❌

Reading view

Spread in calo a 107 punti dopo l’asta dei Btp: il Tesoro ha raccolto 7 miliardi, i rendimenti

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha mostrato un calo all’apertura dei mercati finanziari il 14 ottobre. Il differenziale è calato a 107 punti base, per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 110 punti da giorni in apertura. I rendimenti sono rimasti fermi a 4,53%, mentre quelli tedeschi sono cresciuti.

Ieri si è conclusa l’asta dei titoli a medio e lungo termine dei Btp, che ha portato 7 miliardi di euro nelle casse dello Stato. I rendimenti sono stati piuttosto alti, anche oltre 4,8% per i titoli a scadenza più lunga. Nonostante questo, la domanda è stata sostenuta.

Lo spread è in calo, ma non i rendimenti

La riduzione dello spread verificatasi in apertura il 14 ottobre è stata causata soprattutto da un aumento dei rendimenti dei Bund tedeschi, non da un calo di quelli dei Btp, che sono rimasti al 4,53%. Questa quota è piuttosto stabile ormai da alcuni giorni e potrebbe essere un nuovo punto di equilibrio per i titoli italiani dopo la volatilità delle scorse settimane.

La crisi de debito in pausa

Tutti i principali elementi della crisi del debito mondiale non hanno presentato nuovi sviluppi questa settimana. Treasury e obbligazioni delle grandi aziende sono rimasti ai livelli precedenti e soltanto il debito francese continua a mostrare le conseguenze della pressione, soprattutto a causa dell’instabilità politica del Paese, con il governo che avrà grosse difficoltà ad approvare una nuova legge di bilancio.

Come è andata l’asta dei Btp del 13 ottobre

Ieri si è conclusa l’asta dei Btp a medio e lungo termine, la seconda emissione di titoli di Stato del mese di ottobre. Il Tesoro ha raccolto la cifra massima prevista, 7 miliardi di euro, divisi in:

  • 2,5 miliardi di euro del Btp 3% 3 anni scadenza 15 settembre 2029;
  • 3 miliardi di euro del Btp 3,35% 7 anni scadenza 15 settembre 2033;
  • 1,5 miliardi di euro del Btp 3,95% 15 anni scadenza primo ottobre 2041.

I rendimenti sono stati piuttosto alti, in particolare quelli dei titoli a 15 anni:

  • il Btp 3% 3 anni scadenza 15 settembre 2029 ha avuto un rendimento del 3,69%, 27 punti base sopra l’ultima tranche;
  • il Btp 3,35% 7 anni scadenza 15 settembre 2033 ha avuto un rendimento del 4,24%, 26 punti base sopra l’ultima tranche;
  • il Btp 3,95% 15 anni scadenza primo ottobre 2041 ha avuto un rendimento del 4,84%, 61 punti base sopra l’ultima tranche.

Le prossime aste si terranno:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Gli spread europei

Sostanziale stabilità per gli spread europei, con la Spagna che rimane poco sopra 60 punti base di differenziale e con la Francia che rientra a 137 dopo il picco di ieri, confermandosi però il grande Paese con i titoli di Stato più volatili in Europa in questo momento.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 13 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,46% –
Btp italiani 4,53% 107
Oat francesi 4,80% 136
Bonos spagnoli 4,07% 61

 

  •  

Spread in leggero aumento a 111 punti base, i rendimenti nel giorno dell’asta

Anche nella mattinata del 13 ottobre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha aperto sostanzialmente stabile, facendo segnare 111 punti base nei primi minuti di attività delle contrattazioni. I rendimenti dei titoli decennali italiani si sono assestati al 4,53%, anche loro stabili, ma comunque alti rispetto alla media recente.

I rendimenti sono molto più alti anche delle cedole dei Btp che andranno all’asta nella giornata di oggi e che non superano il 3,95%. Per gli investitori si prevedono rendite nette da questi titoli fino a oltre il 4%.

Lo spread è ancora stabile

Dopo giorni di picchi e di instabilità sembra che lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi abbia raggiunto un punto di equilibrio. È attorno ai 110 punti base, diventati 111 nella mattinata del 13 ottobre, una trentina di punti sopra i livelli di settembre e più in generale del precedente punto di equilibrio dopo la fase più acuta della guerra in Medio Oriente.

Cosa mantiene spread e rendimenti fermi

Insieme allo spread si sono fermati anche i rendimenti, oggi al 4,53%, molto alti ma quantomeno stabili rispetto alla volatilità delle scorse settimane. A contribuire a questa fase di stallo ci sono diverse situazioni di instabilità che hanno trovato un momento di pausa:

  • le iniziative degli Usa in Medio Oriente non dovrebbero riprendere prima delle elezioni di metà mandato di novembre,
  • il prezzo del petrolio continua di conseguenza a oscillare attorno ai 90 dollari;
  • l’inflazione, e di conseguenza i tassi di interesse, sono stabili anche se alti;
  • la crisi del debito mondiale, che sembrava pronta a innescarsi, è ferma in un equilibrio instabile.

Questa fase di stabilità, di conseguenza, non sembra destinata a durare.

Oggi si tiene l’asta dei Btp a medio e lungo termine

Ad approfittare dei rendimenti alti potrebbero essere i risparmiatori, che oggi potrebbero ottenere nuovi titoli di Stato dall’asta per i Btp a medio e lungo termine. Il Tesoro ha messo sul mercato tre nuove tranche di prodotti già esistenti, di cui quindi si possono calcolare i rendimenti previsti:

  • un Btp con scadenza nel 2029, quindi a 3 anni e cedola del 3%;
  • un Btp con scadenza nel 2033, quindi a 7 anni e cedola del 3,35%;
  • un Btp con scadenza nel 2041, quindi a 15 anni e cedola del 3,95%.

I Btp più convenienti potrebbero raggiungere anche il 4% lordo di rendita. A seguire a ottobre si terranno altre tre aste:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Inoltre ci sarà anche l’emissione, tra il 19 e il 23 ottobre, dei Btp Valore, dedicati ai risparmiatori.

Gli spread in Europa

Come in Italia, anche nel resto dei grandi Paesi europei per lo spread è un momento di stabilità. I Bonos spagnoli sono a 63 punti base, mentre gli Oat francesi sono gli unici a soffrire, a causa della complessa situazione politica e debitoria del Paese. I titoli di Parigi sono a 144 punti base dai Bund.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 13 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,42% –
Btp italiani 4,53% 111
Oat francesi 4,86% 144
Bonos spagnoli 4,05% 63

 

  •  

Spread stabile a 110 punti base, domani l’asta dei Btp: le cedole

Nei primi minuti dall’apertura dei mercati il 12 ottobre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alla chiusura di venerdì. Il differenziale è ancora a 110 punti base, con i rendimenti dei titoli di Stato decennali al 4,56%.

Una stabilità poco comune nelle ultime settimane, caratterizzate da una forte volatilità del mercato obbligazionario internazionale. Martedì 13 ottobre si terrà l’asta dei Btp a medio e lungo termine, che darà un riscontro reale su quanto questa instabilità stia condizionando le raccolte del Tesoro.

Lo spread rimane stabile ed è una novità

Potrebbe non durare, ma almeno per l’apertura del 12 ottobre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto stabile. Il differenziale si è assestato su 110 punti base, gli stessi dello scorso venerdì in chiusura. Dopo le oscillazioni, anche estreme, delle ultime settimane, si tratta di un risultato inatteso.

Cosa ha stabilizzato lo spread

Non si tratta tanto di una situazione di calma sui mercati obbligazionari, quanto di una di stallo. La situazione in Medio Oriente non sta avanzando, nonostante i recenti attacchi degli Houthi sull’aeroporto di Riad. I Treasury Bond sono leggermente sotto la soglia del 5,25%, ma soltanto di alcuni millesimi di punto. Il prezzo del petrolio sta calando grazie alla ripresa del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

I rendimenti sono ancora alti

A dimostrazione del fatto che i problemi del mercato obbligazionario internazionale non sono stati risolti ci sono in rendimenti. I Btp decennali benchmark sono ancora quotati a più del 4,50%, livelli molto più alti di quelli di fine estate e tra i più alti dell’ultimo decennio. Una spesa in più per lo Stato, che sta per emettere tre diversi buoni del Tesoro.

L’asta del 13 ottobre

Il prossimo 13 ottobre si terrà un’asta di Btp a medio e lungo termine che darà conto della pressione dei mercati internazionali sulla raccolta di fondi del Tesoro. I titoli a disposizione saranno:

  • un Btp con scadenza nel 2029, quindi a 3 anni e cedola del 3%;
  • un Btp con scadenza nel 2033, quindi a 7 anni e cedola del 3,35%;
  • un Btp con scadenza nel 2041, quindi a 15 anni e cedola del 3,95%.

I rendimenti saranno però molto più alti, anche oltre il 4% lordo, una previsione fattibile perché tutte queste emissioni sono tranche avanzate di titoli già sul mercato, e quindi già prezzati.

Le prossime aste saranno:

  • martedì 13 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine;
  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Gli altri spread europei

Anche gli altri spread europei sono rimasti sostanzialmente stabili in apertura. I Bonos spagnoli hanno fatto segnare un differenziale di 61 punti.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 12 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,46% –
Btp italiani 4,56% 110
Oat francesi 4,83% 137
Bonos spagnoli 4,07% 61

Sempre alti i rendimenti degli Oat francesi, anche loro però stabili. Lo spread è rimasto infatti a 137 punti base.

  •  

Ridurre il debito pubblico si può. E conviene a tutti

Italia e Francia devono finanziare difesa e investimenti. Ma hanno un enorme debito pubblico. Una proposta del 2014, aggiornata, consente di ridurne lo stock senza trasferimenti tra paesi e senza perdite per i creditori. E può convenire anche ai “frugali”.

L'articolo Ridurre il debito pubblico si può. E conviene a tutti proviene da Lavoce.info.

  •  

Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no

Se la banca centrale è come l’autista di un autobus, allora lo spazio fiscale si può interpretare come una cintura di sicurezza. Nell’Eurozona il volante è unico, affidato alla Bce, ma le cinture sono tante quante i paesi membri. Quali sono le conseguenze?

L'articolo Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no proviene da Lavoce.info.

  •  
❌