🔴HA STATO PUTIN 21 10 26
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* «Ha stato Putin»: proteste e caro carburanti di Jeff Hoffman
* La pace di Trump passa dal gasolio russo di Jeff Hoffman
* Typhoon britannici a difesa di Riyadh di Jeff Hoffman
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* Libia, il mare di Haftar passa ad Ankara di Jeff hoffman
* Turchia e Azerbaigian, la fratellanza s’incrina di Ivan Bodyan
* Una nuova alleanza per il mercato turco della armi di Gionata Chatillard
* Radar in Kosovo, ventisette anni dopo le bombe di Jeff hoffman
* Cina, investimenti in Tanzania tra pesca e formazione di Ivan Bodyan
* Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan
Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman
Editing di Mia Tarulli e Isabelle Tonussi
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Affrontiamo insieme:
Piazza Duomo come specchio: ragazzi che saccheggiano i simboli del consumo che li ha cresciuti
Pasolini e lo sviluppo senza progresso: la mutazione antropologica cinquant’anni dopo
Il decreto sicurezza: nuovo reato di piazza, fermo dei minorenni, multe ai genitori, e i poteri di polizia giudiziaria ai militari saltati dopo lo stop del Quirinale
Da Strade Sicure al Mediterraneo: la militarizzazione come unica risposta a ogni crisi, dentro e fuori i confini
Carovita, gasolio, bollette: il corteo del 17 ottobre era contro il costo della guerra, e nessuno ne parla più
Cosa resta dell’idea di una società che educa alla pace quando la scuola, la città e lo Stato parlano solo il linguaggio dell’ordine
LIBRI DEGLI OSPITI
Elena Basile, Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace, PaperFIRST, 2025
I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN
BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese, russo)
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Stasera a
Carovita, carburanti, salari che non bastano: perché i giovani scendono in piazza?
Militari in classe e orientamento all’arruolamento: come si prepara una generazione alla guerra
In collegamento da Sofia: i droni sul Mar Nero, il falso allarme bomba sul volo Austrian e la Bulgaria al voto
Il consenso “sbagliato”: cosa resta della democrazia quando la guerra non si discute
OSPITI
Conduce Margherita Furlan Libri degli ospiti Francesco Dall’Aglio:
Alessandro Volpi, La finanza è colpevole
Alessandro Volpi, La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale, Laterza, 2025
Alessandro Volpi, I padroni del mondo, Laterza, 2024 Vincenzo Maddaloni
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Il Sud si ferma senza spaccare niente e sparisce dai telegiornali; Milano brucia per una sera e apre tutte le edizioni; la Francia conta 2.400 arresti e un presidente che dice «niente lo giustifica». Tre piazze, una sola crisi: il conto della guerra arrivato nel pieno di un camion e nella spesa di una famiglia. E un’informazione che sa raccontare la rabbia solo come ordine pubblico, perché la fame costringerebbe a spiegare il conto.
Il Sud fermo da una settimana: gasolio a 2,30 euro, sconto accise scaduto il 6 ottobre, 434 milioni di credito d’imposta mai arrivati alle imprese, scaffali vuoti in Molise e Puglia, un tavolo con Salvini convocato solo dopo i supermercati a secco
Francia: dal liceo di Créteil con le classi da 36 a 550.000 persone in piazza, il municipio di Limoges in fiamme, Macron che rinvia e i sindacati che rispondono «la gioventù non aspetterà sei mesi»
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Due sabati fa siamo partiti dal volo Flydubai e dall’«11 settembre sventato» evocato da Netanyahu: come si scrive un copione prima dei fatti. Sabato scorso siamo scesi nella mente: perché crediamo anche a ciò che non è vero, e chi decide la «gabbia di realtà» dentro cui discutiamo. Stasera facciamo il passo successivo, quello che ci eravamo promessi: quando la cronaca somiglia a un brutto film di fantascienza, dove finisce la realtà e dove comincia la sceneggiatura? Ne parliamo con Stefano Re, esperto di comunicazione e metacomunicazione, e Roberto Quaglia, scrittore e commentatore culturale e geopolitico. Intervista a cura di Jeff Hoffman
Realtà e fantascienza: quando la distopia smette di essere un genere letterario
La gabbia di realtà: chi la costruisce, e perché ci discutiamo dentro anche quando non ci crediamo
Il potere dei media: crederci più di quanto crediamo ai nostri occhi
Hollywoodismo: l’ideologia invisibile che arriva prima dei telegiornali
Censura delle piattaforme: account sospesi, reportage cancellati, Parlamento che non parla..
Sovranità rovesciata
Autodifesa cognitiva: diffidare soprattutto delle storie che ci piacciono
I libri degli ospiti
Mindfucking. Dai manuali segreti della CIA al marketing, le tecniche di condizionamento mentale (Arianna Editrice)
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Di cosa parliamo:
Il volo Flydubai FZ1073: lite tra piloti, pista iraniana, radicalizzazione, lupo solitario. Quattro generi narrativi in 48 ore.
Eroi, cattivi e “11 settembre sventato”: la grammatica hollywoodiana applicata alla cronaca.
Più armi e più sanzioni per arrivare alla pace: come si costruisce una contraddizione che nessuno nota.
Qualcuno seguirà l’esempio di Kubrick e dei grandi registi italiani di una volta? George Orwell lo chiamava bipensiero: credere contemporaneamente a due cose opposte senza avvertire il conflitto. Oggi non serve più un Ministero della Verità. Basta un buon montaggio.
Come ti fabbricano il consenso
Ci vediamo in piazza? Scrivilo nei commenti!
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Per difendere quel no, gli avvocati del governo, l’Avvocatura dello Stato, avevano scritto nero su bianco: è in corso «una guerra mondiale ibrida e a pezzi che coinvolge anche l’Italia».
Il giudice ha risposto: pericolo «astratto e ipotetico». I dati vanno consegnati. Ma la frase resta agli atti, e quella guerra il Parlamento non l’ha mai dichiarata.
In Puglia 150 distributori Eni su 300 a secco. Lo sconto sulle accise è scaduto il 6 ottobre.
Cinquemila agricoltori con i trattori a Bari chiedono lo stato di crisi. La Regione mette 30 milioni, il governo nazionale non compare.
Oggi gli studenti in piazza in tutta Italia: «soldi alla scuola, non alla guerra». Il ministro Valditara: «teppismo politico».
Meloni: «ci stiamo interrogando». Salvini: «studiamo da mesi». Lollobrigida: «bloccare le strade è un reato».
In Albania 143 giorni di proteste, ministeri assaltati, contro Rama e il resort da 4 miliardi di Jared Kushner.
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A Taranto gli altiforni dell’ex Ilva sono «in riscaldo» in attesa della Cassazione, mentre il governo compra acciaio all’estero per tenere accesi Genova e Novi Ligure.
Nella notte gli Houthi hanno colpito la sede dell’Aramco a Dhahran, gli uffici dell’amministratore delegato. Riad sta finendo gli intercettori, Trump non ha ancora deciso se entrare nei raid, Hormuz è chiuso dal 28 febbraio.
Quanto soffre la Cina con Hormuz chiuso, e quanto le conviene che resti chiuso.
Chi detta il ritmo della guerra in Ucraina: Mosca, Kiev, la Casa Bianca o un privato con una costellazione di satelliti.
La domanda scomoda: se le raffinerie russe tornano a bruciare, non è forse Mosca ad avere più bisogno di una tregua?
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Il patto del 1974 diceva: petrolio in dollari in cambio di protezione. Oggi la protezione non c’è e il petrolio non passa.
Aeroporto di Riad colpito due volte in una settimana, un edificio Aramco in fiamme a Dhahran, missili intercettati sulla capitale.
Trump non può proteggere i sauditi senza chiudere anche Bab el-Mandeb. E allora telefona a Mosca: 300.000 tonnellate di gasolio russo per far scendere il prezzo alla pompa prima delle elezioni di metà mandato.
Meloni al Senato: l’accordo Trump-Putin «legittima Mosca», il caro carburante dipende dalla guerra in Iran, e intanto i militari italiani lasciano l’Iraq per l’Arabia Saudita.
Che cos’è il petrodollaro, perché ha retto cinquant’anni e che cosa si è rotto davvero: crisi di prezzo o crisi di sistema?
Lo Yemen che nessuno racconta: l’Oms conta casi di colera triplicati in tre settimane.
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La manovra da 30 miliardi regge su una clausola di salvaguardia per un extradeficit dello 0,6% del PIL: oltre 14 miliardi l’anno di nuovi BTP, con l’obbligo di destinarne metà al riarmo. Il debito per le armi diventa il lasciapassare contabile per non tagliare sanità e pensioni.
Intanto il debito pubblico e privato globale ha toccato i 370 mila miliardi di dollari, mentre il 5% della popolazione detiene quasi 300 mila miliardi di ricchezza. Chi dovrebbe pagare la montagna debitoria?
In Italia sono in corso le esercitazioni NATO, compresa quella nucleare, senza un passaggio parlamentare. Che cosa significa ospitarle nella stessa settimana in cui si vota una manovra che finanzia la difesa a debito?