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“Tutti devono fare le puzzette”: autista licenziata dopo una scorreggia in cabina fa causa al datore di lavoro, ma perde. Ecco perché

Una pausa troppo rumorosa, e soprattutto troppo odorosa, è finita davanti a un tribunale del lavoro. Stephanie Bryan, autista di autobus a Bristol, nel Regno Unito, ha trascinato in giudizio The Big Lemon, la società di trasporto elettrico che l’aveva messa alla porta, convinta di essere stata vittima di discriminazione per disabilità e di molestie.

Tutto sarebbe partito dalla testimonianza di Samantha Bingham, la collega che le era subentrata alla guida. Stando a quanto riferito in aula, Bryan avrebbe avuto un episodio di flatulenza particolarmente marcato durante il turno, ma gli effetti non si sarebbero esauriti con il cambio di conducente. Salita a bordo, Bingham avrebbe trovato la cabina avvolta da un odore così insistente da pensare che chi l’aveva preceduta si fosse sporcata.

Il problema, ha raccontato la collega, l’avrebbe seguita anche fuori dal lavoro: il cattivo odore le sarebbe rimasto addosso e, una volta a casa, il compagno le avrebbe domandato se si fosse sporcata. Bingham avrebbe quindi deciso di mettere subito in lavatrice la divisa e di farsi una doccia. Quando ha poi chiesto spiegazioni a Bryan, la risposta sarebbe stata una frase destinata a restare agli atti: “Tutti devono fare le puzzette”.

Da lì la battaglia legale. Bryan ha sostenuto di aver subito discriminazione legata alla disabilità e molestie, citando tra le proprie condizioni la depressione, il disturbo borderline di personalità e problemi di debolezza vescicale.

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La scrittrice Sally Rooney costretta a ritirare i suoi libri dal Regno Unito per il suo sostegno a Palestine Action

I libri della scrittrice irlandese pluripremiata Sally Rooney verranno ritirati dalla vendita nel Regno Unito. La scrittrice irlandese pluripremiata e tra le più celebrate a livello internazionale paga il suo supporto alla causa palestinese e in particolare a Palestine Action, un gruppo di protesta a sostegno che il governo britannico ha bollato e messo al bando come organizzazione terroristica.

La società editrice Faber ha spiegato che non sarà “in grado di trasferire i proventi derivanti dalle vendite nel Regno Unito” alla sua autrice più importante. In accordo con Rooney, la casa editrice ha deciso di cessare le vendite in tutti i formati nel Paese perché “vendere le opere di una scrittrice senza poterle corrispondere i guadagni è una situazione inaccettabile“. Mercoledì pomeriggio i volumi erano ancora disponibili in alcune librerie del centro di Londra. La catena Waterstones ha chiarito che le copie già presenti nei negozi potranno essere vendute fino a esaurimento delle scorte e molti librai hanno fatto rifornimento dei Rooney prima del divieto.

Rooney ha 35 anni e ha raggiunto una fama internazionale grazie a romanzi di enorme successo come Persone normali, Parlarne tra amici e Intermezzo. Un successo raro per una scrittrice della sua età. Da tempo è anche una nota sostenitrice della causa palestinese. “Ho fatto tutto il possibile per essere onesta con il pubblico riguardo alle mie convinzioni e intenzioni, e sono pienamente pronta ad accettarne le conseguenze” ha affermato. Nell’agosto 2025, in un intervento sull’Irish Times, Rooney aveva annunciato che avrebbe usato i proventi delle sue opere e la sua piattaforma pubblica per “continuare a sostenere Palestine Action“, nonostante il gruppo pro-pal fosse stato dichiarato fuorilegge dal governo laburista quando era premier Keir Starmer.

Per la normativa antiterrorismo britannica, chi fornisce denaro o altri beni sapendo o avendo ragionevoli motivi per sospettare, che possano essere utilizzati per finalità terroristiche viene punito, e la pena massima è di 14 anni di reclusione. Secondo i dati citati dal Guardian, nel Regno Unito più di 3.700 persone sono state arrestate dall’entrata in vigore del divieto. Circa 2.500 sono state incriminate e molti arresti riguardano persone che esponevano cartelli con la scritta “Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action”.

La direttrice esecutiva di Amnesty International UK, Kerry Moscogiuri, ha sottolineato che, indipendentemente dalle opinioni sul gruppo, è necessario interrogarsi sulle conseguenze di norme antiterrorismo che possono incidere sulla libertà artistica e sul diritto di esprimere dissenso politico pacifico, avvertendo che il caso potrebbe indurre altre persone a rinunciare a esprimersi pubblicamente per timore delle conseguenze economiche e professionali.

La controversia è destinata a essere esaminata dalla Corte suprema britannica il mese prossimo. Rooney non potrà ricevere alcun pagamento neanche per gli adattamenti televisivi dei suoi romanzi, trasmessi dalla Bbc prima del divieto. Per “Dove sei, mondo bello”, nel 2021, e “Intermezzo”, nel 2024, Rooney si era già rifiutata di vendere i diritti alle case editrici israeliane per boicottare le attività culturali del paese che rendeva la popolazione palestinese oppressa. La cofondatrice di Palestine Action, Huda Ammori, ha definito la decisione “un nuovo punto minimo nell’escalation dell’attacco alla libertà di espressione”. Secondo Ammori, la scrittrice ha mantenuto una posizione di principio nonostante i costi personali e professionali e non dovrebbe essere costretta a scegliere tra le proprie convinzioni e la possibilità di pubblicare i suoi libri.

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