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You Can Trade Contracts on Elections, but Not on Onions. These College Students Want To Fix That.

Student protestors | Photo: For Our Futures/X

On Monday, a group of students from the University of Chicago stood outside the Chicago Mercantile Exchange—one of the world's largest and most diverse derivatives marketplaces—and called for the repeal of an obscure 1958 law that bans onions as futures products traded on U.S. exchanges. 

Attracting an audience with a humorous jingle and amusing signs that included "Onions Deserve a Future," "Honk If You Want Free Onions," "Hot Girls Hedge Onions," and "Free Markets Feed Families," the student group, named For Our Futures, has a simple platform: a repeal of the 1958 Onion Futures Act, which prohibits anyone from trading in onion futures on commodity exchanges. (The law was amended in 2010 to ban motion picture box office receipts from being traded on commodity exchanges.) The viral campaign drew enough attention that Mike Selig—chairman of the Commodity Futures Trading Commission and a proponent of expanding the list of commodities traded on futures markets—was asked about the law in a media appearance. 

American farmers produce about 6.75 billion pounds of onions a year, according to the National Onion Association, an industry trade group. While peers who grow cotton, wheat, corn, and soybeans can hedge against price swings by trading futures contracts, onion farmers have no such recourse under federal law. But, as the Agriculture Department's daily National Potato and Onion Report shows, onion prices are highly volatile and subject to wild swings, making them an ideal market for futures trading. 

In its latest report, released Monday, the agency shows that onion prices have roughly doubled since this time last year. If onion futures contracts were legal, farmers could rely on market expectations instead of planting crops based on last year's prices. It would also let buyers potentially cut costs by locking in lower prices to protect against spikes. Trading onion futures contracts would give the industry a useful price-discovery tool, one that the student group aptly notes is "crucial for price stability and for hedging risks associated with weather and market fluctuations."

It's not For Our Futures' first time trying this gambit. The student group staged similar protests at college campuses in April and May, armed with bags of raw onions to entice passersby into signing their petition to legalize onion futures. The students' crusade might be comical, but after a recent Gallup poll found that 57 percent of Americans age 18–34 have a positive image of socialism, it's encouraging to see college-age students stand up for free markets.

A protest over onions sounds absurd, but it's a viral reminder to others in that age cohort of how far governments can go when given the slightest leeway to regulate an industry.

Instead of relying on outdated price points when planning future harvests, American onion producers could use resources like futures contracts that offer real-time market signals. All that would require—as the college kids state—is for federal lawmakers to "let the free market reign supreme."

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Scuola, studenti in rivolta contro il Governo: corteo a Milano, tram e bus deviati

Il limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi diventa terreno di scontro politico e porta gli studenti nelle strade di Milano. Venerdì 16 ottobre, nel capoluogo lombardo, collettivi e organizzazioni studentesche partecipano alla giornata nazionale di sciopero e mobilitazione contro le politiche del Governo Meloni, con una manifestazione che attraversa alcune delle principali vie del centro e provoca modifiche alla circolazione dei mezzi pubblici. A far discutere è soprattutto una delle disposizioni contenute nel nuovo decreto Scuola, che prevede un limite del 30% per determinate categorie di alunni stranieri nelle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-2028. Una misura contestata dai promotori della protesta, che la considerano discriminatoria e chiedono invece maggiori investimenti nella scuola pubblica.

“Nessuno è straniero”: la protesta contro le nuove regole nelle scuole

La mobilitazione milanese porta il nome “Nessun* è stranier*” e mette al centro il diritto all’istruzione e l’inclusione scolastica. Gli organizzatori contestano la scelta di introdurre un tetto alla presenza di determinati studenti con cittadinanza non italiana, sostenendo che le priorità del sistema scolastico siano altre. Nel manifesto della protesta si legge: “A scuola non esistono stranieri, esistono bambini e bambine, ragazzi e ragazze, compagni e compagne di scuola“. Una posizione accompagnata da una dura critica all’esecutivo: “Contro le follie della Meloni che vuole imporre una divisione razzista nelle nostre scuole, invece di preoccuparsi dei reali problemi della scuola pubblica, noi rispondiamo con la fratellanza, sorellanza e solidarietà tra compagni di scuola”. Al centro della contestazione c’è dunque il modello di integrazione scolastica. Il provvedimento governativo, che riguarda in particolare gli alunni con conoscenze limitate della lingua italiana e un percorso ancora breve negli istituti del Paese, viene contestato dai manifestanti per le possibili conseguenze sull’inclusione.

Da Cairoli a San Babila, la protesta attraversa il cuore di Milano

Il concentramento è previsto in largo Cairoli, con partenza del corteo alle 9.30. Da qui il percorso si snoda attraverso il centro storico, interessando piazza della Scala, piazza Meda, via Matteotti e piazza San Babila. La manifestazione prosegue quindi lungo corso Monforte, via Visconti di Modrone, largo Augusto, corso Europa e via Larga, per raggiungere piazza Velasca, corso di Porta Romana e via Sforza.

Il passaggio degli studenti comporta deviazioni e interruzioni temporanee per numerose linee di superficie gestite da Atm, con ripercussioni sugli spostamenti nelle zone centrali della città.

Non solo studenti stranieri: dalle scuole insicure agli affitti impossibili

La contestazione non si esaurisce nella questione delle classi multietniche. Lo sciopero nazionale riunisce infatti diverse rivendicazioni legate alle condizioni di studio e alle difficoltà economiche affrontate dai giovani. Tra le richieste figurano finanziamenti strutturali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, maggiori risorse per l’istruzione pubblica e l’introduzione dell’educazione sesso-affettiva obbligatoria nei programmi didattici. Un altro tema centrale è quello del caro affitti, particolarmente sentito a Milano, dove il costo delle abitazioni rappresenta un ostacolo per gli universitari fuori sede. La mobilitazione si inserisce così in una contestazione più ampia delle politiche scolastiche, economiche ed estere del Governo.

Tram e autobus deviati: le linee Atm interessate

Le modifiche al servizio riguardano numerose linee tranviarie, tra cui 1, 2, 4, 10, 12, 14, 15, 16 e 19, e diverse linee di autobus, tra cui 50, 57, 60, 61, 65, 84, 96 e 97. I disagi interessano in particolare i collegamenti tra Cairoli, Duomo, San Babila e altre zone centrali. Su alcune tratte il servizio viene sospeso temporaneamente, mentre in altri casi i mezzi seguono percorsi alternativi e saltano alcune fermate. Le variazioni sono legate all’avanzamento della manifestazione.

Anche il clima torna in piazza: la giornata dei Fridays for Future

La giornata del 16 ottobre è caratterizzata anche dalla mobilitazione internazionale promossa da Fridays for Future. Il movimento ambientalista torna a manifestare in diverse città italiane per chiedere interventi contro il riscaldamento globale, la dipendenza dai combustibili fossili e le politiche ambientali considerate insufficienti.

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