Alessandro Volpi: cambiamo rotta
Dalla concentrazione del risparmio gestito nelle mani dei Big Three (BlackRock, Vanguard, State Street) agli utili record delle banche italiane, con il credito all’economia reale che si assottiglia. E’ la mappa di un potere che non si vota, non si discute, e decide a prescindere dalla volontà dei cittadini-elettori. Cosa succede quando il
35,9% del debito è in mani estere. E circa un terzo di quella quota è nei portafogli dei grandi fondi statunitensi. Non è un dettaglio tecnico: è la misura esatta di quanto margine politico resta a un Paese che paga quasi cento miliardi di interessi l’anno. Ne parliamo con Alessandro Volpi, storico dell’economia all’Università di Pisa, saggista. Intervista a cura Jeff Hoffman
Parliamo di:
Il record del debito pubblico: 3.207,2 miliardi, cosa dicono davvero i dati di Bankitalia
Quantitative tightening: la BCE si ritira, i fondi americani avanzano
Big Three: come tre gestori arrivano a pesare su una fetta enorme delle società quotate
Le banche italiane e i profitti record: chi incassa, chi resta senza credito
Risparmio previdenziale italiano: la materia prima più contesa d’Europa
Cosa possono fare gli Stati: fiscalità sulla rendita, banca pubblica, controlli reali
I LIBRI DI ALESSANDRO VOLPI
La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale, Laterza, 2025
Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza, Altreconomia, 2024
I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia, Laterza, 2024
Prezzi alle stelle. Non è inflazione, è speculazione, Laterza, 2023
La mutazione italiana, Altreconomia, 2023
Storia del debito pubblico in Italia. Dall’Unità a oggi (con L. Tedoldi), Laterza, 2021
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Che cosa accade davvero allo spazio aereo siciliano quando il vulcano entra in fase eruttiva, e quali autorità decidono per lo scalo civile e quali per quello militare
Le missioni degli MQ-4C Triton di US Navy decollate da Sigonella verso Bushehr e lo Stretto di Hormuz, incluso il velivolo scomparso dai radar il 9 aprile e mai spiegato dal Pentagono
Il sistema siciliano nel suo insieme: Sigonella, il MUOS di Niscemi, la stazione radio NRTF, Augusta, e il collegamento con i sommergibili nucleari statunitensi
Gli accordi bilaterali che regolano l’uso delle basi in Italia, e la ragione per cui il Parlamento non li discute né li controlla
La distanza fra le dichiarazioni ufficiali del governo sulla non partecipazione al conflitto contro l’Iran e ciò che i tracciati documentano
Il costo che la Sicilia paga in esposizione strategica, servitù militari e vincoli sul territorio, mai messo a bilancio da nessuno
Affrontiamo insieme:
Perché i trattori sono tornati in piazza e chi prova a intestarsi quella rabbia
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La catena di montaggio dell’informazione: chi seleziona, chi finanzia, chi decide cosa diventa notizia
Hollywood e la costruzione degli archetipi: l’eroe, il nemico, la minaccia da schermo
I dieci principi della propaganda di guerra e la loro sopravvivenza nel XXI secolo
Stanley Kubrick e la lettura a più livelli del suo cinema
Il caso italiano: concentrazione editoriale, verificatori di fatti e voci dissidenti
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La campagna di equity crowdfunding di OXHY su CrowdFundMe si è chiusa il 28 luglio 2026 con oltre 1,7 milioni di euro e più di cinquecento nuovi investitori, superando di otto volte l’obiettivo minimo di 200.000 euro.
A giugno la firma del Memorandum of Understanding con Tresol S.r.l., per valutare l’integrazione tra la tecnologia ORC di Oxhy e il campo solare termico TVP Solar dello stabilimento di Avellino: trasformare in elettricità il calore che oggi viene dissipato.
Con Germano parliamo anche del “Centro di Gravità”, il laboratorio di pensiero nato dall’idea di Giulietto Chiesa nel febbraio 2020, di cui è cofondatore e coordinatore. Affrontiamo insieme:
Cosa significa finanziare la scienza dal basso invece che dai fondi
Il calore di scarto come risorsa: la traiettoria ORC e la nuova sede di Ceccano
Energia distribuita contro energia centralizzata: la posta geopolitica
CI HANNO ADDOMESTICATO ANCHE LA RIBELLIONE Per la prima volta il traffico generato da bot e agenti artificiali ha superato quello umano: secondo Cloudflare siamo al 57,4% contro il 42,6%. Su questa infrastruttura si forma oggi ciò che chiamiamo opinione pubblica. Chi controlla l’algoritmo non deve più vietare le idee: gli basta decidere quali parole si possono usare per formularle.
Il dissenso addomesticato non è una novità storica: l’inchiesta pubblica britannica sulla polizia sotto copertura ha accertato l’infiltrazione di centinaia di campagne politiche, con i rapporti degli agenti girati ai servizi di sicurezza. Cambia solo la scala: ieri servivano uomini, oggi bastano poche righe di codice.
La domanda nasce spontanea: quali approcci alla modernità restano praticabili senza consegnarsi a un’automazione senza etica? Torniamo al terreno più concreto che esista, quello che nessun modello linguistico può simulare: il cibo vero, o come lo chiamano in molti, il cibo vivo.
Mangiare sano non è una spesa: è un investimento a rendita composta. Per il cittadino significa anni di vita in buona salute; per lo Stato significa spesa sanitaria evitata. È il classico gioco a somma positiva, e resta uno dei pochi terreni dove sovranità e salute coincidono.
Jeff Hoffman dialoga con Fabio Conditi, presidente dell’associazione Moneta Positiva, ideatore del SIRE (Sistema Integrato di Risparmio Erariale): una piattaforma pubblica per emettere Crediti d’Imposta Cedibili, accreditati su un conto fiscale di cittadini e imprese, utilizzabili per pagare le tasse, scambiabili e convertibili. Uno strumento già portato alla Camera dei Deputati con una proposta di legge (Palazzo San Macuto, 9 aprile 2026). Oltre i personalismi e l’ego espanso di ognuno, SIRE può essere una via di salvezza? Come possiamo procedere? Ne parliamo con Fabio Conditi, presidente di “Moneta Positiva” e coautore del Piano di Salvezza Nazionale voluto da Giulietto Chiesa. Intervista a cura di Jeff Hoffman
la fine dell’architettura petrolio-per-protezione che regge da mezzo secolo il rapporto fra Washington e la monarchia saudita
le rotte del greggio che puntano a Oriente, dal Mar Rosso all’Asia
il caso della citazione mai pronunciata attribuita al comandante dei Pasdaran Ahmad Vahidi, certificata da Netanyahu e smontata dalla stampa israeliana
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L’Italia ha smesso all’improvviso di difendere i principi della pace. Non parliamo di leggi ma di pratica quotidiana: protocolli fra Istruzione e Difesa, visite di classe alle basi militari, aziende belliche accolte nell’orientamento scolastico, generali in cattedra.
Se la guerra si insegna, la pace si può insegnare. Da questa convinzione nasce Handalino, la fiaba cheAntonio Mazzeo ha portato ai bambini delle elementari insieme al pupazzo omonimo, maturata durante il suo viaggio verso Gaza con la Freedom Flotilla a bordo della nave Handala. Una storia sui diritti dell’infanzia negati, raccontata con le parole dei più piccoli. E la domanda nasce spontanea: il massacro di Gaza ha risvegliato le coscienze? Nelle scuole qualcosa si è mosso davvero, o resta un moto d’indignazione senza traduzione politica? Ne parliamo con Antonio Mazzeo, giornalista d’inchiesta e insegnante. Intervista a cura di Jeff Hoffman
Ottantuno anni fa, alle 8.15 del mattino, Hiroshima. Stamattina, alla stessa ora, cinquantamila persone in silenzio nel Parco Memoriale della Pace e un sindaco che accusa i governanti del mondo di considerare ancora la deterrenza nucleare un approccio realistico. In prima fila, per la prima volta da capo del governo, la premier giapponese Sanae Takaichi: la stessa il cui ministro della Difesa ha dichiarato tre settimane fa che Tokyo «non può più evitare» di discutere la questione nucleare.
La tesi della puntata: l’anniversario di Hiroshima e Nagasaki non è memoria, è cronaca. I due Paesi sconfitti nel 1945 si riarmano, il Trattato di non proliferazione esce dalla terza conferenza di revisione consecutiva senza un documento finale, Washington firma con Riyadh un accordo che apre all’arricchimento dell’uranio proprio mentre bombarda Teheran per negarglielo, e l’Italia programma diciannove miliardi aggiuntivi per la difesa nel prossimo biennio.
Nelle stesse ore un’inchiesta di Reuters rivela che cinque mesi di guerra hanno prosciugato quasi per intero le scorte americane di missili tattici a lungo raggio.
Tre notizie che i telegiornali raccontano separate. Le leggiamo come un solo movimento: la potenza egemone consuma, l’Europa paga, l’Italia presta il territorio. Il magazzino è vuoto, e la diplomazia improvvisa di Washington somiglia molto a un inventario.
L’accordo su Hormuz e chi tratta davvero con chi: Teheran ribadisce che il negoziato è con l’Oman e non con Washington
L’inchiesta sugli arsenali americani esauriti e cosa significa per la deterrenza verso Russia e Cina
I 14,9 miliardi del fondo europeo SAFE, prestiti da restituire, e lo scontro sul mandato parlamentare
Roma sede del negoziato Israele-Libano mentre l’Idf costruisce nuove basi nel sud del Paese dei cedri
Perché la borsa festeggia insieme la pace sullo Stretto e il titolo della prima azienda italiana della difesa
Antonio Mazzeo
Senza editori, senza partiti, senza padrini politici.
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