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Trump ha dato a Netanyahu il via libera all’uso di armi NUCLEARI

Col. Lawrence Wilkerson:

Trump ha dato a Netanyahu il via libera all’uso di armi NUCLEARI

“Ormai circola la voce, sia in ebraico che in inglese, che Trump abbia dato a Bibi Netanyahu il via libera per utilizzare un’arma nucleare, o due, o tre. Ci troviamo quindi di fronte a una dimensione completamente diversa di questo conflitto, proprio mentre ne stiamo discutendo in questo momento.

La situazione è già ampiamente fuori controllo e sta mettendo in seria difficoltà il Presidente in un momento critico per il suo partito politico; è probabile che ciò costerà al partito la sua supremazia, forse addirittura in entrambe le Camere. Non so cosa farà. Non ne ho idea. Di solito non so cosa farà, ma in questa circostanza, davvero non lo so.”

-Col. Lawrence Wilkerson, ex Capo di Gabinetto del Dipartimento di Stato, nell’ultima puntata di *New Order*.

Guarda l’intervista completa: https://rumble.com/v7gbo0c-col.-lawrence-wilkerson-trump-gave-netanyahu-the-green-light-to-use-nuclear.html

@MTodayNews
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La “protesta delle chiavi” in Spagna

decine migliaia di persone in piazza in Spagna dopo il “no” ai decreti di Sanchez sulla casa. Cosa fa il premier socialista

Vio.Gor. • October 4 at 07:08

La Spagna scende in piazza il 4 ottobre 2026 dopo il bocciamento in Parlamento dei decreti governativi per la crisi abitativa, voluti da Pedro Sanchez. Decine di migliaia di persone hanno protestato in oltre 50 città, con scontri a Valencia (5 arresti, 9 poliziotti feriti) presso una sede di investitori immobiliari. I manifestanti chiedono un sciopero generale e la limitazione della speculazione. Il premier valuta elezioni anticipate, potenzialmente a fine novembre, per sfruttare l’indignazione popolare; i sondaggi danno attualmente la destra in vantaggio, ma il 67,5% degli spagnali sostiene il controllo degli affitti.

La Spagna scende in piazza contro la crisi abitativa. Le chiavi delle case diventano il simbolo della protesta popolare: molti manifestanti le agitano tra le mani. Decine di migliaia di persone hanno manifestato sabato 3 ottobre in tutto il Paese – da Bilbao a Malaga, da Alicante a Palma de Maiorca, fino alle Canarie – per protestare per il diritto alla casa e chiedere uno sciopero generale. Stando al sindacato degli inquilini, nella capitale Madrid hanno manifestato circa 500mila persone, mentre il governo ha stimato una partecipazione di circa 70mila manifestanti. Ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti a Valencia: cinque le persone arrestate, nove i poliziotti feriti.

Perché la Spagna protesta

Venerdì 2 ottobre il Parlamento spagnolo ha bocciato (https://europa.today.it/attualita/pedro-sanchez-elezioni-anticipate-spagna-decreti-casa-bocciati-cosa-succede-ora.html) i due decreti contro la crisi abitativa con cui il governo del primo ministro socialista Pedro Sanchez (https://www.today.it/persone/pedro-sanchez/) voleva rafforzare le protezioni (https://europa.today.it/attualita/legge-sanchez-affitti-proprietari-pagano-inqulini-spagna.html) per chi vive in affitto e limitare la speculazione immobiliare. I due decreti in questione erano stati inizialmente presentati dal governo per placare le proteste e l’indignazione popolare in tutta la Spagna dopo lo sfratto dalla sua casa di Madrid di una donna di 87 anni, Maricarmen Abascal, ma dovevano ancora essere confermati dal Parlamento. Il giorno dopo il “no” del Parlamento ai decreti del governo Sanchez sono riprese nel Paese le manifestazioni di protesta.

La richiesta di sciopero

Nella capitale Madrid sono partite quattro colonne di manifestanti per il diritto alla casa, che da nord, sud, est e ovest della capitale sono confluite sulla centrale Plaza Cibeles. Dietro grandi striscioni con su scritto: “Subito sciopero generale!”, e al grido di “fuori gli speculatori dai nostri quartieri” e “questo deve cambiare, la casa subito!’, migliaia di manifestanti si sono uniti ai cortei partiti da Atocha, al sud della città, da Plaza de Espana, dall’ospedale La Princesa, mentre una marcia è partita anche dall’accampamento degli attivisti in Puerta del Sol.

E poi tanti cortei, convocati dai sindacati degli inquilini in più di 50 città spagnole, si sono svolti contemporaneamente da nord a sud del Paese, da Santander in Cantabria, a Santiago di Compostela, in Galizia, a Palma de Maiorca, alle Baleari. Mobilitazioni in massa anche a Barcellona, a Toledo, a Vigo, ad Alicante e a Malaga, tra le altre. “Quella che si respira nelle strade è una nuova energia. Un’energia che ha dimostrato in otto giorni il potere popolare è capace di fare molto di più che in otto anni di governo progressista”, ha dichiarato la portavoce del Sindicato de Inquilinas, Valeria Racu. E ha ripetuto la volontà degli attivisti di “portare avanti la lotta”. “Sappiamo perfettamente chi sono i colpevoli: i veri invasori sono gli investitori”, ha aggiunto riferendosi ai fondi ‘avvoltoio’ di speculazione edilizia.

“La strada è chiara ed è verso lo sciopero generale”, ha proseguito Racu, nell’assicurare che sono in contatto con i sindacati di maggioranza nel Paese per organizzare un’astensione generale dal lavoro, della quale tuttavia ancora non è stata indicata una data.

Gli scontri a Valencia

Tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine si sono registrate a Valencia, dove cinque persone sono state arrestate e nove agenti di polizia sono rimasti feriti. Tutto è cominciato quando la manifestazione ha raggiunto il Palau de Les Arts, all’interno del quale si tiene un congresso sugli investimenti immobiliari: lì un gruppo di persone ha infranto il cordone della polizia che sorvegliava l’accesso dopo aver abbattuto le recinzioni, lanciando oggetti contro gli agenti. La polizia, in tenuta antisommossa, ha dunque risposto lanciando proiettili di gomma e fumogeni.

L’ipotesi di elezioni anticipate

Le piazze esprimono la rabbia e la frustrazione per i due decreti legge – varati dal governo Sanchez – affondati dal Congresso da una maggioranza di destra, coagulata dal Partito popolare, da Vox e dalla forza catalanista Junts per Catalunya. Il premier, al momento, ha annunciato una pausa di riflessione: è un modo per prendere tempo e ponderare bene se sciogliere o meno le Camere e convocare le elezioni anticipate rispetto alla fine della legislatura, nel luglio 2027. In tal caso, il voto potrebbe tenersi a fine novembre di quest’anno.

I sondaggi danno la destra in vantaggio, ma…

I sondaggi al momento descrivono uno scenario sfavorevole alla sinistra: assegnano al Partito popolare e Vox una maggioranza superiore a quella assoluta di 175 seggi al Congresso. Ma l’emergenza casa e queste proteste possono cambiare tutto, con il 67,5% degli spagnoli favorevoli a limitare gli affitti (secondo il rilevamento di 40dB), percentuale superiore al 55% anche tra gli elettori delle destre. La decisione ora è nelle mani del premier Pedro Sanchez, che sogna il “ribaltone” (https://europa.today.it/attualita/sanchez-elezioni-anticipate-ribaltone.html) sfruttando l’ondata di indignazione popolare, ma sul voto anticipato non ha ancora deciso: vuole misurare il malcontento della piazza.

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Ma esattamente noi perché ci siamo schierati al fianco dell’Ucraina ?

Prof Michele Geraci, fmr Undersecretary of State
@michele_geraci

Ma esattamente noi perché ci siamo schierati al fianco dell’Ucraina ?

È ovvio che Ucraina può fare tutte le scelte che ritiene opportune: lottare, arrendersi, chiedere soldi etc. Scelte loro Ma noi?

Qual è il motivo alla base del quale il governo Meloni ha deciso di sacrificare il benessere degli italiani per sostenere Ucraina e non, per esempio, per sostenere la Russia. La favola dell’aggredito e aggressore non regge neppure per i bambini dell’asilo, altrimenti la stessa Meloni avrebbe preso stesse misure sanzionatorie contro USA, Israele, la sua amata Francia che lei prendeva in giro per quella cosetta del franco “africano”. E quindi, qual è il motivo per aver scelto Ucraina e non la Russia, o ancora meglio, nessuno?

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