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Mulher condenada por morte de fotógrafo no RS é procurada pela Interpol

Paula Caroline Ferreira, de 32 anos, foi incluída na lista vermelha de procurados da Interpol após ser condenada, em março deste ano, pela Justiça do Rio Grande do Sul pela morte do fotógrafo José Gustavo Bertuol Gargioni ocorrida em 2015.

Paula deve cumprir pena pelo crime de homicídio qualificado por motivo torpe, emprego de meio cruel e recurso que dificultou a defesa da vítima. Além dela, outro homem, identificado como Juliano Biron da Silva, foi condenado, em 2020, como o autor dos disparos.

Segundo a denúncia do MPRS (Ministério Público do Rio Grande do Sul), a ré mantinha contato frequente com o fotógrafo e mantinha um relacionamento amoroso com Juliano.

José foi torturado e morto a tiros em julho de 2015, na Praia de Paquetá, em Canoas, na Região Metropolitana de Porto Alegre.

Condenação

Paula foi condenada a 26 anos e 8 meses de reclusão, em regime inicial fechado. Na época do julgamento, o delegado Marco Antônio Guns, responsável pela investigação, disse que ela era a figura central do crime.

Já Juliano, que ficou foragido entre 2024 e 2025 pela morte de José, recebeu pena de 18 anos de reclusão, em regime fechado. Segundo as investigações, ele era ligado à maior facção criminosa no estado e foi preso, em 2025, pelas Polícia Nacional boliviana e a Polícia Federal brasileira, em Santa Cruz de la Sierra, na Bolívia.

*Sob supervisão de Carolina Figueiredo

 

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Una banca occulta per riciclare denaro con le frodi fiscali: 30 indagati, sequestri per oltre 21 milioni. Contestato il metodo mafioso

Una banca occulta, capace di muovere denaro oltre i confini nazionali e di intrecciare il riciclaggio internazionale con le frodi fiscali e altri affari criminali. È questo lo scenario al centro della vasta operazione della Guardia di finanza coordinata dalla Procura di Milano, attraverso la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, che sta portando all’esecuzione di 30 misure cautelari e al sequestro di beni per oltre 21 milioni di euro.

L’intervento è scattato tra Milano, Monza Brianza e diverse province italiane, ma si spinge anche all’estero, con arresti in corso in Spagna e in Svizzera. Un dispositivo imponente, composto da oltre 350 finanzieri, affiancati da reparti specializzati e dalla componente Antiterrorismo Pronto Impiego delle Fiamme gialle.

Al centro dell’inchiesta c’è un’associazione per delinquere che, secondo l’ipotesi investigativa, operava attraverso un sistema criminale articolato, aggravato dall’agevolazione e dal metodo mafioso. Le attività contestate comprendono il riciclaggio internazionale, le frodi fiscali, i reati fallimentari, il traffico di stupefacenti e quelli in materia di armi.

L’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Milano dispone la custodia in carcere per 16 indagati e gli arresti domiciliari per altri 14. Accanto alle misure personali, gli investigatori stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per un valore superiore a 21 milioni di euro.

Il denaro e i patrimoni sono uno dei fronti centrali dell’operazione. Nel corso degli interventi si sta procedendo al sequestro di contanti, conti correnti e criptovalute, ma anche di automobili, imbarcazioni, gioielli e orologi di lusso. Tra i beni ricercati figurano inoltre macchinette conta soldi, strumenti che si inseriscono nel quadro delle attività di ricostruzione dei flussi finanziari. La dimensione internazionale dell’inchiesta ha richiesto una cooperazione specifica anche sul fronte operativo. In Spagna e in Svizzera, le attività sono condotte con il supporto dell’unità I-CAN di Interpol, dedicata alla cooperazione contro la ’Ndrangheta, e in stretto contatto con gli esperti per la sicurezza della Direzione centrale della polizia criminale presenti a Madrid e Berna.

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The ‘Finger cutter’ and the ‘Brazilian Escobar’: the men accused of bringing cocaine cartels to Europe

A Belgian criminal organisation’s links with a Brazilian cocaine gang have been the focus of a major trial in Brussels, where smuggling links have been alleged between European players and the drug cartels of Latin America

In the early hours of 7 September, a convoy of heavily armed police swept through the sleeping streets of central Brussels towards the Haren district, on the city’s north-eastern outskirts. They made their way to 22 Avenue du Bourget, a militarised bunker-like complex that was the former headquarters of Nato.

The modernist complex, with its austere and functional architecture, was hastily built in 1967 and houses the Justitia courtroom, where Belgium’s federal trials are now held. It was here that the perpetrators and accomplices of the 2015 Paris terrorist attacks and the 2016 Brussels attacks were tried in 2022.

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© Composite: Guardian Design/Belga/AFP/Getty Images/AP/Europol

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