❌

Reading view

Toyota Hilux a idrogeno alla Dakar 2027: debutto da 400 kW

Il DKR GR FC Hilux di Toyota debutterà nella Dakar Future Mission 1000: celle a combustibile da 400 kW e Dania Akeel alla guida.

La Toyota Hilux a idrogeno si prepara alla Dakar 2027. GAZOO Racing ha completato la costruzione del prototipo DKR GR FC Hilux e avviato i test dinamici in vista dell’esordio nella categoria Dakar Future Mission 1000. Al volante ci sarà la pilota saudita Dania Akeel. La novità è soprattutto tecnica: un sistema elettrico a celle a combustibile da 400 kW, alimentato da idrogeno compresso, porterà nel rally-raid un laboratorio per verificare prestazioni, affidabilità e resistenza in condizioni estreme.

Dakar 2027, una sfida dedicata alle nuove tecnologie

La Future Mission 1000 è la categoria della Dakar riservata ai veicoli sperimentali e alle tecnologie di propulsione alternative. Per Toyota sarà la prima partecipazione a una competizione motoristica con un veicolo FCEV a idrogeno di questo tipo. La scelta del deserto non è casuale: calore, polvere, vibrazioni e percorsi mutevoli permettono di raccogliere dati difficili da riprodurre in un normale ciclo di collaudo.

Come funziona il DKR GR FC Hilux: 400 kW e fuel cell

Sotto la carrozzeria del DKR GR FC Hilux lavorano due stack di celle a combustibile integrati in un unico sistema ad alta potenza. L’idrogeno reagisce con l’ossigeno nelle fuel cell per produrre l’elettricità destinata alla trazione: non si tratta quindi di un motore termico che brucia idrogeno. La potenza complessiva dichiarata è di 400 kW. Per l’alimentazione vengono impiegati quattro serbatoi ad alta pressione, derivati dalla tecnologia della Toyota Mirai, con una capacità totale di 8,4 kg di idrogeno.

Telaio da competizione e sospensioni con 350 mm di escursione

La base tecnica è quella del DKR GR Hilux utilizzato nelle competizioni rally-raid. Restano il telaio tubolare, la cellula di sicurezza, l’impostazione delle sospensioni e l’impianto frenante. Le sospensioni a doppi triangoli offrono 350 mm di escursione, una misura pensata per affrontare fondi molto irregolari. Le dimensioni dichiarate sono 4,50 metri di lunghezza, 2,30 metri di larghezza e 2,10 metri di altezza; il peso complessivo rimane inferiore a 2.500 kg. Sono previsti pneumatici TOYO TIRE Open Country M/T-R.

Fibra naturale, raffreddamento ed elettronica sotto esame

La trasformazione della Hilux da corsa riguarda anche materiali e gestione termica. Alcuni pannelli in fibra di carbonio lasciano spazio a componenti in fibra naturale, mentre debutta un circuito di raffreddamento ad alta tensione specifico per il nuovo gruppo propulsore. In un veicolo fuel cell la capacità di controllare le temperature è decisiva per mantenere prestazioni costanti e salvaguardare l’affidabilità. La centralina IAV Dragoon coordina l’elettronica del sistema fuel cell.

Dania Akeel guiderà il prototipo nei test e alla Dakar

Il programma sportivo sarà affidato a Dania Akeel, pilota saudita impegnata nel rally-raid dal 2021. Al debutto alla Dakar ha chiuso fra i primi dieci della classe T3 e nel 2025 ha conquistato una vittoria di tappa nella categoria Challenger. Ha inoltre ottenuto successi di tappa nel World Rally-Raid Championship e vinto per due volte la FIA Middle East Baja Cup, nel 2024 e nel 2025, con una Hilux schierata da Overdrive Racing. L’esperienza su terreni differenti sarà importante per interpretare le reazioni del nuovo sistema di trazione.

Dallo sviluppo in Europa ai test prima del debutto

Per realizzare il DKR GR FC Hilux, il centro di ricerca e sviluppo europeo di Toyota, vicino a Bruxelles, ha lavorato insieme a Overdrive Racing, che gestisce il programma TOYOTA GAZOO Racing W2RC e ha sviluppato l’Hilux da competizione. Hanno contribuito anche TOYOTA RACING GmbH a Colonia e Toyota Motor Corporation. La costruzione è terminata e il prototipo è entrato nella fase dei collaudi dinamici: i risultati serviranno a validare l’integrazione fra telaio, propulsione elettrica, stoccaggio dell’idrogeno ed elettronica di controllo.

Emissioni allo scarico e obiettivi della tecnologia a idrogeno

Durante la marcia il sistema FCEV non produce CO₂ allo scarico: la reazione elettrochimica genera acqua. Questo dato non significa però che l’intero ciclo di vita del veicolo sia privo di emissioni, perché il bilancio dipende anche da come viene prodotto e trasportato l’idrogeno, oltre che dalla costruzione del mezzo. La sperimentazione alla Dakar rientra nell’approccio multi-tecnologico di Toyota, che considera differenti soluzioni di propulsione in funzione delle applicazioni e delle esigenze d’uso.

Accanto allo sponsor Jameel Motorsport, il progetto coinvolge partner tecnici come DENSO, TOYO TIRE, IAV e PRF. Il traguardo industriale va oltre la classifica: raccogliere informazioni utili per migliorare celle a combustibile, sistemi di raffreddamento e robustezza dei componenti. Se le verifiche confermeranno le aspettative, l’esperienza del rally-raid potrà contribuire allo sviluppo di future applicazioni stradali e sportive dell’idrogeno Toyota, senza anticipare risultati che soltanto i test e la gara potranno misurare.

L'articolo Toyota Hilux a idrogeno alla Dakar 2027: debutto da 400 kW proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Auto e Moto d’Epoca 2026 apre a Bologna: tutte le novità

Fino al 25 ottobre BolognaFiere ospita grandi auto da corsa, moto leggendarie, Ferrari rare e collezionisti internazionali.

Auto e Moto d’Epoca 2026 apre oggi, 22 ottobre, a BolognaFiere e fino a domenica 25 trasforma il quartiere fieristico in una grande vetrina del motorismo storico. Il salone richiama collezionisti, musei, restauratori, commercianti e appassionati da numerosi Paesi, intrecciando cultura automobilistica e mercato delle vetture d’epoca. A dare il tono all’edizione sono le regine dell’endurance, le moto del Motomondiale e alcuni esemplari unici che raramente escono dalle collezioni.

Icons of Speed: l’endurance entra nella leggenda

Il cuore espositivo è Icons of Speed – Endurance Legends, percorso dedicato alle grandi gare di durata: dalla 24 Ore di Le Mans a Daytona, passando per Monza e Nürburgring. Dodici auto riunite nella mostra, affiancate da altrettante vetture distribuite nei padiglioni, raccontano come l’innovazione tecnica abbia cambiato il modo di affrontare velocità, affidabilità e strategie di gara.

Fra i nomi più attesi figurano la Porsche 917, simbolo di un’epoca irripetibile, la Porsche 956 Rothmans, la Sauber C9, la Bentley EXP Speed 8 e la Lancia LC1. Non è soltanto una sfilata di carrozzerie celebri: la selezione mette a confronto soluzioni aerodinamiche, motorizzazioni e filosofie progettuali nate per resistere per ore ai limiti della meccanica.

Honda e le grandi moto da Gran Premio

La sezione motociclistica attraversa mezzo secolo di corse e modelli da collezione. Honda Motor Europe porta a Bologna motociclette provenienti anche dalla Honda Collection Hall di Motegi. Spiccano le NSR500 di Eddie Lawson e Mick Doohan e la RC211V di Valentino Rossi: macchine che permettono di ripercorrere il passaggio dalle 500 due tempi alla nuova stagione della MotoGP.

Alle protagoniste del Mondiale si aggiungono le rare 500 da Gran Premio di Best Bikes Garage e Prestige Bikes, area dedicata alle due ruote più ricercate. Nello spazio Youngtimer Dreams trova posto anche la Honda RC213V-S, versione stradale ispirata alla MotoGP e difficile da incontrare dal vivo. Torna inoltre l’Italian Motorcycle Championship – Custom Bike Show, con interpretazioni personalizzate della cultura motociclistica.

Ferrari, Lamborghini e i pezzi da collezione

Il fascino delle auto storiche passa anche attraverso le storie dei proprietari. Tra gli esemplari annunciati ci sono una Ferrari 348 TB legata al periodo italiano di Ayrton Senna e la Ferrari 166 MM Barchetta verde e blu acquistata, con grande riservatezza, da Gianni Agnelli. Due vetture molto diverse, unite dalla capacità di evocare protagonisti e atmosfere della storia dell’automobile.

Il Museo Ferruccio Lamborghini espone la Miura SV appartenuta personalmente al fondatore, nell’anno del sessantesimo anniversario della Miura. Mercedes-Benz celebra i 140 anni dalla nascita dell’automobile, mentre la De Dion-Bouton Type V del 1904 è indicata come la quattro ruote più antica presente in fiera. Un arco temporale che va dai pionieri della motorizzazione alle supercar entrate nel mito.

Il mercato internazionale sceglie Bologna

Accanto alle esposizioni, il salone rafforza il proprio peso commerciale. Debutta la Galleria Aaldering e tornano operatori europei come Metropole e OldtimerFarm; la collaborazione con InterClassics Brussels amplia ulteriormente i contatti oltreconfine. Per chi compra, vende o restaura, la manifestazione offre un punto d’incontro fra domanda internazionale, competenze specialistiche e veicoli di pregio.

Il dialogo tra espositori, collezionisti e restauratori è uno dei tratti distintivi dell’appuntamento: qui un’auto non viene osservata soltanto come oggetto di design, ma anche per provenienza, qualità del restauro e originalità dei componenti. Aspetti decisivi in un mercato in cui storia e autenticità incidono sul valore.

Non mancano Alfa Romeo Heritage, il padiglione APT/Motor Valley, ASI Village e lo spazio istituzionale ACI. L’European Corvette Day – Italy, organizzato con il coinvolgimento del National Corvette Museum, aggiunge un capitolo statunitense al programma. Ricambi, automobilia, modellismo e orologi da collezione completano una proposta rivolta sia ai professionisti sia a chi cerca il dettaglio giusto per la propria passione.

Quattro giorni tra cultura e passione motoristica

Per Mario Carlo Baccaglini, presidente di Intermeeting, l’obiettivo è far vivere il patrimonio storico anche alle nuove generazioni, valorizzando persone e innovazioni oltre ai veicoli. L’amministratore delegato Luciano Rizzi sottolinea invece il rafforzamento della partecipazione estera. Antonio Bruzzone, ceo di BolognaFiere, lega il significato dell’evento alla Motor Valley e alla sua tradizione industriale.

Dal 22 al 25 ottobre 2026, Auto e Moto d’Epoca Bologna propone dunque molto più di un’esposizione statica: dalle sport-prototipo alle due ruote da gara, fino ai rarissimi pezzi con una storia da raccontare, il pubblico può leggere l’evoluzione dei motori attraverso le macchine che l’hanno resa possibile. È qui che la memoria del passato incontra il presente del collezionismo europeo.

L'articolo Auto e Moto d’Epoca 2026 apre a Bologna: tutte le novità proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Maserati, centenario del Tridente: le novità ad Auto e Moto d’Epoca

Dal 22 al 25 ottobre Maserati celebra il centenario del Tridente a Bologna con Ghibli SS, GranTurismo Trofeo e il programma Classiche.

La storia di Maserati torna nella città in cui nacque nel 1914. Dal 22 al 25 ottobre 2026, la Casa modenese partecipa alla 43ª edizione di Auto e Moto d’Epoca, a BolognaFiere, con un’esposizione dedicata a due interpretazioni del granturismo italiano: la Ghibli SS Coupé del 1972 e la GranTurismo Trofeo da 590 CV. Le vetture, ospitate nello stand Motor Valley, mettono a confronto cinquant’anni di tecnica, design e prestazioni, mostrando come il marchio abbia declinato nel tempo il concetto di automobile sportiva destinata anche ai lunghi viaggi. La presenza alla rassegna assume un significato particolare nell’anno del centenario del Tridente, simbolo che debuttò sulle vetture da competizione nel 1926. Per il pubblico del salone, il confronto diretto fra una sportiva degli anni Settanta e un modello contemporaneo offre anche una lettura concreta dell’evoluzione dell’automobile: dal ruolo dominante della meccanica al crescente peso dell’elettronica, senza abbandonare il rapporto fra forme e funzione.

Dal 1914 alla Tipo 26: le radici della leggenda

Bologna non è una tappa casuale. Qui venne fondata l’azienda Maserati e alla Fontana del Nettuno si ispira l’emblema del Tridente. Nel 1926 la Maserati Tipo 26, guidata da Alfieri Maserati, conquistò alla Targa Florio la vittoria di classe e l’ottavo posto assoluto: fu l’inizio di una lunga tradizione agonistica. Il salone bolognese collega dunque le origini del marchio alla sua produzione attuale, mentre la ricorrenza dei cento anni riguarda specificamente il simbolo e il debutto sportivo, non la fondazione dell’azienda.

Ghibli SS Coupé 1972: il fascino del V8 italiano

La Maserati Ghibli compie nel 2026 sessant’anni dalla presentazione al Salone di Torino del 1966. La linea, firmata da Giorgetto Giugiaro per Ghia, colpì per il cofano allungato, il profilo basso e la coda filante. Alla base delle proporzioni c’era anche una soluzione tecnica: il V8 con lubrificazione a carter secco, collocato in posizione ribassata. Dopo il lancio commerciale della Coupé nel 1967 e l’arrivo della Spyder nel 1969, il 1970 segnò l’introduzione della versione SS con motore da 4,9 litri. L’esemplare esposto a Bologna fu prodotto il 3 luglio 1972 ed era destinato inizialmente al mercato tedesco. Il suo V8 alimentato a carburatori sviluppa 335 CV a 5.500 giri/min, trasmessi alle ruote da un cambio manuale ZF a cinque marce. La velocità massima dichiarata è di 280 km/h, un dato notevole per una 2+2 degli anni Settanta. La Ghibli dimostra quanto lo stile fosse legato alle scelte meccaniche, non soltanto alla ricerca estetica. La configurazione a motore anteriore e la cura per le finiture esprimevano un’idea di sportività diversa da quella di una vettura da circuito: velocità elevate, carattere distintivo e abitabilità per affrontare anche viaggi lunghi. La sua storia è oggi un elemento rilevante per il collezionismo, oltre che per il patrimonio stilistico italiano.

GranTurismo Trofeo: 590 CV e tecnologia Nettuno

Di fronte alla classica, la nuova Maserati GranTurismo Trofeo interpreta il medesimo tema con tecnologie moderne. La vettura esposta, nella tinta Verde Giada, monta il V6 Nettuno 3.0 biturbo da 590 CV e 650 Nm, dotato di combustione a precamera derivata dall’esperienza nelle competizioni. Secondo i dati del costruttore supera i 320 km/h e abbina il motore alla trazione integrale. Lo scarico sportivo, i cerchi dedicati e le finiture in fibra di carbonio ne sottolineano l’impostazione prestazionale. Nell’abitacolo, Alcantara e carbonio a vista richiamano il mondo delle corse, mentre l’architettura da granturismo punta a conservare comfort e versatilità nei trasferimenti prolungati. La differenza rispetto alla Ghibli SS è soprattutto nel modo in cui elettronica, gestione della trazione e sistemi di bordo partecipano alla dinamica di guida. Anche l’impostazione della vettura cambia: materiali, interfacce digitali e soluzioni di controllo sostituiscono molte delle risposte puramente meccaniche tipiche del passato. Resta però la volontà di distinguersi dalle sportive più estreme attraverso una maggiore attenzione alla fruibilità quotidiana.

Una seconda Ghibli SS e due incontri il 23 ottobre

La presenza Maserati prosegue nello spazio della Fédération Internationale des Véhicules Anciens (FIVA), dove è esposta un’altra Ghibli SS Coupé, costruita nel 1970. Venerdì 23 ottobre, inoltre, sono previsti due appuntamenti nello stand ACI – ACI Storico, al Padiglione 25, stand A10-B11. Alle 11:00 Cristiano Bolzoni, responsabile di Maserati Classiche, interviene a “Dentro la fabbrica del mito”, dedicato ai dipartimenti Heritage e alla conservazione della memoria automobilistica. Alle 15:00 Davide Baldini, responsabile di Maserati Fuoriserie, partecipa all’incontro “120 anni AC Bologna e 100 anni del Tridente Maserati”. Il programma affianca all’esposizione delle vetture il racconto del lavoro svolto dietro le quinte sul patrimonio storico.

Maserati Classiche: certificare e custodire la storia

A Bologna i visitatori possono approfondire anche le attività di Maserati Classiche, il programma avviato a Modena nel 2021 per la tutela delle vetture del marchio. Oggi il progetto rientra in BOTTEGAFUORISERIE e comprende archivi, attività di conservazione e servizi specialistici. Tra questi spicca la Certificazione di Autenticità, rilasciata dopo una valutazione di esperti che confrontano caratteristiche tecniche del veicolo, documentazione e registri storici della Casa. Il servizio riguarda vetture con oltre vent’anni di vita, oltre a modelli speciali e serie limitate. Le Officine Classiche e realtà come la Collezione Maserati Umberto Panini contribuiscono a rendere accessibile una tradizione che il marchio intende valorizzare anche nelle sue auto più recenti. La sfida è tenere insieme memoria industriale e innovazione, come suggerisce il dialogo tra Ghibli SS e GranTurismo Trofeo.

Maserati, centenario del Tridente: le novità ad Auto e Moto d’Epoca
Maserati, centenario del Tridente: le novità ad Auto e Moto d’Epoca
Maserati, centenario del Tridente: le novità ad Auto e Moto d’Epoca
Maserati, centenario del Tridente: le novità ad Auto e Moto d’Epoca

L'articolo Maserati, centenario del Tridente: le novità ad Auto e Moto d’Epoca proviene da Affaritaliani.it.

  •  

OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu

A Wuhu debutta OMODA X: il crossover dal design Mecha abbina vocazione outdoor, cockpit digitale e tecnologie di bordo avanzate.

OMODA amplia la propria visione del crossover con OMODA X, presentato a Wuhu, in Cina, durante OMODA X NIGHT, nell’ambito dell’International User Summit del gruppo Chery. Il costruttore lo definisce il primo Cross Off-Road Vehicle del marchio: un progetto che vuole unire la praticità di un SUV per l’uso quotidiano, la maggiore versatilità sui percorsi fuori dall’asfalto e una personalità estetica di ispirazione sportiva. La proposta si rivolge soprattutto a chi alterna spostamenti urbani, viaggi e attività nel tempo libero, senza rinunciare alla tecnologia a bordo.

Design Mecha: carrozzeria muscolosa e firma luminosa

Il linguaggio stilistico riprende la cultura Mecha, legata all’immaginario di robot e velivoli futuristici. OMODA X presenta una carrozzeria larga, spalle pronunciate e superfici sfaccettate che accentuano il carattere geometrico dei volumi. La fiancata abbina una linea di cintura stretta a un profilo dinamico, mentre le luci posteriori a forma di saetta costruiscono una firma visiva riconoscibile. Il risultato, nelle intenzioni del marchio, è un crossover capace di comunicare robustezza senza rinunciare a una presenza stradale sportiveggiante.

MECHA Command Cockpit: schermi digitali e comandi fisici

All’interno trova posto il MECHA Command Cockpit, caratterizzato da una plancia a doppia ala e da un tunnel centrale sospeso a forma di X. La strumentazione digitale utilizza un display da 10,25 pollici, affiancato da uno schermo centrale touch da 13,2 pollici. OMODA ha scelto di conservare pulsanti e comandi fisici per alcune funzioni utilizzate frequentemente, come climatizzazione e selezione delle modalità di guida: una soluzione che punta a limitare il ricorso al touchscreen nelle operazioni più immediate. L’abitacolo combina quindi un’interfaccia digitale estesa con elementi tradizionali di controllo, cercando un equilibrio tra scenografia e praticità.

Off-road: 200 mm da terra e guado oltre 700 mm

Le caratteristiche dichiarate collocano OMODA X anche nel territorio dell’outdoor. L’altezza libera dal suolo è di 200 mm, mentre la capacità di guado prevista in fase di progetto supera 700 mm. Sono valori che il marchio utilizza per descrivere l’attitudine a percorsi impegnativi, ma che da soli non equivalgono a una verifica indipendente delle prestazioni in fuoristrada. La massa rimorchiabile dichiarata arriva a 1.800 kg; sul tetto possono essere trasportati fino a 75 kg di carico. Nell’abitacolo sono previsti 39 vani portaoggetti, pensati per contenere gli accessori della vita quotidiana e l’attrezzatura da viaggio. Tra gli utilizzi evocati dal costruttore ci sono sport, escursioni e trasferimenti con biciclette o altri equipaggiamenti.

SIAS e X-MODE: l’intelligenza artificiale entra nell’auto

Il pacchetto tecnologico comprende SIAS (Super Intelligent AI Space), un sistema di interazione vocale progettato per interpretare richieste in linguaggio naturale senza imporre una parola di attivazione o sequenze rigide di comandi. La modalità X-MODE consente invece di personalizzare alcune impostazioni della vettura in base alle preferenze di chi guida. Tra le dotazioni illustrate figura anche una visione notturna termica a infrarossi, destinata ad aiutare nel riconoscimento di potenziali ostacoli fino a 90 metri. Si tratta di funzioni presentate dal costruttore: la loro disponibilità effettiva nelle diverse versioni commerciali dovrà essere chiarita al momento dell’arrivo sui singoli mercati.

Dall’Open Mic ai MECHA Pets: personalizzazione a bordo

OMODA dedica spazio anche a intrattenimento e personalizzazione. La funzione Open Mic utilizza quattro zone indipendenti di acquisizione audio per proporre un’esperienza karaoke senza microfoni dedicati. I MECHA Pets sono invece piccoli personaggi magnetici dotati di tecnologia NFC, pensati per introdurre un elemento interattivo nell’abitacolo. automobilisti interessati a connettività, identità digitale e possibilità di rendere personale lo spazio interno. Il progetto considera quindi la vettura non soltanto come mezzo di trasporto, ma anche come ambiente da configurare in base agli interessi degli occupanti.

Un progetto globale sviluppato insieme ai clienti

Durante la presentazione a Wuhu, quattro clienti provenienti da Indonesia, Brasile, Sudafrica e Polonia hanno mostrato interpretazioni differenti del nuovo modello, ispirate alle rispettive culture e passioni. L’iniziativa segna l’avvio dell’OMODA X Co-Creation Project, con cui il marchio dichiara di voler coinvolgere gli utenti nella definizione dell’identità dell’auto. Questa impostazione punta a raccogliere indicazioni da mercati diversi prima di consolidare il posizionamento globale del crossover. Per OMODA, già presente in Italia con la famiglia che comprende OMODA 4, OMODA 5, OMODA 7 e OMODA 9, X rappresenta dunque un’ulteriore estensione della proposta.

Prezzi, motorizzazioni e arrivo in Italia: cosa manca

Il debutto cinese è una prima presentazione del progetto, non ancora un annuncio commerciale completo per il mercato italiano. Nel materiale diffuso non vengono specificati prezzi, motorizzazioni, dati di autonomia, dimensioni complete o data di vendita in Italia. Restano quindi da definire le caratteristiche delle versioni destinate ai diversi Paesi, compreso il livello di equipaggiamento di serie. Il profilo di OMODA X è comunque delineato: un crossover che combina elementi da SUV e fuoristrada, un design riconoscibile e sistemi digitali orientati all’interazione con il conducente. La conferma del suo ruolo sul mercato arriverà con le specifiche definitive e con le prime prove su strada.

OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu

L'articolo OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Jeep Avenger 4xe e elettrica: tutte le novità del B-SUV da 300.000 ordini

Jeep Avenger tocca quota 300.000 ordini: aggiornati design, dotazioni e motori del B-SUV europeo, con il 60% di vendite elettrificate.

Jeep Avenger raggiunge quota 300.000 ordini dal lancio del 2023 e consolida la propria posizione nel mercato europeo dei B-SUV. Il traguardo, comunicato dal costruttore, avvicina il modello al riferimento storico della Jeep Renegade, accreditata di 610.000 unità nell’intero ciclo di vita, considerando lo stesso perimetro di rilevazione.

Il dato più significativo riguarda la transizione energetica: secondo Jeep, le versioni elettrificate valgono ormai circa il 60% delle vendite della gamma. È proprio la possibilità di scegliere la tecnologia più adatta alle proprie abitudini a rappresentare una delle leve commerciali del SUV compatto.

Nuova Jeep Avenger: design aggiornato e soluzioni più funzionali

Con l’aggiornamento presentato a maggio, la nuova Jeep Avenger interviene su stile, dotazioni e qualità percepita nell’abitacolo. Tra le novità figurano i fari Matrix LED, una telecamera anteriore che contribuisce alla rappresentazione digitale a 360 gradi e un selettore rivisto per le modalità di guida Selec-Terrain. Il marchio segnala inoltre materiali e finiture interne migliorati sotto il profilo visivo e tattile.

Le nuove tinte Bamboo e Forest, ispirate ai colori della natura, ampliano la personalizzazione. Resta riconoscibile il linguaggio estetico Jeep: griglia a sette feritoie, protezioni esterne diffuse e gruppi ottici incassati. Nel progetto, la forma assolve anche una funzione pratica: le superfici protette e gli elementi “molded-in-color” sono pensati per limitare i danni nei piccoli contatti quotidiani.

Dimensioni compatte, vocazione europea e nuovi clienti

Progettata e prodotta in Europa, Avenger nasce per una mobilità fatta di centri urbani, percorrenze extraurbane e occasioni di svago. Il formato da B-SUV unisce ingombri contenuti a un’impostazione rialzata, mentre gli sbalzi ridotti e l’altezza da terra favoriscono la gestione dei fondi sconnessi. Jeep sottolinea anche l’ampliamento della platea tradizionale del marchio, con una presenza rilevante di clienti donne e automobilisti sotto i 40 anni.

Le caratteristiche off-road restano parte dell’identità del modello, ma vanno interpretate in relazione a versione, pneumatici, aderenza e condizioni reali. La filosofia “design to function” prova così a conciliare utilizzo quotidiano e capacità di affrontare percorsi meno convenzionali, un equilibrio centrale nell’evoluzione dei SUV di segmento B.

Jeep Avenger 4xe: trazione integrale elettrificata da 145 CV

La proposta più orientata ai fondi difficili è Jeep Avenger 4xe, dotata di trazione integrale elettrificata e potenza complessiva dichiarata di 145 CV. La configurazione abbina un motore termico sull’asse anteriore, una trasmissione a doppia frizione elettrificata e un’unità elettrica posteriore. Jeep indica una coppia fino a 1.900 Nm alle ruote posteriori: è un valore riferito alle ruote, da non confondere con la coppia all’albero del motore.

Secondo le specifiche diffuse dalla casa, la 4xe può affrontare pendenze del 40% su ghiaia e del 20% anche senza aderenza sull’asse anteriore, nelle condizioni previste per la prova. La dotazione caratteristica include Jeep Shield nero, fendinebbia LED, barre sul tetto e gancio posteriore. Le varianti 4xe sono proposte negli allestimenti Upland, Overland e 85° Anniversario.

Selec-Terrain e Hill Descent Control anche nella gamma 4×2

Il sistema Jeep Selec-Terrain, previsto anche sulle versioni a due ruote motrici, consente di selezionare programmi che modulano erogazione e gestione della trazione in funzione del fondo e del meteo. Un comando dedicato facilita il passaggio tra le modalità. A completare il pacchetto è l’Hill Descent Control, che supporta il controllo della velocità nelle discese più impegnative.

Questi dispositivi aumentano la versatilità della vettura, senza modificare i limiti fisici di grip e spazio di arresto. La presenza di una vera trazione integrale sulla 4xe costituisce invece una differenza tecnica concreta rispetto alle Avenger a trazione anteriore, soprattutto quando la motricità disponibile cambia rapidamente.

Benzina, e-Hybrid, elettrica e 4xe: una gamma per esigenze diverse

La strategia di prodotto non punta su una motorizzazione unica. La Jeep Avenger elettrica promette un’autonomia fino a 400 km secondo il dato comunicato dal costruttore, variabile nella pratica con temperatura, velocità e stile di guida. La e-Hybrid introduce l’elettrificazione nell’uso quotidiano; la benzina manuale parla a chi preferisce una soluzione tradizionale, mentre la 4xe si rivolge a chi cerca più capacità di trazione.

Per la gamma ordinaria gli allestimenti annunciati sono Longitude, Altitude, Summit e una serie speciale 85° Anniversario. La disponibilità delle singole combinazioni di motore, cambio e dotazioni può variare in funzione del mercato e del listino.

Matrix LED, telecamera a 360° e assistenza alla guida di livello 2

Il rinnovamento tecnologico si concentra sulla visibilità e sulla facilità di manovra. I proiettori Matrix LED migliorano la gestione del fascio luminoso durante la marcia notturna. La telecamera supplementare anteriore permette di ricostruire sullo schermo centrale una vista dall’alto a 360°, utile nei parcheggi e nei passaggi stretti. Il sistema può selezionare automaticamente visuale e ingrandimento, lasciando al conducente il controllo delle impostazioni.

Completano l’offerta i sistemi avanzati di assistenza alla guida di livello 2: tecnologie che possono collaborare nella gestione di sterzo e velocità ma richiedono comunque attenzione e supervisione costanti. Con 300.000 ordini all’attivo, Avenger diventa quindi un indicatore della direzione intrapresa da Jeep in Europa: più opzioni di alimentazione, dotazioni digitali e una proposta compatta che mantiene riferimenti stilistici e funzionali al mondo off-road.

L'articolo Jeep Avenger 4xe e elettrica: tutte le novità del B-SUV da 300.000 ordini proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Richiamo Volkswagen: 72.700 elettriche, quali modelli sono coinvolti

Richiamo mondiale per le elettriche Volkswagen: la KBA segnala difetti alle celle delle batterie. Coinvolte anche alcune Cupra Born.

Nuovo richiamo Volkswagen su scala mondiale: il gruppo tedesco deve intervenire su circa 72.700 auto elettriche per possibili anomalie delle celle delle batterie ad alta tensione. A riportare la portata dell’operazione sono i dati del Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), l’autorità federale tedesca per la motorizzazione, ripresi il 20 ottobre 2026 dalla stampa tedesca. In Germania i tre provvedimenti interessano complessivamente circa 10.000 vetture. Non significa che ogni esemplare dei modelli indicati debba passare in officina: il richiamo riguarda specifiche auto e periodi di produzione.

Quali modelli Volkswagen e Cupra sono coinvolti

Le campagne riguardano soprattutto alcune Volkswagen ID.3, ID.4, ID.7 e ID. Buzz, oltre alla Cupra Born, appartenente al gruppo. Per i modelli della famiglia ID. si parla di esemplari costruiti tra il 2022 e il 2025; per la Born l’intervallo indicato va dal 2022 al 2024. La banca dati della KBA associa ai richiami, tra gli altri, i riferimenti 17137R per i modelli Volkswagen e 17103R per Cupra Born. L’anno di immatricolazione, da solo, non basta però a determinare se una singola vettura sia interessata.

Batterie difettose: perché esiste un rischio incendio

Il problema nasce da alcune celle delle batterie ad alta tensione che, in base ai controlli interni di qualità comunicati dal costruttore, non rispettano gli standard previsti. Secondo le informazioni diffuse in Germania, alla base vi sarebbero difetti produttivi di fornitori. In circostanze rare, l’anomalia potrebbe provocare un aumento eccessivo della temperatura e, nei casi estremi, un incendio della batteria. La criticità è dunque potenziale e non equivale a un incendio certo. Al momento delle comunicazioni del 20 ottobre, la KBA non segnalava incidenti con danni materiali o lesioni riconducibili a questi richiami.

Ricarica fino all’80% e controlli in officina

In attesa delle verifiche, ai proprietari dei veicoli coinvolti viene indicata come misura precauzionale la ricarica fino a un massimo dell’80%. Dove tecnicamente possibile, il sistema dell’auto può applicare direttamente una limitazione del livello di carica. Sono previsti controlli delle batterie presso la rete di assistenza, mentre eventuali ulteriori interventi dipendono dall’esito dell’ispezione. La soluzione non comporta necessariamente la sostituzione di un modulo: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un aggiornamento software, secondo quanto riferito dalla stampa tedesca citando Volkswagen. È importante seguire le istruzioni specifiche ricevute per il proprio veicolo.

Come sapere se la propria auto è richiamata

I clienti interessati saranno informati tramite comunicazione scritta, con le indicazioni sulle procedure e sui contatti utili. Chi possiede una delle vetture citate non deve quindi presumere automaticamente che sia soggetta al provvedimento. Per una verifica puntuale è opportuno rivolgersi alla rete ufficiale Volkswagen o Cupra e comunicare il numero di telaio (VIN). La consultazione delle schede KBA consente inoltre di identificare le campagne, ma non sostituisce la verifica del singolo veicolo e delle misure applicabili.

Cosa cambia per il mercato italiano

La dimensione mondiale del richiamo non fornisce, da sola, il numero delle auto circolanti in Italia che dovranno essere controllate. Al 21 ottobre 2026 non risulta, nelle fonti qui consultate, una cifra ufficiale specifica per il mercato italiano. Per questo è necessario distinguere il totale globale, pari a quasi 72.700 unità, dai circa 10.000 veicoli segnalati in Germania. Per i proprietari italiani valgono soprattutto le comunicazioni del costruttore e l’accertamento tramite telaio, senza estendere automaticamente il provvedimento a tutte le auto elettriche dei modelli elencati. Le batterie dei veicoli elettrici sono composte da numerose celle: individuare gli esemplari interessati è quindi decisivo per circoscrivere l’intervento e non generare allarmismi fra i proprietari di auto non soggette a richiamo.

La fonte ufficiale è il Kraftfahrt-Bundesamt

La fonte istituzionale di riferimento è il Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), responsabile della banca dati tedesca delle campagne di richiamo. I dettagli del provvedimento sono stati riportati anche dall’agenzia dpa e dalla testata pubblica tedesca Tagesschau il 20 ottobre 2026. La distinzione è rilevante: i numeri e i modelli interessati fanno riferimento ai dati KBA, mentre le spiegazioni sui controlli qualitativi e sulle possibili soluzioni tecniche derivano dalle dichiarazioni Volkswagen riprese dalle fonti giornalistiche. La priorità per gli automobilisti è verificare l’eventuale coinvolgimento del proprio mezzo e rispettare le prescrizioni di sicurezza ricevute.

L'articolo Richiamo Volkswagen: 72.700 elettriche, quali modelli sono coinvolti proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Fiat Koala, la nuova elettrica economica potrebbe arrivare nel 2028

Fiat prepara una nuova city car elettrica accessibile: nome Koala tra le ipotesi, piattaforma condivisa e possibile produzione italiana.

La Fiat Koala potrebbe diventare uno dei prossimi modelli chiave nella strategia di elettrificazione del marchio torinese. Dietro questo nome, non ancora ufficializzato per un’auto di serie, si delinea il progetto di una city car elettrica economica, pensata per offrire dimensioni compatte, semplicità d’uso e un prezzo d’ingresso contenuto.

Le indicazioni emerse al Salone dell’Auto di Parigi 2026 confermano l’interesse del costruttore per un modello elettrico di piccole dimensioni. Il progetto, tuttavia, non è stato presentato nella sua veste definitiva: mancano immagini ufficiali della vettura, dati di omologazione e dettagli commerciali.

Il nome Koala e il legame con Panda e Pandina

La scelta della denominazione è uno degli aspetti che alimentano maggiormente la curiosità. Koala rientra fra i nomi considerati dal marchio, insieme ad altri richiami al mondo animale già presenti nella tradizione Fiat.

La futura piccola elettrica viene immaginata come una proposta complementare alla Fiat Pandina, ancora legata alla motorizzazione termica.

Piattaforma E-Car e parentela con Citroën 2CV

La novità tecnica più rilevante riguarda la possibile adozione della piattaforma Stellantis E-Car, sviluppata per vetture elettriche compatte e accessibili. La stessa architettura è associata al progetto della nuova Citroën 2CV, reinterpretazione moderna di un modello storico che punta a riportare al centro essenzialità, praticità e costi contenuti.

Una base tecnica comune non significa automobili identiche. Fiat dovrebbe proporre un’identità estetica autonoma, coerente con il proprio linguaggio stilistico e con l’utilizzo cittadino. La condivisione di componenti, software e processi produttivi potrebbe invece aiutare a contenere gli investimenti e, di conseguenza, il prezzo al cliente.

Design compatto, senza inseguire soltanto la nostalgia

Le anticipazioni descrivono una vettura dalle forme semplici e funzionali, con un’impostazione probabilmente più squadrata rispetto alla futura 2CV. Il vantaggio di una carrozzeria razionale sarebbe soprattutto pratico: massimizzare lo spazio a bordo in rapporto agli ingombri esterni e migliorare l’accessibilità nell’uso quotidiano.

Non è ancora possibile attribuire alla nuova Fiat misure, configurazioni dell’abitacolo o soluzioni stilistiche definitive. Le immagini circolate finora sono ricostruzioni non ufficiali e non possono essere considerate fotografie del modello di produzione. L’eventuale riferimento alla Panda storica andrà quindi letto come ispirazione progettuale, non come promessa di un remake rétro.

Prezzo di 15.000 euro: obiettivo, non listino

Il dato destinato ad attirare più attenzione è il prezzo indicativo di 15.000 euro, associato al programma delle piccole elettriche accessibili. Se raggiunto, collocherebbe la futura Fiat in una fascia particolarmente interessante per chi cerca un’auto nuova destinata soprattutto a spostamenti urbani e pendolarismo di breve raggio. Al momento, però, non esiste un listino ufficiale né è chiaro quali dotazioni sarebbero incluse in quella cifra.

Anche per batteria, autonomia e potenza del motore non sono disponibili specifiche definitive. È ragionevole attendersi una scelta tecnica orientata a contenere peso e costi, ma qualsiasi numero sui chilometri percorribili o sui tempi di ricarica sarebbe oggi una previsione.

Produzione a Pomigliano e tempi di arrivo

Per la nuova Fiat elettrica viene indicata come possibile sede produttiva Pomigliano d’Arco, stabilimento già legato alla storia recente della Panda. Un’eventuale localizzazione italiana rappresenterebbe un elemento industriale significativo, ma l’assegnazione definitiva, i volumi e il calendario produttivo devono ancora essere precisati.

Le ipotesi sulla tempistica oscillano fra una presentazione anticipata e un avvio commerciale attorno al 2028, in parallelo all’evoluzione del programma E-Car. In attesa di annunci formali, la data va dunque considerata come una prospettiva e non come una scadenza già fissata.

Perché la futura city car conta per Fiat

Con questo progetto Fiat potrebbe tornare a valorizzare una delle sue competenze storiche: progettare auto piccole, pratiche e accessibili. Una city car elettrica essenziale potrebbe quindi ampliare l’offerta senza rinunciare alla vocazione popolare del marchio. Prima di valutarne il potenziale sul mercato italiano ed europeo, saranno però necessari i dati ufficiali su autonomia, equipaggiamento, sicurezza e prezzo. La Fiat Koala resta per ora un nome possibile per un progetto concreto: il prossimo passo sarà trasformare le anticipazioni in un

L'articolo Fiat Koala, la nuova elettrica economica potrebbe arrivare nel 2028 proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Vaielettrico Awards 2026: Leapmotor T03 è la novità elettrica dell’anno

La city car elettrica Leapmotor T03 premiata a Milano: batteria da 37,3 kWh, 95 CV e autonomia fino a 265 km WLTP.

La Leapmotor T03 conquista il premio “Novità Auto Elettrica dell’Anno” ai Vaielettrico Awards 2026, riconoscimento dedicato ai protagonisti della mobilità a zero emissioni allo scarico. La city car del marchio cinese è stata premiata per un progetto che punta a rendere l’auto elettrica accessibile a un pubblico più ampio, attraverso dimensioni compatte, facilità di utilizzo e contenuti tecnologici pensati per la vita di tutti i giorni. Il risultato mette al centro un segmento cruciale per la diffusione dell’elettrico: quello delle vetture cittadine, chiamate a conciliare praticità, costi di gestione e autonomia.

Il premio assegnato a Milano

La premiazione si è svolta all’Auditorium San Fedele di Milano e il riconoscimento è stato ritirato da Christos Tsafonias, responsabile marketing di Leapmotor in Italia. A contendersi il titolo con la T03 c’erano BYD Dolphin Surf, Polestar 5, Renault Twingo E-Tech Electric, Volkswagen ID. Polo e Volvo EX60. A esaminare i progetti è stata una giuria composta da rappresentanti di associazioni automobilistiche, giornalisti e docenti universitari, con competenze nei settori della mobilità, dell’energia e della ricerca. Il coordinamento è stato affidato a Mauro Tedeschini, cofondatore di Vaielettrico.

Dimensioni compatte per la mobilità urbana

Lunga 3,62 metri, la Leapmotor T03 si rivolge soprattutto a chi si muove nei centri urbani e cerca un’auto facile da gestire negli spazi ridotti. Le proporzioni contenute favoriscono parcheggi e manovre, mentre l’abitacolo è studiato per offrire una sistemazione funzionale agli occupanti e per rispondere alle esigenze degli spostamenti quotidiani. La proposta si colloca in un mercato in cui le city car elettriche possono rappresentare una porta d’ingresso alla nuova mobilità, specialmente per chi percorre tragitti ricorrenti tra casa, lavoro e servizi.

Batteria da 37,3 kWh e autonomia fino a 265 km

La scheda tecnica della T03 elettrica prevede una batteria da 37,3 kWh abbinata a un motore da 70 kW, equivalenti a 95 CV. L’autonomia WLTP dichiarata raggiunge 265 km nel ciclo combinato e sale fino a 395 km nel ciclo urbano. La distinzione è importante: i due valori derivano da differenti condizioni di prova e non rappresentano una percorrenza garantita nell’utilizzo reale. Temperatura esterna, velocità, climatizzazione e stile di guida possono influire sui consumi e sui chilometri effettivamente disponibili con una ricarica.

Tecnologia e semplicità nell’uso quotidiano

Accanto alla propulsione elettrica, Leapmotor sottolinea l’attenzione alla connettività e all’esperienza digitale a bordo. L’obiettivo è proporre funzioni intuitive senza complicare l’utilizzo dell’automobile, un aspetto particolarmente rilevante per gli automobilisti che si avvicinano per la prima volta a un modello a batteria. Nel comunicato non vengono indicate nuove modifiche tecniche legate al premio: il riconoscimento riguarda il posizionamento complessivo della T03 e la capacità del prodotto di combinare dimensioni urbane, dotazioni e fruibilità.

Un segnale per il mercato delle piccole elettriche

L’affermazione ai Vaielettrico Awards offre visibilità alla strategia di Leapmotor, che punta a estendere l’accesso alle tecnologie elettriche anche nel segmento delle vetture di piccole dimensioni. Per gli automobilisti, tuttavia, la scelta di una city car a batteria resta legata a fattori concreti: disponibilità di ricarica, percorrenze abituali, spazio a bordo e costo complessivo di utilizzo. Il premio non sostituisce queste valutazioni, ma evidenzia l’interesse verso soluzioni capaci di avvicinare l’elettrificazione alle necessità quotidiane. In questa prospettiva la T03 cerca un ruolo da protagonista nella mobilità urbana, dove semplicità e accessibilità possono pesare quanto le prestazioni.

L'articolo Vaielettrico Awards 2026: Leapmotor T03 è la novità elettrica dell’anno proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Ibridi plug-in, FEDERAUTO chiede lo stop alle nuove regole UE

Auto plug-in, emissioni reali e regole UE: il confronto tra FEDERAUTO e T&E sulla decarbonizzazione e sulle infrastrutture.

Si riapre il dibattito sulle emissioni degli ibridi plug-in. FEDERAUTO, la Federazione Italiana dei Concessionari di Autoveicoli, respinge le critiche avanzate da Transport & Environment (T&E) e contesta un approccio alla decarbonizzazione che, a suo giudizio, privilegia soltanto le automobili completamente elettriche. Il confronto riguarda soprattutto la distanza tra i valori di omologazione delle auto PHEV e le emissioni registrate nell’utilizzo quotidiano. Per i concessionari, le diverse tecnologie possono contribuire a tagliare la CO2, a condizione di considerare disponibilità di ricarica, comportamenti degli automobilisti e caratteristiche dei singoli mercati. La federazione invita quindi le istituzioni europee a definire regole che accompagnino il rinnovo del parco circolante.

Fattore di utilità: la richiesta di FEDERAUTO all’UE

La questione centrale è il fattore di utilità, il parametro che stima la quota dei chilometri percorsi in modalità elettrica dai veicoli ibridi ricaricabili e influisce sul calcolo delle emissioni ufficiali. FEDERAUTO chiede all’Unione europea di congelare i valori 2025-2026, rinunciando alla seconda fase della correzione indicata per novembre 2026 nel dibattito sul Pacchetto Automotive. Una riduzione della percorrenza elettrica attribuita ai modelli potrebbe determinare valori omologati di CO2 più elevati, pur senza cambiare il funzionamento delle auto. Secondo l’associazione, il risultato rischia di riflettersi sui benefici fiscali, sui listini e sulle scelte dei consumatori, favorendo il ritorno verso vetture con motorizzazioni termiche tradizionali.

Artusi: i PHEV vanno ricaricati con regolarità

«Evocare scandali ai danni di presunti consumatori ingannati, come se ci fosse un nuovo Dieselgate è fuorviante», dichiara Massimo Artusi, presidente di FEDERAUTO. L’associazione sottolinea che i PHEV sono omologati secondo procedure europee, mentre le prestazioni ambientali effettive dipendono anche dalla frequenza con cui i proprietari collegano l’auto alla presa. Artusi ritiene poco rappresentativo utilizzare un unico fattore di utilità in tutta l’Europa. La disponibilità di punti di ricarica, l’incidenza delle flotte aziendali e i tragitti abituali cambiano da Paese a Paese. Da qui la proposta di valutare parametri nazionali più vicini agli utilizzi reali, senza sottrarre importanza alla raccolta di dati sulle emissioni su strada.

Carburanti rinnovabili e neutralità tecnologica

Nel confronto sulle politiche climatiche FEDERAUTO richiama anche il possibile ruolo dei carburanti rinnovabili, come biocarburanti avanzati, HVO ed e-fuel, impiegabili nella componente termica di alcune motorizzazioni. La federazione chiede che questo contributo sia considerato nelle regole europee, in coerenza con il principio di neutralità tecnologica. Si tratta tuttavia di un piano diverso dalle emissioni allo scarico: l’effettivo vantaggio climatico dei carburanti dipende dalla loro filiera produttiva e dalla metodologia con cui viene valutato il ciclo di vita. È uno dei punti su cui si concentra il confronto tra chi sostiene una pluralità di soluzioni e chi considera prioritario il passaggio all’elettrico puro.

Mercato italiano e rete di ricarica: le priorità

Artusi osserva che in Italia le ibride plug-in rappresentano ormai oltre un’auto nuova su dieci, contro una quota delle full electric che nel comunicato viene collocata attorno all’8%. Per FEDERAUTO, penalizzare questa alimentazione potrebbe rallentare la sostituzione delle vetture più datate. Il presidente ricorda che il parco auto europeo ha un’età media prossima ai 13 anni. Resta aperto il nodo delle infrastrutture di ricarica. Secondo la federazione, in Italia una parte dei punti pubblici già installati attende ancora il collegamento alla rete: un limite che può ridurre la convenienza pratica di usare spesso la modalità elettrica. L’associazione sollecita perciò interventi sulla ricarica domestica, aziendale e autostradale. Tre le richieste rivolte ai legislatori: fermare la seconda revisione del fattore di utilità, riconoscere il possibile contributo dei combustibili a basse emissioni e accelerare l’attivazione delle colonnine. I concessionari, conclude Artusi, sono pronti a informare gli automobilisti sul corretto impiego degli ibridi plug-in. La sfida rimane conciliare obiettivi climatici, regole verificabili e condizioni reali di utilizzo.

L'articolo Ibridi plug-in, FEDERAUTO chiede lo stop alle nuove regole UE proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Hyundai e Venicemarathon: mobilità elettrica al fianco di 23mila runner

Alla 40ª Venicemarathon del 25 ottobre Hyundai schiera INSTER Cross, presenta le sue elettriche e coinvolge i runner con nuove esperienze.

Hyundai sarà Official Automotive Partner della 40ª Wizz Air Venicemarathon, in programma domenica 25 ottobre 2026. La casa coreana affiancherà la manifestazione con una flotta di auto 100% elettriche e attività dedicate agli atleti, portando la mobilità a zero emissioni allo scarico nel cuore di uno degli appuntamenti podistici più seguiti d’Italia.

L’edizione del quarantennale ha già raggiunto il tutto esaurito: 23.000 iscritti complessivi tra maratona da 42 km, mezza maratona da 21 km e prova da 10 km. Il tracciato toccherà luoghi simbolo di Venezia, compresa Piazza San Marco. Nel calendario rientra anche la Alì Family Run di Mestre, prevista il 23 ottobre.

Hyundai INSTER Cross: due elettriche come timekeeper

La presenza del costruttore non sarà soltanto espositiva. Durante la gara, due Hyundai INSTER Cross seguiranno i concorrenti nel ruolo di timekeeper ufficiali, contribuendo a scandire il ritmo dell’evento. Il city-SUV elettrico, caratterizzato da dimensioni compatte, impostazione versatile e dettagli stilistici ispirati al mondo outdoor, diventa così un elemento operativo del percorso.

La scelta di un modello a batteria per accompagnare gli atleti sottolinea il legame che Hyundai vuole costruire tra innovazione automotive, utilizzo quotidiano dell’auto e attenzione alle persone. Un messaggio coerente con Run to Progress, il progetto europeo attraverso il quale il marchio sostiene eventi legati alla corsa e alla crescita personale.

Expo Village a Mestre: tecnologia e partecipazione

Il 23 e 24 ottobre, presso l’Expo Village del Parco San Giuliano di Mestre, Hyundai proporrà uno spazio aperto a runner e visitatori. Tra le attività è prevista una pedana baropodometrica per esaminare l’appoggio del piede, con strumenti specialistici e la supervisione di personale clinico qualificato: un’occasione per avvicinare il pubblico ai temi della corsa e del benessere.

Non mancheranno le iniziative partecipative. Il Wall of Purpose raccoglierà motivazioni e traguardi personali, mentre il Car Wrap Hyundai permetterà ai presenti di lasciare messaggi di incoraggiamento su una IONIQ 5 N, trasformando la sportiva elettrica in una tela collettiva.

Dal Boost Button al traguardo: l’esperienza dei runner

Lungo il percorso, l’Arco Hyundai con Hyundai Boost Button utilizzerà la musica per sostenere i partecipanti nei passaggi più impegnativi. È una delle attività pensate per rendere l’esperienza di gara coinvolgente anche oltre l’aspetto agonistico, mettendo al centro le storie e gli obiettivi di chi corre.

All’arrivo, lo Specchio Kudos offrirà ai finisher la possibilità di realizzare selfie e messaggi personalizzati. Il LED Wall “You Left Your Mark” mostrerà i risultati dei membri della Community, dando visibilità ai traguardi individuali in una manifestazione che celebra tanto il tempo finale quanto il percorso necessario per raggiungerlo.

IONIQ 5 N e IONIQ 3 N Line Launch Edition in mostra

L’Expo Village sarà anche una vetrina per due modelli della gamma Hyundai 100% elettrica. La IONIQ 5 N rappresenta il volto più sportivo del marchio: è la prima Hyundai ad alte prestazioni interamente elettrica e porta nel mondo delle batterie la filosofia di guida sviluppata dalla divisione N.

Accanto a lei sarà esposta la IONIQ 3 N Line Launch Edition, proposta che evidenzia l’ampliamento dell’offerta elettrica della casa. Due interpretazioni differenti della stessa strategia, tra prestazioni, design e soluzioni per gli spostamenti di ogni giorno.

Run to Progress: Hyundai unisce mobilità e movimento

Con la partnership della Venicemarathon 2026, Hyundai rafforza la propria presenza negli eventi sportivi e traduce in iniziative concrete il programma Run to Progress. L’obiettivo è associare l’evoluzione della mobilità al desiderio di mettersi alla prova, senza limitare il racconto della corsa ai soli risultati cronometrici.

La partecipazione alla quarantesima edizione riassume anche la visione Progress for Humanity: sviluppare tecnologie e servizi che abbiano le persone come punto di riferimento. Tra vetture elettriche al seguito della gara, attività all’Expo Village e momenti dedicati ai finisher, Hyundai accompagnerà la città e i suoi runner fino al traguardo.

Hyundai e Venicemarathon: mobilità elettrica al fianco di 23mila runner
Hyundai e Venicemarathon: mobilità elettrica al fianco di 23mila runner
Hyundai e Venicemarathon: mobilità elettrica al fianco di 23mila runner
Hyundai e Venicemarathon: mobilità elettrica al fianco di 23mila runner

L'articolo Hyundai e Venicemarathon: mobilità elettrica al fianco di 23mila runner proviene da Affaritaliani.it.

  •  

CUPRA, crescita record e sfida cinese: la strategia spiegata da Vianello

Pierantonio Vianello racconta la crescita di CUPRA, il futuro di diesel ed elettrico e le sfide poste dai costruttori cinesi e dalle politiche UE.

CUPRA continua a crescere in Europa e guarda al futuro con una strategia che punta su innovazione, elettrificazione e libertà di scelta. Pierantonio Vianello, CUPRA & SEAT Brand Director di Volkswagen Group Italia, ci racconta il successo di Formentor e Leon, le prospettive della nuova Raval elettrica e le strategie del marchio spagnolo. Un confronto a tutto campo che affronta anche la crescente concorrenza dei costruttori cinesi e le critiche alle politiche europee sull’automotive. Da marchio emergente a protagonista del panorama automobilistico europeo. CUPRA ha costruito in pochi anni una crescita importante, conquistando una clientela giovane grazie a una strategia fondata su design, prestazioni, tecnologia e una gamma di modelli in continua espansione.Con Pierantonio Vianello Direttore di Cupra Italia , abbiamo approfondito i risultati raggiunti, le prospettive dell’elettrificazione, il futuro delle motorizzazioni tradizionali e le sfide che attendono l’industria automobilistica europea. Ne emerge una visione precisa: CUPRA vuole continuare a crescere senza rinunciare alla libertà di scelta dei clienti, mentre l’arrivo dei costruttori cinesi e le politiche europee sulle emissioni impongono una riflessione sul futuro del settore.

CUPRA, una crescita costruita su sette modelli e una clientela giovane

Quando CUPRA ha iniziato il proprio percorso come marchio indipendente, non mancavano gli interrogativi sulla sua capacità di affermarsi stabilmente sul mercato. I risultati ottenuti hanno invece dimostrato la validità di un progetto che ha saputo intercettare nuove esigenze e nuovi automobilisti. «Abbiamo lanciato la prima vettura CUPRA nell’ottobre 2020 e da allora abbiamo iniziato a registrare un record dietro l’altro. Siamo uno dei marchi che sono cresciuti maggiormente in Europa». Uno degli elementi determinanti è stata la rapidità con cui la gamma si è ampliata, arrivando a comprendere sette modelli. «Di fatto abbiamo lanciato un modello nuovo ogni anno, reinvestendo fin da subito nella ricerca e nello sviluppo affinché la gamma continuasse ad ampliarsi». Ma la crescita non è soltanto una questione di prodotto. CUPRA ha costruito una propria identità, puntando soprattutto sulla capacità di comunicare con le nuove generazioni. «Siamo il marchio con l’età media della clientela più bassa del mercato. Questa è una nostra peculiarità e dimostra che abbiamo saputo comunicare nel modo corretto». Una clientela giovane rappresenta anche un’importante fonte di informazioni per orientare i futuri investimenti, dalla tecnologia alla comunicazione.

Diesel, benzina, mild hybrid e plug-in ed elettrico: CUPRA non abbandona nessuna motorizzazione

In un mercato automobilistico attraversato dalla transizione energetica, CUPRA continua a sostenere una strategia basata sulla pluralità delle alimentazioni. La scelta è particolarmente evidente su modelli come CUPRA Leon e CUPRA Formentor, che mantengono un’offerta articolata tra motorizzazioni tradizionali ed elettrificate.«Su Leon e Formentor abbiamo una gamma molto completa: turbodiesel, benzina, mild hybrid e ibrido plug-in. E continuerà a esserlo anche il prossimo anno. Non si tratta di una scelta temporanea». Una posizione che assume particolare rilevanza in un momento in cui numerosi costruttori stanno rivedendo le proprie strategie industriali. Anche il diesel, nonostante la progressiva riduzione della quota di mercato, conserva un ruolo significativo. «Il tema dei fringe benefit aziendali e l’aumento dei costi hanno sicuramente contribuito a ridurre la quota del diesel, ma continuiamo a registrare una percentuale importante sia su Leon sia su Formentor». Il messaggio è chiaro: la transizione verso l’elettrico non deve necessariamente comportare l’abbandono immediato delle altre tecnologie.

Auto elettriche CUPRA: in Italia quota al 10%, Raval punta a far crescere le vendite

L’elettrificazione rappresenta uno dei pilastri della strategia futura di CUPRA, anche se il mercato italiano continua a mostrare caratteristiche differenti rispetto ad altri Paesi europei.  Le vetture completamente elettriche rappresentano attualmente circa il 10% del mix di CUPRA in Italia. Una percentuale che potrebbe aumentare grazie all’arrivo della nuova CUPRA Raval e al rinnovamento della gamma. «Quest’anno abbiamo avuto una percentuale più bassa perché Raval è arrivata soltanto adesso. Sicuramente potrà contribuire a far crescere la quota dell’elettrico». A influenzare i risultati è stata anche la disponibilità di alcuni modelli. «Abbiamo terminato la disponibilità di Tavascan durante l’estate, in vista dell’arrivo della nuova versione a novembre. Quest’anno abbiamo quindi avuto alcuni vuoti nell’offerta». La gamma elettrica comprende modelli come CUPRA Born e CUPRA Tavascan, ai quali si aggiunge la nuova CUPRA Raval. Proprio Raval viene indicata come uno dei prodotti più promettenti per rafforzare la presenza del marchio nel mercato delle vetture a zero emissioni allo scarico.

Batterie prodotte in Europa: gli investimenti CUPRA tra Valencia e Martorell

La localizzazione della produzione rappresenta un altro elemento importante della strategia industriale del marchio spagnolo e del Gruppo Volkswagen. CUPRA può contare su un sistema produttivo europeo che comprende gli investimenti legati alle batterie nell’area di Valencia e le attività industriali di Martorell. «Abbiamo uno stabilimento a Valencia e un altro stabilimento di assemblaggio a Martorell. È un investimento molto interessante per la Spagna, ma anche per l’Europa». Vianello  sottolinea tuttavia che non sarebbe corretto parlare di una filiera completamente spagnola. «Non posso dire che produciamo tutto in Spagna, perché moltissimi fornitori si trovano in altre parti del mondo». La scelta di investire in Europa assume anche un significato ambientale, oltre che economico e industriale. «Stiamo investendo moltissimo in Europa. E poi c’è anche il tema di non trasportare merci continuamente da una parte all’altra del mondo. La sostenibilità è anche questa».

CUPRA e il Padel: lo sport come strumento per parlare alle nuove generazioni

La crescita di CUPRA passa anche attraverso una strategia di comunicazione che va oltre il mondo dell’automobile. Tra le collaborazioni più significative figura quella con il padel, disciplina che negli ultimi anni ha conosciuto una forte diffusione in Italia. Un’associazione non casuale, perché il marchio riconosce in questo sport diversi valori della propria identità: accessibilità, inclusione, dinamismo e capacità di coinvolgere persone differenti. «Il padel è uno sport inclusivo, che permette a tutti di divertirsi fin da subito. Non ci sono barriere e rappresenta un modo per stare insieme». La diffusione del padel nel nostro Paese è stata favorita anche dalla possibilità di praticarlo all’aperto e dalla sua dimensione sociale. Per il marchio spagnolo, il legame con questa disciplina rappresenta quindi un modo per rafforzare il rapporto con una clientela giovane e attenta alle nuove tendenze.

Auto cinesi in Europa: «La loro espansione è assolutamente normale»

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la crescente presenza dei costruttori automobilistici cinesi nel mercato europeo. Un fenomeno particolarmente evidente anche al Salone di Parigi 2026, dove la competizione internazionale ha assunto un ruolo centrale. La lettura del rappresentante CUPRA è pragmatica.«L’invasione cinese penso sia un fatto assolutamente normale. Hanno un problema di sovrapproduzione molto importante nel loro Paese e hanno trovato un continente favorevole». Secondo questa interpretazione, le condizioni del mercato europeo hanno contribuito a rendere particolarmente interessante l’espansione dei marchi cinesi. La questione riguarda anche le differenze tra il contesto normativo e industriale in cui operano i costruttori europei e quello dei nuovi concorrenti. CUPRA, tuttavia, non considera questa situazione una minaccia diretta alla propria identità commerciale. «Noi siamo ancora un marchio di conquista, che sta guadagnando quote di mercato. I costruttori cinesi sono arrivati, ma abbiamo un posizionamento completamente diverso». Una differenziazione che CUPRA intende mantenere puntando su design, sportività, tecnologia ed emozione.

Stop alle auto termiche nel 2035: CUPRA critica le politiche europee

È sul tema delle politiche europee per l’automotive che emergono le dichiarazioni più nette dell’intervista. Il dibattito sulle emissioni di CO₂, sugli obiettivi del 2035 e sulle misure per sostenere l’industria europea continua a dividere costruttori, istituzioni e operatori del settore. Vianello esprime una valutazione particolarmente critica sui tempi e sulle scelte dell’Unione Europea. «Secondo me ogni accordo e ogni politica in Europa sono in ritardo, oppure non li capisco. Tutto quello che faremo, se lo faremo, arriverà comunque in ritardo. Ci siamo fatti del male da soli». Parole che sintetizzano la preoccupazione per la competitività dell’industria automobilistica europea, chiamata a sostenere investimenti enormi nella transizione energetica mentre aumenta la pressione dei nuovi concorrenti internazionali. La critica, tuttavia, non equivale a una richiesta di chiusura dei mercati. «Questo non significa che io sia favorevole alle restrizioni. Anzi, sono per il libero mercato. Però la politica che è stata fatta non mi trova così entusiasta». Una posizione che mette al centro la necessità di conciliare obiettivi ambientali, competitività industriale e libertà di mercato.

Il futuro di CUPRA tra elettrificazione, tecnologia e libertà di scelta

Il percorso di CUPRA dimostra come un marchio relativamente giovane possa costruire una propria identità in un mercato automobilistico sempre più competitivo.L’espansione della gamma, il rapporto con le nuove generazioni e la capacità di proporre modelli dalle caratteristiche distintive rappresentano i principali fattori della crescita. Per il futuro, la strategia appare orientata su due direttrici complementari: accelerare lo sviluppo delle vetture elettriche e continuare a offrire motorizzazioni differenti per rispondere alle esigenze dei clienti. Allo stesso tempo, il marchio rivendica la propria identità europea e il ruolo degli investimenti industriali in Spagna. In uno scenario segnato dalla concorrenza cinese e dall’incertezza normativa, CUPRA punta dunque a proseguire la propria espansione senza rinunciare a ciò che ha contribuito al suo successo: emozione, design, tecnologia e libertà di scelta.

L'articolo CUPRA, crescita record e sfida cinese: la strategia spiegata da Vianello proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Benzina sopra 2 euro: la mappa delle regioni con i prezzi più bassi

Crisi carburanti: i dati Facile.it e Mimit mostrano forti differenze tra regioni. Ecco dove benzina e gasolio costano meno.

La crisi dei carburanti in Italia si riflette nei prezzi alla pompa e nelle differenze sempre più evidenti tra un territorio e l’altro. Dopo lo stop allo sconto sulle accise, la ricerca di un distributore conveniente è diventata una priorità per automobilisti e pendolari. Secondo un’analisi di Facile.it sui dati pubblicati dal Mimit, al 14 ottobre 2026 appena il 26% delle stazioni stradali esaminate vendeva gasolio sotto 2,20 euro al litro. Per la benzina sotto 2 euro, invece, la quota arrivava al 52%. Il costo del pieno può cambiare anche a pochi chilometri di distanza.

Diesel più caro della benzina: i prezzi medi

La fotografia dei prezzi medi nazionali, basata sui dati ministeriali aggiornati al 16 ottobre 2026, chiarisce l’entità del rincaro: sulla rete stradale in modalità self la benzina costa in media 2,034 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,256 euro al litro. In autostrada le medie salgono rispettivamente a 2,048 e 2,278 euro al litro. Il divario pesa soprattutto su pendolari e lavoratori. Questi valori sono medie rilevate in una data precisa, non tariffe identiche in ogni impianto né quotazioni valide automaticamente nei giorni successivi.

Solo 5.030 distributori diesel sotto 2,20 euro

L’indagine considera più di 19.500 distributori censiti dal ministero che avevano aggiornato almeno un prezzo dal 5 ottobre, escludendo la rete autostradale. Di questi, 5.030 impianti, pari al 26%, avevano un prezzo self del gasolio inferiore a 2,20 euro. Il quadro è meno severo per la verde: 10.223 distributori, il 52% del campione, erano sotto i 2 euro al litro. Le percentuali non descrivono tutti gli impianti esistenti, ma esclusivamente il perimetro analizzato da Facile.it. Serve quindi confrontare i prezzi locali.

Marche e Abruzzo: dove il diesel resiste

Guardando al prezzo del diesel regione per regione, sono le Marche a guidare la classifica: il 38% dei distributori osservati resta sotto 2,20 euro al litro. Segue l’Abruzzo con il 36%, mentre Lazio e Umbria condividono il 31%. Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Liguria raggiungono il 30%. In valori assoluti, gli impianti sono 568 nel Lazio, 250 nelle Marche e 197 in Abruzzo. È dunque utile distinguere tra percentuale di distributori sotto soglia e disponibilità effettiva di stazioni in una determinata zona.

Campania, Basilicata e Calabria più penalizzate

All’estremo opposto della graduatoria del gasolio compaiono la Campania, dove soltanto il 14% degli impianti esaminati scende sotto 2,20 euro, la Basilicata con il 16% e la Calabria con il 19%. Anche per la benzina queste tre regioni sono nelle ultime posizioni: rispettivamente 37%, 36% e 42% dei distributori sotto 2 euro al litro. I prezzi possono comunque variare da una pompa all’altra. Le differenze regionali rendono evidente come il caro pieno non colpisca tutti allo stesso modo.

Benzina sotto 2 euro: spiccano Valle d’Aosta e Sicilia

Per la benzina self la mappa cambia. La quota più alta di stazioni sotto i 2 euro si registra in Valle d’Aosta (62%), seguita da Sicilia e Marche (60%); il Lazio si colloca al 58%. Interessante anche il dato della Lombardia, dove il 56% degli impianti monitorati rientra nella soglia, per un totale di 1.450 distributori. Seguono per numerosità il Lazio con 1.078 impianti e la Sicilia con 945. La quota percentuale non indica, da sola, quanti impianti convenienti siano disponibili.

Quanto incide sul portafoglio il caro pieno

L’effetto dei prezzi dei carburanti è concreto. Applicando le medie stradali del 16 ottobre a un rifornimento ipotetico di 50 litri, la spesa sarebbe di circa 101,70 euro per la benzina e 112,80 euro per il diesel: una differenza di 11,10 euro a pieno. È un semplice esempio di calcolo, non una stima del consumo delle vetture. Per chi rifornisce spesso il veicolo, persino pochi centesimi al litro possono incidere sul bilancio mensile. Il confronto va comunque fatto tenendo conto del percorso necessario per raggiungere una pompa meno cara: risparmiare sul prezzo unitario non conviene se richiede una deviazione troppo lunga.

Come scegliere il distributore senza perdere tempo

Nella fase attuale, il consiglio pratico è verificare i prezzi aggiornati di benzina e diesel prima di partire, confrontando impianti vicini, modalità self e servito e costo del carburante realmente disponibile. La rilevazione di Facile.it segnala inoltre che alcuni operatori hanno riproposto sconti, i cui effetti potranno emergere soltanto in successivi aggiornamenti. Anche le notizie su possibili difficoltà di approvvigionamento in alcune regioni non consentono di generalizzare una carenza nazionale: il comunicato non quantifica l’estensione delle criticità. La fotografia di ottobre mostra soprattutto una certezza: nella crisi dei carburanti, informarsi sui prezzi locali è uno dei pochi strumenti immediati a disposizione di chi guida.

Fonte: Facile.it su dati Mimit del 14 e 16 ottobre 2026.

L'articolo Benzina sopra 2 euro: la mappa delle regioni con i prezzi più bassi proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi

Dal viaggio di 1.555 km al debutto a Parigi: la nuova Opel Corsa GSE unisce 281 CV, assetto sportivo e versatilità quotidiana.

La nuova Opel Corsa GSE arriva sotto i riflettori del Salone dell’Auto di Parigi dopo un viaggio di 1.555 chilometri partito dallo stabilimento di Saragozza, in Spagna. Un itinerario scelto per raccontare non soltanto le prestazioni della più potente Corsa di serie finora realizzata, ma anche la capacità di una piccola sportiva elettrica di affrontare trasferimenti, autostrade e traffico urbano. Già ordinabile con un prezzo annunciato da 36.290 euro, la hot hatch interpreta la sigla Grand Sport Electric in una formula pensata per la strada di tutti i giorni.

Da Saragozza a Parigi: 1.555 km per la Corsa più potente

Il punto di partenza non è casuale. Nello stabilimento spagnolo di Saragozza la Corsa viene costruita dal 1982 e, secondo Opel, qui ne sono state prodotte oltre undici milioni di unità. Da questa storia industriale prende avvio il viaggio della GSE, attraverso i Pirenei, la costa atlantica francese e poi verso Bordeaux, Nantes, Angers e Tours. La destinazione è la Porte de Versailles, sede della manifestazione parigina. Le tappe mostrano come il carattere sportivo non escluda i chilometri percorsi con passeggeri e bagagli.

Motore elettrico da 281 CV e 0-100 km/h in 5,5 secondi

Sotto la carrozzeria compatta lavora un propulsore elettrico da 207 kW, pari a 281 CV, capace di sviluppare 345 Nm di coppia trasmessi alle ruote anteriori. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi colloca la Corsa GSE al vertice delle prestazioni dell’attuale produzione Opel, secondo quanto dichiarato dal marchio. La risposta immediata dell’acceleratore e la modalità Sport sono state messe alla prova sui tornanti dei Pirenei: un contesto ideale per far emergere il carattere di un modello che punta sul piacere di guida, non soltanto sui numeri.

Torsen, assetto ribassato e pneumatici Michelin

Un ruolo determinante lo svolge il differenziale autobloccante Torsen, che aiuta a scaricare la coppia sull’asfalto e a contenere la tendenza al sottosterzo nelle curve affrontate con decisione. Completano il pacchetto le sospensioni sportive ribassate, gli ammortizzatori e i fine corsa idraulici sviluppati per la guida dinamica. I cerchi da 18 pollici montano pneumatici Michelin Pilot Sport 4S. È l’insieme di queste soluzioni, più che la sola potenza, a definire il comportamento della nuova hot hatch sulle strade tortuose.

Ricarica veloce e recupero dell’energia in discesa

Nel resoconto del viaggio Opel sottolinea anche la gestione dell’energia. Durante una sosta, la batteria della Corsa GSE passa dal 20 all’80% in 20 minuti, in condizioni di ricarica idonee. Attraversando il confine tra Spagna e Francia, i tratti in discesa consentono inoltre di sfruttare il recupero dell’energia in decelerazione. Il comunicato non indica in questa occasione la capacità della batteria né un dato di autonomia omologata: elementi da distinguere dalla percorrenza totale del viaggio, effettuato con soste per ricaricare.

Una hot hatch che sa viaggiare con tre persone

Non solo tornanti e accelerazioni. La Opel Corsa GSE ha affrontato il trasferimento con conducente, due passeggeri e bagagli, sfruttando il sedile posteriore frazionabile 40:60 per aumentare lo spazio di carico. Nelle lunghe tratte autostradali, la vettura ha mostrato secondo Opel una marcia stabile e silenziosa, con il supporto dei sistemi di assistenza alla guida. Il percorso fra città, strade extraurbane e autostrade è stato così usato dal costruttore per mettere in evidenza la doppia personalità della sportiva.

Abitacolo GSE: sedili sportivi e strumenti dedicati

Nell’abitacolo trovano posto sedili ad alte prestazioni per guidatore e passeggero anteriore e una grafica dedicata sui display. Le informazioni visualizzabili comprendono forze G, accelerazione e dati della batteria, utili a chi vuole seguire più da vicino il comportamento dell’auto. I dettagli gialli GSE sottolineano l’identità del modello senza rinunciare alla praticità della Corsa. È un’impostazione che prova a coniugare il linguaggio delle compatte sportive con l’esperienza digitale tipica di un’elettrica moderna.

Arrivo a Parigi: la sfida della sportività quotidiana

L’ultima parte del percorso attraversa il traffico della capitale francese, passando accanto ai luoghi simbolo della città fino alla sede del Salone. Qui la Corsa GSE si presenta accanto alla monoposto Opel GSE 27FE, destinata alla prossima stagione di Formula E. Da una parte il mondo delle competizioni, dall’altra una vettura ordinabile e utilizzabile ogni giorno: il filo conduttore è la nuova identità elettrica ad alte prestazioni del marchio. Dopo 1.555 chilometri, il messaggio di Opel è chiaro: una hot hatch elettrica può essere coinvolgente quando la strada si fa tortuosa, ma anche gestibile nei viaggi e in città.

Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi

L'articolo Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi proviene da Affaritaliani.it.

  •  

BMW iX3 M60 xDrive 2027: potenza, autonomia e tecnologia Neue Klasse

La BMW iX3 M60 xDrive porta la Neue Klasse a 612 CV: fino a 754 km WLTP, ricarica a 400 kW e tecnologie M per una guida sportiva.

La BMW iX3 M60 xDrive porta la nuova generazione dei SUV elettrici di Monaco in una dimensione ancora più sportiva. È la variante più potente della iX3 basata sulla Neue Klasse e abbina due motori elettrici, uno per asse, a una gestione elettronica della dinamica di guida sviluppata per valorizzare accelerazione, precisione e controllo. La casa annuncia l’apertura degli ordini alla fine di gennaio 2027, mentre la produzione partirà nella primavera successiva nello stabilimento BMW di Debrecen, in Ungheria. Non è ancora stato comunicato un prezzo per il mercato italiano.

Motori elettrici da 612 CV e accelerazione da sportiva

Il sistema BMW M eDrive Gen6 sviluppa una potenza massima di 450 kW, pari a 612 CV, e una coppia di 875 Nm. La trazione integrale xDrive contribuisce a scaricare a terra la spinta dei due propulsori: secondo i dati dichiarati, lo scatto 0-100 km/h richiede 3,9 secondi e la velocità massima raggiunge 240 km/h. Il motore sincrono a eccitazione elettrica sull’asse posteriore utilizza uno statore riprogettato e un inverter più potente, con intensità di 420 ampere anziché 300. Una soluzione che innalza le prestazioni senza rinunciare all’efficienza richiesta a un SUV destinato anche ai lunghi viaggi.

Autonomia fino a 754 km e ricarica ultrarapida

La batteria di nuova generazione con celle cilindriche ha una capacità utilizzabile di 108,7 kWh. L’autonomia dichiarata arriva fino a 754 km WLTP, con consumi combinati indicati tra 17,6 e 20,5 kWh/100 km. Grazie all’architettura elettrica a 800 Volt, la potenza di ricarica in corrente continua tocca 400 kW: su una colonnina adatta, BMW dichiara che dieci minuti possono aggiungere fino a 340 km di autonomia. Di serie è prevista anche la ricarica in corrente alternata fino a 22 kW. I valori restano legati alle condizioni di utilizzo e di ricarica, oltre che alla configurazione del veicolo.

Heart of Joy e controllo digitale della dinamica

Tra gli elementi centrali della BMW iX3 M60 xDrive c’è Heart of Joy, il computer che coordina propulsione, frenata, recupero energetico e parte delle funzioni dello sterzo. Lavora con BMW M Dynamic Performance Control e, secondo il costruttore, elabora le regolazioni fino a dieci volte più velocemente rispetto ai sistemi precedenti. L’obiettivo è rendere le reazioni del SUV immediate e progressive, soprattutto in curva. La funzione Soft Stop sfrutta il recupero d’energia per arresti più fluidi, mentre i freni tradizionali intervengono soprattutto nelle frenate più intense o nella guida sportiva.

Assetto M: sospensioni adattive e differenziale sportivo

La dotazione tecnica comprende sospensioni adattive M, ammortizzatori gestiti elettronicamente, sterzo sportivo variabile e differenziale M Sport a controllo elettronico sull’asse posteriore. La taratura specifica di molle e ammortizzatori, insieme agli interventi di irrigidimento della struttura anteriore, punta a contenere il rollio e migliorare la precisione. Attraverso le modalità M Sport e M Sport Plus il guidatore può modificare le risposte di motori, sterzo e assetto. Non manca l’impianto frenante M Sport, proposto con pinze rosse o blu.

Design Neue Klasse, fari gialli M e ruote fino a 22 pollici

Il design mantiene le proporzioni pulite della Neue Klasse, ma introduce dettagli esclusivi. Spiccano i nuovi M Yellow Lights, ispirati alle auto da competizione, la firma luminosa anteriore con elementi che richiamano i colori M e il doppio rene illuminato con BMW Iconic Glow. Di serie sono previsti cerchi M da 21 pollici, mentre tra gli optional figurano ruote fino a 22 pollici. Specchietti aerodinamici specifici, diffusore nero e spoiler posteriore M con due aeroblade sottolineano l’impronta prestazionale. Ampia anche la personalizzazione cromatica, con 25 finiture speciali previste al lancio.

Interni digitali e assistenza alla guida

Nell’abitacolo il BMW Panoramic iDrive con Operating System X combina la visualizzazione Panoramic Vision, il display centrale da 17,9 pollici e un volante M Sport con pulsanti dedicati a Boost Mode e M Mode. I sedili sportivi M regolabili elettricamente includono funzione massaggio e poggiatesta con logo illuminato. Di serie anche l’audio Harman Kardon da 13 altoparlanti e 430 watt, compatibile con Dolby Atmos. Sul fronte della sicurezza, il sistema BMW Symbiotic Drive integra assistenze di livello 2 SAE; il Motorway Assistant può consentire la guida senza mani in autostrada fino a 130 km/h, nei contesti e nei mercati in cui la funzione è disponibile.

Una nuova sfida per i SUV elettrici ad alte prestazioni

Con la iX3 M60 xDrive, BMW punta a riunire in un unico modello le qualità di una sportiva M Performance e l’autonomia di un grande SUV elettrico. I numeri di potenza e ricarica sono importanti, ma la vera novità è l’integrazione fra meccanica, elettronica e interfaccia digitale. La verifica su strada dirà quanto questa architettura saprà conciliare piacere di guida, comfort e consumi nell’uso quotidiano. Per conoscere listini e disponibilità italiani occorrerà attendere ulteriori comunicazioni ufficiali.

L'articolo BMW iX3 M60 xDrive 2027: potenza, autonomia e tecnologia Neue Klasse proviene da Affaritaliani.it.

  •  

CUPRA rinnova la gamma italiana tra design, tecnologia e nuove offerte

CUPRA aggiorna la gamma italiana con Formentor Impulse, nuove Tribe Edition e versioni Business: dotazioni, motori e prezzi.

La gamma CUPRA 2026 si amplia in Italia con tre proposte che puntano su esigenze differenti: il nuovo allestimento Formentor Impulse, le esclusive Tribe Edition e le versioni CUPRA x Business. Il marchio rafforza così la propria presenza tra SUV coupé, berline sportive e station wagon, combinando motorizzazioni termiche ed elettrificate, contenuti tecnologici e formule commerciali dedicate. Le novità riguardano modelli già presenti sul mercato: cambiano dotazioni, possibilità di scelta e posizionamento delle versioni.

CUPRA Formentor Impulse: il SUV coupé diventa più ricco

La principale novità per il bestseller del marchio è CUPRA Formentor Impulse, allestimento che abbina stile e comfort a un pacchetto di serie particolarmente completo. Comprende cerchi in lega Artic Black Matt da 19 pollici, tetto panoramico, vernice metallizzata ed Edge Pack. Quest’ultimo introduce accesso Keyless Advanced, illuminazione ambientale Smart Wraparound, telecamera posteriore, portellone elettrico handsfree e antifurto. Sulle versioni e-HYBRID è incluso il cavo Mode 3. La scelta dei propulsori spazia tra benzina TSI, diesel TDI, mild hybrid e plug-in, con potenze da 150 a 333 CV.

Prezzo Formentor Impulse e nuovi sistemi di assistenza

La Formentor Impulse 1.5 Hybrid DSG da 150 CV viene proposta con una promozione da 34.900 euro, valida secondo il comunicato fino al 31 ottobre 2026 presso i concessionari aderenti, IPT esclusa. In alternativa è previsto un finanziamento CUPRA Way da 195 euro al mese, soggetto ad anticipo, rata finale e condizioni contrattuali: non si tratta quindi del costo complessivo della vettura. Si aggiornano anche le tecnologie disponibili a richiesta: il pacchetto Intelligent Drive introduce una funzione di arresto di emergenza nella corsia libera più a destra; il Trained Park Assist può memorizzare le manovre abituali. Per l’audio Immersive by Sennheiser arrivano quattro attuatori integrati nel cielo dell’abitacolo.

Tribe Edition: quattro modelli e materiali più sostenibili

Le CUPRA Tribe Edition interessano Formentor, Leon, Leon Sportstourer e Terramar. Il tratto comune è una personalizzazione più marcata: vernice Midnight Black di serie, nuova tinta Manganese Matt, dettagli Dark Chrome e cerchi specifici con finitura Sulfur Green, realizzati con il 20% di materiali riciclati. Nell’abitacolo, alcune finiture plastiche utilizzano fino al 30% di materiali riciclati e una vernice con il 15% di materiale di origine biologica. I sedili sportivi impiegano tessuti centrali riciclati al 100%, realizzati con lavorazione 3D knitting, pensata per ridurre gli scarti di produzione.

Leon e Leon Sportstourer Tribe Edition: sportività e versatilità

La CUPRA Leon Tribe Edition parte da 36.100 euro, mentre la Leon Sportstourer Tribe Edition inizia da 37.850 euro, secondo i prezzi comunicati dal marchio. La dotazione comprende sedili sportivi dedicati, finiture Sulfur, accesso senza chiave e retrocamera. Per le versioni compatibili figurano anche controllo dinamico dell’assetto DCC e assale posteriore Multilink, non disponibili sul 2.0 TDI. La famiglia comprende benzina, diesel, mild hybrid e plug-in, con potenze che arrivano a 333 CV nelle configurazioni indicate nel comunicato.

Formentor e Terramar Tribe Edition: due SUV, due caratteri

La Formentor Tribe Edition valorizza il SUV coupé con cerchi da 19 pollici, sedili 3D knitting, portellone elettrico e una gamma motori estesa dalle unità tradizionali alle e-HYBRID da 204 e 272 CV. Il prezzo di partenza dichiarato è 39.700 euro per il 1.5 TSI da 150 CV. La Terramar Tribe Edition adotta invece cerchi dedicati da 20 pollici e può essere scelta con motori benzina, mild hybrid e plug-in. Per il SUV più grande, la proposta parte da 45.350 euro nella versione 1.5 Hybrid da 150 CV. Le due interpretazioni condividono la ricerca di un’identità più esclusiva.

CUPRA x Business: allestimenti per flotte e clienti privati

Con CUPRA x Business il costruttore affianca alla gamma tre versioni rivolte a professionisti e flotte, ma acquistabili anche dai privati: Terramar Business, Formentor Business e Leon Sportstourer Business. L’obiettivo è semplificare le configurazioni e offrire equipaggiamenti utili nella guida quotidiana. Il pacchetto Edge porta, secondo il modello, accesso Keyless Advanced, illuminazione Smart Wraparound, sistemi di assistenza e portellone elettrico handsfree. Restano disponibili più motorizzazioni, comprese soluzioni mild hybrid e ibride ricaricabili, per rispondere a percorrenze e necessità differenti.

Prezzi CUPRA Business e strategia della nuova gamma

Il listino annunciato parte da 35.700 euro per Leon Sportstourer Business con 1.5 TSI da 150 CV; seguono Formentor Business da 38.500 euro e Terramar Business da 43.900 euro. Quest’ultima offre, tra l’altro, climatizzazione tri-zona e cruise control adattivo predittivo nel pacchetto Edge. Nel complesso, l’offensiva CUPRA non introduce soltanto nuove denominazioni commerciali: amplia la scelta tra allestimenti ricchi, personalizzazioni più ricercate e configurazioni orientate al valore d’uso. Per chi valuta una nuova auto, il confronto dovrà considerare non solo il prezzo di ingresso, ma anche dotazione, propulsore e condizioni delle eventuali offerte.

L'articolo CUPRA rinnova la gamma italiana tra design, tecnologia e nuove offerte proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911

Porsche presenta Mission S: design ispirato alle icone del marchio, motore centrale e un abitacolo che rimette il guidatore al centro.

Con la Porsche Mission S, la Casa di Zuffenhausen apre un nuovo capitolo nella propria strategia di prodotto. La concept car Porsche svelata il 15 ottobre 2026 non è soltanto un esercizio di stile: anticipa il linguaggio estetico dei prossimi modelli e una futura gamma di supersportive a motore centrale destinata a collocarsi stabilmente al di sopra della 911. Il progetto nasce da tre principi, autenticità, coerenza e intramontabilità, e punta a reinterpretare l’essenza dell’auto sportiva senza disperdere l’identità del marchio. Per Tobias Sühlmann, responsabile Style Porsche, il prototipo esprime una direzione strategica che troverà applicazione nella gamma dei prossimi anni.

Design Porsche: le icone del passato guardano avanti

Il design della Porsche Mission S riprende riferimenti riconoscibili e li traduce in forme contemporanee. I parafanghi pronunciati, i fari circolari e l’ampia carreggiata evocano la 911, mentre il frontale basso richiama la GT1. Le linee di giunzione rimandano alle Porsche della serie G, la silhouette del tetto cita la 959 e il posteriore sviluppa un concetto «car-in-car» ispirato ancora alla GT1. Il risultato non è una raccolta di omaggi, ma un insieme coerente: una linea continua collega le firme luminose, separando superfici superiori scolpite e volumi inferiori che mettono in evidenza le esigenze tecniche. Le proporzioni molto larghe e ribassate enfatizzano la presenza su strada e il carattere prestazionale della vettura.

Motore centrale, aerodinamica e dettagli funzionali

L’architettura a motore centrale è decisiva per le proporzioni della Mission S: il propulsore è collocato tra gli assi e lascia spazio alla tipica linea del tetto Porsche, la cosiddetta flyline, che scende verso la coda. La ricerca stilistica si accompagna a soluzioni funzionali, come l’alettone posteriore attivo integrato nella carrozzeria e un elemento di raffreddamento ispirato alla ventola della leggendaria Porsche 917. Anche i cerchi guardano alla tradizione: il motivo riprende il disegno «a disco del telefono» della 928, aggiornato secondo una logica di leggerezza. Porsche, per ora, non ha comunicato dati definitivi su potenza, prestazioni e dimensioni della futura versione di serie: la Mission S resta un prototipo che indica una direzione progettuale.

Interni essenziali: meno schermi, più guida

Nell’abitacolo della Porsche Mission S domina la centralità del guidatore. Le ispirazioni arrivano dalle storiche 550 Spyder e 356, con una posizione di seduta avvolgente e due linee che attraversano plancia e pannelli porta. Gli interni rinunciano alla proliferazione di display e riportano in primo piano pulsanti fisici, interruttori e superfici pulite. I sedili integrano nuove soluzioni per la fibbia della cintura e per i comandi di regolazione elettrica. La palette cromatica richiama Porsche Motorsport con bianco ghiaccio metallizzato, rosso chiaro metallizzato, cromo nero e finiture scure. È una scelta che privilegia il rapporto diretto tra persona e automobile anziché l’effetto scenografico della tecnologia.

Strumenti analogici e smartphone con MagSafe

La Driver Experience Porsche unisce sensazioni analogiche e precisione digitale. Dietro il volante trovano posto cinque strumenti circolari: al centro spicca il contagiri con lancetta analogica, affiancato da un display sullo sfondo. In funzione della modalità di guida, il contagiri può avvicinarsi al conducente e gli indicatori cambiano disposizione, allineandosi oppure sfalsandosi in profondità. Rimane la chiave d’accensione a sinistra del volante, mentre nuovi comandi push-pull permettono di gestire rapidamente funzioni di guida e comfort. Anche lo Sport Chrono viene reinterpretato. La scelta più radicale riguarda però l’infotainment: niente schermo centrale fisso né display permanente per il passeggero. Un supporto retrattile MagSafe consente di usare lo smartphone per navigazione e informazioni, con il contributo dell’app My Porsche.

Una futura gamma sopra la Porsche 911

La novità industriale più significativa è il piano di sviluppare una piattaforma per supersportive a motore centrale e un’offerta permanente sopra la Porsche 911, anziché affidarsi soltanto a edizioni speciali. Mission S anticipa così un nuovo vertice della gamma, fondato sull’esperienza maturata nelle competizioni e sulla ricerca di un’esperienza di guida coinvolgente. Restano da conoscere le specifiche della vettura di produzione, le motorizzazioni definitive e le tempistiche commerciali. La Mission S non anticipa soltanto una nuova vettura, ma anche il modo in cui Porsche intende definire la propria identità stilistica e tecnologica nei segmenti più esclusivi. La ricerca dell’essenzialità emerge tanto nelle superfici esterne quanto nell’ergonomia interna. Il messaggio del prototipo, tuttavia, è già evidente: nel futuro delle auto sportive Porsche, innovazione e tradizione dovranno convivere, lasciando il volante, e non gli schermi, al centro dell’esperienza.

Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911
Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911
Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911
Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911
Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911
Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911

L'articolo Porsche Mission S, arriva la supercar che punta più in alto della 911 proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Fiat Topolino tra le migliori invenzioni 2026 per il design

Il quadriciclo elettrico Fiat entra nella selezione Best Inventions 2026 di TIME per il design e rafforza il suo successo europeo.

Fiat Topolino conquista un riconoscimento internazionale nel mondo del design: la piccola elettrica della Casa torinese è stata selezionata da TIME tra le Best Inventions of 2026, nella categoria Design. Un premio che mette sotto i riflettori una proposta di mobilità urbana elettrica capace di unire dimensioni ridotte, stile immediatamente riconoscibile e semplicità di utilizzo. Il risultato valorizza una visione precisa: rendere gli spostamenti quotidiani in città più accessibili e piacevoli, senza rinunciare alla personalità del prodotto.

Il riconoscimento non riguarda soltanto l’estetica. Nella lettura di FIAT, la Topolino rappresenta un modo diverso di interpretare il veicolo cittadino, a metà strada tra esigenze pratiche e desiderio di libertà. In un contesto urbano segnato da traffico, spazi limitati e attenzione crescente alla sostenibilità, il quadriciclo elettrico Fiat punta su una formula essenziale e facile da comprendere.

Design italiano e filosofia della mobilità essenziale

Il nome Topolino richiama una pagina storica dell’automobile italiana, ma la sua interpretazione contemporanea guarda soprattutto alle nuove generazioni. Proporzioni compatte, forme rassicuranti e dettagli dal carattere mediterraneo compongono un linguaggio stilistico che privilegia simpatia e immediatezza. Il progetto recupera così l’identità di un’icona FIAT, adattandola ai ritmi e alle abitudini della città di oggi.

Tra gli elementi distintivi figurano l’ingombro contenuto, la praticità della ricarica e la variante aperta Topolino Dolcevita, pensata per accentuare la sensazione di guida all’aria aperta. La semplicità non viene proposta come una rinuncia, ma come una scelta progettuale: meno complessità e più attenzione all’esperienza quotidiana. È questa combinazione di funzionalità e stile ad aver reso il modello riconoscibile anche fuori dal tradizionale pubblico automobilistico.

Leadership europea nel mercato dei quadricicli elettrici

Il premio arriva in una fase positiva anche sul fronte commerciale. Secondo i dati comunicati da FIAT, Topolino è leader del mercato europeo dei quadricicli elettrici dal 2025 e ha mantenuto la prima posizione anche nel 2026. Il marchio segnala risultati particolarmente favorevoli in Italia, Germania, Paesi Bassi, Austria e Svizzera, ai quali si aggiunge il primato raggiunto in Francia da luglio 2026.

Questa diffusione contribuisce a spiegare il ruolo della Topolino nella strategia del marchio. Non si tratta di sostituire un’automobile tradizionale in ogni impiego, ma di offrire una risposta mirata ai tragitti brevi e alla circolazione cittadina. La mobilità elettrica accessibile, insieme a un design distintivo, diventa così una possibile leva per avvicinare nuovi utenti al mondo dei veicoli a batteria.

Le parole di Arnaud Belloni sul premio TIME

«Topolino dimostra che anche il veicolo più piccolo può racchiudere una grande idea», ha dichiarato Arnaud Belloni, CEO di FIAT, Abarth e Lancia e Chief Marketing Officer per l’Europa di Stellantis. Il manager ha sottolineato come, nella tradizione del marchio, la mobilità debba essere sinonimo di libertà e piacere, e come il progetto Topolino trasferisca questo principio a una nuova generazione.

Per Belloni, il riconoscimento di TIME è anche un tributo alla creatività italiana che caratterizza la storia di FIAT. Il messaggio industriale e culturale è chiaro: innovare non significa necessariamente aumentare dimensioni, prestazioni o complessità, ma individuare soluzioni convincenti per problemi concreti della vita quotidiana.

Come TIME sceglie le migliori invenzioni dell’anno

La selezione TIME Best Inventions nasce dalle segnalazioni di redattori e corrispondenti della rivista nel mondo, affiancate dalle candidature presentate attraverso una procedura online. Le proposte vengono valutate in base a criteri come originalità, efficacia, ambizione e impatto. L’ingresso della Fiat Topolino nella categoria Design riconosce quindi una soluzione che prova a incidere sul modo in cui si immagina e si vive il trasporto urbano.

Per FIAT, il premio rappresenta un nuovo argomento di visibilità internazionale, mentre per la Topolino elettrica rafforza un’identità già sostenuta dai risultati di mercato. La sfida sarà continuare a trasformare la forza del progetto e del suo stile in un’alternativa concreta per chi cerca una mobilità cittadina semplice, compatta e personale.

L'articolo Fiat Topolino tra le migliori invenzioni 2026 per il design proviene da Affaritaliani.it.

  •  
❌