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Manovra, Tajani frena sulle banche: “Contributi non si chiedono con le minacce. No a nuove tasse sui correntisti”

Manovra e banche, il richiamo di Tajani: “Niente aggressività o tasse, serve coinvolgere”

Intervenendo a margine del convegno dei giovani imprenditori di Confindustria, il ministro degli Esteri Antonio Tajani traccia la linea del governo sulla prossima manovra economica, soffermandosi in particolare sul nodo delle risorse e sul rapporto con gli istituti di credito.

Sulla possibilità di un contributo da parte del comparto creditizio, la posizione del leader azzurro è netta ma improntata al dialogo: “Un governo di centrodestra non può essere il governo che aggredisce una parte del nostro sistema economico, perché il sistema bancario è fondamentale per il sostegno alle imprese”. Per il titolare della Farnesina, la strada da seguire è quella del confronto: “Il governo non deve essere aggressivo, il governo deve essere coinvolgente“. E aggiunge: “Nessuno pensa che muore qualcuno, è questione di modi, di modo con il quale ci si rapporta con il mondo imprenditoriale”.

I rischi di una stretta unilaterale, secondo Tajani, ricadrebbero infatti sui risparmiatori. Occorre “attenzione a non far sì che poi tutto si riverberi sui correntisti”, avverte. Quindi “bisogna essere molto prudenti e tenendo conto anche della specificità del nostro sistema, che è un sistema binario: banche grandi e banche di territorio, che sono le BCC e le banche popolari. Quindi bisogna sempre approfondire l’argomento, non con demagogia, non con aggressività, perché l’aggressività non paga mai. Un governo moderato, un governo di centrodestra deve sempre coinvolgere, così come abbiamo fatto in passato. Abbiamo un accordo triennale con il sistema bancario assicurativo e abbiamo trovato anche il modo di coinvolgere il sistema delle imprese energetiche senza imporre tasse. Quindi meno tasse si mettono e meglio è. Ne parleremo, ne discuteremo con grande serenità”.

Tajani chiarisce di non essere contrario a un apporto da parte del settore, a patto che non si trasformi in una punizione punitiva: “Io sono favorevole a un contributo da parte del sistema finanziario” ma “contributi non si chiedono con le minacce, non si chiedono con gli improperi”. La trattativa andrà quindi allargata e calibrata bene: “Vediamo chi dovrà contribuire, bisognerà parlarne e vederne. Io sono sempre per delle idee che si debbano fare un confronto serio e approfondito, ne parleremo con la maggioranza, ne parleremo all’interno del governo. È una cifra indicativa quella sul sistema finanziario nel suo complesso, il sistema finanziario non sono soltanto le banche, ci sono anche altre realtà, ne parleremo”, sottolinea il ministro.

Infine, lo sguardo si sposta sulle misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie in vista della legge di bilancio: “L’abbattimento delle tasse sulle tredicesime per noi rappresenta una priorità. Nella prossima manovra economica un intervento sulle tredicesime dovrebbe essere fatto”.

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Manovra senza risorse, Tajani spera nella “card per le spese sanitarie degli anziani”. Tramonta (di nuovo) la detassazione delle tredicesime

“Abbiamo scritto soltanto i titoli, adesso bisogna svolgere il tema”. Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, mette le mani avanti sulla prossima manovra e ammette che il confronto sulle misure è ancora tutto da fare. La lunga lista di proposte della maggioranza, a partire dal taglio dell’Irpef per il “ceto medio”, si scontra con la mancanza di risorse: per “misure fiscali” ci sono stando al Documento programmatico di bilancio solo 2,1 miliardi, insufficienti per finanziare l’allargamento a 60mila euro dello scaglione Irpef con aliquota al 33% che al momento arriva fino a 50mila.

A disposizione, se si escludono i 14 miliardi di deficit da utilizzare per difesa e sicurezza energetica, restano meno di 10 miliardi. Di cui peraltro 5 attesi da un nuovo contributo da banche e assicurazioni che lo stesso Tajani non vuole, anzi sostiene “non esistere” a meno che non si tratti di “una scelta concordata e non una scelta imposta”. Di non concordato al momento non c’è nulla: l’Abi ha fatto sapere che la notizia è arrivata senza preavviso. Il “dialogo forte, concreto con tutto il mondo finanziario e con quei settori che possono dare un contributo volontario” sognato dal forzista è tutto da avviare. Ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti conferma che l’intervento ci sarà eccome perché “riteniamo che il sistema finanziarlo possa sostenerlo” e “credo che non morirà nessuno“. Del resto, “tenere sotto controllo lo spread è nell’interesse di tutti”, anche delle banche che hanno a bilancio miliardi di euro di Btp il cui valore diminuisce quando i rendimenti salgono.

Tajani quell’intervento non l’ha mai voluto, visto che tra gli interessati c’è anche la Mediolanum che fa capo al gruppo della famiglia Berlusconi. Ma sull’allargamento della seconda aliquota fa mostra di non demordere: “Pensiamo all’abbassamento dell’Irpef, pensiamo anche a far sì che il nostro sistema possa avere una complessiva riduzione della pressione fiscale”. E in aggiunta propone di allargare l’esenzione dal bollo (al momento in vigore solo per il 2027, va ricordato) a tutte le prime auto, oltre a “dare libertà sull’utilizzo nei primi anni del Tfr”.

“Un altro tema importante per noi è la sanità”, aggiunge. “Come sapete, oggi si possono detrarre le spese sanitarie nell’anno successivo a quello nelle quali vengono effettuate. Noi diciamo di anticipare nell’anno stesso, vediamo in quale forma: ci può essere per esempio una card che permette magari agli anziani di poter avere una somma a disposizione per effettuare spese sanitarie, penso alle cure dentali, alle cure oculistiche, quelle che sono fuori dal Servizio sanitario nazionale, o l’acquisto di medicine particolarmente costose”. Nei giorni scorsi era emerso il tentativo di cercare di anticipare le detrazioni Irpef per le spese sanitarie o un bonus a forfait che vada anche a chi non ha capienza fiscale.

Ma intanto dal libro dei sogni di Tajani esce per l’ennesima volta, come da attese, la detassazione delle tredicesime: “Questo rimane sul tavolo ma sarà per una prossima manovra vista la situazione economica”. E chi vivrà vedrà. Visto che “abbiamo ottenuto flessibilità per due tipi di spesa, quella per il risparmio energetico – e lì ci saranno provvedimenti anche a favore delle famiglie e delle imprese – e per la sicurezza”, tocca accontentarsi di “un tema molto importante che riguarda la previdenza dedicata ai militari”.

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Manovra, Giorgetti non molla: “Chiederemo un contributo alle banche”. E sull’Irpef aperta la partita dei tagli

Manovra, Giorgetti conferma il contributo delle banche: “Sarà sostenibile”. Tagli selettivi e generalizzati sull’Irpef

Il Governo conferma l’intenzione di chiedere un contributo al sistema bancario in vista della prossima manovra finanziaria. A ribadirlo è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto a Bangkok sui principali temi della legge di bilancio. Il contributo, assicura, sarà sostenibile per gli istituti coinvolti. “Confermo che sarà chiesto un contributo al sistema finanziario perché riteniamo che possa sostenerlo e quindi anche nelle forme sarà qualcosa di sostenibile”, ha dichiarato il ministro.

Sul fronte fiscale resta aperta la questione di un possibile intervento sull’Irpef: “Stiamo vedendo gli spazi per fare gli interventi: la grande scelta che abbiamo di fronte è se fare interventi selettivi piuttosto che generalizzati ma non è giusto che decida solo il ministro dell’Economia; lo presenteremo insieme ai partiti e alla presidente Meloni”, ha spiegato Giorgetti. La decisione, dunque, sarà condivisa con le forze politiche di maggioranza e con la presidente del Consiglio.

Il ministro ha inoltre evidenziato un miglioramento del quadro dei conti pubblici nelle ultime due settimane, un elemento che potrebbe offrire maggiori margini di manovra nella definizione delle misure. “Due settimane fa avevo un quadro delle entrate e delle uscite e adesso è diverso non dico che sono ottimista ma andiamo nella giusta direzione”, ha affermato, ribadendo poi la necessità di mantenere un approccio prudente: “Ci presenteremo con il giusto equilibrio: la prudenza è apprezzata quando si alzano i tassi di interesse e tenere sotto controllo lo spread è nell’interesse di tutti, anche delle banche quindi il giusto equilibrio alla fine salterà fuori e torno a casa più confidente”, ha concluso il ministro.

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Manovra, 5 miliardi di copertura da banche e assicurazioni. Alla difesa quasi il doppio delle risorse alla sanità

Una manovra da circa 23,5 miliardi di euro nel 2027, con coperture che arriveranno anche dal settore finanziario, dai tagli ai ministeri e dai giochi. È quanto emerge dal Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2027 trasmesso dall’Italia alla Commissione europea nella notte, che conferma il ricorso alla clausola di salvaguardia nazionale per finanziare maggiori spese per la difesa e la sicurezza energetica.

Secondo le tabelle sono previsti: cinque miliardi per famiglie e spesa sociale, 4,5 per la difesa e solo 2,4 per la sanità. Su questo, solo ieri Giorgia Meloni ha responto le critiche nelle comunicazioni al Senato: “Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola. Se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro”, ha dichiarato. Due giorni fa, era stato l’Ufficio parlamentare di bilancio a lanciare un allarme sulle conseguenze che l’aumento della spesa per la difesa avrà sui conti pubblici negli anni successivi.

In materia di infrastrutture, sempre secondo le tabelle, si prevedono oltre 3 miliardi, che diventano 3,7 nel 2028 e un miliardo nel 2029. Come già anticipato, il settore finanziario garantirà alla manovra un contributo dello 0,21% del Pil, pari a circa 5 miliardi di euro. Il settore assicurerà contributi anche nei due anni successivi, pari a circa 3 miliardi nel 2028 e oltre a 2 miliardi nel 2029.

Il deficit è previsto al 3,4% del Pil nel 2027 e al 3,2% nel 2028, dopo il rientro sotto il 3% atteso quest’anno. Il documento, approvato martedì dal consiglio dei ministri, conferma gli obiettivi programmatici del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e anticipa elementi della manovra. “La definizione puntuale degli interventi”, si legge nel testo, “che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”.

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