❌

Reading view

O "xadrez" que vai reconfigurar o BCE com a saída de Lagarde

Reuters noticiou que saída antecipada pode consumar-se já nas próximas semanas. Lagarde queria "águas calmas" para sair mas deverá ter de fazê-lo no meio da turbulência que envolve o seu país-natal.

© AFP via Getty Images

O mandato de oito anos (não renovável) de Lagarde decorre até 31 de outubro de 2027
  •  

Spread del 16 ottobre in calo a 107 punti, Btp sotto il 4,50% di rendimento

Torna a diminuire in apertura del 16 ottobre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale si è ridotto arrivando a 107 punti. Segnali positivi dai rendimenti, che sono scesi sotto la soglia del 4,50% arrivando al 4,47% e determinando l’avvicinamento dei Buoni del Tesoro ai titoli di Berlino.

Il mercato obbligazionario continua a oscillare, ma nella giornata di ieri l’ex presidente della Bce Mario Draghi sembra aver escluso un intervento di Francoforte per ridurre i tassi di interesse sul debito di diversi Paesi, in particolare della Francia, come invece era avvenuto in passato.

Lo spread torna a scendere

Continua il periodo di volatilità dello spread. Il differenziale non sembra riuscire a impostarsi su una traiettoria prevedibile, continuando ad alternare aumenti improvvisi a cali altrettanto repentini. Il ritorno sotto i 110 punti base, dopo l’apertura difficile di ieri, rimane positivo, così come il calo dei rendimenti sotto la soglia del 4,50%.

La Bce non ha intenzione di intervenire

L’apertura dello spread italiano è ancora più significativa alla luce delle parole di Mario Draghi di ieri. L’ex presidente della Bce ha infatti spiegato che la situazione dei titoli di stato europei, pur critica, non richiede un intervento dell’Eurotower.

In passato, la Bce aveva fatto infatti ampio utilizzo dello strumento del quantitative easing per ridurre l’esposizione ai mercati di alcuni titoli, tra cui quelli italiani. Il contesto economico è però cambiato e un intervento simile sarebbe molto più complesso ora.

La Bce sta infatti attuando una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di interesse per contrastare l’inflazione. Acquistare titoli di Stato significherebbe immettere euro sul mercato, diluendo in parte l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse e rischiando di far accelerare l’aumento dei prezzi.

Lo spread cala in tutta Europa

Anche i titoli di Stato degli altri Paesi europei hanno reagito bene alle parole di Draghi, che hanno ridimensionato la pressione sui debiti continentali. In Spagna i Bonos si sono mantenuti a 60 punti di distanza dai Bund, con un rendimento del 4,00%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 16 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,40% –
Btp italiani 4,47% 107
Oat francesi 4,78% 1138
Bonos spagnoli 4,00% 60

La Francia continua a essere il Paese in maggiore difficoltà. Lo spread degli Oat è pari a 138 punti base, anche se i rendimenti si stanno progressivamente allontanando dai picchi delle scorse settimane.

Le prossime aste dei titoli di Stato

A partire dall’ultima settimana di ottobre torneranno le aste dei titoli di Stato italiani. Le date da segnarsi sono:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Tra il 19 e il 23 ottobre si terrà anche l’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore Insieme, titoli di Stato riservati agli investitori retail, cioè ai privati.

  •  

Intelligenza artificiale e conti correnti, la BCE chiede alle banche più difese entro il 31 ottobre

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle banche, ma porta con sé nuovi rischi per la sicurezza dei conti correnti. Per questo motivo la Banca centrale europea ha chiesto ai principali istituti vigilati di rafforzare le proprie difese contro le minacce informatiche potenziale dall’AI entro il 31 ottobre 2026.

Tutto questo riguarda chiaramente molto da vicino i correntisti, chiamati a fare la propria parte per proteggere risparmi e dati personali. Chiariamo quali sono le richieste della BCE nel dettaglio e che tipo di rischi corriamo.

Cosa chiede la BCE

È giunta una lettera dalla vigilanza bancaria della BCE, nella quale si chiede ai grandi istituti dell’area euro di innalzare il livello di protezione contro le minacce informatiche legate all’intelligenza artificiale. Gli istituti dovrebbero adeguarsi in tempi rapidissimi, entro il 31 ottobre 2026, valutando come l’uso crescente dell’IA, tanto da parte delle banche che da parte dei criminali, possa esporre i sistemi a nuove vulnerabilità. Un intervento che rappresenta un tassello chiave nel quadro di regole europee sempre più attento al concetto di resilienza digitale.

I rischi dell’AI in banca

I pericoli sono di diversa natura:

  • gli agenti IA (programmi in grado di agire autonomamente) potrebbero interpretare male attività del tutto legittime, scambiandole per minacce e bloccando servizi ai clienti;
  • con la tecnica del prompt injection delle istruzioni malevole possono essere nascoste in documenti o messaggi per manipolare il comportamento dell’AI;
  • l’IA può essere sfruttata per individuare le falle dei sistemi e automatizzare le fasi di un attacco, rendendo le intrusioni più rapide e riducendo il tempo a disposizione per reagire, con possibili conseguenze sui risparmi.

Per contenere questi rischi, agli istituti viene chiesto di definire in modo preciso cosa possono fare gli agenti di AI, prevedendo una conferma umana per le operazioni più delicate. Ogni azione dell’IA dev’essere tracciabile e verificabile, con possibilità di spegnere il tutto rapidamente in caso di problemi.

Le banche devono poi effettuare verifiche periodiche sulle vulnerabilità dei programmi usati, mantenendo gli aggiornamenti di sicurezza, disponendo di backup isolati e procedendo al ripristino in caso d’emergenza. Il tutto nel rispetto del regolamento europeo Dora sulla resilienza operativa digitale, in vigore dal 17 gennaio 2025, che fissa standard comuni per la sicurezza informatica.

Come difendersi

Anche i correntisti possono fare molto per proteggersi e dovrebbero agire in maniera rapida e attenta. Ecco un po’ di consigli pratici e utili:

  • attivare le notifiche sulle operazioni;
  • controllare con regolarità i movimenti del conto;
  • custodire con cura le credenziali d’accesso;
  • non condividere mai password o codici temporanei;
  • verificare che il nome del beneficiario corrisponda all’IBAN indicato prima di un bonifico;
  • prestare attenzione alle comunicazioni sospette, comprese chiamate e messaggi falsi creati con l’AI;
  • segnalare subito alla banca dei pagamenti non autorizzati (la contestazione è possibile fino a 13 mesi);
  • verificare le comunicazioni attraverso i canali ufficiali dell’istituto.

  •  

Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no

Se la banca centrale è come l’autista di un autobus, allora lo spazio fiscale si può interpretare come una cintura di sicurezza. Nell’Eurozona il volante è unico, affidato alla Bce, ma le cinture sono tante quante i paesi membri. Quali sono le conseguenze?

L'articolo Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no proviene da Lavoce.info.

  •  

La moneta dal Chicago Plan all’euro digitale

La Bce lavora all’introduzione dell’euro digitale. Seppure molto diversa, l’iniziativa richiama il Chicago Plan nato come risposta alla Grande Depressione. Non un progetto contro le banche, ma un nuovo equilibrio tra iniziativa privata e moneta pubblica.

L'articolo La moneta dal Chicago Plan all’euro digitale proviene da Lavoce.info.

  •  

Manca un piano B per l’infrastruttura che regge l’euro

T2 è il sistema attraverso cui le banche dell’Eurozona regolano i pagamenti tra loro in tempo reale. Non ha sostituti: se si ferma, si fermano tutte le operazioni. Una situazione che diventa preoccupante di fronte alla possibilità di attacchi informatici.

L'articolo Manca un piano B per l’infrastruttura che regge l’euro proviene da Lavoce.info.

  •  
❌