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: Paesi europei con il maggior afflusso di migranti (2000-2024)

20 October 2026 at 18:13

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[20/10/2026 16:35] Maurizio Blondet

1. 🇬🇧 Regno Unito: +7,1 milioni

2. 🇪🇸 Spagna: +6,8 milioni

3. 🇩🇪 Germania +6,4 milioni

4. 🇹🇷 Turchia: +5,8 milioni

5. 🇮🇹 Italia: +4,4 milioni

6. 🇫🇷 Francia: +3,0 milioni

7. 🇦🇹 Austria: +1,4 milioni

8. 🇳🇱 Paesi Bassi: +1,4 milioni

9. 🇨🇭 Svizzera: +1,3 milioni

10. 🇧🇪 Belgio: +1,3 milioni

11. 🇸🇪 Svezia: +1,3 milioni

12. 🇵🇱 Polonia: +917.000

13. 🇮🇪 Irlanda: +840.000

14. 🇳🇴 Norvegia: +720.000

15. 🇷🇴 Romania: +521K

16. 🇵🇹Portogallo: +476K

17. 🇩🇰 Danimarca: +475.000

18. 🇭🇺 Ungheria: +393.000

19. 🇨🇿 Repubblica Ceca: +386.000

20. Finlandia: +378.000

La popolazione migrante europea è cresciuta di 40,8 milioni tra il 2000 e il 2024, con un aumento del 67%. Regno Unito, Spagna e Germania insieme rappresentano quasi la metà di tale aumento.

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Ucraina, “Ue cercherà accordo con Putin, congelamento del fronte e no Kiev nella Nato o Donbass a Mosca e Kiev nella Nato”

20 October 2026 at 12:40

L’ipotesi di un’iniziativa diplomatica europea nasce dalla crescente insofferenza nei confronti della gestione dei negoziati da parte degli Stati Uniti. Diversi leader dell’Unione europea non sembrano più disposti a lasciare esclusivamente a Washington il compito di trattare con il presidente russo, anche alla luce delle divergenze sull’approccio adottato da Donald Trump per arrivare alla fine delle ostilità

di Redazione

20 Ottobre 2026

Ucraina, “Ue cercherà accordo con Putin, congelamento del fronte e no Kiev nella Nato o Donbass a Mosca e Kiev nella Nato”

Ursula von der Leyen e Vladimir Putin (fonte: Wikipedia)

I leader europei potrebbero avviare presto colloqui diretti con Vladimir Putin per cercare un accordo che metta fine alla guerra in Ucraina. Sul tavolo ci sarebbero due possibili scenari: il congelamento del conflitto lungo l’attuale linea del fronte in cambio della rinuncia di Kiev all’adesione alla Nato oppure la cessione alla Russia del resto del Donbass, con l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza atlantica.

Ucraina, “Ue cercherà accordo con Putin, congelamento del fronte e no Kiev nella Nato o Donbass a Mosca e Kiev nella Nato”

L’ipotesi di un’iniziativa diplomatica europea nasce dalla crescente insofferenza nei confronti della gestione dei negoziati da parte degli Stati Uniti. Diversi leader dell’Unione europea non sembrano più disposti a lasciare esclusivamente a Washington il compito di trattare con il presidente russo, anche alla luce delle divergenze sull’approccio adottato da Donald Trump per arrivare alla fine delle ostilità.

Le due proposte delineano percorsi differenti per cercare di chiudere il conflitto, con un compromesso che coinvolgerebbe direttamente il futuro territoriale dell’Ucraina e le sue prospettive di integrazione nell’architettura di sicurezza occidentale. Entrambe, tuttavia, comporterebbero concessioni rilevanti e aprirebbero interrogativi sulla possibilità di raggiungere un’intesa accettabile per tutte le parti coinvolte.

Nel primo scenario, la guerra verrebbe congelata lungo le attuali posizioni militari. La linea del fronte diventerebbe quindi il punto di riferimento per fermare i combattimenti, mentre Kiev dovrebbe rinunciare all’ingresso nella Nato. Una soluzione di questo tipo consentirebbe di interrompere le operazioni militari senza necessariamente risolvere in modo definitivo tutte le controversie territoriali, ma imporrebbe all’Ucraina di abbandonare una delle principali opzioni strategiche perseguite dall’inizio del conflitto.

Il secondo scenario prevederebbe invece la cessione alla Russia del territorio del Donbass ancora conteso, in cambio dell’adesione ucraina alla Nato. In questo caso, il prezzo territoriale sarebbe più esplicito, mentre Kiev otterrebbe la prospettiva di entrare nell’Alleanza atlantica, con conseguenze significative per gli equilibri di sicurezza europei e per i rapporti con Mosca.

La scelta tra le due ipotesi metterebbe dunque al centro il rapporto tra integrità territoriale e garanzie di sicurezza. Da una parte, il congelamento del fronte richiederebbe la rinuncia alla Nato; dall’altra, la cessione di ulteriori territori alla Russia sarebbe accompagnata dalla possibilità per l’Ucraina di entrare nell’Alleanza. Si tratta di alternative che evidenziano quanto resti complesso individuare un compromesso capace di conciliare le richieste russe, le ambizioni di Kiev e le preoccupazioni dei Paesi europei.

Intanto, la crescente frustrazione europea verso l’approccio di Trump rafforza l’ipotesi di un coinvolgimento diplomatico più diretto dell’Unione. I governi europei temono infatti di restare ai margini di un eventuale accordo destinato a incidere in modo decisivo sulla sicurezza del continente. Un confronto diretto con Putin permetterebbe loro di provare a influenzare i termini di una possibile intesa, anziché affidare interamente agli Stati Uniti la conduzione dei negoziati.

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Cosa vuole la UE da Ryiad???

20 October 2026 at 12:38

IMPORTANTE LA DURA RISPOSTA DI RIYAD

“Provate a congelare un solo dollaro e ritiriamo i nostri fondi in 24 ore!”… Riyadh rompe i rapporti finanziari con Bruxelles e risponde duramente! L’avvertimento europeo cieco: Bruxelles richiede una riduzione della produzione petrolifera e minaccia di imporre multe e regolamentazioni severe sui fondi sovrani del Regno nelle banche europee.

La risposta saudita devastante: Riyadh taglia i ponti e lo dice senza esitazione: “Provate a congelare un solo dollaro dei nostri fondi sovrani, e ritireremo ogni centesimo di investimento saudita dalle vostre banche in esattamente 24 ore!” Crisi di liquidità europea: Il principe Mohammed bin Salman decide: “Volete isolarci? Provateci.. mentre le vostre banche affronteranno una carestia di liquidità immediata, il Fondo per gli Investimenti Pubblici procederà per la sua strada alle sue condizioni assol

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Tredicenni lumpenproletari

20 October 2026 at 07:49

Marx ed Engels avevano visto giusto sul lumpenproletariat: “prodotto passivo della putrefazione degli strati più bassi della vecchia società, gettato qua e là nel movimento… più pronto a farsi comprare per manovre reazionarie”.

Aveva visto giusto anche Pasolini sul conformismo volgare di certi antifascisti che volevano solo il consumo. Solo che ora siamo più in basso. Non cercano pace – distruggono – né liberazione dal lavoro – non lavorano – né emancipazione femminile – sono in gran parte musulmani – né una scuola migliore – la disertano o aggrediscono i docenti. Vogliono solo sentirsi furbi senza cervello, ribelli senza coraggio, rubando Armani e Vuitton.

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