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Inps, aggiornato il Portale della famiglia: come trovare gli asili nido e tutti i bonus

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, ha lanciato la nuova versione aggiornata e potenziata del Portale della Famiglia e della Genitorialità. Lo strumento digitale nasce con l’obiettivo di accentrare in un unico punto d’accesso tutti gli interventi a sostegno dei nuclei familiari, dalla fase della nascita fino alla crescita e allo studio dei figli.

Il restyling della piattaforma non si limita a raccogliere le domande di sussidi e bonus, ma integra mappe interattive, geolocalizzazione dei servizi sul territorio e accesso diretto agli osservatori statistici dell’Istituto.

Quali sono i servizi che si possono trovare sul Portale

Tra le novità principali del portale figura la sezione Servizi vicino a me. Attraverso un sistema di geolocalizzazione integrato, i genitori possono individuare in tempo reale gli asili nido e le strutture educative autorizzate per i bambini da zero a tre anni presenti nella propria zona. I dati vengono aggiornati costantemente tramite il canale digitale Agenda asili nido in raccordo con gli enti locali.

A questo si affianca la nuova Mappa nazionale dei Centri per la famiglia, realizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia. La mappa interattiva consente di rintracciare le strutture attive a livello provinciale, regionale e nazionale, facilitando il contatto diretto con i servizi di orientamento, consulenza e supporto alla genitorialità.

Welfare e dati statistici sui bonus trasparenti

Il portale integra inoltre la sezione Bambina/o in crescita, che collega direttamente gli utenti all’area delle prestazioni creditizie e sociali dell’Inps. In questo spazio è possibile consultare i bandi di welfare attivi dedicati agli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie, alla Gestione assistenza magistrale e alla Gestione postelegrafonici.

Spazio anche alla trasparenza e al monitoraggio dei dati con la pubblicazione degli Osservatori statistici. La sezione permette di consultare i report periodici su:

  • Assegno unico e universale (con dati navigabili e appendice statistica mensile);
  • Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati e Bonus mamma;
  • congedi di maternità, paternità e congedi parentali;
  • assegni familiari e tutele per il sostegno alla disabilità grave.

Un unico punto d’accesso per 40 servizi previdenziali

Come evidenziato dalla Direzione centrale Inclusione e sostegno alla Famiglia dell’Inps, il nuovo hub digitale raccoglie in uno spazio unico circa 40 servizi previdenziali e assistenziali dell’Istituto, fornendo al contempo oltre 300 collegamenti diretti alle prestazioni erogate da altre Amministrazioni pubbliche.

Il Portale della Famiglia e della Genitorialità è già operativo e consultabile direttamente dal sito ufficiale dell’Inps nella sezione dedicata ai servizi al cittadino.

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Riscaldamenti 2026, si accendono i termosifoni ma molti Comuni rinviano le date

L’inverno 2026-2027 sarà più mite. Secondo gli esperti le temperature saranno più alte rispetto alla media stagionale e per questo il calendario dell’accensione dei riscaldamenti sta subendo diverse modifiche. Per quanto riguarda quello ufficiale, deciso per le sei zone nelle quali l’Italia è suddivisa dal decreto del 1993, Comuni e Regioni possono applicare delle modifiche. È quello che sta accadendo soprattutto al Nord, la prima zona che dovrà accendere i riscaldamenti secondo il calendario nazionale.

Non ci sono però soltanto le condizioni meteo più miti a dettare le disposizioni, ma anche gli obiettivi di sostenibilità ambientale e soprattutto la riduzione dell’inquinamento atmosferico in città, con particolare attenzione alla diminuzione delle polveri sottili PM10 responsabili dell’insorgere di malattie gravi. È così che Monza, Bergamo, Pavia e diverse altre città hanno deciso di intervenire sul calendario dell’accensione dei riscaldamenti con slittamenti, anticipazioni o conferme.

Quando si possono accendere i termosifoni

Per l’inverno 2026-2027 l’accensione dei termosifoni è, come negli anni precedenti, stabilita in base a un calendario nazionale. Non c’è una risposta univoca per tutti: dipende dall’area nella quale il proprio Comune è stato inserito dopo la suddivisione delle zone climatiche. Ci sono Comuni che possono accendere i riscaldamenti prima, quelli che dovranno attendere ancora diverso tempo e poi ci sono Comuni che non hanno limiti stagionali.

La prima data per molti Comuni sarà il 15 ottobre. Si tratta dei Comuni che appartengono alla zona climatica E, la maggior parte dei quali si trova in un’ampia area del Nord Italia. Le località di questa zona climatica accendono il riscaldamento il 15 ottobre e lo spengono il 15 aprile, con un tetto massimo di 14 ore al giorno.

Accensione 15 ottobre: quali città

La prima data del calendario delle zone climatiche per l’accensione dei riscaldamenti è il 15 ottobre. Possono iniziare a riscaldare le abitazioni, quindi, i Comuni nella zona climatica E, quella più a Nord.

Rientrano tra questi città come:

  • Milano;
  • Torino;
  • Bologna;
  • Venezia;
  • Verona;
  • Brescia;
  • Bergamo;
  • Trieste.

Ma quest’anno ci sono diverse novità. Non tutte le città nella zona E hanno deciso di rispettare il calendario.

Modifiche al calendario delle accensioni

Entrando nel dettaglio di alcune città, scopriamo che Monza ha disposto uno slittamento di una settimana rispetto all’accensione del 15 ottobre. Quindi l’accensione ufficiale sarà il 22 ottobre. La decisione è stata presa dal sindaco Paolo Pilotto, che ha stabilito anche i limiti previsti per le temperature interne: abitazioni ed edifici privati con tetto massimo a 19°, per le attività industriali e artigianali limite a 18°.

L’ordinanza esplicita chiaramente che la decisione è stata presa tenendo conto delle previsioni elaborate da ARPA Lombardia, che mostrano temperature medie superiori alla media stagionale, ma anche per contenere le emissioni inquinanti nell’aria e ridurre i consumi energetici in città.

Stesse motivazioni per Bologna, Modena e Reggio Emilia che hanno concordato un rinvio fino al 1° novembre. Bergamo, invece, ha deciso di posticipare l’avvio dell’accensione dei riscaldamenti di sette giorni, anche questo per allinearsi alle politiche di contenimento delle emissioni.

Como, Lecco e Pavia potrebbero confermare la data del 15 ottobre, ma si attendono le ordinanze specifiche. Mantova ha scelto di attendere, ma è propensa a far slittare la data in base al monitoraggio in tempo reale dei bollettini meteo.

Poi ci sono situazioni speciali, come a Cremona, dove si sta valutando l’accensione posticipata degli impianti, ma forse nelle scuole avverrà comunque prima; questo perché, a causa del nubifragio dello scorso 28 agosto, in molti casi non ci sono le finestre ma dei pannelli.

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