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Scadenze fiscali dal 12 ottobre al 18 ottobre 2026, pioggia di pagamenti in arrivo: tutte le date

Il calendario degli adempimenti fiscali, nella settimana che va dal 12 al 18 ottobre, concentra nella giornata di venerdì 16 ottobre una serie di versamenti che interessano categorie diverse di contribuenti. Si tratta di una serie di appuntamenti che riguardano il pagamento di imposte, ritenute, rateizzazioni e altri tributi che coinvolgono titolari di partita Iva, sostituti d’imposta, enti pubblici e intermediari finanziari.

Imposte da dichiarazione e versamenti: chi deve pagare il 16 ottobre

Il 16 ottobre scade il termine per il versamento della quinta rata delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2026. La scadenza riguarda chi ha scelto il pagamento rateale e ha effettuato il primo versamento entro il 1° luglio 2026, ovvero le persone fisiche, le società di persone e le attività equiparate.

La scadenza di ottobre rappresenta dunque una tappa intermedia di un percorso iniziato nei mesi estivi. Infatti, i contribuenti coinvolti dovranno versare l’importo della rata, ma anche gli eventuali interessi collegati alla rateizzazione.

Partite Iva e Isa: il 16 ottobre la terza rata per chi si è adeguato

Sempre il 16 ottobre è prevista una scadenza specifica per i soggetti che si sono adeguati alle risultanze degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). In particolare, devono provvedere al versamento della terza rata dell’Iva relativa ai maggiori ricavi o compensi derivanti dall’adeguamento alle risultanze degli Isa nella dichiarazione dei redditi, nella dichiarazione Irap e nella dichiarazione Iva.

La scadenza va però distinta da quella dell’Iva annuale ordinaria, che invece segue le tempistiche e le regole standard di saldo o rateizzazione stabilite per la dichiarazione annuale (con saldo entro il 16 marzo o rateizzato a partire da quella data).

Il 16 ottobre 2026 in pagamento l’ottava rata Iva 2025

Il 16 ottobre è previsto anche il versamento della ottava rata dell’Iva relativa al 2025, risultante dalla dichiarazione annuale presentata dai contribuenti soggetti all’imposta. Il pagamento deve essere effettuato con la maggiorazione prevista a titolo di interesse corrispettivo, indicata nello scadenzario dell’Agenzia delle Entrate nella misura del +2,31% mensile.

Il mancato pagamento di una rata può trasformare questo ordinario appuntamento fiscale in una posizione da regolarizzare.

Sostituti d’imposta, ritenute e conguagli il 16 ottobre

Il 16 ottobre 2026:

  • i sostituti d’imposta sono tenuti a versare le ritenute operate nel mese di settembre sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, sui redditi di lavoro autonomo, sulle provvigioni, sui redditi di capitale e sui redditi diversi. In questa categoria rientrano i datori di lavoro o i committenti che hanno operato trattenute sui compensi e sugli stipendi pagati a dipendenti, collaboratori, professionisti o risparmiatori nel mese di settembre (es. la classica Irpef sullo stipendio mensile o la ritenuta d’acconto sulla fattura di un lavoratore autonomo);
  • i datori di lavoro ed enti pensionistici che hanno gestito i risultati del modello 730 per dipendenti e pensionati devono versare le somme trattenute nel mese di settembre. Si tratta dei conguagli (a saldo o in acconto) dovuti all’Irpef emersa dalle dichiarazioni dei redditi, recuperati direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione.

Il pagamento avviene tramite modello F24 con modalità telematiche.

Premi di produttività, entro il 16 ottobre l’imposta sostitutiva sulle somme pagate a settembre

I sostituti d’imposta, entro il 16 ottobre 2026, sono tenuti a versare anche l’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sulle somme corrisposte:

  • nel mese di settembre ai dipendenti del settore privato;
  • in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

Enti pubblici e amministrazioni: ritenute, Irap e altri versamenti del 16 ottobre

Il calendario del 16 ottobre coinvolge poi il settore pubblico. Infatti, le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti e gli organismi pubblici devono effettuare diversi versamenti, tra cui:

  • le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e sui redditi di lavoro autonomo, oltre a quelle relative ai pignoramenti presso terzi;
  • l’acconto mensile Irap e le addizionali, secondo quanto previsto per questa categoria di soggetti.

Sempre gli enti e gli organismi pubblici, insieme alle amministrazioni centrali dello Stato che effettuano le operazioni di conguaglio dell’assistenza fiscale, devono versare le somme dovute tramite modello F24EP, con modalità telematiche.

Split payment il 16 ottobre 2026

Tra gli appuntamenti del 16 ottobre 2026 rientra anche il versamento legato allo split payment, la scissione dei pagamenti dell’Iva. L’obbligo riguarda le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che acquistano beni o servizi.

Con questo sistema, quando un fornitore emette fattura alla pubblica amministrazione, l’Iva non viene pagata al fornitore stesso, ma viene trattenuta dall’ente e versata direttamente allo Stato. La data del 16 ottobre rappresenta quindi la scadenza entro cui trasferire all’Erario l’imposta incassata.

Entro il 16 ottobre il versamento per le locazioni brevi

Nella giornata del 16 ottobre devono versare allo Stato le ritenute operate sui canoni per le locazioni brevi, incassati per conto dei proprietari degli immobili i soggetti che mettono in contatto chi offre e chi cerca case, ovvero:

  • gli intermediari immobiliari;
  • i portali online.

Le piattaforme (come Airbnb o Booking) e le agenzie immobiliari applicano e versano una ritenuta a titolo di cedolare secca sull’importo dell’affitto incassato per conto del proprietario, che poi sono tenuti a trasferire all’Erario.

Tobin tax il 16 ottobre

Tra le scadenze del 16 ottobre c’è inoltre quella relativa all’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax.

Il versamento interessa:

  • banche;
  • società fiduciarie;
  • imprese di investimento abilitate all’esercizio professionale nei confronti degli utenti dei servizi e delle attività di investimento;
  • altri soggetti che intervengono nell’esecuzione di transazioni finanziarie, compresi gli intermediari non residenti nel territorio dello Stato.

Attività di intrattenimento svolte a settembre, il 16 ottobre si paga

Il 16 ottobre devono versare l’imposta relativa alle attività di intrattenimento svolte con carattere di continuità nel mese di settembre i soggetti che esercitano attività di intrattenimento. Il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure attraverso un intermediario abilitato.

L’imposta dovuta viene determinata in relazione alle attività realizzate nel mese precedente.

Versamento delle imposte per conto dei pensionati

Infine, il calendario del 16 ottobre comprende un appuntamento specifico per gli enti pensionistici. In particolare, devono versare la rata delle imposte dovute in sede di assistenza fiscale i soggetti che corrispondono redditi di pensione di importo non superiore a 18.000 euro annui, compresi gli enti e gli organismi pubblici e le Amministrazioni centrali dello Stato.

Anche in questo caso, si tratta di un ulteriore passaggio con cui l’ente pensionistico trasferisce allo Stato le somme già recuperate sui cedolini, completando la gestione delle imposte per questa fascia di reddito.

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Aumentano stipendi e congedi per poliziotti e militari, cosa cambia con il nuovo Ccnl

Aumentano gli stipendi e arrivano nuove tutele per la genitorialità per poliziotti e militari. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato le ipotesi di accordo sindacale relative al rinnovo contrattuale 2025-2027 del personale appartenente alle Forze di polizia e alle Forze armate. Una pre-intesa che interessa complessivamente circa 430mila lavoratori e che introduce novità sia sul piano economico sia su quello dei congedi.

Cosa cambia con il nuovo Ccnl per poliziotti e militari

Il rinnovo prevede:

  • un incremento medio mensile dello stipendio per il personale interessato, al quale si aggiungono gli arretrati maturati per il 2025 e il 2026;
  • l’aumento dei giorni di congedo o di licenza straordinaria in occasione della nascita di un figlio.

Le nuove ipotesi di contratto intervengono anche sulla conciliazione tra attività professionale e vita familiare, mentre sullo sfondo resta aperto il tema della previdenza dedicata al personale in divisa.

Gli aumenti previsti

Il nuovo accordo, approvato dal Cdm il 2 ottobre, riconosce un beneficio medio mensile a regime di circa 189 euro. La cifra comprende diverse componenti della retribuzione. In particolare, circa 173,50 euro mensili sono riconducibili all’aumento dello stipendio e delle indennità fisse e continuative.

Trattandosi di un importo lordo, l’effettivo beneficio in busta paga dipenderà però dalla qualifica, dal ruolo, dall’anzianità e dalle diverse componenti che concorrono alla retribuzione del personale interessato.

Per quanto riguarda invece le specificità economiche del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, è previsto anche:

  • l’incremento dell’indennità mensile pensionabile per le Forze di polizia e dell’importo aggiuntivo pensionabile per le Forze armate;
  • la rideterminazione dei compensi relativi al lavoro straordinario.

In arrivo anche gli arretrati per il 2025 e il 2026

Poiché il nuovo contratto riguarda il periodo 2025-2027, una volta completato l’iter di approvazione dovranno essere riconosciute anche le somme arretrate relative alle annualità già trascorse, quantificate complessivamente in circa 2.448 euro lordi. Tuttavia, anche in questo caso si tratta di una cifra media e l’importo effettivamente spettante ai singoli lavoratori potrà variare in base alla posizione ricoperta e alla situazione retributiva individuale.

A chi spettano aumenti e arretrati

Le ipotesi di accordo approvate dal governo riguardano il triennio contrattuale 2025-2027 e interessano il personale non dirigente delle Forze di polizia a ordinamento civile, delle Forze di polizia a ordinamento militare e delle Forze armate. Il rinnovo coinvolge una platea molto ampia, composta da circa 430mila lavoratori.

Come cambia il congedo per le Forze di polizia e militari

La novità più interessante sul piano delle tutele familiari riguarda invece i lavoratori che diventano genitori. Il nuovo accordo prevede infatti:

  • tre ulteriori giorni di congedo o di licenza straordinaria in occasione della nascita di un figlio;
  • l’estensione fino al quattordicesimo anno di età del figlio degli istituti di congedo parentale.

Resta il nodo pensioni

Accanto agli aumenti e alle nuove tutele resta però aperta la questione della previdenza dedicata.

Il problema riguarda soprattutto i lavoratori arruolati dopo il 31 dicembre 1995, che sono soggetti integralmente al sistema contributivo. Per questi, infatti, la pensione futura sarà strettamente collegata alla contribuzione effettivamente versata nel corso della carriera e, secondo le previsioni, dal 2036 potrebbe verificarsi una significativa riduzione del trattamento pensionistico rispetto alle aspettative.

Per questo motivo si parla di previdenza dedicata, cioè di un sistema di misure in grado di compensare almeno in parte gli effetti derivanti dall’applicazione del sistema contributivo e dalle peculiarità delle carriere del personale in divisa.

La legge di bilancio per il 2022 aveva già istituito un Fondo destinato alla progressiva perequazione del regime previdenziale del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. E con la legge di bilancio 2026 sono arrivate nuove risorse destinate alle misure compensative, ovvero:

  • 20 milioni di euro per il 2026;
  • 40 milioni annui per il periodo 2027-2029;
  • 30 milioni di euro annui a partire dal 2030.

Nonostante ciò, il tema non può ancora considerarsi definitivamente risolto. Proprio per questo il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha avviato un confronto con gli altri ministri interessati.

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Chi ha creato l’intelligenza artificiale non ha idea di chi potrà fermarla

Cervello intelligenza artificiale

A settembre Jacob Coxon, un matematico britannico di ventisette anni, ha lasciato Anthropic, dove ricopriva il ruolo di capabilities researcher: lavorava cioè per rendere i modelli più potenti e autonomi. Nel comunicare le dimissioni ha scritto che non voleva più essere parte dei piani dell’azienda per gli anni successivi. Nei giorni scorsi, parlando con il New York Magazine, ha spiegato perché: guardando le capacità previste per la prossima generazione di modelli aveva pensato, molto semplicemente, di avere davvero paura del modello che Anthropic sta per addestrare.

Da mesi l’industria dell’intelligenza artificiale è al centro di un dibattito che va molto oltre la Silicon Valley. A Washington si discute se rallentare lo sviluppo dei modelli più potenti, quali regole imporre alle aziende e quanto ci si possa fidare della loro capacità di controllarsi da sole. I dirigenti dei grandi laboratori si dividono tra chi chiede più prudenza e chi avverte che fermarsi significherebbe lasciare campo libero alla Cina – quindi allo sviluppo di modelli controllati dal governo di Pechino. L’opinione pubblica è forse più preoccupata dei suoi politici, e comincia a chiedere apertamente limitazioni alle nuove tecnologie.

Anche dentro le aziende che stanno costruendo questi sistemi c’è molto fermento. Alcune delle persone che hanno lavorato alla frontiera dell’intelligenza artificiale hanno iniziato a lasciare i laboratori proprio perché non si fidano più della direzione che hanno preso. Molti vanno via perché hanno visto abbastanza. Coxon è tra questi, e nelle scorse settimane è stato intervistato dal New York Magazine con altri sette ex dipendenti di OpenAI, Anthropic e Google DeepMind. Le ragioni per cui se ne sono andati sono tutte diverse – il rapporto con il Pentagono, la perdita di posti di lavoro, la cultura aziendale, la convinzione che la sicurezza si possa studiare meglio fuori dai laboratori – ma nelle loro parole c’è un comune denominatore: più aumentano le capacità dei modelli, più diventa difficile per chi ci lavora mettere in discussione la direzione presa.

Per Coxon non siamo molto lontani dal momento in cui la capacità di discernimento umana diventerà obsoleta, o quasi. Oggi gli enormi modelli di Anthropic, OpenAI o Google hanno bisogno dei ricercatori umani per trovare idee e controllare i risultati, cioè per scegliere una direzione. Forse in un futuro non lontano il ricercatore dovrà semplicemente dire al modello: «Ok, fai buona ricerca», e lasciarlo lavorare. «È una situazione visceralmente spaventosa», ha detto Coxon.

Daniel Kokotajlo, che ha lasciato OpenAI nel 2024, aveva provato a cambiare le cose dall’interno. Poi ha perso fiducia nella capacità dell’azienda di autoregolarsi. «Non credo davvero che le aziende possano essere lasciate a regolarsi da sole», dice. La leadership, racconta, era molto brava ad ascoltare le critiche, dichiararsi d’accordo e poi non cambiare davvero direzione. Fuori dall’azienda, invece, parlando pubblicamente e facendo ricerca, ritiene di avere avuto più impatto.

Le aziende del settore hanno lanciato degli appelli alla regolamentazione – per paura o solo per liberarsi da alcune responsabilità morali, civili e penali – ma sono sempre annunci superficiali. Dopotutto, sono sempre società private che competono per il talento umano, la potenza di calcolo e il vantaggio sui concorrenti, proprio come tutte le società private: ogni scelta di rallentare espone alla possibilità che qualcun altro non lo faccia. E alla fine anche chi considera l’IA pericolosa ha almeno una buona ragione per continuare a svilupparla.

Anthropic è il caso più paradossale. È nata anche dalla convinzione che OpenAI stesse procedendo con troppa disinvoltura verso l’Agi (intelligenza artificiale generale, in grado di superare l’intelligenza umana). Eppure i suoi ex dipendenti la descrivono oggi una società convinta che la competizione sia inevitabile e che fermarsi significhi concedere un vantaggio alla concorrenza. Esattamente come tutte le altre. Jeff Wu, che ha lavorato sia a OpenAI sia ad Anthropic, riassume così la differenza: a OpenAI la narrazione era concentrata soprattutto sui benefici dell’AGI, mentre ad Anthropic è molto più presente quella dei rischi. Ma proprio quei rischi possono diventare una ragione per spingere ancora più forte: se OpenAI e la Cina sono irresponsabili, bisogna arrivare prima di loro.

Coxon descrive un clima di guerra in cui si parla continuamente di quello che fanno i concorrenti, della loro velocità, delle loro intenzioni. E lui ha vissuto dall’interno la quotidianità di Anthropic, cioè la società che vorrebbe sembrare moralmente più retta delle rivali. Da Dario Amodei in giù, tutti ad Anthropic si dicono sinceramente convinti che l’intelligenza artificiale possa diventare una tecnologia tpotenzialmente pericolosa. Ma proprio per questo ritengono di dover restare tra gli attori che la sviluppano. Con un’acrobazia intellettuale che dovrebbe dar loro un’aura da santoni, o da ipocriti.

Le dimissioni dalle aziende da parte dei ricercatori sono la presa d’atto che dall’interno dei laboratori è sempre più difficile incidere sulla direzione presa. Miles Brundage, ex dirigente di OpenAI, ha fondato una nonprofit per sottoporre i laboratori a verifiche indipendenti. «Non puoi lasciare alle aziende il compito di correggere i propri compiti», dice. Le aziende hanno punti ciechi e pressioni competitive: servono dunque controlli esterni.

L’inchiesta del New York Magazine mostra il limite dell’idea che basti rendere più sicuri i modelli. L’argine andrebbe posto prima, nello stabilire chi decide quanto devono diventare potenti i modelli, e chi può decidere di fermare la corsa. Servirebbe una specie di Carta Costituzionale dell’intelligenza artificiale.

Non sappiamo se gli allarmi più estremi siano fondati. E non è impossibile che alcuni di questi ricercatori abbiano buone ragioni personali per enfatizzarli: essere tra i primi a denunciare i pericoli dell’IA è un ottimo modo per costruirsi una reputazione e trovare fuori dai laboratori nuovi incarichi e stipendi più alti. Ma per ora sappiamo che hanno denunciato ciò che hanno visto dall’interno. E forse vale la pena ascoltarli prima di scoprire se avevano ragione.

L'articolo Chi ha creato l’intelligenza artificiale non ha idea di chi potrà fermarla proviene da Linkiesta.it.

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Anne Carson’s View of the Past

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The literature of ancient Greece and Rome seems to be in vogue. This summer, Christopher Nolan’s The Odyssey turned Homer’s epic poems into best sellers, and yesterday the Nobel Prize was awarded to Anne Carson, a poet who has made a career of repurposing ancient-Greek works. Perhaps this resurgence has something to do with modern anxieties about the future; people tend to look back to the past in uncertain times. Although I’m glad to see the classics prominently displayed in bookstores, I’m not convinced that they hold a special kind of wisdom that contemporary writing can’t access. For evidence, I look to the work of Carson herself. The poet’s writing updates and remixes ancient verse and mythology, but she does not believe that the past is a manual for the present. As my colleague Walt Hunter explained this week in The Atlantic, “Rather than lulling us with history’s familiarity, she seduces us with its strangeness.”

First, here are five new stories from The Atlantic’s Books section:

Take If Not, Winter, which is both a straightforward translation of the surviving poetry of Sappho and a playful, inventive collection of verse. Carson’s lines evoke the electric current of a marriage bed, the pleasure of beholding a girl’s delicate features, the pulse-quickening touch of the god Eros. These emotions are not lost to time—a reader might know, for example, what it means for a beloved’s voice to put “the heart in my chest on wings”—but there’s still a chasm between Sappho’s experiences and my own. I struggle to imagine the ancient poet’s relationships or daily concerns; similarly, if she could miraculously show up in my time, Sappho likely wouldn’t understand my job, my hobbies, or my marriage. (I imagine she’d be confused about why I describe myself with a name for people from her island: lesbian.)

Carson’s 2010 book, Nox, accordion-printed on a single sheet of paper, mourns her brother’s death in part by employing the work of the Roman poet Catullus, who also suffered the death of a brother. Carson doesn’t imply that she and Catullus feel the same things. Her goal, instead, is to place herself in a tradition that “connects her to Catullus and a community of mourners as old as human history, one that we all belong to or will eventually join,” as I wrote last year.

Communicating with the past has its limits. Carson has said that the classics offer some “glimpses of similarity” in a sea of “unbelievable otherness.” We’re separated by geography, culture, and time; our values and societies are entirely different. But when the ancients wrote, they unspooled a thread that we can follow through the maze of time. It leads us through “the gulf between the present and the past,” as Hunter writes, and brings us somewhere new and worthwhile.


A black-and-white photograph of Nobel Laureate Anne Carson wearing a black turtleneck and hoop earrings, her hair in a messy bun
Graeme Mitchell / Redux

Anne Carson’s Seductive Strangeness

By Walt Hunter

The winner of this year’s Nobel Prize in Literature makes ancient texts feel tantalizingly new.

Read the full article.


What to Read

The Beauty of the Husband: A Fictional Essay in 29 Tangos, by Anne Carson

The Beauty of the Husband is a poetic meditation on love, attraction, betrayal, and bitterness. Carson’s narrator has separated from her husband. Both are writers, though the narrator’s spouse, a womanizer and a liar, borrows heavily from her work—he even uses a phrase she has translated from Homer to open a letter he writes to his mistress. He is also, unfortunately, beautiful, and his “beauty convinces,” the narrator tells us. She confesses that she might be seduced by him all over again if he came near enough. But she keeps her distance, even as he routinely sends letters exalting their love. That space allows her to reflect honestly on their years together: “Why did nature give me over to this creature—don’t call it my choice, / I was ventured: / by some pure gravity of existence itself, / conspiracy of being!” she cries. In hindsight, the partnership feels inevitable; she had little control over loving him, but writing this book is a way to regain her autonomy, or so it appears. The Beauty of the Husband offers a vision of an uneven union, where one person’s outsize presence occupies, even consumes, the mind of the other.  — Isle McElroy

From our list: Seven books that explore how marriage really works


Out Next Week

📚 Back: Essays on the Soul and Spine of America, by Lauren Michele Jackson

📚 The Last Best Place on the Internet: A Human History of Wikipedia, by Richard Cooke

📚 Reds: A Global History of Communism, by Paul Mason


Your Weekend Read

a funny illustration showing a waiter intrusively reaching over a customer eating food asking for their phone number
Illustration by Saskia Janssen

The One Question I Can’t Stand at Restaurants

By Brett Martin

A man walks into a restaurant. He doesn’t have a reservation, but that shouldn’t be a problem; there are ample seats at the bar, visible just over the hostess’s shoulder. “Of course,” she says, smiling. “We can seat you right away.” As she gathers menus, he absorbs the pleasant hum of a busy dining room, breathes in the tantalizing smells from the semi-open kitchen. Then, the hostess stops, Columbo-like, to interrupt with one more question: “And what’s your phone number?”

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© Illustration by The Atlantic. Sources: Bettman / Getty; Peter Power / Toronto Star / Getty; Heritage Images / Getty.

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Choices that will define Asia’s AI future are coming into focus

We are fortunate to live at an incredible moment in history. As more and more AI applications have become available, people have turned to them to seek advice, build businesses, express ideas, learn, and improve their health and quality of life. Nowhere is this more clear than in Asia. AI is already turbocharging small businesses […]

The post Choices that will define Asia’s AI future are coming into focus appeared first on Asia Times.

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Ricordo di Andrea Angeli

Caro Andrea, te ne sei andato in sordina, una mattina… senza disturbare, come eri solito fare, quando partivi all’improvviso, senza preavviso, per terre lontane, dall’Iraq al Kosovo alle montagne afghane, senza paura, senza a cautela, per approdare poi nella Grande Mela, dai tuoi tanti amici, tu che non avevi nemici! Hai finito il tuo ultimo […]
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From Residue to Resource – the Rise and Risks of Marine Biofuels

By Mark Smith, Director – Decarbonisation, NorthStandard While corn, sugarcane, wheat, or vegetable oils can be converted into fuel, their use for foodis driving demand to develop waste or bi-products from agricultural, forestry, food-processing and other biological industries as more prudent alternatives. Bio-residues can, for example, be used to derive fuels or fuel...
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Coast Guard searching for plane with 6 aboard that lost contact on trip from Bermuda to Boston

An air ambulance carrying six people may have been "coming in blind" with electrical problems when a storm loomed ahead of it early Saturday shortly before it vanished in the waters off Nantucket.

The pilot reported electrical problems and declared an emergency as it approached the coast on the flight from Bermuda, according to air traffic control audio posted by LiveATC.net. "Roger, you said you're coming in blind. Is that what you said?" a controller can be heard asking the pilot.

That makes Mary Schiavo, who is a former Inspector General of the Transportation Department, think the plane may have lost its navigational instruments just as a storm moved across its path on radar. The plane also descended sharply from its cruising altitude of around 24,000 feet to around 10,000 feet, according to preliminary data from flight tracking site FlightRadar24.

"Something bad happened with this big drop, and they flew into this big storm. It's a terrible place to have a loss of your instruments and be flying blind," said Schiavo, who is an aviation attorney. "It's very easy to get disoriented and not know if you're turning, climbing, descending, etc. Spatial orientation hits pretty quickly."

The Canadian-registered air ambulance jet had four crew members and two passengers aboard when it departed Bermuda's L.F. Wade International Airport overnight for the flight to Massachusetts, according to a statement from the Bermuda airport's operator, Skyport.

Four of the six people on board the flight that went missing early Saturday were Canadian nationals, the country's Minister of Transport Steven MacKinnon said on X. Transport Canada is closely monitoring and working with authorities on search and rescue efforts, he said.

The Coast Guard said the Federal Aviation Administration reported that the Gulfstream G100 had lost contact very early Saturday morning. The search for the jet included crews in the air and on the water, the Coast Guard said.

The National Transportation Safety Board said it was gathering information about the situation Saturday, but did not say immediately if it would investigate.

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