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Pensioni 2027, dal 15 ottobre si scelgono aliquote e detrazioni: a chi conviene

I pensionati possono comunicare all’Inps come gestire le trattenute fiscali. Si tratta di una richiesta che è attiva dal 15 ottobre e fa riferimento alla pensione per il 2027. Si può, per esempio, chiedere di non applicare alcuna detrazione fiscale o di utilizzare un’aliquota Irpef più elevata rispetto a quella ordinaria. Lo ha chiarito l’Inps con il messaggio n.3245 del 13 ottobre 2026, nel quale ricorda come questo sia un sistema utile per chi percepisce, oltre alla pensione, anche altri redditi.

La domanda deve essere compilata e presentata attraverso il servizio dedicato, ovvero la “Dichiarazione per le detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”, disponibile sul sito dell’Inps.

Pensioni 2027: detrazioni e aliquote

I pensionati dal 15 ottobre possono comunicare una diversa gestione delle trattenute fiscali. L’Inps, quando eroga la pensione, calcola le tasse guardando l’importo della pensione stessa. Applica le aliquote Irpef ordinarie e le detrazioni da lavoro dipendente o pensione che riducono l’imposta da pagare.

L’Irpef però è un’imposta progressiva sul reddito complessivo e se, oltre alla pensione, si percepiscono altri redditi, come per esempio da affitto di un immobile, consulenze o altre prestazioni di lavoro, i redditi si sommano facendo salire il pensionato in una fascia di reddito più alta.

L’Inps applica le trattenute standard e quindi calcolerà le tasse al ribasso. Ma in sede di dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate calcolerà e chiederà di pagare la differenza in un’unica soluzione o a rate.

Cosa chiedere dal 15 ottobre?

Dal 15 ottobre i pensionati possono quindi richiedere di rinunciare o ridurre le detrazioni fiscali oppure di applicare un’aliquota Irpef più alta.

Sono due infatti le operazioni per evitare sorprese:

  • chiedere all’Inps di non applicare in tutto o in parte le detrazioni per la pensione o per familiari a carico durante l’anno;
  • chiedere all’Inps di applicare ogni mese un’aliquota fissa superiore a quella di base in previsione del reddito totale.

A chi conviene?

Come già descritto, questa richiesta conviene soprattutto a chi sa di avere altre entrate rispetto alla sola pensione.

Esempio:

Pensione da 20.000 euro l’anno, più reddito da affitto da 10.000 euro l’anno, per un totale di 30.000 euro l’anno. Senza la richiesta, le trattenute Inps saranno più basse e si rischia, con l’esito della dichiarazione dei redditi, di dover saldare una somma più alta. Ma con la richiesta all’Inps, ogni mese, rinunciando a detrazioni o aumentando l’aliquota, si arriverà all’esito della dichiarazione dei redditi con un saldo neutro o un piccolo conguaglio.

Cosa cambia rinunciando alle detrazioni?

Il pensionato o la pensionata che decide di rinunciare alle detrazioni fiscali vedrà l’importo trattenuto ogni mese aumentare e quindi la pensione netta diminuire.

Attenzione: rinunciare alle detrazioni e chiedere un’aliquota Irpef più alta sono due operazioni differenti. Nel primo caso si riducono gli sconti fiscali, nel secondo caso aumenta la percentuale utilizzata per calcolare la ritenuta.

Come fare la richiesta

La richiesta su come gestire le trattenute fiscali va rinnovata ogni anno. A partire dal 15 ottobre 2026 è possibile fare richiesta per il periodo d’imposta 2027.

Anche chi aveva già presentato la comunicazione l’anno scorso deve inviare una nuova domanda attraverso i servizi online dedicati.

Chi riceve soltanto la pensione e non ha altre entrate non ha bisogno di fare nulla, perché l’Inps applica già le regole fiscali ordinarie.

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Bonus caldaie 2026: cosa è cambiato e quali impianti sono ancora agevolati

Sono cambiate le regole rispetto al passato per poter cambiare la caldaia o il sistema di riscaldamento. Non esiste un “bonus caldaia” di per sé, ma non mancano le detrazioni fiscali e il Conto Termico per aiutare a sostenere le spese.

La novità più importante, chiarita dall’Agenzia delle Entrate, è che le caldaie alimentate solo a combustibili fossili non sono più agevolate. Ecco quali sono gli incentivi validi oggi e che importi e requisiti occorre considerare.

Novità bonus caldaie 2026

La caldaia a gas classica non rientra più né nell’Ecobonus né nel Bonus Casa. Questa è la prima cosa da chiarire e tenere a mente se si intende risparmiare. Sono invece ancora agevolabili gli interventi più efficienti:

sistemi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;

  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori a biomassa;
  • pompe di calore ad alta efficienza.

Di fatto l’incentivo va a premiare la transizione verso delle tecnologie a basse emissioni.

Ecobonus e Bonus ristrutturazioni

Per quanto riguarda le detrazioni, l’Agenzia delle Entrate indica due strade. Sfruttando l’Ecobonus, le spese sostenute nel 2026 prevedono detrazione IRPEF o IRES del 36%. La percentuale sale al 50% nel caso in cui i lavori riguardino l’abitazione principale (del proprietario o del titolare di un diritto reale). Una somma che si recupera in 10 rate annuali di pari importo.

Le aliquote non cambiano per il Bonus ristrutturazioni, con 50% per l’abitazione principale e il 36% negli altri casi. Il limite di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, ma è importante tener conto del calendario. Dal 2027 infatti le percentuali scenderanno, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate. Si arriverà al 36% per l’abitazione principale e al 30% negli altri casi. Di fatto il 2026 è l’ultimo anno davvero vantaggioso per procedere a un rinnovo dell’impianto.

Conto Termico 3.0

L’alternativa alle detrazioni è il Conto Termico 3.0, ovvero l’incentivo pubblico promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e gestito dal Gestore dei Servizi Energetici. Si tratta di un contributo a fondo perduto, che per i privati può arrivare fino al 65% della spesa.

Un vantaggio notevole, che viene erogato in un’unica soluzione e in tempi rapidi se l’importo non supera i 15.000 euro (non è richiesta capienza fiscale). Per i privati residenziali l’incentivo è pensato soprattutto per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con sistemi a fonti rinnovabili, come le pompe di calore.

Come fare domanda

La procedura è diversa a seconda dello strumento scelto. Per le detrazioni fiscali servono, tra le altre cose:

  • l’asseverazione di un tecnico abilitato;
  • l’Attestato di Prestazione Energetica;
  • pagamento tramite bonifico “parlante”.

È inoltre necessario trasmettere all’ENEA i dati dell’intervento, in genere entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Per il Conto Termico 3.0, invece, la domanda va presentata al Gestore dei Servizi Energetici, sfruttando l’apposito portale dedicato.

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