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Proteste e violenze a Milano, il decreto sicurezza si sta smontando: pronti a saltare il fermo preventivo dei minori e i poteri di polizia giudiziaria ai militari. Il confronto con il Colle

Il fermo preventivo nei confronti di minorenni non dovrebbe entrare nel decreto Sicurezza che alle 17.30 sarà approvato dal Consiglio dei ministri dopo le violenze di Milano del fine settimana. La norma è in bilico e secondo fonti parlamentari al momento non sarebbe nel decreto. Non è chiaro quali siano i motivi per cui il fermo preventivo non dovrebbe entrare nel provvedimento. Secondo fonti parlamentari, però, la limatura sarebbe arrivata dopo il confronto con gli uffici della presidenza della Repubblica. Ma non sarebbe l’unica norma che rischia di saltare: se il fermo preventivo non ci sarà, in forse sono anche quella che trasforma i 500 militari in più per Milano in ufficiali di polizia giudiziaria con poteri di arresto e il controllo sui social network.

La norma sul fermo era stata inserita nel disegno di legge in discussione al Senato e tra quelle che entreranno nel decreto non dovrebbe esserci il fermo preventivo fino a 24 ore anche per i minorenni. La decisione sarebbe stata presa nella mattinata di martedì durante una riunione a Palazzo Chigi da parte degli uffici legislativi dei ministeri interessati.

Secondo una fonte di governo, questa non sarà l’unica limatura del decreto: alla fine ci saranno altre modifiche rispetto alle previsioni iniziali. La norma che trasforma i militari di Strade Sicure in ufficiali di polizia giudiziaria è a rischio perché vedrebbe la contrarietà del ministero dell’Interno secondo cui servirebbe personale formato per trattenimenti e arresti e anche quella del Quirinale. Inoltre, anche il controllo da parte dell’intelligence sul monitoraggio social sarebbe in forse.

Confermate invece tutte le altre misure: punibilità dei minori con misure cautelari, inasprimento delle pene per i reati di devastazione e saccheggiamento, i genitori dovranno pagare per i danni dei figli e procedibilità d’ufficio per i reati di lesioni ai poliziotti. Inoltre viene introdotto un nuovo reato: la partecipazione violenta a manifestazione pubblica.

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Salvini, i tir di Cerignola convocati a Milano e lo strano “doppio” che voleva portare quelli del Brennero a Caltanissetta…

Gli autotrasportatori di Gizzeria, Racalmuto, Cerignola, quelli del lagonegrese, delle Madonie, gli autuisti di Pachino con i loro magnifici pomodorini, quelli dell’Etna che trasportano le arance rosse sono attesi in prefettura a Milano da Matteo Salvini.

Il ministro è milanese, le cose da fare sono tante, i problemi crescono, l’orologio è impietoso.

Chi scioperà per via del portafoglio vuoto fa un altro piccolo sacrificio: treno, aereo o autobus e via a Milano. Poche centinaia di euro e si è da Salvini in persona, per parlare dei portafogli vuoti.

Abbiamo pensato cosa sarebbe accaduto in Italia se un ministro della Repubblica, magari nato a Caltanissetta ed ivi residente, avesse convocato gli autisti del Brennero, i veneti di Valpolicella, i piemontesi di Alba, e quelli che guidano i tir di Sassuolo per trasportare ovunque le bellissime ceramiche tutti a Caltanissetta, nella città dove il ministro affaccendato ha da sbrigare le tantissime faccende appunto.

Avremmo mormorato, vero? La fannullaggine del sud, la mancanza di rispetto, quelli che lavorano e gli altri col culo in poltrona, la vita traversa dei soliti mantenuti.

Eccetera eccetera.

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Sicurezza Milano, vertice d’urgenza a Palazzo Chigi. Il governo valuta anche l’uso dell’esercito in strada

Più agenti e più militari per presidiare Milano. Attraverso il programma Strade Sicure, come chiesto a più riprese dal vicepremier leghista Matteo Salvini. È questa una delle risposte a cui il governo sta pensando dopo il week end di proteste e violenze nelle strade del centro di Milano. Se ne discuterà lunedì mattina alle 12 a Palazzo Chigi in un vertice di governo a cui parteciperanno la premier Giorgia Meloni, i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato) e i ministri interessati. Oltre a un decreto e a misure che rendano possibile fermare i minorenni, il governo sta pensando a un aumento del presidio delle forze armate nella città di Milano. Non è ancora chiaro quale sarà il numero di agenti in più che saranno inviati e in queste ore sono in corso riflessioni ai vertici dell’esecutivo.

L’invio di ulteriori uomini rappresenta comunque una scelta non senza rischi. In primis perché il ministro della Difesa Guido Crosetto ha più volte criticato la proposta del collega di governo Salvini di inviare i militari nelle strade delle grandi città perchè, in un contesto di guerre in giro per il mondo, le forze armate servono soprattutto per presidiare i nostri territori all’estero. In secondo luogo, inviare militari nella città di Milano sarebbe un riconoscimento delle ragioni del sindaco Beppe Sala che, nelle ultime ore, ha criticato il governo spiegando che nelle strade del centro c’erano pochi agenti delle forze dell’ordine. Una questione che si intreccia con le elezioni comunali del 2027 su cui la maggioranza non ha ancora trovato l’accordo per un candidato unitario.

Per il momento sembra accantonata l’idea, avanzata da Tajani, di un Consiglio dei ministri nella città di Milano per dare un segnale di vicinanza alla città. Prima il governo vuole intervenire con una risposta legislativa chiara e con un aumento di forze dell’ordine e militari impiegati nelle strade.

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Inflazione ai massimi da tre anni: 4,2% a settembre. Dalle bollette alla spesa, i dati degli aumenti record

L’inflazione in Italia sale al 4,2% a settembre, ai massimi da tre anni. A spingerla sono soprattutto i rincari dell’energia e degli alimentari freschi. L’Istat conferma così la sua stima preliminare, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,7% rispetto ad agosto, mentre su base annua la crescita sale dal 3,3% al 4,2%. Ad essere colpite sono soprattutto le famiglie con minori disponibilità: nel terzo trimestre 2026 i prezzi sono aumentati del 4,4% per i nuclei con bassi livelli di spesa, contro il 2,9% di quelli con i livelli più alti.

I prezzi dei beni energetici, principali responsabili dell’impennata, salgono del 22,6% su base annua, contro il 17,1% di agosto. Ancora più marcati gli aumenti degli energetici regolamentati, come luce e gas quando a stabilire il prezzo è un’autorità pubblica e non il mercato, passati dal 18,6% al 25,8%, mentre quelli non regolamentati accelerano dal 17% al 22,5%. Su base mensile i rincari sono rispettivamente del 5,8% e del 4,6%. La dinamica investe anche gli alimentari, con una crescita annua che passa dall’1% all’1,7%, interamente dovuta ai prodotti non lavorati, saliti dal 3,8% al 5,5%. Il cosiddetto “carrello della spesa” accelera dallo 0,9% all’1,5%, mentre i prodotti acquistati più frequentemente registrano rincari del 5,2%, contro il 4,3% di agosto. Aumentano anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,9%) e quelli relativi ai trasporti (+1,6%).

Particolarmente pesanti i rincari di frutta e verdura. Secondo le elaborazioni di Adusbef, su base annua i carciofi aumentano del 28%, le fragole del 27,2%, i pomodori del 19,3%, cavolfiori e broccoli del 18,7%. L’Unione Nazionale Consumatori segnala che, nel solo mese di settembre, i pomodori sono rincarati del 21,1%, le zucchine del 16,7% e i cetrioli del 14,8%. Per le associazioni, a pesare sono i maggiori costi dell’energia, dei carburanti e dei trasporti, oltre ai fattori climatici. Le associazioni dei consumatori parlano di “una batosta per i consumatori”, secondo il Codacons, che stima una maggiore spesa di 1.389 euro a famiglia, mentre per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di 1.116 euro. Per il presidente Massimiliano Dona “siamo solo all’inizio”, avvertendo del rischio di ulteriori rincari con l’arrivo delle bollette invernali.

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