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Perché il discorso di Rubio sull’Acropoli riguarda tutto l’Occidente

“L’Occidente si trova a un bivio: il prossimo decennio determinerà se manterrà il suo posto al vertice del mondo o si accontenterà di un futuro di declino, sottomissione e indebolimento”. Il segretario di stato americano, Marco Rubio, ha scelto la collina della Pnice, dinanzi all’Acropoli, per un discorso che evidentemente non era rivolto solo alla Grecia di oggi, pur celebrando quella di ieri. La Pnice infatti, non solo si trova a strapiombo sull’antica agorà, ma era la sede dell’ecclesia, l’assemblea dei cittadini ateniesi. Per cui quelle parole pronunciate da Rubio sono un monito per il futuro occidentale, in un frangente internazionale in cui le pressioni economiche della Cina da un lato e quelle belliche di Iran e Russia dall’altro rappresentano il nocciolo delle nuove sfide. “Scegliamo di rafforzare il nostro Paese, senza scuse, di riprendere il controllo delle nostre catene di approvvigionamento critiche, di reindustrializzare la nostra economia, di ricostruire le nostre difese e di puntare al predominio nelle tecnologie e nei settori del futuro”.

Ecco il primo punto: le catene, i commerci, le materie prime, la scienza. Non è un caso che Rubio, al di là di tutti i riferimenti all’antica Grecia, ha inteso fare puntuali riferimenti a dossier strategici, che però è lecito ammettere fino ad oggi sono stati sottovalutati dall’occidente, in primis quello sulla terre rare (non a caso gli Usa hanno voluto riequilibrare la partita con la Pax Silica). Prima però Rubio aveva ripreso il filo della storia, ricordando che la Grecia è impressa nell’architettura del governo americano, nelle imponenti colonne e nei monumenti che adornano la capitale. “Gli antichi Greci sembrano esercitare un potere quasi mistico sulla nostra memoria. Ci invitano a tornare a loro ancora e ancora”, ha insistito, come per mescolare passato e futuro.

“Atene ci ha donato la democrazia. Platone e Aristotele ci hanno donato la filosofia. Ad Atene abbiamo assistito alla prima espressione completa di ciò che è venuto a definire l’Occidente”, ha aggiunto, sottolineando un altro elemento che si aggiunge alla lunga schiera “di prospettiva”.

Quando il ministro egli Esteri Usa dice che per gli antichi greci la ricerca dell’eccellenza era il principio cardine dell’esistenza umana e che coloro che costruirono il Partenone guardavano in alto (perché credevano che la più alta ambizione fosse quella di superare tutti gli altri, di sforzarsi di essere i migliori) tocca il punto centrale dello sviluppo futuro. L’occidente, e quindi anche l’Ue, deve cambiare angolo di visuale per ricostruire”Esistono grandi rovine in tutto il mondo. In molti casi, si tratta di luoghi in cui la Storia sembra essersi esaurita, vestigia di civiltà lontane scomparse da tempo dalla memoria collettiva. Ma l’Acropoli è diversa”, ha affermato.

Per poi entrare nel cuore del dibattito futuro quando ha detto di credere che l’Europa possa “risvegliarsi dal suo lungo sonno e riaccendere la fiamma che fu accesa qui millenni fa”.

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“Protected by Ghost Town”

Frustrated that law enforcement and government officials are unable to help them, Venice property owners have called upon a private company, staffed by former gang members, to remove encampments in their neighborhood. For L.A. Material, Hayes Davenport talked to one of the company’s owners—lifelong Venice resident Bobby Luna—as well as dozens of locals, from homeowners to unhoused folks, about the company’s presence in the community. Homeowners are satisfied with Ghost Town’s service, while some unhoused people who have been forced to relocate report harassment and physical force from its employees. “Ghost Town has stepped in to address a decades-old problem with an unconventional approach,” writes Davenport. “Are they an inspiring story of neighborhood reclamation, filling the void left by an insufficient, hobbled government response? Or mercenary enforcers, contracted to speed along the neighborhood’s gentrification?”

One homeowner — who said she has paid between $100 and $300 a month for Ghost Town’s services, with the cost going down as more neighbors became clients — told me she signed up after multiple people trespassed on her property while she was pregnant, triggering their security system. “Police didn’t come for an hour and a half,” she said. “Ghost Town shows up in five minutes.”

“They’re the reason we still live here,” she added.

But Andrew’s contention that “most people in the homeless community have had some kind of negative interaction with Ghost Town” had also been supported by the people I talked to on the street.

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