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Richiamo Volkswagen: 72.700 elettriche, quali modelli sono coinvolti

Richiamo mondiale per le elettriche Volkswagen: la KBA segnala difetti alle celle delle batterie. Coinvolte anche alcune Cupra Born.

Nuovo richiamo Volkswagen su scala mondiale: il gruppo tedesco deve intervenire su circa 72.700 auto elettriche per possibili anomalie delle celle delle batterie ad alta tensione. A riportare la portata dell’operazione sono i dati del Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), l’autorità federale tedesca per la motorizzazione, ripresi il 20 ottobre 2026 dalla stampa tedesca. In Germania i tre provvedimenti interessano complessivamente circa 10.000 vetture. Non significa che ogni esemplare dei modelli indicati debba passare in officina: il richiamo riguarda specifiche auto e periodi di produzione.

Quali modelli Volkswagen e Cupra sono coinvolti

Le campagne riguardano soprattutto alcune Volkswagen ID.3, ID.4, ID.7 e ID. Buzz, oltre alla Cupra Born, appartenente al gruppo. Per i modelli della famiglia ID. si parla di esemplari costruiti tra il 2022 e il 2025; per la Born l’intervallo indicato va dal 2022 al 2024. La banca dati della KBA associa ai richiami, tra gli altri, i riferimenti 17137R per i modelli Volkswagen e 17103R per Cupra Born. L’anno di immatricolazione, da solo, non basta però a determinare se una singola vettura sia interessata.

Batterie difettose: perché esiste un rischio incendio

Il problema nasce da alcune celle delle batterie ad alta tensione che, in base ai controlli interni di qualità comunicati dal costruttore, non rispettano gli standard previsti. Secondo le informazioni diffuse in Germania, alla base vi sarebbero difetti produttivi di fornitori. In circostanze rare, l’anomalia potrebbe provocare un aumento eccessivo della temperatura e, nei casi estremi, un incendio della batteria. La criticità è dunque potenziale e non equivale a un incendio certo. Al momento delle comunicazioni del 20 ottobre, la KBA non segnalava incidenti con danni materiali o lesioni riconducibili a questi richiami.

Ricarica fino all’80% e controlli in officina

In attesa delle verifiche, ai proprietari dei veicoli coinvolti viene indicata come misura precauzionale la ricarica fino a un massimo dell’80%. Dove tecnicamente possibile, il sistema dell’auto può applicare direttamente una limitazione del livello di carica. Sono previsti controlli delle batterie presso la rete di assistenza, mentre eventuali ulteriori interventi dipendono dall’esito dell’ispezione. La soluzione non comporta necessariamente la sostituzione di un modulo: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un aggiornamento software, secondo quanto riferito dalla stampa tedesca citando Volkswagen. È importante seguire le istruzioni specifiche ricevute per il proprio veicolo.

Come sapere se la propria auto è richiamata

I clienti interessati saranno informati tramite comunicazione scritta, con le indicazioni sulle procedure e sui contatti utili. Chi possiede una delle vetture citate non deve quindi presumere automaticamente che sia soggetta al provvedimento. Per una verifica puntuale è opportuno rivolgersi alla rete ufficiale Volkswagen o Cupra e comunicare il numero di telaio (VIN). La consultazione delle schede KBA consente inoltre di identificare le campagne, ma non sostituisce la verifica del singolo veicolo e delle misure applicabili.

Cosa cambia per il mercato italiano

La dimensione mondiale del richiamo non fornisce, da sola, il numero delle auto circolanti in Italia che dovranno essere controllate. Al 21 ottobre 2026 non risulta, nelle fonti qui consultate, una cifra ufficiale specifica per il mercato italiano. Per questo è necessario distinguere il totale globale, pari a quasi 72.700 unità, dai circa 10.000 veicoli segnalati in Germania. Per i proprietari italiani valgono soprattutto le comunicazioni del costruttore e l’accertamento tramite telaio, senza estendere automaticamente il provvedimento a tutte le auto elettriche dei modelli elencati. Le batterie dei veicoli elettrici sono composte da numerose celle: individuare gli esemplari interessati è quindi decisivo per circoscrivere l’intervento e non generare allarmismi fra i proprietari di auto non soggette a richiamo.

La fonte ufficiale è il Kraftfahrt-Bundesamt

La fonte istituzionale di riferimento è il Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), responsabile della banca dati tedesca delle campagne di richiamo. I dettagli del provvedimento sono stati riportati anche dall’agenzia dpa e dalla testata pubblica tedesca Tagesschau il 20 ottobre 2026. La distinzione è rilevante: i numeri e i modelli interessati fanno riferimento ai dati KBA, mentre le spiegazioni sui controlli qualitativi e sulle possibili soluzioni tecniche derivano dalle dichiarazioni Volkswagen riprese dalle fonti giornalistiche. La priorità per gli automobilisti è verificare l’eventuale coinvolgimento del proprio mezzo e rispettare le prescrizioni di sicurezza ricevute.

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Zeekr, oltre 4.100 chilometri in 24 ore sul raccordo anulare di Roma

Oltre 4.100 chilometri percorsi in 24 ore, senza mai lasciare il Grande Raccordo Anulare di Roma. È il bilancio della 24 Heures du GRA, la prova di durata organizzata da Zeekr per verificare autonomia, consumi e capacità di ricarica dei modelli elettrici 7X e 7GT.

Le due vetture, entrambe nella versione Long Range a trazione posteriore e con batteria da 100 kWh, hanno viaggiato su strade aperte al traffico, alternando la guida alle soste presso una stazione di ricarica IPlanet da 300 kW.

La Zeekr 7X ha percorso 2.059,8 chilometri, equivalenti a 31 giri del raccordo, con un consumo medio dichiarato di 21,2 kWh/100 km. La 7GT ha invece raggiumto 2.098,7 chilometri, completando 31,5 giri e registrando un consumo di 18,8 kWh/100 km.

Il dato più significativo riguarda le ricariche: ciascuna vettura ha effettuato sette soste, compreso il rabbocco finale, per un tempo complessivo di 100 minuti sulla 7X e 109 minuti sulla 7GT. Nelle dodici sessioni complete, le auto hanno recuperato in media 68,4 kWh in 15 minuti e 50 secondi, con picchi di potenza vicini ai 300 kW. Entrambi i modelli possono teoricamente raggiungere i 420 kW utilizzando infrastrutture compatibili.

L’energia complessiva erogata è stata di 862,88 kWh. Applicando la tariffa IPlanet Plus di 0,52 euro/kWh, la spesa è stata di 448,70 euro per entrambe le vetture. Senza abbonamento, alla tariffa di 0,74 euro/kWh, sarebbe salita a 638,53 euro. I conteggi comprendono anche le ricariche conclusive.

La prova ha messo in evidenza il ruolo cruciale della ricarica ultrarapida nella mobilità elettrica sulle lunghe distanze. Più che sull’autonomia di una singola carica, Zeekr ha puntato sulla possibilità di sostenere percorrenze elevate riducendo i tempi di fermo. Un risultato ottenuto in condizioni specifiche, con infrastrutture ad alta potenza sempre disponibili

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CUPRA, crescita record e sfida cinese: la strategia spiegata da Vianello

Pierantonio Vianello racconta la crescita di CUPRA, il futuro di diesel ed elettrico e le sfide poste dai costruttori cinesi e dalle politiche UE.

CUPRA continua a crescere in Europa e guarda al futuro con una strategia che punta su innovazione, elettrificazione e libertà di scelta. Pierantonio Vianello, CUPRA & SEAT Brand Director di Volkswagen Group Italia, ci racconta il successo di Formentor e Leon, le prospettive della nuova Raval elettrica e le strategie del marchio spagnolo. Un confronto a tutto campo che affronta anche la crescente concorrenza dei costruttori cinesi e le critiche alle politiche europee sull’automotive. Da marchio emergente a protagonista del panorama automobilistico europeo. CUPRA ha costruito in pochi anni una crescita importante, conquistando una clientela giovane grazie a una strategia fondata su design, prestazioni, tecnologia e una gamma di modelli in continua espansione.Con Pierantonio Vianello Direttore di Cupra Italia , abbiamo approfondito i risultati raggiunti, le prospettive dell’elettrificazione, il futuro delle motorizzazioni tradizionali e le sfide che attendono l’industria automobilistica europea. Ne emerge una visione precisa: CUPRA vuole continuare a crescere senza rinunciare alla libertà di scelta dei clienti, mentre l’arrivo dei costruttori cinesi e le politiche europee sulle emissioni impongono una riflessione sul futuro del settore.

CUPRA, una crescita costruita su sette modelli e una clientela giovane

Quando CUPRA ha iniziato il proprio percorso come marchio indipendente, non mancavano gli interrogativi sulla sua capacità di affermarsi stabilmente sul mercato. I risultati ottenuti hanno invece dimostrato la validità di un progetto che ha saputo intercettare nuove esigenze e nuovi automobilisti. «Abbiamo lanciato la prima vettura CUPRA nell’ottobre 2020 e da allora abbiamo iniziato a registrare un record dietro l’altro. Siamo uno dei marchi che sono cresciuti maggiormente in Europa». Uno degli elementi determinanti è stata la rapidità con cui la gamma si è ampliata, arrivando a comprendere sette modelli. «Di fatto abbiamo lanciato un modello nuovo ogni anno, reinvestendo fin da subito nella ricerca e nello sviluppo affinché la gamma continuasse ad ampliarsi». Ma la crescita non è soltanto una questione di prodotto. CUPRA ha costruito una propria identità, puntando soprattutto sulla capacità di comunicare con le nuove generazioni. «Siamo il marchio con l’età media della clientela più bassa del mercato. Questa è una nostra peculiarità e dimostra che abbiamo saputo comunicare nel modo corretto». Una clientela giovane rappresenta anche un’importante fonte di informazioni per orientare i futuri investimenti, dalla tecnologia alla comunicazione.

Diesel, benzina, mild hybrid e plug-in ed elettrico: CUPRA non abbandona nessuna motorizzazione

In un mercato automobilistico attraversato dalla transizione energetica, CUPRA continua a sostenere una strategia basata sulla pluralità delle alimentazioni. La scelta è particolarmente evidente su modelli come CUPRA Leon e CUPRA Formentor, che mantengono un’offerta articolata tra motorizzazioni tradizionali ed elettrificate.«Su Leon e Formentor abbiamo una gamma molto completa: turbodiesel, benzina, mild hybrid e ibrido plug-in. E continuerà a esserlo anche il prossimo anno. Non si tratta di una scelta temporanea». Una posizione che assume particolare rilevanza in un momento in cui numerosi costruttori stanno rivedendo le proprie strategie industriali. Anche il diesel, nonostante la progressiva riduzione della quota di mercato, conserva un ruolo significativo. «Il tema dei fringe benefit aziendali e l’aumento dei costi hanno sicuramente contribuito a ridurre la quota del diesel, ma continuiamo a registrare una percentuale importante sia su Leon sia su Formentor». Il messaggio è chiaro: la transizione verso l’elettrico non deve necessariamente comportare l’abbandono immediato delle altre tecnologie.

Auto elettriche CUPRA: in Italia quota al 10%, Raval punta a far crescere le vendite

L’elettrificazione rappresenta uno dei pilastri della strategia futura di CUPRA, anche se il mercato italiano continua a mostrare caratteristiche differenti rispetto ad altri Paesi europei.  Le vetture completamente elettriche rappresentano attualmente circa il 10% del mix di CUPRA in Italia. Una percentuale che potrebbe aumentare grazie all’arrivo della nuova CUPRA Raval e al rinnovamento della gamma. «Quest’anno abbiamo avuto una percentuale più bassa perché Raval è arrivata soltanto adesso. Sicuramente potrà contribuire a far crescere la quota dell’elettrico». A influenzare i risultati è stata anche la disponibilità di alcuni modelli. «Abbiamo terminato la disponibilità di Tavascan durante l’estate, in vista dell’arrivo della nuova versione a novembre. Quest’anno abbiamo quindi avuto alcuni vuoti nell’offerta». La gamma elettrica comprende modelli come CUPRA Born e CUPRA Tavascan, ai quali si aggiunge la nuova CUPRA Raval. Proprio Raval viene indicata come uno dei prodotti più promettenti per rafforzare la presenza del marchio nel mercato delle vetture a zero emissioni allo scarico.

Batterie prodotte in Europa: gli investimenti CUPRA tra Valencia e Martorell

La localizzazione della produzione rappresenta un altro elemento importante della strategia industriale del marchio spagnolo e del Gruppo Volkswagen. CUPRA può contare su un sistema produttivo europeo che comprende gli investimenti legati alle batterie nell’area di Valencia e le attività industriali di Martorell. «Abbiamo uno stabilimento a Valencia e un altro stabilimento di assemblaggio a Martorell. È un investimento molto interessante per la Spagna, ma anche per l’Europa». Vianello  sottolinea tuttavia che non sarebbe corretto parlare di una filiera completamente spagnola. «Non posso dire che produciamo tutto in Spagna, perché moltissimi fornitori si trovano in altre parti del mondo». La scelta di investire in Europa assume anche un significato ambientale, oltre che economico e industriale. «Stiamo investendo moltissimo in Europa. E poi c’è anche il tema di non trasportare merci continuamente da una parte all’altra del mondo. La sostenibilità è anche questa».

CUPRA e il Padel: lo sport come strumento per parlare alle nuove generazioni

La crescita di CUPRA passa anche attraverso una strategia di comunicazione che va oltre il mondo dell’automobile. Tra le collaborazioni più significative figura quella con il padel, disciplina che negli ultimi anni ha conosciuto una forte diffusione in Italia. Un’associazione non casuale, perché il marchio riconosce in questo sport diversi valori della propria identità: accessibilità, inclusione, dinamismo e capacità di coinvolgere persone differenti. «Il padel è uno sport inclusivo, che permette a tutti di divertirsi fin da subito. Non ci sono barriere e rappresenta un modo per stare insieme». La diffusione del padel nel nostro Paese è stata favorita anche dalla possibilità di praticarlo all’aperto e dalla sua dimensione sociale. Per il marchio spagnolo, il legame con questa disciplina rappresenta quindi un modo per rafforzare il rapporto con una clientela giovane e attenta alle nuove tendenze.

Auto cinesi in Europa: «La loro espansione è assolutamente normale»

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la crescente presenza dei costruttori automobilistici cinesi nel mercato europeo. Un fenomeno particolarmente evidente anche al Salone di Parigi 2026, dove la competizione internazionale ha assunto un ruolo centrale. La lettura del rappresentante CUPRA è pragmatica.«L’invasione cinese penso sia un fatto assolutamente normale. Hanno un problema di sovrapproduzione molto importante nel loro Paese e hanno trovato un continente favorevole». Secondo questa interpretazione, le condizioni del mercato europeo hanno contribuito a rendere particolarmente interessante l’espansione dei marchi cinesi. La questione riguarda anche le differenze tra il contesto normativo e industriale in cui operano i costruttori europei e quello dei nuovi concorrenti. CUPRA, tuttavia, non considera questa situazione una minaccia diretta alla propria identità commerciale. «Noi siamo ancora un marchio di conquista, che sta guadagnando quote di mercato. I costruttori cinesi sono arrivati, ma abbiamo un posizionamento completamente diverso». Una differenziazione che CUPRA intende mantenere puntando su design, sportività, tecnologia ed emozione.

Stop alle auto termiche nel 2035: CUPRA critica le politiche europee

È sul tema delle politiche europee per l’automotive che emergono le dichiarazioni più nette dell’intervista. Il dibattito sulle emissioni di CO₂, sugli obiettivi del 2035 e sulle misure per sostenere l’industria europea continua a dividere costruttori, istituzioni e operatori del settore. Vianello esprime una valutazione particolarmente critica sui tempi e sulle scelte dell’Unione Europea. «Secondo me ogni accordo e ogni politica in Europa sono in ritardo, oppure non li capisco. Tutto quello che faremo, se lo faremo, arriverà comunque in ritardo. Ci siamo fatti del male da soli». Parole che sintetizzano la preoccupazione per la competitività dell’industria automobilistica europea, chiamata a sostenere investimenti enormi nella transizione energetica mentre aumenta la pressione dei nuovi concorrenti internazionali. La critica, tuttavia, non equivale a una richiesta di chiusura dei mercati. «Questo non significa che io sia favorevole alle restrizioni. Anzi, sono per il libero mercato. Però la politica che è stata fatta non mi trova così entusiasta». Una posizione che mette al centro la necessità di conciliare obiettivi ambientali, competitività industriale e libertà di mercato.

Il futuro di CUPRA tra elettrificazione, tecnologia e libertà di scelta

Il percorso di CUPRA dimostra come un marchio relativamente giovane possa costruire una propria identità in un mercato automobilistico sempre più competitivo.L’espansione della gamma, il rapporto con le nuove generazioni e la capacità di proporre modelli dalle caratteristiche distintive rappresentano i principali fattori della crescita. Per il futuro, la strategia appare orientata su due direttrici complementari: accelerare lo sviluppo delle vetture elettriche e continuare a offrire motorizzazioni differenti per rispondere alle esigenze dei clienti. Allo stesso tempo, il marchio rivendica la propria identità europea e il ruolo degli investimenti industriali in Spagna. In uno scenario segnato dalla concorrenza cinese e dall’incertezza normativa, CUPRA punta dunque a proseguire la propria espansione senza rinunciare a ciò che ha contribuito al suo successo: emozione, design, tecnologia e libertà di scelta.

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Tesla Roadster, l’auto volante di Elon Musk tra tecnologia e promesse – FOTO e VIDEO

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Annunciata nel 2017, promessa ai clienti per il 2020 e ora attesa non prima del 2028. La seconda generazione della Tesla Roadster ha accumulato quasi un decennio di rinvii, ma nel frattempo ha imparato a volare. O almeno a sollevarsi da terra, compiere evoluzioni in aria e atterrare sulle quattro ruote. Elon Musk ha scelto il centro prove di SpaceX a McGregor, in Texas, per presentare la nuova sportiva elettrica. Una dimostrazione spettacolare, che lascia però aperti molti interrogativi sulla futura produzione di serie.

La scena più sorprendente si è svolta su una gigantesca rampa curva. Grazie a un sistema di ventole che genera una forte depressione sotto la carrozzeria, la Roadster ha risalito la struttura fino a fermarsi capovolta, per poi staccarsi dalla superficie, ruotare in aria e tornare a terra. In un’altra prova ha sorvolato una fila di veicoli Tesla. A rendere possibili queste manovre sono i micropropulsori a gas freddo sviluppati con SpaceX, capaci di controllare l’assetto della vettura attraverso getti regolabili. Il sistema di aspirazione, secondo il costruttore, può generare una forza equivalente a due volte quella di gravità.

Durante la presentazione, Tesla ha mostrato un test nel quale il prototipo accelera da 0 a 96 km/h in appena 0,81 secondi, grazie anche alla spinta dei propulsori posteriori. Una prestazione dichiarata dal costruttore, ancora priva di verifiche indipendenti, che Musk sostiene possa essere ulteriormente migliorata sulla versione definitiva L’autonomia annunciata supera i 480 chilometri, mentre la velocità massima dovrebbe oltrepassare i 370 km/h. Mancano tuttavia informazioni essenziali: Tesla non ha comunicato la capacità della batteria, il numero dei motori elettrici e il peso della vettura.

La gamma dovrebbe articolarsi in tre versioni, con configurazioni progressivamente più sofisticate fino alla Rocket, dotata del sistema completo di propulsione per le manovre aeree. Anche sul fronte commerciale restano diverse incognite, a cominciare dai prezzi definitivi e dalle procedure di omologazione. Perché un conto è far volare un prototipo in un ambiente controllato, un altro è trasformarlo in un’automobile utilizzabile e commercializzabile.

La Roadster arriva inoltre in una fase particolare per Tesla, sempre più concentrata sulla guida autonoma e sulla robotica. Una sportiva estrema, pensata per esaltare il piacere della guida, sembra muoversi in direzione opposta. Ma il suo ruolo potrebbe essere soprattutto quello di rilanciare l’immagine tecnologica del marchio, più che contribuire significativamente ai volumi di vendita.

Resta il peso di nove anni di attesa. E soprattutto una domanda: quanta parte dello spettacolo visto in Texas arriverà davvero nelle mani dei clienti? La risposta, salvo ulteriori rinvii, è attesa nel 2028.

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