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“Adele è entusiasta di pubblicare un nuovo disco il prossimo anno. Sta registrando in gran segreto a Londra e ha ripreso a fumare, dopo aver smesso”: l’indiscrezione

Il dado è tatto. Adele è pronta a rompere il silenzio discografico di cinque anni per pubblicare il nuovo album. La cantante, secondo quanto riportato dal tabloid The Sun, sta ultimando le incisioni degli inediti in gran segreto agli studi Church Studios, nel nord di Londra, dove l’artista aveva registrato parte del suo album del 2015, “25”. In quelle stesse stanze hanno lavorato i Coldplay, Paul McCartney, Oasis e Mick Jagger.

Insomma sembra davvero tutto pronto per una delle voci più belle del panorama musicale mondiale. Adele aveva promesso che si sarebbe presa “una lunga pausa” dopo la sua residency a Las Vegas nel 2024. Ma a quanto pare la sua creatività non si è fermata. Il fatto che non veda l’ora di pubblicare nuova musica è stato ben spiegato da un’altra indiscrezione, forse più clamorosa. Se solo si fosse verificato.

“Dopo essere arrivata da Los Angeles, dove risiede, Adele aveva prenotato una serata a sorpresa al Roundhouse di Camden per testare il nuovo materiale, salvo poi rimandare l’evento”, si legge sul Sun. Una fonte ha confermato: “Si sta preparando per un grande ritorno e aveva prenotato la location come modo riservato per raccogliere riscontri sui nuovi brani. Alla fine ha annullato la serata. Ma immaginate di aver acquistato i biglietti per un artista misterioso e di scoprire poi che si trattava di Adele!”

La fonte ha concluso: “Al momento non si parla di riprogrammare l’evento, il che suggerisce che sia molto soddisfatta del nuovo materiale. In ogni caso, nuova musica è in arrivo: Adele è entusiasta di pubblicare un nuovo disco il prossimo anno”.

Il titolo dell’album? Dovrebbe essere “38”, come il numero degli anni dell’artista. Una numerologia fortunata se si tiene conto degli altri titoli: nel 2008 il discordo d’esordio era “19”, nel 2011 l’album si intitolava “21”, poi “25” nel 2015 e infine l’ultimo “30” nel 2021.

Infine una piccola curiosità: sembra che la cantante abbia ripreso a fumare, dopo aver smesso anche per il figlio Angelo James, nato il 19 ottobre 2012.

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X Factor 2026, al via i Live Show: Giorgia ripesca due eliminati, Marco Mengoni apre la serata. Ecco i nuovi concorrenti (non c’è un vincitore annunciato) – Scaletta

Tutto pronto per la fase più attesa: i Live Show di X Factor 2026 partono stasera giovedì 22 ottobre alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su Now, in diretta dall’X Factor Arena (Teatro Repower, Assago). Al timone Giorgia, mentre al tavolo dei giudici siedono Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e la new entry Irama. Ad aprire la serata sarà il superospite Marco Mengoni, con un set inedito realizzato in esclusiva per il programma, oltre naturalmente a presentare il nuovo singolo “Giornate perse”.

Nella prima puntata i 12 concorrenti si sfideranno in due manche di cover; nel corso della serata Giorgia svelerà inoltre i due artisti scelti con i suoi “Skoda X Pass”: si tratta di due eliminati delle Last Call che proporranno un proprio cavallo di battaglia e saranno giudicati dal pubblico con un televoto flash. Il vincitore tornerà in gara nella squadra rimasta senza concorrenti al termine delle due manche.

Il meccanismo del primo Live e cosa accadrà nelle prossime settimane

Al termine di ciascuna manche, i meno votati vanno al ballottaggio, dove decidono i giudici: se almeno tre di loro votano lo stesso concorrente, questo viene eliminato; se i voti si dividono a metà, scatta il Tilt. Chi si aggiudica il ballottaggio degli X Pass entra direttamente nella squadra rimasta orfana di un concorrente.

Il percorso comprenderà sette serate. Torneranno le puntate a tema, la celebre giostra e la serata degli inediti, primo traguardo stagionale per i cantanti. Le quattro squadre in gara contano 12 concorrenti ufficiali, più altri due in panchina pronti a subentrare. La finale è in programma giovedì 3 dicembre all’Unipol Forum di Assago.

Alla vigilia della partenza dello show abbiamo incontrato alcuni dei dodici concorrenti Manu, Camilla, Giacomo, Patrizia, Le Distanze, Alex e Lenanie. Per ora non c’è alcun vincitore annunciato, ma c’è chi sussurra che quest’anno a vincere sarà un cantante uomo. Occhi puntati sulla squadra di Irama.

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Cesare Cremonini diventa “Amateur” a Londra: “Il gossip può prendere me o uno di voi e trasformarlo in qualcos’altro in un battito di ciglia. Ho citato Diletta Leotta perché è un’icona. La libertà è sexy”

Si presenta come un “Amateur”, ma il dilettante qui è solo il titolo. Cesare Cremonini torna con un disco, in uscita il 23 ottobre, in cui Freud viene mollato come tutti, i paparazzi hanno sempre un po’ ragione e la felicità borghese si brinda con lo champagne, sapendo che non porta da nessuna parte. Tra Nietzsche che consola, mele che sono poesia e divani pieni di polvere, l’artista bolognese prende il dolore, lo trucca da commedia e lascia che a ridere, o a commuoversi, sia chi ascolta.

L’album di undici brani ruota attorno a tre assi. Il primo è l’amore ferito e ritrovato, tra abbandono, desiderio, clandestinità e intimità domestica. Il secondo è la fragilità psicologica, raccontata con ironia nera, dalla psicoanalisi al disturbo mentale. Il terzo è la critica sociale e artistica, con la spettacolarizzazione di “Paparazzi”, il rifiuto del copione borghese di “Mega Linz” e l’interrogarsi sul senso della poesia in “Cavalli da corsa”.

Abbiamo incontrato il cantautore a Londra, la città dove è nato il disco. I brani sono stati concepiti nello studio di Damon Albarn dei Blur. E per l’occasione l’artista si è esibito per un concerto allo O2 Shepherd’s Bush Empire, ieri sera 20 ottobre, per presentare i brani inediti assieme agli amici e colleghi che hanno collaborato Salmo in “Amateur”, Fabri Fibra per “Paparazzi”, Malika Ayane per la bellissima “Cose molto piccole” (scritta insieme a Petrella) e Sig in “Disturbo mentale”. Ad applaudire a teatro c’erano amici come: Valentino Rossi, Edoardo Bove, Paolo Di Canio, Elisa, Davide Petrella e Federico Ravaglia.

Nel disco Cremonini spinge sul pop-rock per scompaginare le carte, ma non mancano le sonorità che hanno decretato il suo successo, le ballad intense, sentimentali, anche malinconiche. Insomma “Amateur” lascia intravedere un nuovo percorso, dove porterà, ad oggi nemmeno l’artista stesso lo sa ancora. Una piccola curiosità, c’è anche lo zampino di Morgan ne “Il giardino dei sassofoni”, ma non ha assolutamente voluto comparire nemmeno nei crediti “perché per lui la musica è dialogo e arte”.

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Cesare Cremonini con Malika Ayane a Londra

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Cesare Cremonini con Salmo a Londra

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Cesare Cremonini a Londra

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Cesare Cremonini a Londra

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Cesare Cremonini a Londra

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Cesare Cremonini con Fabri Fibra a Londra

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“Mi sono preso una vagonata di me**a, ma non ho mai inneggiato alla violenza. È retorico dire ‘tu hai i soldi e non puoi parlare’. Dico quel che ca**o voglio”: Marracash risponde alle polemiche

Marracash in queste ore, dopo le sue parole sui disordini avvenuti a Milano, ha ricevuto applausi, ma anche diverse critiche da parte di fan, colleghi, amici e anche da Fedez, che ha puntato indirettamente il dito contro i “rapper che poi tornano in prima fila alle sfilate”. Con un post su Instagram Marra ha subito messo le cose in chiaro: “Ok, mi sono preso una vagonata di merda, ci sta, me lo aspettavo. Esporsi vuol dire letteralmente questo, mettere la faccia fuori dal finestrino e prendersela tutta”.

E ancora: “Mi stanno bene i titoli dei quotidiani nazionali e delle paginette che estrapolano due frasi ad effetto per i loro titoloni, ci sta anche questo, fa parte del gioco. Mi stanno bene le centinaia di insulti, commenti sterili e minacce ricevuti in questi giorni, sono la prova provata che i social non sono un luogo idoneo per parlare di politica. E non a caso invece sono il mezzo più usato per farla. Un paio di cose non mi stanno bene però”.

“La prima è che io non ho mai inneggiato alla violenza. – ha dichiarato il rapper – Siamo tutti d’accordo a condannare la violenza, ogni tipo di violenza. Ce ne sono molte forme. Ma quando questa violenza succede, bisogna tarsi delle domande. Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in centro? Pur nella follia del gesto sono sintomo di qualcosa. Di un fallimento della nostra società di cui TUTTI siamo responsabili”.

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Fedez contro i rapper “rivoluzionari” (Marracash in testa): “Bravi ragazzi rompete l’ingranaggio, ma alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton”

Sabato 17 ottobre il centro di Milano ha vissuto una giornata di scontri. Il corteo “Italia in piazza”, contro il carovita, ha portato migliaia di persone in centro ed è degenerato in violenti scontri con le forze dell’ordine. Le zone più colpite sono state piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele, via Dante, via Broletto e San Babila.

Il giorno dopo la situazione si è ripetuta. Centinaia di giovanissimi, molti con il volto coperto, si sono dati appuntamento via social e hanno preso d’assalto le vie dello shopping. A fine weekend si contavano 271 fermati e 32 arrestati. Il sindaco Beppe Sala ha parlato di una città non preparata a episodi simili.

Nei giorni successivi sono arrivati i commenti dal mondo del rap. Marracash ha rivendicato la propria coerenza: ha scritto che le diseguaglianze sociali sono la sua battaglia e che “con le buone non cambi le cose”. Ai fan indignati ha risposto di cambiare artista, perché dice queste cose da sempre. Ha aggiunto che la violenza va condannata, ma che esistono molte forme di violenza, compresa quella subita da una generazione senza prospettive, messa davanti a una vetrina di status symbol che non potrà mai permettersi.

In questo quadro si inserisce il lungo post Instagram di Fedez, pubblicato il 20 ottobre. Il punto di partenza è una constatazione: tanti artisti si sono espressi sulle vandalizzazioni, soprattutto dal rap, con un’opinione che a suo dire è univoca: “bravi ragazzi, rompete l’ingranaggio”.

Fedez non liquida la rabbia dei giovani. Dice di conoscere la parabola tipica del rap, che porta dal niente agli status symbol, perché l’ha vissuta: la frustrazione della casa brutta in periferia, della scuola e del lavoro che non funzionano, dell’impossibilità di comprarsi qualcosa di bello. Capisce quindi perché quella frustrazione si scarichi contro le vetrine del centro, simbolo di ciò che “noi non potevamo e loro non possono avere”.

L’accusa ai colleghi è un’altra: quelle vetrine le riempiono anche gli artisti. Sono loro, scrive, ad aver promosso quell’idea di vita e di successo, tra sfilate, orologi di lusso e viaggi. E aggiunge, con autocritica, di averci messo in vetrina più del lusso.

Da qui l’affondo sulla coerenza. Fedez ricorda chi ora giustifica lo sfondamento delle vetrine ma, alla prima della Scala, si è fatto fotografare con Sala. Quell’addomesticamento lo capisce, perché era opportuno. Capisce meno il sostegno al saccheggio, che oggi è altrettanto opportuno. I manifestanti, dice, non sono “Pokémon da scagliare” per intercettare nuova audience: per questo non riesce ad applaudire a favore di camera.

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Milano brucia, il rap prende la parola (e la piazza si spacca): da Marracash a Kid Yugi, ma anche Sayf, Ghali e Artie 5ive. Tutte le dichiarazioni

Quando in Italia succede qualcosa di grosso, prima o poi arriva il momento in cui qualcuno chiede: e i rapper? Stavolta la risposta è arrivata in fretta, senza bisogno di sollecitazioni. Sui disordini milanesi del 17 ottobre gli artisti hanno detto la loro dove sono di casa, tra post e stories. A dettare la linea, e a incassare gli applausi più rumorosi e le critiche più feroci, è stato Marracash.

Il rapper della Barona parte da lontano, e lo fa con una frecciata a un certo modo di fare militanza. La protesta da tastiera, dice, non lo ha mai convinto: è “troppo facile, cheap, non costa niente”. Per lui l’impegno si misura sulla distanza, con le scelte, i testi, i concerti.

Poi la sentenza: “Con le buone non cambi le cose. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio (…) Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita”.

Marracash si guarda indietro e rivendica di aver anticipato tutto: “Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio”. Due anni fa, ricorda, aveva già dato alle stampe un album dal titolo che non lasciava dubbi, “È finita la pace”.

Il rapper poi ha risposto alle critiche: “Io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista». Lui la violenza la condanna, assicura, ma allarga il campo: c’è quella di “quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale”. E c’è quella che pesa su una generazione “senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai”. Il verdetto finale è una frase sola: “Esistono molte forme di violenza“.

A mettere un like sono stati Guè, Sayf e Artie 5ive. Tra chi ha lasciato un commento di sostegno c’è anche l’eurodeputata Ilaria Salis.

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“Dopo il divorzio, due tumori in famiglia e 13 coinquiline ho lasciato l’America. Con 800 euro al mese di pensione vivo in Francia, in un villaggio dove non c’è nemmeno il panettiere”: la storia di Karen Anderson

Karen Anderson ha 57 anni, è californiana e per anni ha risposto alle chiamate di emergenza come operatrice del 911 per un dipartimento di polizia. Nel 2011 ha sposato un inglese e si è trasferita con lui nel Regno Unito, poi ha comprato una casa in Francia per 45mila euro.

Nel 2021 è tornata negli Stati Uniti per assistere la madre malata di cancro, e dopo essersi sottoposta a uno screening ha scoperto di essere malata anche lei. Poi il divorzio, durato tre anni, e un tentativo fallito di rifarsi una vita in America: prima un lavoro da Amazon, poi quello da assistente di volo con Frontier Airlines, con un letto singolo in una casa condivisa con altre 13 donne.

Oggi Karen Anderson vive a Saint-Servais, villaggio bretone di circa 400 abitanti, in una casa di pietra da 59.100 euro (66.159 dollari) che si è comprata da sola, e con una pensione da 900 dollari al mese riesce a pagare mutuo e bollette. Ecco la sua storia raccontata da Business Insider.

“Nel 2021 sono tornata negli Stati Uniti per assistere mia madre, a cui era stato diagnosticato un cancro. – ha detto Anderson – Dopo essermi sottoposta anch’io a uno screening, mi è stata diagnosticata la stessa malattia, così sono rimasta negli Stati Uniti per circa un anno per le cure

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“Giorno dopo giorno sono sola. Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che a che fare con la tenerezza. Sono libera e liberata”: la rinascita di Elisa in “Kintsugi… e sono la mia opera”

Ci sono dischi che si ascoltano e dischi che, a un certo punto, chiedono di essere guardati. Per Elisa, “Kintsugi” è entrato nella seconda categoria prima ancora di uscire. Accanto all’album, in arrivo il 27 novembre, nasce infatti un mediometraggio che porta lo stesso titolo e un sottotitolo che suona come una dichiarazione d’intenti: “Kintsugi… e sono la mia opera”.

Il film, diretto da Ludovico Boccianti, sarà presentato venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, nella sezione Special Screenings della 21esima Festa del Cinema di Roma. Intanto sono online le prime immagini ufficiali, con il trailer.

Chi si aspetta il classico dietro le quinte, il “making of” con il musicista in studio e la tazza di caffè, resterà spiazzato. Il mediometraggio è nato in parallelo alla lavorazione dell’album e ne è, più che il contorno, un prolungamento. Elisa è protagonista e voce narrante, e guida lo spettatore in un viaggio introspettivo che alterna realtà e dimensione onirica. Spazi teatrali, paesaggi interiori, luoghi dell’anima: ogni canzone funziona come una soglia da attraversare, un passaggio verso una parte di sé diversa dalla precedente.

Le parole della cantautrice risuonano sincere e immediate, specie dopo aver ufficializzato la separazione dal musicista Andrea Rigonat dopo 18 anni insieme e due figli: Emma Cecile (nata nel 2009) e Sebastian (nato nel 2013).

“Questo posto dove sono ora mi ha scrutato dentro. – dice Elisa nel trailer – Mi ha messa davanti a una verità emersa lentamente tra il mondo ondoso. Giorno dopo giorno, che sono sola”.

E ancora: “Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha cose a che fare con la tenerezza. E questi lacrimoni grossi, da bambino, che mirigano le guance, che scendono da soli come cerbiati dalla montagna, io li accolgo nel mio cuore e ne sento il calore”.

Infine ha detto: “Penso all’anima, l’unica che può ribellarsi, l’unica in grado di generare amore e arte. Sono in uno stato totalmente rivoluzionario che è il mio cuore. Sono libera e liberata e sono la mia opera”.

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X Factor 2026, ecco i dodici concorrenti delle fase Live. Giorgia si gioca, a sorpresa, il doppio X Pass per ripescare due concorrenti scartati dai giudici

Il dado è tratto. Ieri, 15 ottobre, alle Last Call di X Factor 2026 su Sky Uno e in streaming su Now, alle Last Call è entrato in gioco il meccanismo delle tre sedie. Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi hanno avuto a disposizione tre sedie da riempire liberamente con i concorrenti della propria squadra che si sono esibiti uno dopo l’altro.

Una volta occupate tutte e tre le sedute, lo studio si è colorato di rosso e sono partiti gli switch, a causa dei quali per ogni esibizione ritenuta soddisfacente qualche cantante è stato obbligato ad alzarsi e a lasciare il posto.

La diretta delle fasi Live di X Factor 2026 prenderà il via dal Teatro Repower di Assago (Milano) giovedì 22 ottobre in prima serata. Giorgia avrà a disposizione due X Pass: potrà ripescare due concorrenti eliminati, che saranno poi giudicati dal pubblico a casa, e solo uno dei due passerà.

In gara dunque ci sono dodici artisti in totale, tre per ogni squadra.

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“A volte capita di essere buttati nella vita, di trovarci responsabilità non previste. È questo il bello”: Angelina Mango e quella canzone che non vedrà mai il podio di Sanremo 2027

Al primo ascolto si pensa: ‘perché questa canzone non è un gara al Festival di Sanremo 2027?’. Era da podio. Angelina Mango, grazie anche alla produzione di Michelangelo, ha sfornato il suo brano più bello: “Vita da adulti”.

“Devo ancora accendere le luci e poi capire come funziona, come fare a non perdersi, come fare piacersi come fare, distinguersi”. Inizia così schietta e sincera la cantautrice che è tornata a piccoli passi sulla scena musicale – dopo una pausa per curare la salute mentale – già con l’album “caramé”, a ottobre 2025. Poi il tour. Questo inedito invece rappresenta un altro percorso tutto nuovo.

Tra i versi citati c’è la descrizione di uno stato d’animo nuovo: “Accendere le luci e poi capire che cosa dici quando provi a amarmi quando prendi e mi parli prima di addormentarti, mettere cornice attorno ai miei disegni appendere sti quadri in cerca di attenzioni che aspettano per terra (…) ma che vita è che mi rende una donna che mi prende e mi ingoia e mi lascia sospesa dentro casa nuova mi commuove ogni cosa il basilico muore ogni volta forse mi piace la vita da adulti“.

L’artista stessa ha confermato al Tg1 il senso del brano: “Il momento in cui ho capito di essere adulta per la prima volta forse è stato quando ho deciso di essere un po’ bambina. Con adulto non intendo una crescita è quando una persona si riesce a centrare su se stessa, riesce a capire quali sono le sue esigenze. Sicuramente in ‘Vita ad adulti’ ci sono entrambe le cose. C’è sia la parte più istintiva che quella un po’ più riflessiva”.

Per poi concludere: “A volte ci capita di essere buttati nella vita, di trovarci con addosso delle responsabilità che magari non ci aspettavamo arrivassero così presto e invece arrivano. Secondo me questo è proprio il bello della vita. Io amo questa cosa, abbiamo voluto parlarne con questo brano”.

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