🔴NON È DISAGIO GIOVANILE | LEVANTE LIVE
A Levante questa sera, mercoledì 21 ottobre 2026, Margherita Furlan dialoga con Elena Basile, ex ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio, scrittrice e analista di politica internazionale, e Gianmarco Pisa, ricercatore per la pace e operatore dei Corpi civili di pace. Due giorni di guerriglia a Milano, oltre duecento ragazzi portati in questura, l’ottanta per cento minorenni, 104 agenti feriti, le vetrine di Rinascente, Decathlon e Carrefour sfondate, e un governo che in 48 ore vara un nuovo decreto sicurezza: reato di partecipazione violenta a una manifestazione, fermo preventivo esteso ai minorenni, multe ai genitori. Meloni dice «non è protesta, è criminalità»; Zangrillo «qui non c’è disagio, c’è delinquenza»; l’opposizione risponde «disagio giovanile». Sono tutte formule che servono a non guardare. Quei ragazzi sanno benissimo quello che vogliono: le scarpe, il telefono, il video da postare, i marchi esposti in Galleria. Vogliono esattamente ciò che è stato venduto loro come felicità. Non è disagio: è il punto d’arrivo di una civiltà che ha scambiato lo sviluppo per il progresso, come Pasolini scriveva già nel 1974 negli Scritti corsari, quando descriveva la mutazione antropologica prodotta dal consumismo, un «nuovo fascismo» più totale di quello storico. Il saccheggio dei negozi del centro è la caricatura fedele del modello che lo ha generato; e lo stesso Stato che da un anno militarizza le città, spende per il riarmo e lascia il pieno a 2,30 euro propone come risposta l’esercito, il carcere a sedici anni e il conto ai genitori.
Affrontiamo insieme:
Piazza Duomo come specchio: ragazzi che saccheggiano i simboli del consumo che li ha cresciuti
Pasolini e lo sviluppo senza progresso: la mutazione antropologica cinquant’anni dopo
Il decreto sicurezza: nuovo reato di piazza, fermo dei minorenni, multe ai genitori, e i poteri di polizia giudiziaria ai militari saltati dopo lo stop del Quirinale
Da Strade Sicure al Mediterraneo: la militarizzazione come unica risposta a ogni crisi, dentro e fuori i confini
Carovita, gasolio, bollette: il corteo del 17 ottobre era contro il costo della guerra, e nessuno ne parla più
Cosa resta dell’idea di una società che educa alla pace quando la scuola, la città e lo Stato parlano solo il linguaggio dell’ordine
LIBRI DEGLI OSPITI
Elena Basile, Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace, PaperFIRST, 2025
Elena Basile, L’Occidente e il nemico permanente, PaperFIRST, 2024
Gianmarco Pisa, Fare pace, costruire società, Multimage
Gianmarco Pisa, Di terra e di pietra, Multimage
Gianmarco Pisa, Paesaggi kosovari 1998-2018, Multimage
I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN
BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese, russo)
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Stasera a
Carovita, carburanti, salari che non bastano: perché i giovani scendono in piazza?
Militari in classe e orientamento all’arruolamento: come si prepara una generazione alla guerra
In collegamento da Sofia: i droni sul Mar Nero, il falso allarme bomba sul volo Austrian e la Bulgaria al voto
Il consenso “sbagliato”: cosa resta della democrazia quando la guerra non si discute
OSPITI
Conduce Margherita Furlan Libri degli ospiti Francesco Dall’Aglio:
Alessandro Volpi, La finanza è colpevole
Alessandro Volpi, La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale, Laterza, 2025
Alessandro Volpi, I padroni del mondo, Laterza, 2024 Vincenzo Maddaloni
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Il Sud si ferma senza spaccare niente e sparisce dai telegiornali; Milano brucia per una sera e apre tutte le edizioni; la Francia conta 2.400 arresti e un presidente che dice «niente lo giustifica». Tre piazze, una sola crisi: il conto della guerra arrivato nel pieno di un camion e nella spesa di una famiglia. E un’informazione che sa raccontare la rabbia solo come ordine pubblico, perché la fame costringerebbe a spiegare il conto.
Il Sud fermo da una settimana: gasolio a 2,30 euro, sconto accise scaduto il 6 ottobre, 434 milioni di credito d’imposta mai arrivati alle imprese, scaffali vuoti in Molise e Puglia, un tavolo con Salvini convocato solo dopo i supermercati a secco
Francia: dal liceo di Créteil con le classi da 36 a 550.000 persone in piazza, il municipio di Limoges in fiamme, Macron che rinvia e i sindacati che rispondono «la gioventù non aspetterà sei mesi»
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Sito:
Per difendere quel no, gli avvocati del governo, l’Avvocatura dello Stato, avevano scritto nero su bianco: è in corso «una guerra mondiale ibrida e a pezzi che coinvolge anche l’Italia».
Il giudice ha risposto: pericolo «astratto e ipotetico». I dati vanno consegnati. Ma la frase resta agli atti, e quella guerra il Parlamento non l’ha mai dichiarata.
In Puglia 150 distributori Eni su 300 a secco. Lo sconto sulle accise è scaduto il 6 ottobre.
Cinquemila agricoltori con i trattori a Bari chiedono lo stato di crisi. La Regione mette 30 milioni, il governo nazionale non compare.
Oggi gli studenti in piazza in tutta Italia: «soldi alla scuola, non alla guerra». Il ministro Valditara: «teppismo politico».
Meloni: «ci stiamo interrogando». Salvini: «studiamo da mesi». Lollobrigida: «bloccare le strade è un reato».
In Albania 143 giorni di proteste, ministeri assaltati, contro Rama e il resort da 4 miliardi di Jared Kushner.
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A Taranto gli altiforni dell’ex Ilva sono «in riscaldo» in attesa della Cassazione, mentre il governo compra acciaio all’estero per tenere accesi Genova e Novi Ligure.
Nella notte gli Houthi hanno colpito la sede dell’Aramco a Dhahran, gli uffici dell’amministratore delegato. Riad sta finendo gli intercettori, Trump non ha ancora deciso se entrare nei raid, Hormuz è chiuso dal 28 febbraio.
Quanto soffre la Cina con Hormuz chiuso, e quanto le conviene che resti chiuso.
Chi detta il ritmo della guerra in Ucraina: Mosca, Kiev, la Casa Bianca o un privato con una costellazione di satelliti.
La domanda scomoda: se le raffinerie russe tornano a bruciare, non è forse Mosca ad avere più bisogno di una tregua?
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Il patto del 1974 diceva: petrolio in dollari in cambio di protezione. Oggi la protezione non c’è e il petrolio non passa.
Aeroporto di Riad colpito due volte in una settimana, un edificio Aramco in fiamme a Dhahran, missili intercettati sulla capitale.
Trump non può proteggere i sauditi senza chiudere anche Bab el-Mandeb. E allora telefona a Mosca: 300.000 tonnellate di gasolio russo per far scendere il prezzo alla pompa prima delle elezioni di metà mandato.
Meloni al Senato: l’accordo Trump-Putin «legittima Mosca», il caro carburante dipende dalla guerra in Iran, e intanto i militari italiani lasciano l’Iraq per l’Arabia Saudita.
Che cos’è il petrodollaro, perché ha retto cinquant’anni e che cosa si è rotto davvero: crisi di prezzo o crisi di sistema?
Lo Yemen che nessuno racconta: l’Oms conta casi di colera triplicati in tre settimane.
Moni Ovadia, attore, musicista, scrittore, voce ebraica contro le guerre di questi anni.
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La manovra da 30 miliardi regge su una clausola di salvaguardia per un extradeficit dello 0,6% del PIL: oltre 14 miliardi l’anno di nuovi BTP, con l’obbligo di destinarne metà al riarmo. Il debito per le armi diventa il lasciapassare contabile per non tagliare sanità e pensioni.
Intanto il debito pubblico e privato globale ha toccato i 370 mila miliardi di dollari, mentre il 5% della popolazione detiene quasi 300 mila miliardi di ricchezza. Chi dovrebbe pagare la montagna debitoria?
In Italia sono in corso le esercitazioni NATO, compresa quella nucleare, senza un passaggio parlamentare. Che cosa significa ospitarle nella stessa settimana in cui si vota una manovra che finanzia la difesa a debito?
Novanta minuti al telefono tra Trump e Putin, una licenza del Tesoro americano che autorizza il diesel russo fino ad aprile 2027, una legge sulle sanzioni firmata tre settimane prima e già aggirata. In tre giorni: Trump che chiede all’Ucraina «un nuovo presidente», una tregua energetica annunciata su Truth Social e smentita da Mosca, 1.600 nuove sanzioni europee. Il socio di maggioranza compra, i soci di minoranza sanzionano. E in Italia il gasolio resta a 2,25 euro al litro.
La Russia con le «pezze al sedere» o con i margini più alti del decennio? Raffinerie colpite, bilancio in deficit, Duma blindata
Teheran paga il conto? Il trattato Russia-Iran, l’articolo 3 e la differenza tra alleanza e non belligeranza
L’Europa che sanziona da sola mentre Washington le chiede le riserve e la chiama «ipocrita»
L’ARTICOLO DA CUI NASCE LA PUNTATA
Margherita Furlan, «Il gasolio del nemico», 12 ottobre 2026
Cisgiordania: i coloni aggrediscono i raccoglitori di olive.
Gaza: due milioni di persone verso il quarto inverno senza riparo.
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A Bruxelles gli ambasciatori dei ventisette preparano a porte chiuse, senza telefoni, lo «scenario da incubo» di un attacco ibrido con molte vittime.
«Risposta dolorosa», «Schengen militare», «10 milioni di droni»: la nuova lingua della Commissione europea
Steadfast Noon: Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle, Trapani e la Sardegna sorvolata a bassa quota
La Germania tra la paura di Lipsia, il rifiuto della guerra e il riarmo come politica industriale
Chi incassa lo scenario: droni, cavi, satelliti e gli Azionisti dell’Apocalisse
Se la paura è il prodotto, perché i titoli della difesa sono scesi?
Il Ghana bussa ai BRICS passando da Nuova Delhi: multipolarità o diplomazia di facciata?
Cosa guardare nelle prossime due settimane per capire se lo scenario resta uno scenario
Tre anni dal 7 ottobre 2023. Secondo inchieste di Haaretz, New York Times e Wall Street Journal, Netanyahu avrebbe ricevuto avvertimenti dagli Emirati e dall’Egitto prima dell’attacco. Perché nessuno ha agito? E perché Israele rifiuta ancora una commissione d’inchiesta indipendente? Bruxelles sanziona tre coloni e quattro organizzazioni, ma risparmia Ben Gvir e Smotrich. Contro il governo di Tel Aviv, nessun passo concreto. Ipocrisia o impotenza? Il ddl antisemitismo adotta la definizione IHRA: tutela necessaria o strumento per silenziare la critica a Israele? Ripartiamo dalle parole di Moni Ovadia, ospite lunedì su Casa del Sole TV.
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A Levante questa sera, martedì 6 ottobre, Margherita Furlan dialoga con Demostenes Floros, responsabile dell’area Energia del CER, sulla nuova geografia del potere energetico e su che cosa significa per l’Italia, nel giorno in cui torna l’accisa piena sul gasolio e il tetto ai prezzi resta affidato a Eni.
Gas e GNL: il Qatar ferito, l’Europa dipendente dagli Stati Uniti, l’inverno alle porte
AFFRONTIAMO INSIEME
Perché Mosca non abbatte i ponti sul Dnepr ma ne colpisce i cavi, e che cosa cambia per la logistica ucraina lungo la E40
Treasury oltre il 5,3%, Francia ai massimi dal 2002, spread fino a 131 punti: come il debito americano contagia l’Europa
Francesco Dall’Aglio, storico e analista militare
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I 100 miliardi di Draghi per l’intelligenza artificiale: a chi andranno i calcolatori?
L’Arabia Saudita stretta fra Houthi, Washington e Tel Aviv
Due versioni di un volo: che cosa sappiamo davvero e che cosa ci viene già raccontato come certo
Che cosa guardare da qui al 3 novembre
La guerra ha conquistato il suo ultimo territorio: la nostra mente. A Levante questa sera, 28 settembre 2026, Margherita Furlan dialoga con il filosofo Michele Putrino e con il giornalista d’inchiesta Antonio Mazzeo sulle fabbriche di bot che ci fanno litigare sui social, sulla guerra cognitiva teorizzata dalla NATO e ora entrata nella Difesa italiana, e su come difendere l’unica cittadella che nessuno dovrebbe poterci togliere: il nostro giudizio. Affrontiamo insieme:
Gli sciami di intelligenza artificiale che fabbricano il consenso e simulano che «lo dicono tutti»
La mente come nuovo dominio della guerra: dal rapporto NATO del 2020 al disegno di legge italiano del 5 agosto 2026
Hormuz, guerra di comunicati: il sottomarino conteso fra Pasdaran e Pentagono
Che cosa succede quando la potenza che garantisce la sicurezza dei suoi clienti smette di poterla garantire
Cantare amantis est. Bene, bellezza e musica in sant’Agostino da Ippona, Il Cerchio, 2022
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Gli amministratori delegati di Nvidia, OpenAI, JPMorgan e Qualcomm alla cena di Stato: la tavola dice più del comunicato
Tregua commerciale prorogata, Board of Trade, terre rare e soia
Taiwan e il comunicato del 1982: fin dove arriva la trattativa
Il caso El Mundo: droni dal mare contro Italia, Francia e Spagna? Crosetto: nessuna conferma
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