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La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti blocca l’autostrada del Sole: chiuso il nodo tra A1 e A30 Caserta-Salerno

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti blocca l’autostrada del Sole. Intorno alle ore 3 di notte di lunedì, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli. I manifestanti denunciano l’aumento dei costi di gestione e chiedono interventi concreti per sostenere imprese e produttori, alle prese con difficoltà economiche sempre più pesanti.

Attualmente si registrano oltre due km di coda nel tratto compreso tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord verso Roma e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Inoltre, in A30 Caserta-Salerno nel tratto compreso tra Maddaloni e il Bivio con la A1 verso Caserta, si registrano 3 km di coda. Sul luogo dell’evento sono presenti le pattuglie della polizia stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia.

Agli utenti in viaggio da Napoli e diretti verso Salerno, si consiglia di percorrere la A16 Napoli-Canosa verso Bari e proseguire sulla A30 verso Salerno. Agli utenti in viaggio in A1, provenienti da Napoli e diretti verso Roma, si consiglia di uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni, proseguire sulla SS700 in direzione Capua/Santa Maria Capua Vetere e rientrare in A1 alla stazione di Santa Maria Capua Vetere. A chi viaggia in A16, provenienti da Bari e diretti verso Roma, si consiglia di uscire alla stazione di Benevento, percorrere la SS 372 Telesina e rientrare in A1 alla stazione di Caianello.

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Un 13enne accoltellato nel parcheggio del centro commerciale Campania: due fermati per tentato omicidio

Una discussione nata per motivi apparentemente banali, poi l’intervento di due maggiorenni e la violenza, culminata in una serie di coltellate al torace. È la prima ricostruzione dell’aggressione avvenuta nella serata di sabato 17 ottobre nel parcheggio del centro commerciale Campania, a Marcianise, in provincia di Caserta, dove un ragazzo di 13 anni è rimasto gravemente ferito. Per il fatto i carabinieri hanno fermato due uomini di 34 e 20 anni, entrambi domiciliati a Caivano, nel Napoletano, gravemente indiziati, in concorso, di tentato omicidio aggravato.

Il tredicenne è stato colpito ripetutamente con un’arma da taglio, riportando ferite al torace, tra cui una nella parte sinistra del petto. Le sue condizioni hanno reso necessario il trasferimento in ospedale e un intervento chirurgico d’urgenza. Dopo un primo accesso al pronto soccorso di Frattamaggiore, il ragazzo è stato trasferito all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove si trova tuttora ricoverato con prognosi riservata.

Secondo quanto ricostruito dai militari della Sezione operativa della Compagnia dei carabinieri di Marcianise, all’origine della vicenda ci sarebbe stato un acceso confronto tra la vittima e un altro ragazzo, anch’egli minorenne. Una lite che, almeno inizialmente, sarebbe rimasta circoscritta a motivi di poco conto. Poco dopo, però, sarebbero intervenuti in soccorso dell’altro giovane i due maggiorenni, che avrebbero aggredito il tredicenne fino a colpirlo più volte con il coltello.

Le indagini avviate subito dopo i fatti hanno portato all’individuazione dei due sospettati a Caivano. Entrambi, secondo quanto riferito, erano già noti alle forze dell’ordine. Al termine delle formalità di rito, sono stati condotti nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Della vicenda sono state informate le Procure competenti, ordinaria e per i minorenni, ciascuna per gli adempimenti di propria competenza. Gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione, chiarire il ruolo dei soggetti coinvolti e individuare con precisione le ragioni che avrebbero innescato la lite degenerata nel ferimento del ragazzo.

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La guerra per la festa della Madonna finisce in tribunale: chiesti 6 anni per un ex finanziere. Il pm: “Stalking sul sacerdote”

Una festa religiosa diventata il terreno di uno scontro personale, finito nelle aule giudiziarie. A Casaluce (Caserta), la disputa attorno all’organizzazione dei festeggiamenti per la Madonna ha portato a processo un ex maresciallo della Guardia di Finanza in pensione, per il quale il pm ha chiesto una condanna a sei anni. Le contestazioni sono stalking, estorsione e appropriazione indebita ai danni di un sacerdote, nel frattempo deceduto.

La vicenda prende forma all’inizio del 2022, quando il Comitato festeggiamenti viene cancellato dal registro dell’Agenzia delle Entrate. La decisione apre una frattura tra il sacerdote e l’imputato, che ricopriva il ruolo di presidente delegato del gruppo. Il contrasto si sposta anche sul piano civile: nel giugno dello stesso anno, il giudice stabilisce che il parroco aveva facoltà di sciogliere il comitato e chiarisce che l’uomo non ne era il presidente, ma soltanto un delegato.

Da quel momento, la contrapposizione si intensifica. Secondo l’impianto accusatorio, l’ex finanziere avrebbe messo in atto condotte persecutorie nei confronti del sacerdote, arrivando anche a esporre manifesti contro di lui e a presentare denunce ed esposti. Le iniziative giudiziarie avviate sulla base di quelle segnalazioni si sono però concluse con l’archiviazione dei procedimenti.

Il sacerdote avrebbe risentito pesantemente della situazione, manifestando ansia e depressione. Le sue condizioni lo avrebbero portato a lasciare temporaneamente la parrocchia e a trasferirsi dalla sorella, a San Marcellino. Nell’agosto del 2025 è morto per un attacco cardiaco. Il processo è ora alle battute finali. Il pubblico ministero ha sollecitato una pena di sei anni, mentre la discussione della difesa è prevista per l’udienza dell’11 novembre. La sentenza dovrebbe arrivare subito dopo.

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