuri rincari sulle bollette elettriche.

La linea del Mef

Per far fronte alle richieste dei partiti di maggioranza sarebbe necessaria una manovra più ampia. Detassare giovani e ceto medio, immaginare una flat tax fino a 100.000 euro e garantire l’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni sono spese complesse da sostenere con gli attuali margini di bilancio, che il ministro Giorgetti commenta così:

Si può decidere di fare interventi per quanto riguarda le retribuzioni dei giovani, piuttosto che interventi focalizzati sugli anziani, piuttosto che interventi generalizzati sull’Irpef. Dato un ammontare disponibile di risorse, sono interventi anche alternativi.

Insomma, la linea del Ministro sembra sia programmaticamente rivolta a consolidare la “credibilità rinnovata della finanza pubblica, della sostenibilità e del debito” italiani.

Manovra 2027, quanto cambia il netto di stipendi e pensioni: le simulazioni

19 October 2026 at 04:00

La prossima Legge di bilancio potrebbe cambiare le trattenute su stipendi e pensioni. Per capire se resteranno più soldi sul conto, però, bisogna partire dal reddito sul quale si pagano le tasse, che per un dipendente è diverso dalla retribuzione lorda indicata nel contratto. E leggere con attenzione le soglie degli annunci politici, perché un taglio dell’Irpef «fino a 60mila euro» non significa un risparmio per tutti quelli che guadagnano meno di quella cifra.

Quanto cambierebbe, quindi, rispetto alle tasse pagate oggi? Le simulazioni partono da 20mila euro di imponibile annuo e confrontano l’imposta attuale con quella ipotizzata per il 2027, indicando il risparmio annuale e il suo equivalente mensile.

Quanto si risparmierebbe ai diversi redditi

Attualmente, l’Irpef prevede il 23% fino a 28mila euro, il 33% dai 28mila fino a 50mila euro, il 43% sulla quota che supera 50mila euro. La seconda aliquota è già scesa dal 35% al 33% con la precedente legge di bilancio.

L’ipotesi per il 2027 sul quale sta lavorando il Mef manterrebbe il 33% anche sui successivi 10.000 euro. Su quella fascia il prelievo scenderebbe di 10 punti percentuali, dal 43% al 33%.

Facciamo due conti. La tabella confronta l’Irpef lorda, prima delle detrazioni, calcolata con le aliquote attuali e con l’ipotetico ampliamento dello scaglione. Non rappresenta il totale delle trattenute su stipendio o pensione.

Reddito imponibile annuo Irpef lorda attuale Ipotesi 2027 Risparmio annuo Media 12 mesi
20.000 € 4.600 € 4.600 € 0 € 0 €
28.000 € 6.440 € 6.440 € 0 € 0 €
35.000 € 8.750 € 8.750 € 0 € 0 €
40.000 € 10.400 € 10.400 € 0 € 0 €
50.000 € 13.700 € 13.700 € 0 € 0 €
52.000 € 14.560 € 14.360 € 200 € 16,67 €
55.000 € 15.850 € 15.350 € 500 € 41,67 €
60.000 € 18.000 € 17.000 € 1.000 € 83,33 €
70.000 € 22.300 € 21.300 € 1.000 € 83,33 €

Elaborazione sulle aliquote attuali e sull’ipotesi del 33% fino a 60mila euro. Si assumono invariati gli altri elementi del sistema fiscale. Le medie mensili sono equivalenze aritmetiche, non previsioni dei singoli cedolini.

Chi supera 60mila euro conserverebbe il beneficio massimo teorico di mille euro, salvo eventuali limiti o correttivi introdotti dalla legge. Questo accadrebbe perché anche un contribuente con 70.000 euro di imponibile possiede la quota fra 50.000 e 60.000 euro sulla quale diminuirebbe l’imposta.

Perché il 33% non si applica a tutto il reddito

L’Irpef funziona per scaglioni, quindi superare una soglia significa applicare l’aliquota successiva soltanto alla parte eccedente. Prendiamo un imponibile di 55.000 euro dove il totale dell’imposta lorda è di 15.850, ma così composta:

  • 6.440 euro sui primi 28.000;
  • 7.260 euro sulla fascia successiva fino a 50.000;
  • 2.150 euro sugli ultimi 5.000.

Con la modifica ipotizzata, l’imposta sugli ultimi 5mila euro scenderebbe da 2.150 a 1.650 euro. Il risparmio sarebbe di 500 euro, ottenuto moltiplicando 5.000 euro per i 10 punti di riduzione. Non si calcolerebbe applicando lo sconto all’intero reddito.

Quale cifra controllare in busta paga e nella pensione

Per confrontarsi con la tabella bisogna cercare il reddito imponibile fiscale annuo. La retribuzione annua lorda indicata nel contratto non coincide normalmente con questo valore, perché dal lordo del dipendente vengono sottratti i contributi previdenziali obbligatori a suo carico.

Una Ral di 55.000 euro, quindi, non basta per attribuirsi i 500 euro di risparmio della simulazione. Occorre verificare l’imponibile fiscale risultante dai cedolini e, a consuntivo, dalla Certificazione unica.

Per i pensionati, la CU dell’ente previdenziale permette di individuare il reddito pensionistico fiscalmente rilevante. Chi riceve più pensioni o possiede altri redditi deve considerare il quadro complessivo dei redditi soggetti all’Irpef ordinaria: guardare soltanto un assegno può portare a individuare lo scaglione sbagliato.

Dipendenti e pensionati, quanto cambierebbe il netto

A parità di imponibile, la riduzione dell’imposta lorda sarebbe uguale. Le detrazioni per lavoro dipendente e pensione seguono però regole diverse; quindi, non basta conoscere l’aliquota per ricostruire il netto completo. Le rispettive detrazioni ordinarie per tipologia di reddito si azzerano a 50mila euro.

Un dipendente con 55.000 euro di imponibile, senza altri redditi e a parità di tutte le altre condizioni fiscali, avrebbe dunque 500 euro annui di minore Irpef. Sono circa 38,46 euro su tredici mensilità, oppure 35,71 euro su quattordici.

Un pensionato con 60.000 euro di imponibile annuo, nelle stesse condizioni semplificate, risparmierebbe mille euro, equivalenti a 76,92 euro per tredici mensilità.

La distribuzione effettiva nei cedolini dipenderebbe dalla decorrenza della norma e dai tempi di applicazione. Addizionali regionali e comunali, altre detrazioni e conguagli continuerebbero a incidere sull’accredito.

Chi resterebbe escluso e quando arriverebbero i soldi

Da questa estensione non deriverebbe un nuovo vantaggio per chi ha un imponibile fino a 50.000 euro. Resterebbero quindi esclusi anche molti lavoratori e pensionati già interessati dal precedente taglio dal 35% al 33%. L’INPS ha applicato quella riduzione sulle pensioni da marzo 2026, riconoscendo anche gli arretrati di gennaio e febbraio.

Il beneficio non riguarderebbe direttamente i redditi tassati con un’imposta sostitutiva, come quelli dell’attività in regime forfettario.

L’invio del Documento programmatico di bilancio, comunicato dal MEF il 15 ottobre, è un passaggio della preparazione della manovra, non rende operative nuove aliquote. Per sapere quanto arriverà davvero serviranno la norma approvata, la sua decorrenza e gli eventuali correttivi. Se l’estensione non entrasse nella legge, il risparmio aggiuntivo mostrato nelle simulazioni sarebbe pari a zero.

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