La causa di Minardi contro Kimi Antonelli, il legale dell’ex manager: “Il Tribunale ha chiesto a Mercedes e al pilota una copiosa mole di documenti”. In ballo una richiesta milionaria
Prosegue di fronte al Tribunale di Bologna la causa avanzata da Giovanni Minardi, figlio di Giancarlo, contro Andrea Kimi Antonelli. Mentre il 20enne pilota italiano è ormai lanciato verso uno storico titolo Mondiale di Formula 1, il suo ex manager continua a chiedere una cifra milionaria, ovvero una percentuale tra il 10% e il 20% dei guadagni percepiti e ancora da percepire da parte del pilota fino al 2028. Minardi infatti contesta il recesso unilaterale da parte di Antonelli dell’accordo con la Minardi Management, dopo che il giovane bolognese ha firmato con la Mercedes nel 2019: un contratto che appunto doveva durare fino al 2028. Un accordo tra le parti che eviti il contenzioso in tribunale pare ancora lontano, come ha confermato l’avvocato Mattia Grassani, che difende gli interessi di Minardi.
Nell’ultima udienza il Tribunale di Bologna “in accoglimento della nostra istanza, ha ordinato a Mercedes e a Kimi Antonelli” entro il 6 novembre “la produzione di una copiosa mole di documentazione. In particolare, si tratta di tutti i contratti stipulati dall’inizio del rapporto ai giorni nostri tra il team e il pilota e dell’esibizione della documentazione contabile integrale attestante tutti i pagamenti erogati a qualsiasi titolo da Mercedes a Antonelli”, ha detto il legale a LaPresse. Questi documenti, secondo l’avvocato Grassani, serviranno a Minardi di ” conoscere nel dettaglio quasi siano stati gli accordi raggiunti tra il team e il pilota”. Si parla, in sostanza, dei compensi percepiti da Antonelli in questi anni: una volta noti, Minardi e il suo legale potranno avanzare una precisa richiesta economica. Si tratta in ogni caso di una somma milionaria, appunto, considerato che solo nel 2025 Antonelli ha guadagnato oltre 10 milioni di euro tra ingaggio e bonus.
Minardi continua a sostenere che il contratto “è stato illegittimamente receduto, quindi interrotto anticipatamente da Antonelli”, sottolinea ancora il legale. D’altro canto, invece, c’è la versione del pilota e della sua famiglia. Antonelli, che all’epoca dei fatti era già inserito nel programma giovani della Mercedes e seguito dal team anche sotto il profilo della gestione professionale, è convinto di aver operato nel pieno rispetto delle regole. Le posizioni, insomma, sono molto distanti. E lo conferma lo stesso avvocato Grassani, parlando all’Adnkronos: “Premetto e ribadisco che la soluzione migliore a mio avviso era e rimane quella dell’accordo tra le parti. Non giova a nessuno coltivare un contenzioso che coinvolge anche soggetti terzi, mi riferisco a Mercedes, e sta comportando ordini di esibizione e pubblicità negativa che non aiuta a distendere i rapporti e individuare una soluzione di comune condivisione. Detto ciò, bisogna prendere atto del fatto che una transazione, per essere perfezionata, necessita del consenso di entrambi i protagonisti di questa vicenda, e se non c’è un’intesa, se manca unità d’intenti, la causa intentata dal mio cliente verrà coltivata e proseguita“.
La vicenda sarà ora approfondita nelle prossime udienze, durante le quali potrebbero essere chiamati a testimoniare anche Toto Wolff, attuale team principal e amministratore delegato della scuderia tedesca, e Gwen Lagrue, responsabile del vivaio Mercedes e figura chiave nella crescita del pilota italiano. Intanto per Kimi Antonelli la priorità oggi resta il titolo mondiale, che potrebbe conquistare già domenica 25 ottobre ad Austin. Il countdown è iniziato, per rivedere un italiano trionfare in Formula 1 73 anni dopo Alberto Ascari.
L'articolo La causa di Minardi contro Kimi Antonelli, il legale dell’ex manager: “Il Tribunale ha chiesto a Mercedes e al pilota una copiosa mole di documenti”. In ballo una richiesta milionaria proviene da Il Fatto Quotidiano.





