Il democratico, avanti nei sondaggi per le elezioni di metà mandato sull'avversario Paxton (sarebbe la prima vittoria di un senatore dem nello Stato dal 1988), resta a casa con l’influenza. Musk, Casa Bianca e alcuni influencer rilanciano la voce del crollo nervoso, anche dopo le smentite
«Se il presidente interviene, siamo pronti». Alla vigilia del voto del 3 novembre, i due Stati contesi nel 2020 provano a rassicurare gli elettori. Ma il pericolo più grande, avvertono gli esperti, non sono i brogli. È la sfiducia, che può spingere a disertare le urne oppure, al contrario, trasformare la paura in rabbia e mobilitazione.
La capa dello staff della Casa Bianca nell'occhio del ciclone dopo la consulenza dei suoi strateghi LaCivita e Blair per i filorussi in Bosnia. Trump aveva minacciato di licenziarli, ma poi ha ridimensionato la polemica
La notizia è arrivata dopo che il sito Politico aveva rivelato che da mesi erano in corso scontri via email tra il vicesegretario di Stato Christopher Landau e Zampolli
Il vicesegretario di Stato all'inviato per le partnership globali: «Non hai alcuna autorità sulla politica estera». E minaccia il licenziamento. Lui: «Non voleva che mi occupassi di fentanyl»