❌

Reading view

“Questo nuovo progetto uscirà a dicembre”: Hilary Swank rivela di aspettare il terzo figlio a 52 anni. L’annuncio dell’attrice con un video a figure stilizzate luminose

Hilary Swank è incinta del terzo figlio a 52 anni. L’attrice due volte premio Oscar, ha annunciato su Instagram il 14 ottobre di aspettare il bambino con il marito Philip Schneider.

Un annuncio fuori dagli schemi. Niente ecografia né foto del pancione. Nel video la famiglia balla al buio con luci stilizzate attaccate al corpo, a formare sagome luminose. Poi Swank si gira verso la telecamera e sul suo ventre compare una piccola figura luminosa. La colonna sonora è “You Ain’t Seen Nothing Yet” dei Bachman–Turner Overdrive.

Nella didascalia l’attrice ha giocato sul suo mestiere: molti le chiedono quale sia il suo prossimo progetto, e questo “esce a dicembre”. La nascita è quindi attesa tra poche settimane.

Swank e Schneider sono sposati dal 2018 e hanno già due gemelli di tre anni, Aya e Ohm. L’attrice aveva annunciato la gravidanza gemellare nell’ottobre 2022. In quel caso fu un’ospitata a Good Morning America, dove disse che era qualcosa che desiderava da molto tempo. I gemelli sono nati nella primavera del 2023, quando lei aveva 48 anni.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Hilary Swank (@hilaryswank)

L'articolo “Questo nuovo progetto uscirà a dicembre”: Hilary Swank rivela di aspettare il terzo figlio a 52 anni. L’annuncio dell’attrice con un video a figure stilizzate luminose proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Che cosa deve fare l’Ue per i prigionieri politici in Venezuela. Le richieste di Ecr

Il nuovo governo venezuelano mostri la sua buona volontà: prima di parlare di accordi futuri con l’Ue, serve una mossa concreta a proposito dei prigionieri politici attualmente reclusi. Lo chiedono i conservatori europei di Ecr, che nell’eurocamera hanno analizzato la problematica organizzando un momento di riflessione dal titolo ‘Europa e Venezuela: testimonianze, diritti umani e protezione dei cittadini europei’, con particolare riferimento alla situazione in cui versano i prigionieri politici in Venezuela. Attraverso le testimonianze di ex prigionieri, familiari e consulenti legali, è stato possibile puntare un fascio di luce sulla questione.

“Dietro ogni prigioniero politico c’è una storia di sofferenza, una famiglia che aspetta, una libertà negata – dichiara il capodelegazione di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza – E davanti a tutto questo, l’Europa non può voltarsi dall’altra parte”. L’occasione è un momento di condivisione nel Parlamento europeo di alcune testimonianze toccanti, “di chi ha conosciuto il carcere politico in Venezuela e di chi continua a lottare per riportare a casa i propri cari, tra cui numerosi cittadini italiani, storie che ci ricordano perché la battaglia per la democrazia, i diritti umani e la libertà dei popoli non deve mai fermarsi”. E aggiunge: “Il nuovo governo venezuelano ha dato alcuni segnali di apertura, ma sono ancora tantissimi i prigionieri detenuti arbitrariamente: non possiamo e non vogliamo dimenticarli. Per questo chiediamo che l’Unione Europea faccia della loro liberazione una condizione imprescindibile per qualsiasi accordo politico con il Venezuela”.

Si tratta di un impegno che Ecr, rivendica Fidanza, ha preso sin da quando al comando del paese c’era Maduro, situazione che al momento non è stata risolta, nonostante l’ingresso sulla scena politica di Delcy Rodriguez, “che ha fatto alcuni passi di apertura”. Il riferimento dell’esponente meloniano è alla cooperazione economica con gli Stati Uniti e con altri Paesi. Ma per alcuni di questi prigionieri, tra cui alcuni di origine italiana ed europea, non vi sono novità. Questa la ragione per cui i conservatori hanno interessato le istituzioni europee a muovere passi decisi.

Come è noto, Maduro è stato destituito all’inizio del 2026, catturato durante un’imponente operazione americana: in occasione dei primi colloqui sul tema dei prigionieri, il nuovo governo aveva annunciato una sorta di nuova transizione democratica nel paese e aveva liberato 131 prigionieri politici. Ma secondo le stime, nelle carceri venezuelane ci sarebbero ancora alcune centinaia di prigionieri politici che durante il governo di Maduro erano stati arrestati per eliminarli dalla competizione politica.

  •  
❌