❌

Reading view

Lo spread si mantiene stabile a 111 punti base, ma sui Btp c’è ancora pressione

Apertura stabile i 20 ottobre per i Btp, che si sono mantenuti su rendimenti e spread del tutto simili a quelli di ieri. Si tratta comunque di risultati critici, 111 punti di differenziale e rendimenti oltre il 4,55%, che testimoniano una certa pressione dei mercati finanziari verso i titoli di Stato.

Ieri si è conclusa la prima giornata dell’emissione dei Btp Valore, i nuovi titoli di Stato destinati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto 4,5 miliardi, grazie a cedole molto generose che lo Stato può permettersi per la tendenza dei privati italiani a non vendere i propri titoli di Stato prima della scadenza.

Spread stabile, ma i rendimenti rimangono alti

Giornata di stabilità per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. L’apertura ha confermato i livelli di ieri, con il differenziale che per tutta la giornata è rimasto attorno a quota 111 punti base. I rendimenti sono però ancora piuttosto alti, al 4,55%, a confermare che c’è ancora molta pressione sui titoli di Stato.

Petrolio i gas mantengono alti i rendimenti

Negli ultimi gironi prezzi di petrolio e gas hanno ricominciato ad aumentare. Per quanto riguarda il greggio, il problema rimane il Medio Oriente. La situazione tesa a Hormuz e gli attacchi sempre più frequenti degli Houthi contro l’Arabia Saudita agitano i mercati e fanno alzare i prezzi.

Per quanto riguarda il gas invece, l’aumento dei prezzi è dovuto a una crescita della domanda. Molti Paesi europei sono rimasti indietro sulle scorte e stanno correndo ai ripari proprio nei mesi prima del periodo invernale. L’Italia ha riempito gli stoccaggi all’88%, un buon risultato ma più basso rispetto al passato.

L’aumento dei prezzi dell’energia è una delle cause principali dell’inflazione, che a sua volta è una delle metriche più osservate per determinare l’andamento dei tassi di interesse e dei titoli di Stato. Questa situazione, quindi, impedisce ai Btp di tornare ai rendimenti di qualche mese fa.

Buona partenza per i Btp Valore

Nella giornata di ieri si è tenuta la prima parte dell’emissione dei Btp Valore, dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto circa 4,5 miliardi di euro. Gli strumenti a disposizione sono due:

  • un Btp Valore con cedole trimestrali step-up;
  • un Btp Valore Insieme, con cedola unica alla scadenza.

I rendimenti di questi Btp, che durano 7 anni, sono tendenzialmente più alti della media dei titoli di durata simile sul mercato. Il Tesoro può permettersi questo tipo di offerta perché, tendenzialmente, i privati non vendono i propri titoli di Stato se non in rare occasioni. Il debito pubblico di proprietà dei cittadini tende quindi a essere più stabile. L’emissione dei Btp Valore continuerà fino al 23 ottobre.

A fine mese si terranno invece le aste dei titoli di Stato regolari. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

  •  

Lo Spread torna a crescere sull’aumento del prezzo del petrolio, 111 punti e 4,52% di rendimento

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a crescere. L’aumento del prezzo del petrolio ha vanificato i progressi della scorsa settimana e ha riportato i rendimenti oltre il 4,50% e il differenziale a più di 111 punti base.

Nella giornata di oggi inizieranno le emissioni dei Btp Valore, con due diverse opzioni, una a cedole frequenti e l’altra a cedola unica. Si tratta di titoli dedicati agi privati.

Perché lo spread è aumentato ancora

È stata un’altra apertura deludente per lo spread e per i titoli di Stato italiani, che non sembrano in grado di trovare una stabilità. Dopo i cali della scorsa settimana, è bastato un aumento del prezzo del petrolio per riportare il differenziale oltre i 110 punti base e i rendimenti al di sopra del 4,50%.

Le cause della volatilità sono resistenti

Il motivo per cui i Btp non riescono a stabilizzarsi né a tornare ai livelli estivi è complesso e, per una volta, non ha molto a che fare con il debito italiano. Il passivo enorme dello Stato rimane un fattore di rischio, che ad esempio determina i 50 punti base di differenza tra i Bonos spagnoli e i titoli italiani, ma non ha alcun ruolo in queste variazioni.

Tutti i fattori che alimentano questa instabilità sono internazionali e hanno a che fare con la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran all’inizio di marzo. La conseguente crisi energetica ha fatto aumentare nuovamente l’inflazione. Di conseguenza ci si aspetta che la Bce faccia crescere i tassi di interesse e che le economie europee rallentino. Tutti fattori che portano all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato.

Continua l’instabilità anche per gli spread europei

A sostegno di questa tesi ci sono i dati degli spread degli altri principali Paesi europei. In Spagna i Bonos sono tornati a 62 punti base dai Bund, con rendimenti oltre il 4%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 19 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,41% –
Btp italiani 4,52% 111
Oat francesi 4,85% 144
Bonos spagnoli 4,03% 62

La Francia è sempre il Paese più in difficoltà, scosso da proteste e destinato a una corsa per la presidenza che sembra una partita tra estrema destra ed estrema sinistra. I mercati non si fidano di nessuna delle due prospettive, e pressano il debito francese portando lo spread a 144 punti base.

Oggi inizia l’emissione dei Btp Valore

In attesa delle prossime aste dei titoli di Stato, oggi 19 ottobre inizierà l’emissione dei Btp Valore. Si tratta di titoli dedicati agli investitori retail, quindi ai privati, che offrono un rendimento più alto rispetto ad altri e due formule diverse:

  • una a cedole frequenti, ogni tre mesi;
  • una a cedola unica alla scadenza del titolo.

Le aste regolari, invece, si terranno negli ultimi giorni del mese:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

  •  

Scioperi della settimana dal 19 al 25 ottobre, si ferma il trasporto pubblico locale

La settimana tra il 19 e il 25 ottobre avrà relativamente pochi scioperi rispetto a quelle precedenti. Le mobilitazioni si concentreranno nel trasporto pubblico locale, e saranno diffuse in tutto il Paese. La giornata più difficile sarà quella di lunedì 19.

Oltre ai trasporti, ci saranno proteste anche nel settore delle comunicazioni, nel sistema sanitario nazionale e nell’igiene ambientale. Questi scioperi si affiancheranno alle proteste spontanee legate alla situazione di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, e al caro carburanti.

Gli scioperi del trasporto pubblico della settimana

La prossima settimana ci saranno in totale quattro scioperi nel settore del trasporto pubblico locale, che potrebbero creare disagi a pendolari e altri passeggeri. Le province in cui si terranno saranno quelle di Savona, Udine, Bari e la città metropolitana di Roma.

Lo sciopero del 19 ottobre a Roma

Il primo di questi scioperi si terrà il 19 ottobre e coinvolgerà i dipendenti della Bus Internazional, una società che opera in provincia di Roma, con servizi di trasporto pubblico locale che servono i comuni di Guidonia Montecelio, Marcellina, Montelibretti, Palombara Sabina e Santa Marinella. La mobilitazione durerà quattro ore, dalle 8:30 alle 12:30, senza fasce di garanzia.

Lo sciopero del 19 ottobre a Savona

A Savona invece sciopererà Tpl Linea, azienda che gestisce il trasporto pubblico locale in una settantina di comuni della provincia. Anche in questo caso si tratta di una mobilitazione breve, di quattro ore, dalle 10:15 alle 14:15, quindi non ci saranno fasce di garanzia.

Lo sciopero del 20 ottobre a Udine

Sarà invece più significativo lo sciopero dei dipendenti di Arriva Udine, società del gruppo Arriva che gestisce il trasporto pubblico locale nella città friulana. Il servizio potrebbe subire variazioni e cancellazioni dalle 15 alle 24 del 20 ottobre.

Lo sciopero del 23 ottobre a Bari

A Bari, invece, sciopereranno i dipendenti di Ferrovie Sud Est, società del gruppo FS che copre alcune tratte molto frequentate come la Bari-Taranto, la Martina Franca-Lecce e la Lecce-Gallipoli. La mobilitazione sarà di sole quattro ore, dalle 19:45 alle 23:45.

Gli altri scioperi della settimana

Si terranno poi una serie di scioperi legati a singole aziende. Si fermeranno i dipendenti:

  • della Dussmann di Napoli per tutta la giornata del 19 ottobre;
  • di Accadueo, Ariete Soc. Coop., Ladisa Ristorazione a Bari per tutta la giornata del 20 ottobre;
  • di Zte in tutta Italia per tutta la giornata del 20 ottobre;
  • della Italy Ecology Systema a Fossato Serralta, Sorbo San Basile, Taverna e Pentone per tutta la giornata del 21 ottobre.

Il 19 ottobre si fermerà invece il personale ausiliario di tutte le Asp del sistema sanitario della Sicilia.

Le manifestazioni nel Sud Italia

In diverse regioni del Sud, negli ultimi giorni, si stanno susseguendo proteste e manifestazioni spontanee contro il caro carburante portate avanti da gruppi di agricoltori e autotrasportatori. Non si tratta di scioperi, ma di blocchi stradali e altre forme di protesta di piccoli gruppi di privati.

Le manifestazioni erano iniziate in Puglia e si sono progressivamente allargate alla Basilicata, alla Campania e alla Calabria. Il Governo ha convocato un tavolo con le aziende di settore per il 27 ottobre, ma non è bastato per placare le proteste, che potrebbero continuare per tutta la settimana.

  •  

Spread del 16 ottobre in calo a 107 punti, Btp sotto il 4,50% di rendimento

Torna a diminuire in apertura del 16 ottobre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale si è ridotto arrivando a 107 punti. Segnali positivi dai rendimenti, che sono scesi sotto la soglia del 4,50% arrivando al 4,47% e determinando l’avvicinamento dei Buoni del Tesoro ai titoli di Berlino.

Il mercato obbligazionario continua a oscillare, ma nella giornata di ieri l’ex presidente della Bce Mario Draghi sembra aver escluso un intervento di Francoforte per ridurre i tassi di interesse sul debito di diversi Paesi, in particolare della Francia, come invece era avvenuto in passato.

Lo spread torna a scendere

Continua il periodo di volatilità dello spread. Il differenziale non sembra riuscire a impostarsi su una traiettoria prevedibile, continuando ad alternare aumenti improvvisi a cali altrettanto repentini. Il ritorno sotto i 110 punti base, dopo l’apertura difficile di ieri, rimane positivo, così come il calo dei rendimenti sotto la soglia del 4,50%.

La Bce non ha intenzione di intervenire

L’apertura dello spread italiano è ancora più significativa alla luce delle parole di Mario Draghi di ieri. L’ex presidente della Bce ha infatti spiegato che la situazione dei titoli di stato europei, pur critica, non richiede un intervento dell’Eurotower.

In passato, la Bce aveva fatto infatti ampio utilizzo dello strumento del quantitative easing per ridurre l’esposizione ai mercati di alcuni titoli, tra cui quelli italiani. Il contesto economico è però cambiato e un intervento simile sarebbe molto più complesso ora.

La Bce sta infatti attuando una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di interesse per contrastare l’inflazione. Acquistare titoli di Stato significherebbe immettere euro sul mercato, diluendo in parte l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse e rischiando di far accelerare l’aumento dei prezzi.

Lo spread cala in tutta Europa

Anche i titoli di Stato degli altri Paesi europei hanno reagito bene alle parole di Draghi, che hanno ridimensionato la pressione sui debiti continentali. In Spagna i Bonos si sono mantenuti a 60 punti di distanza dai Bund, con un rendimento del 4,00%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 16 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,40% –
Btp italiani 4,47% 107
Oat francesi 4,78% 1138
Bonos spagnoli 4,00% 60

La Francia continua a essere il Paese in maggiore difficoltà. Lo spread degli Oat è pari a 138 punti base, anche se i rendimenti si stanno progressivamente allontanando dai picchi delle scorse settimane.

Le prossime aste dei titoli di Stato

A partire dall’ultima settimana di ottobre torneranno le aste dei titoli di Stato italiani. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Tra il 19 e il 23 ottobre si terrà anche l’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore Insieme, titoli di Stato riservati agli investitori retail, cioè ai privati.

  •  

Sciopero del 16 ottobre, si fermano EasyJet, scuola e trasporti: gli orari

Il 16 ottobre ci saranno sia uno sciopero nazionale della scuola, sia uno della compagnia aerea low cost EasyJet, una delle più diffuse e utilizzate in tutto il Paese. Se la prima mobilitazione potrebbe avere conseguenze limitate e dipendenti dall’adesione, è quasi sicuro che il secondo creerà molti disagi.

Oltre a questi scioperi, ci saranno anche alcune mobilitazioni locali che colpiranno il settore dei trasporti pubblici locali, sia su strada, sia marittimi.

Lo sciopero di EasyJet il 16 ottobre

Lo sciopero dei voli di EasyJet durerà tutta la giornata e si estenderà in tutta Italia. Ci potranno quindi essere ritardi e cancellazioni su tutti i voli della compagnia aerea, che è tra le più diffuse nel nostro Paese. Ci sono però delle eccezioni. Oltre allo sciopero di EasyJet, in Toscana si fermeranno anche le aziende che gestiscono gli aeroporti di Pisa e Firenze.

I voli garantiti

L’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha diffuso l’elenco dei voli garantiti per il 16 ottobre. Si tratta di:

  • Eju 4115 Napoli (Lirn)-Olbia (Lieo)
  • Eju 4116 Olbia (Lieo)-Napoli (Lirn)
  • Eju 3599 Malpensa (Limc)-Lampedusa (Licd)
  • Eju 3600 Lampedusa (Licd)-Malpensa (Limc)
  • Eju 3897 Malpensa (Limc)-Sharm El-Sheikh (Hesh)

Questi voli seguono alcune linee guida di Enac in caso di sciopero. Le compagnie aeree devono infatti garantire sia i collegamenti per le isole, la cosiddetta continuità territoriale, sia i voli intercontinentali che arrivano e partono dall’Italia. Infine, saranno garantiti tutti i voli in partenza nelle fasce di garanzia:

  • dalle 7 alle 10 del mattino;
  • dalle 18 alle 21 la sera.

Gli altri scioperi dei trasporti

Sempre il 16 ottobre ci saranno una serie di scioperi del trasporto pubblico locale:

  • lo sciopero di Minervabus a Fiumicino per tutta la giornata;
  • lo sciopero di Arriva a Bergamo con fasce di garanzia dalle 6:00 alle 8:30 e dalle 12:30 alle 16:00;
  • lo sciopero del trasporto pubblico nelle province di Pescara e Chieti.

Quest’ultimo, in particolare, coinvolgerà diverse aziende, ognuna con i propri orari:

  • TUA, 9-13;
  • Di Fonzo, 8:30-12:30;
  • La Panoramica, 8:30-12:30;
  • Satam, 9-13;
  • Baltour, 9-13;
  • Di Giacomo Angelo Domenico, 8:30-12:30.

Infine, il 16 ottobre sarà l’ultimo giorno dello sciopero di 48 ore dei marittimi nei porti di Napoli e Salerno.

Lo sciopero della scuola il 16 ottobre

Il 16 ottobre si terrà anche uno sciopero nazionale della scuola. Il personale si fermerà per tutta la giornata e la mobilitazione coinvolgerà:

  • il personale Ata;
  • gli insegnanti;
  • i dirigenti.

Il sindacato che organizza questa protesta è Sisa, una sigla relativamente poco diffusa. L’ultima volta che ha indetto uno sciopero simile, l’adesione è stata circa dell’1%. I disagi quindi potrebbero essere limitati per studenti e genitori, ma potrebbero comunque acuirsi in istituti che hanno una maggiore densità di iscritti a questa sigla.

  •  

Lo spread torna a crescere, 111 punti base ma sui Btp cala la pressione

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha raggiunto i 111 punti base in apertura. I rendimenti dei Btp sono però calati, anche se non al passo di quelli dei titoli di Berlino. I decennali si sono assestati al 4,51%, leggermente sotto i risultati di ieri, nonostante i dati sull’inflazione negli Stati Uniti facciano temere un nuovo aumento dei tassi dei Treasury Bond.

A tranquillizzare il mercato sono soprattutto le notizie sul traffico nello Stretto di Hormuz. Nonostante l’Iran abbia annunciato nuovi attacchi alle navi commerciali, i flussi di petrolio in uscita dal Golfo Persico si stanno avvicinando ai livelli precedenti alla guerra.

Spread in aumento ma i rendimenti sono in calo

L’apertura del 15 ottobre ha portato spread e rendimenti in due direzioni diverse. Il differenziale tra Btp e Bund è in aumento a 111 punti base, ed è tornato sopra ai 107 fatti registrare nei primi minuti di ieri. I rendimenti, al contrario sono in leggero calo, anche se quelli dei titoli tedeschi hanno ottenuto risultati migliori, ampliando quindi la forbice.

Btp meno sotto pressione, nonostante l’inflazione Usa

Nella giornata di ieri è stato diffuso un dato che avrebbe dovuto mettere i titoli di Stato europei sotto pressione: l’inflazione degli Stati Uniti. L’aumento dei prezzi è stato molto più alto del previsto, al 3,7%, e questo dovrebbe comportare un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed.

La ritrovata fiducia dei mercati nella dirigenza della Fed ha però neutralizzato il possibile impatto di questo dato. Gli investitori credono nel fatto che il direttore Kevin Warsh possa alzare i tassi di interesse per contrastare l’aumento dei prezzi anche se la Casa Bianca non è d’accordo.

Di conseguenza, anche la pressione sui Treasury Bond si sta allentando, con i titoli statunitensi che sono scesi sotto il 5,1% di rendimento. Grazie a questa tregua, anche le tensioni su alcuni titoli europei si stanno allentando.

Continua l’instabilità in Francia

Fa eccezione a questa regola la Francia. Il Paese non sembra essere nelle condizioni di respingere la speculazione sui propri titoli di Stato, che hanno accumulato uno spread di 143 punti base, con un’altra variazione estrema in un giorno. I rendimenti sono saliti al 4,83% a causa sia del debito sempre più alto, sia dell’incapacità del Parlamento di trovare una maggioranza per far passare una legge di Bilancio che limiti la spesa.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 15 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,40% –
Btp italiani 4,51% 111
Oat francesi 4,83% 143
Bonos spagnoli 4,03% 63

La Spagna, invece, nonostante le elezioni imminenti, si mantiene relativamente stabile attorno ai 60 punti base di spread.

Le prossime aste dei titoli di Stato e i Btp Valore

Concluse le prime emissioni di ottobre, il Tesoro procederà a fine mese con le altre aste regolari. Le prossime si terranno:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Tra il 19 e il 23 ottobre si terrà anche l’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore Insieme, dedicati agli investitori privati.

  •  
❌