🔴LA TRAPPOLA DI TUCIDIDE | LEVANTE LIVE
Xi Jinping alla Casa Bianca: «La trappola di Tucidide può essere superata». Mentre Washington e Pechino trattano su dazi, chip e Taiwan, Mosca esce dal voto per la Duma con la maggioranza più ampia della sua storia e l’Europa racconta di essere bersaglio di un allarme droni che nessuno conferma. Chi ha paura di chi, e chi decide mentre gli altri hanno paura?
A Levante questa sera, giovedì 24 settembre 2026, alle 19, Margherita Furlan dialoga con Alberto Bradanini, già ambasciatore d’Italia a Pechino, e con Aleksandr Ibragimov, in diretta da Mosca, sulla stessa scena vista da due finestre: la trattativa tra le due grandi potenze e la paura che ne resta fuori.
Affrontiamo insieme:
Xi da Trump: che cosa vuole la Cina, che cosa vogliono gli Stati Uniti
Gli amministratori delegati di Nvidia, OpenAI, JPMorgan e Qualcomm alla cena di Stato: la tavola dice più del comunicato
Tregua commerciale prorogata, Board of Trade, terre rare e soia
Taiwan e il comunicato del 1982: fin dove arriva la trattativa
La legge Graham: dazi fino al 100% su chi compra petrolio russo, sei giorni prima del vertice
La Duma dei 355 seggi: un Putin più forte e che cosa ne fa con l’Europa
Il caso El Mundo: droni dal mare contro Italia, Francia e Spagna? Crosetto: nessuna conferma
L’Italia e l’Europa fuori dalla stanza dove si decide
Tucidide, Allison e la domanda del titolo: la trappola si può davvero superare?
I LIBRI DEGLI OSPITI
Alberto Bradanini: Cina. Dall’umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare (Anteo, 2023)
Alberto Bradanini: Cina. L’irresistibile ascesa (Sandro Teti, 2022)
Alberto Bradanini: Oltre la Grande Muraglia (Bocconi, 2018)
GLI OSPITI
Alberto Bradanini, diplomatico, già ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese e in Iran
Aleksandr Ibragimov, rettore della Scuola del Buon Senso, PhD in scienze filologiche; linguista, psicologo, scrittore, sceneggiatore; membro dell’Unione degli Scrittori Russi. La voce dall’interno del mondo russo
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A Levante questa sera, 23 settembre 2026, analizziamo una una settimana che rimescola le carte dell’ordine mondiale: Xi Jinping a Washington per la prima visita di Stato dopo undici anni, un’Assemblea Generale dell’ONU segnata dai visti negati e un Golfo Persico in piena trasformazione. Affrontiamo insieme:
Xi alla Casa Bianca: dazi, dollaro, tecnologia e la partita a tre con Mosca
Hormuz, Golfo Persico e la militarizzazione del Mediterraneo
Duma russa, scossone in Germania, midterm americane in vista
Fronte ucraino: attacchi incrociati, avanzata russa, ipotesi di un nuovo vertice Trump-Putin
GLI OSPITI Alessandro Volpi, storico ed economista, Università di Pisa Antonio Mazzeo, giornalista d’inchiesta, esperto di basi militari e militarizzazione Stefano Orsi, analista militare del conflitto russo-ucraino Jeff Hoffman alla conduzione
Alessandro Volpi, La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale, Laterza, 2025
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Trump non fa la pace, la prezza: all’Iran la promette per il giorno dopo il voto di novembre, a Kiev impone una tregua che serve al gasolio americano, a Riyadh incassa senza sparare un colpo mentre a Gaza la pace è quella di un’Assemblea dove Netanyahu entra e Abbas resta fuori.
Dal podio dell’ONU Trump ha detto tre cose in un’ora: con l’Iran «o si fa un accordo o dovrò distruggerli», ma l’intesa arriva «dopo le elezioni di metà mandato»; con l’Ucraina «una soluzione più rapida di quanto la gente possa pensare», e mentre siamo in diretta riceve Zelensky per imporgli una tregua energetica con il gasolio americano a 6,51 dollari al gallone; in Groenlandia due basi e il «controllo permanente sulla sicurezza». Nelle stesse ore l’Arabia Saudita riaccende l’oleodotto verso il Mar Rosso e aggira Hormuz, il Brent scende sotto i cento dollari, Teheran offre di riaprire lo Stretto in sette giorni.
Affrontiamo insieme:
L’Assemblea generale su invito: Abbas senza visto per il secondo anno, Netanyahu con un mandato d’arresto in tasca e la porta spalancata, lo scontro con il sindaco Mamdani
AIPAC che raddoppia i milioni per le elezioni di metà mandato mentre il consenso vacilla, e le sanzioni americane in arrivo contro la Corte penale internazionale
La tregua energetica fra Kiev e Mosca: una pausa per le città ucraine o per il gasolio americano prima del voto?
Resta un diritto internazionale o solo la sua liturgia? Guterres, il relatore ONU sui 223 morti nei Caraibi, la Siria dei depositi che saltano
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Crisi sistemica: quando bollette, debito e urne raccontano la stessa storia
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La campagna di equity crowdfunding di OXHY su CrowdFundMe si è chiusa il 28 luglio 2026 con oltre 1,7 milioni di euro e più di cinquecento nuovi investitori, superando di otto volte l’obiettivo minimo di 200.000 euro.
A giugno la firma del Memorandum of Understanding con Tresol S.r.l., per valutare l’integrazione tra la tecnologia ORC di Oxhy e il campo solare termico TVP Solar dello stabilimento di Avellino: trasformare in elettricità il calore che oggi viene dissipato.
Con Germano parliamo anche del “Centro di Gravità”, il laboratorio di pensiero nato dall’idea di Giulietto Chiesa nel febbraio 2020, di cui è cofondatore e coordinatore. Affrontiamo insieme:
Cosa significa finanziare la scienza dal basso invece che dai fondi
Il calore di scarto come risorsa: la traiettoria ORC e la nuova sede di Ceccano
Energia distribuita contro energia centralizzata: la posta geopolitica
L’eredità di Giulietto Chiesa e l’etica del fare
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CI HANNO ADDOMESTICATO ANCHE LA RIBELLIONE Per la prima volta il traffico generato da bot e agenti artificiali ha superato quello umano: secondo Cloudflare siamo al 57,4% contro il 42,6%. Su questa infrastruttura si forma oggi ciò che chiamiamo opinione pubblica. Chi controlla l’algoritmo non deve più vietare le idee: gli basta decidere quali parole si possono usare per formularle.
Il dissenso addomesticato non è una novità storica: l’inchiesta pubblica britannica sulla polizia sotto copertura ha accertato l’infiltrazione di centinaia di campagne politiche, con i rapporti degli agenti girati ai servizi di sicurezza. Cambia solo la scala: ieri servivano uomini, oggi bastano poche righe di codice.
La domanda nasce spontanea: quali approcci alla modernità restano praticabili senza consegnarsi a un’automazione senza etica? Torniamo al terreno più concreto che esista, quello che nessun modello linguistico può simulare: il cibo vero, o come lo chiamano in molti, il cibo vivo.
Mangiare sano non è una spesa: è un investimento a rendita composta. Per il cittadino significa anni di vita in buona salute; per lo Stato significa spesa sanitaria evitata. È il classico gioco a somma positiva, e resta uno dei pochi terreni dove sovranità e salute coincidono.
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Jeff Hoffman dialoga con Fabio Conditi, presidente dell’associazione Moneta Positiva, ideatore del SIRE (Sistema Integrato di Risparmio Erariale): una piattaforma pubblica per emettere Crediti d’Imposta Cedibili, accreditati su un conto fiscale di cittadini e imprese, utilizzabili per pagare le tasse, scambiabili e convertibili. Uno strumento già portato alla Camera dei Deputati con una proposta di legge (Palazzo San Macuto, 9 aprile 2026). Oltre i personalismi e l’ego espanso di ognuno, SIRE può essere una via di salvezza? Come possiamo procedere? Ne parliamo con Fabio Conditi, presidente di “Moneta Positiva” e coautore del Piano di Salvezza Nazionale voluto da Giulietto Chiesa. Intervista a cura di Jeff Hoffman
In questa puntata affrontiamo:
Come nasce davvero la moneta e perché il debito è strutturale, non accidentale
Associazione Moneta Positiva:
la fine dell’architettura petrolio-per-protezione che regge da mezzo secolo il rapporto fra Washington e la monarchia saudita
le rotte del greggio che puntano a Oriente, dal Mar Rosso all’Asia
il caso della citazione mai pronunciata attribuita al comandante dei Pasdaran Ahmad Vahidi, certificata da Netanyahu e smontata dalla stampa israeliana
che cosa significa tutto questo per l’Italia e per il Mediterraneo
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L’Italia ha smesso all’improvviso di difendere i principi della pace. Non parliamo di leggi ma di pratica quotidiana: protocolli fra Istruzione e Difesa, visite di classe alle basi militari, aziende belliche accolte nell’orientamento scolastico, generali in cattedra.
Se la guerra si insegna, la pace si può insegnare. Da questa convinzione nasce Handalino, la fiaba cheAntonio Mazzeo ha portato ai bambini delle elementari insieme al pupazzo omonimo, maturata durante il suo viaggio verso Gaza con la Freedom Flotilla a bordo della nave Handala. Una storia sui diritti dell’infanzia negati, raccontata con le parole dei più piccoli. E la domanda nasce spontanea: il massacro di Gaza ha risvegliato le coscienze? Nelle scuole qualcosa si è mosso davvero, o resta un moto d’indignazione senza traduzione politica? Ne parliamo con Antonio Mazzeo, giornalista d’inchiesta e insegnante. Intervista a cura di Jeff Hoffman
Ottantuno anni fa, alle 8.15 del mattino, Hiroshima. Stamattina, alla stessa ora, cinquantamila persone in silenzio nel Parco Memoriale della Pace e un sindaco che accusa i governanti del mondo di considerare ancora la deterrenza nucleare un approccio realistico. In prima fila, per la prima volta da capo del governo, la premier giapponese Sanae Takaichi: la stessa il cui ministro della Difesa ha dichiarato tre settimane fa che Tokyo «non può più evitare» di discutere la questione nucleare.
La tesi della puntata: l’anniversario di Hiroshima e Nagasaki non è memoria, è cronaca. I due Paesi sconfitti nel 1945 si riarmano, il Trattato di non proliferazione esce dalla terza conferenza di revisione consecutiva senza un documento finale, Washington firma con Riyadh un accordo che apre all’arricchimento dell’uranio proprio mentre bombarda Teheran per negarglielo, e l’Italia programma diciannove miliardi aggiuntivi per la difesa nel prossimo biennio.
I due fronti di guerra si stanno saldando in un unico scenario. Mentre accade, l’informazione si sfarina, gli algoritmi decidono cosa vediamo e la Casa Bianca corteggia apertamente i signori del tecnofeudalesimo. Il caos non è un incidente: è la condizione in cui il giudizio individuale smette di funzionare. Ne parliamo con Michele Putrino, scrittore, studioso di stoicismo, editore del canale «Scuola Stoica». Al centro il discernimento: la capacità di leggere il reale senza farsi travolgere, quando l’intelligenza artificiale promette di pensare al posto nostro e la paura resta lo strumento di governo più economico che esista.
Discernimento e lettura della realtà
Il governo prepara per settembre una variazione di bilancio di dimensioni paragonabili a una legge di bilancio. La quota maggiore va alla spesa militare, coperta con nuovo debito: SAFE o titoli di Stato. Il resto è una partita di giro sulle accise che non produce un euro di risorse nuove. Nel frattempo il risiko bancario consegna a un gruppo con azionariato dominato dai grandi fondi il secondo polo bancario europeo, e la politica estera fabbrica un avversario simbolico a costo zero: la Spagna. Tre movimenti, una sola logica.
Le due guerre aperte e la crisi di Ceuta: oltre cinquantamila ingressi nell’esclave, la sospensione di Schengen decisa dall’Italia verso un altro Paese fondatore, il Consiglio Affari Interni straordinario. Chi guadagna dallo scontro fra Roma e Madrid, e qual è la posta reale sullo Stretto di Gibilterra.
Lo scostamento di settembre: 0,9 per cento del prodotto alla difesa, finanziato interamente a debito; 0,6 per cento di partita di giro sulle accise mobili. Che cosa significa coprire spesa militare con emissioni nuove, e perché il riarmo è oggi l’unica spesa pubblica che l’Europa considera legittimo finanziare a debito.
Il credito passa di mano: dopo il ritiro di Banco Bpm resta sul tavolo l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps da 30,6 miliardi. Il premio vero non è la rete del Monte: è Mediobanca e la sua quota in Generali. La stessa geometria azionaria già vista in Unicredit e nell’Opas Poste-Tim.
La favola della spesa pubblica: chi invoca la motosega alla Milei dimentica che l’istruzione è scesa dal 4,5 al 3,9 per cento del prodotto e la sanità dal 7 al 6,3. E che il servizio sanitario nazionale è finanziato in larga parte da imposte indirette, cioè senza alcuna progressività.
Il perimetro del dicibile: la politica statunitense dei visti, le revoche a chi scrive articoli di opinione, i dinieghi motivati con la sicurezza nazionale. Quando la critica a uno Stato terzo diventa criterio di ammissione a un Paese.
La cronologia del rubinetto: dalla Festa del Trono all’impennata del 30 luglio, con almeno 88 vittime accertate
La filiera Washington-Tel Aviv: gli editoriali del Middle East Forum, il deputato Díaz-Balart, l’analisi su Ynet che teorizza la pressione israeliana su Madrid
La posta vera: lo Stretto, Gibilterra, le basi di Rota e Morón, il collo di bottiglia che nessuno può più dare per scontato
Cosa resta dell’Europa: attore politico o geografia amministrativa
OSPITI Filippo Dellepiane, analista politico, dirigente nazionale di Liberiamo l’Italia, autore dell’analisi «Il rubinetto di Rabat» (dalle
Il mondo ha davvero sfiorato la più grave crisi energetica della storia. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha rivelato che, durante la crisi in Medio Oriente, il mercato petrolifero globale ha rischiato un’interruzione senza precedenti. Eppure il collasso non c’è stato.
Secondo te il ruolo della Cina sarà sempre più decisivo per la stabilità dell’economia mondiale? Scrivilo nei commenti.
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