La Germania cerca droni «stupidi» per testare i propri elicotteri

La Germania cerca sei droni-bersaglio per mettere alla prova i propri elicotteri contro una minaccia diventata centrale nei conflitti contemporanei: i velivoli d’attacco senza pilota, relativamente economici e difficili da intercettare, come gli Shahed-136 impiegati dalla Russia contro l’Ucraina.
Come rivelato dal giornalista investigativo Florian Flade, il Planungsamt der Bundeswehr, l’ufficio di pianificazione delle forze armate tedesche, ha pubblicato una gara per l’acquisto di sei bersagli volanti nell’ambito della procedura VA965. L’obiettivo è verificare l’efficacia degli armamenti installati sugli elicotteri da trasporto e da combattimento contro droni a lungo raggio.
I requisiti tecnici sono piuttosto specifici. I bersagli dovranno avere un’apertura alare compresa tra due e tre metri e mezzo, volare a una quota tra circa 90 e 610 metri e raggiungere una velocità compresa tra 167 e 222 chilometri orari. L’autonomia minima richiesta è di trenta minuti.
Non dovranno essere sofisticati sistemi autonomi da combattimento: dovranno soprattutto riprodurre le caratteristiche di volo di una minaccia credibile. Da qui l’idea dei droni «stupidi»: bersagli sacrificabili, progettati per essere inseguiti, colpiti e abbattuti durante le esercitazioni.
Il bando prevede almeno sei sessioni di tiro e la valutazione dei colpi, in tempo reale oppure dopo il recupero dei bersagli. Almeno una prova dovrà dimostrare che l’effetto delle armi sia sufficiente a provocare la caduta del velivolo senza che il sistema di valutazione attivi un paracadute.
La sicurezza è un requisito essenziale: anche se danneggiati dal fuoco, i bersagli non dovranno poter uscire dall’area di esercitazione. Un sistema di interruzione di emergenza dovrà garantirne la caduta entro i limiti fisici e tecnici.
La gara non dimostra che la Bundeswehr abbia già deciso di impiegare gli elicotteri come principale strumento di difesa contro gli Shahed. Indica però la volontà di verificare sul campo una possibile opzione per contrastare una minaccia che impone alle forze armate europee di trovare soluzioni efficaci anche sul piano dei costi.
Missili intercettori e sistemi di difesa aerea avanzati possono essere molto più costosi dei droni che devono neutralizzare. Testare gli armamenti già disponibili sugli elicotteri significa capire se possano offrire un’ulteriore possibilità d’intervento. La domanda, per la Germania, è semplice: quanto sono efficaci contro un bersaglio che vola come uno Shahed?
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