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Emma Bonino, l’iperliberista globale

Emma Bonino ha meritato l’inferno anche  per questo:

ha promosso il referendum per l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (perché irrigidiva il mercato del lavoro).

Ha promosso referendum per la piena liberalizzazione del collocamento privato abolendo ogni vincolo e responsabilità del datore di lavoro.

Ha sostenuto la piena libertà di contratto individuale (quali che siano i rapporti di potere contrattuale) e l’abolizione dei contratti collettivi.

Ha sostenuto l’abolizione dell’obbligo di stipulare assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro con l’INAIL aprendo alle assicurazioni private.

Ha sostenuto l’abolizione del Servizio Sanitario Nazionale, da sostituire con assicurazioni private.

Ha sostenuto costantemente l’innalzamento dell’età minima per accedere alla pensione.

Lei, la libertaria, era favorevolissima al Green Pass, che riteneva essere un grande contributo civile.

Si è sempre definita un’amica sincera di Israele e ha sostenuto tutte le iniziative del sionismo.

Ha supportato dal primo minuto e fino alla fine l’invio di aiuti militari a Kiev e la necessità di dare una lezione alla Russia.

È sempre stata ferocemente atlantista e filoamericana.

Non si può dire che non sia stata una vita coronata di successi, magari indiretti.

In vista dei coccodrilli che pioveranno in questi giorni, credo sia corretto dire che Emma Bonino, dal punto di vista della gente che vive del proprio lavoro e che ama l’Italia, è stata politicamente il Male.

Niente di personale, se la vedrà lei dall’altra parte.

Ma per quanto riguarda questa valle di lacrime, se avesse fatto la cassiera invece della parlamentare l’intero paese ne avrebbe tratto beneficio.

Andrea Zhok

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Quando avevamo la lira…

QUANDO AVEVAMO LA LIRA, AVEVAMO IL CONTROLLO. ©Sabrina F. “All rights reserved”

Non era perfetta, ma era nostra. Stampavamo moneta, decidevamo il tasso, gestivamo il debito. Era sovranità, era dignità, era Italia. Poi è arrivato l’euro, la moneta “comune”. Che non è comune un bel niente: è tedesca nei vincoli, francese nei vantaggi e straniera nelle mani.

Oggi siamo prigionieri del pareggio di bilancio, delle letterine da Bruxelles, della BCE che decide se possiamo respirare. Con la Lira sbagliavamo? Sì. Ma almeno erano errori nostri, non diktat firmati da tecnocrati che non abbiamo mai eletto. L’euro è la camicia di forza dell’Europa dei burocrati.

Il debito non si controlla più, gli investimenti si bloccano, lo Stato è diventato un esattore al servizio di altri. E intanto muore il ceto medio, l’impresa, la speranza. RIDATECI LA SOVRANITÀ O RIPRENDIAMOCELA Non si può costruire il futuro con una moneta che risponde ad altri padroni. O torniamo a stampare sogni, o continueremo a pagare incubi. Chi ha memoria, combatta. Chi ha cuore, resista.

Chi ha coraggio, si alzi.

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La prima mossa dell’AfD è contro Zelenski

“SCANDALO DEL SECOLO! Alice Weidel smaschera i conti offshore nascosti di Zelensky e pretende il blocco immediato di miliardi! Il colpo più duro del secolo ai contribuenti tedeschi ha appena scatenato una guerra politica senza precedenti! I fiumi di miliardi inviati in Ucraina sono ora al centro di un terremoto assoluto che minaccia di far saltare tutta l’Europa.

Alice Weidel, la formidabile leader dell’AfD, ha appena premuto il bottone rosso lanciando accuse davvero terrificanti: una parte colossale degli aiuti occidentali verrebbe dirottata direttamente a reti criminali ultra-segrete e conti offshore segreti direttamente collegati alla vetta della struttura di potere ucraina! Mentre i soldati ucraini vengono sacrificati in un sanguinoso fronte, i soldi sacri delle tue tasse verrebbero shamelessamente evaporati nell’abisso di una corruzione statale completamente fuori controllo.

Di fronte a questo tradimento supremo, l’AfD pretende l’immediata, definitiva e totale sospensione di tutte le forniture di armi nonché il congelamento assoluto degli aiuti finanziari. “La Germania non può più dissanguare il suo popolo per finanziare un sistema profondamente corrotto e infestato dalla mafia!” tuona il partito. Ha finalmente suonato la rottura storica e inevitabile?

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