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Che cosa c’è nell’accordo Difesa-Università e quali aziende partecipano

22 October 2026 at 03:45

Difesa e università rafforzano la collaborazione sulla cultura della sicurezza, con il coinvolgimento delle principali aziende del settore. Il 20 ottobre, a margine del Forum «Defence Procurement: la prospettiva nazionale per una difesa europea», i ministri Guido Crosetto (Difesa) e Anna Maria Bernini (Università e ricerca) hanno firmato un manifesto d’intenti per avvicinare istituzioni, mondo accademico e industria.

Il documento, che Linkiesta ha visionato, individua tre obiettivi: proseguire lo studio del procurement per la difesa e la sicurezza, anche in collaborazione con gli altri Paesi europei; sviluppare percorsi formativi dedicati alla cultura della sicurezza; condividere le esperienze maturate per contribuire alla costruzione di una difesa europea. Non sono ancora indicati corsi, finanziamenti o scadenze: l’intesa definisce un quadro di collaborazione, senza entrare nel dettaglio delle iniziative da realizzare.

Il progetto coinvolge lo Stato Maggiore della Difesa, la Direzione nazionale degli armamenti e il Centro alti studi per la difesa. Tra gli atenei figurano l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Politecnico di Torino e la Luiss. Sul fronte industriale partecipano Leonardo, Fincantieri, Mbda, Rheinmetall, Argotec, Elt Group ed e-Geos, società di Agenzia spaziale italiana e Telespazio. Sono coinvolte anche Aiad, la federazione delle aziende italiane dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza, e Navigo, realtà toscana della filiera nautica.

L’accordo si inserisce in un percorso avviato nel settembre 2025 con il primo Forum sul defence procurement e accompagnato da un volume pubblicato da Rubbettino. Il libro affronta le trasformazioni dello scenario geopolitico, le lezioni della guerra in Ucraina, le vulnerabilità energetiche e logistiche e lo sviluppo delle capacità militari nei domini convenzionali, spaziale e cyber, raccogliendo anche i contributi dei vertici di alcune delle principali aziende del settore.

La firma arriva mentre il rapporto tra ricerca civile e difesa è al centro di un confronto anche nelle università italiane. A maggio, il caso del Politecnico di Torino aveva riacceso il dibattito sulle collaborazioni accademiche con il comparto militare e sulle applicazioni delle tecnologie a duplice uso, civile e militare.

È proprio su questo terreno che il manifesto prova a intervenire, promuovendo una collaborazione più stretta tra formazione, ricerca e industria. La sfida sarà tradurre gli obiettivi dichiarati in iniziative concrete, mentre la competizione tecnologica e le esigenze di sicurezza rendono sempre più strategico il contributo delle università allo sviluppo delle capacità nazionali ed europee.

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