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Bari, il capo dipartimento della Regione Puglia Annibale D’Elia morto a 56 anni in un incidente stradale

Il capo del dipartimento Cultura della Regione Puglia, Annibale D’Elia, è morto martedì pomeriggio a 56 anni in un incidente stradale. Il dirigente era in sella alla sua moto sulla strada che va da San Giorgio a Torre a Mare, nella zona sud di Bari, quando ha perso il controllo del mezzo andando a finire contro un muretto. L’impatto è stato fatale e ha reso inutioli i soccorsi del personale del 118, giunti immediatamente sul posto. La dinamica dello schianto non è ancora chiara, ma alcuni testimoni hanno riferito che non sono coinvolti altri veicoli, così come non ci sono segni di frenata sull’asfalto: l’ipotesi più accreditata è quella di un malore era alla guida. Sul luogo dell’incidente si è recato anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, che lo scorso 14 luglio aveva nominato D’Elia al vertice del Dipartimento facendolo trasferire da Milano, dove lavorava come dirigente al Comune.

Il nome di D’Elia è legato al progetto Bollenti Spiriti, un programma ideato per sostenere i giovani pugliesi e dare loro opportunità di partecipazione, formazione e innovazione sociale. Nel 2000 una cooperativa da lui fondata era stata premiata come migliore impresa under 32 in Italia; sotto il governo Monti, era stato selezionato dal ministero dello Sviluppo economico come membro della task force istituita per creare la prima normativa quadro sulle startup innovative in Italia. “Per raccontare chi è stato Annibale D’Elia non basterebbe ricordare i progetti che ha realizzato o gli incarichi che ha ricoperto, bisognerebbe ascoltare le storie di tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, grazie al suo lavoro, hanno trovato qualcuno disposto a prendere sul serio le loro idee”, lo ricorda in una nota il gruppo consiliare del Pd.

Il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, lo definisce un “uomo luminoso nei valori, nel talento, nella professionalità, nel sorriso”. Cordoglio anche dal sindaco di Bari, Vito Leccese: “Aveva il dono di leggere i cambiamenti della società prima degli altri e di trasformare le intuizioni in progetti concreti per la collettività”.

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Appello di sei Regioni al governo: “Per la sanità servono più risorse”. Schlein: “Ascoltate questo grido di allarme”

“La sanità va messa al centro della prossima Finanziaria. È assolutamente prioritario stanziare almeno la cifra che il ministro Schillaci aveva indicato, non è pensabile nemmeno un euro in meno”. A scriverlo sono i presidente di sei regioni italiane, quelle guidate dal centrosinistra, in una lettera indirizzata al governo di Giorgia Meloni. A sottoscrivere il documento per ribadire la necessità di finanziare adeguatamente la sanità pubblica italiana, sono Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Stefania Proietti (Umbria), Alessandra Todde (Sardegna), Eugenio Giani (Toscana), Roberto Fico (Campania) e Antonio Decaro (Puglia).

I sei governatori citano proprio il ministro della Salute Orazio Schillaci che ha indicato “in 5,5 miliardi di euro le risorse aggiuntive necessarie per sostenere il Fondo sanitario nazionale“. Ma secondo le notizie che trapelano – sottolineano i presidenti delle regioni – nella prossima Finanziaria sarebbero disponibili poco meno di 2 miliardi e mezzo. “Una distanza evidente e inaccettabile tra i bisogni del Servizio sanitario nazionale e le risposte che il Governo sembra voler dare”, sottolineano chiedendo al governo di ascoltare “il proprio ministro della Salute”: “La sanità va messa al centro della prossima Finanziaria – continuano – È assolutamente prioritario stanziare almeno la cifra che il ministro Schillaci aveva indicato, non è pensabile nemmeno un euro in meno“.

De Pascale, Proietti, Todde, Giani, Fico e Decaro si dicono “disponibili a collaborare, a fare la nostra parte e ci aspettiamo che su questo versante tutte le Regioni si batteranno per centrare il risultato, coerentemente, per esempio, con quanto già dichiarato dall’assessore alla Salute della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Anche per questo facciamo un appello a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione perché sia questo il contenuto principale della prossima Finanziaria”. “In gioco c’è la tenuta del Servizio sanitario nazionale e, con essa, un principio fondamentale: il diritto alla salute non può dipendere dalle condizioni economiche delle persone”, concludono i sei governatori.

All’appello risponde subito la segretaria del Pd: “Facciamo nostro il grido di allarme e l’appello che i presidenti di sei Regioni hanno rivolto al governo”, afferma Elly Schlein in una nota, sottolineando che “è incredibile che si debba ricorrere ad appelli e invocazioni, per poter garantire ai cittadini il diritto alla salute, previsto dalla Costituzione”. La leader dem chiede così “di portare la spesa sanitaria alla media europea del 7 per cento del PIL perché non si può continuare a chiedere al Servizio sanitario nazionale di reggere con risorse che non sono all’altezza dei bisogni delle persone e dei territori, né scaricare l’ammanco sulle regioni che da sole non ce la fanno”. “Il governo ascolti le Regioni, smetta di fare proclami e la faccia diventare una priorità vera”, conclude Schlein.

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