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AFD lancia la “svolta demografica” in Germania

dal canale Counter Intelligence Global

Il partito Alternativa per la Germania (AfD) sostiene una “svolta demografica” attraverso incentivi economici per le famiglie numerose e una ferma opposizione all’aborto, rifiutando l’immigrazione come soluzione al calo demografico.

La forte Erinnerungskultur (cultura della memoria) tedesca, che implica il confronto con i crimini dell’epoca nazionalsocialista e il loro riconoscimento, ha spinto AfD a prendere le distanze da qualsiasi paragone storico. Di conseguenza, il partito ha adottato un approccio cauto, ma chiaro nel promuovere le proprie idee sull’incremento della natalità tra la popolazione autoctona. Il suo programma invoca una “svolta demografica” che, a detta del partito, garantirebbe la trasmissione della cultura tedesca e la stabilità dei sistemi sociali del Paese. Sebbene in questa tornata elettorale si sia astenuto dal fissare obiettivi numerici espliciti, in passato il partito ha promosso il modello della famiglia con tre figli come soluzione ideale per contrastare quello che definisce un “deficit di nascite”. Le proposte economiche per incentivare le famiglie numerose — tra cui crediti d’imposta e contributi pensionistici — rimangono tuttavia poco definite.

Leggermente meno pubblicizzata è la posizione del partito in merito all’aborto. AfD sostiene che il sostegno economico alle coppie ridurrebbe quello che considera un tasso di aborto eccessivamente elevato. È interessante notare che, secondo la World Population Review, nel 2024 il tasso di aborto in Germania era di 5,4 casi ogni 1.000 donne; solo 12 dei 151 Paesi inclusi nell’elenco registravano tassi inferiori.

Tuttavia, anche le proposte politiche in questo ambito rimangono vaghe. Pur senza chiedere esplicitamente un divieto totale, AfD ha sostenuto l’introduzione di restrizioni severe e ha spinto affinché l’aborto non venga più riconosciuto come un diritto umano né sostenuto dallo Stato. I dati del Guttmacher Institute dimostrano che i tassi di aborto diminuiscono quando le donne hanno accesso ai servizi e ai diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva, a una maggiore istruzione e a una più ampia parità di genere.

Il crollo delle nascite

Il calo demografico potrebbe essere una delle ragioni alla base della popolarità di AfD. Secondo la sociologa Katja Salomo: “Le ricerche indicano che il sostegno elettorale ai partiti di estrema destra, inclusa AfD, tende a essere più elevato nelle regioni maggiormente colpite dal declino demografico”. Nel 2023, l’intelligence interna ha rilevato che la sezione di AfD in Sassonia-Anhalt era permeata da un'”ideologia razzista”, in violazione della Costituzione tedesca che garantisce la “dignità umana” per tutti.

Nel suo manifesto, AfD della Sassonia-Anhalt sostiene che l’immigrazione sia un “rimedio inadeguato all’estinzione della popolazione locale”. Propone invece di incentivare famiglie più numerose, ad esempio erogando bonus alla nascita ai genitori.

The AfD: How it Could reshape German Family Policy and Climate Action

https://www.bbc.com/news/articles/c24ylyv40y5o

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Trump ci fa mancare il Diesel. La Cina punta sul…. carbone

Le onde d’urto della proiezione di potenza iraniana nello Stretto di Hormuz stanno ora diventando visibili negli Stati Uniti. Si dice che l’amministrazione Trump stia considerando un piano per imporre un divieto di 90 giorni sulle esportazioni di gasolio dagli Stati Uniti, nel tentativo di abbassare i prezzi interni del carburante, che sono schizzati a livelli record in mezzo al conflitto con l’Iran e alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali. La notizia, riportata per la prima volta da Politico, cita cinque persone informate delle discussioni e indica che la Casa Bianca intende finalizzare il divieto entro la fine della settimana, sebbene il meccanismo legale per la sua attuazione rimanga poco chiaro.

Nel frattempo, l’industria petrolifera americana ha avvertito che il divieto potrebbe avere conseguenze gravi per le catene di approvvigionamento internazionali, l’agricoltura e i trasporti, rimuovendo il più grande esportatore mondiale di gasolio dal mercato globale. L’inarrestabile aumento dei prezzi del gasolio negli Stati Uniti è direttamente legato al conflitto con l’Iran e alle conseguenti interruzioni, inclusi il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz e ora Bab el-Mandeb. Da quando il conflitto è iniziato alla fine di febbraio, i prezzi al dettaglio del gasolio negli Stati Uniti hanno superato per la prima volta la soglia dei 6 dollari al gallone, raggiungendo una media di 6,52 dollari al gallone il 23 settembre, rispetto ai 3,69 dollari di un anno prima – un aumento del 76%.

La guerra ha ridotto drasticamente le esportazioni di gasolio dal Golfo Persico, in particolare dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, mentre le esportazioni russe sono anch’esse limitate dagli attacchi ucraini sulle raffinerie. Nonostante le raffinerie statunitensi operino vicino alla capacità massima, le scorte domestiche di gasolio rimangono circa il 15% al di sotto della media quinquennale, e gli analisti prevedono che le carenze di approvvigionamento persisteranno ben nel 2027.

La Cina progetta nuove e ingenti riserve di carbone, mentre le nazioni occidentali abbandonano gradualmente i combustibili fossili.

Il 15° Piano quinquennale cinese prevede una riserva annuale di carbone di 100 milioni di tonnellate entro il 2030, ma le riserve attuali sono già sei volte superiori.

Nonostante la crescita delle energie rinnovabili, il carbone fornisce ancora il 54% dell’elettricità e il 57% dell’energia primaria della Cina.

Nel 2024 la Cina ha avviato la costruzione di nuove centrali a carbone per una potenza complessiva di 94,5 gigawatt, pari al 93% della nuova costruzione di centrali a carbone a livello globale.

Gli analisti sostengono che le politiche occidentali di emissioni nette zero hanno spostato la capacità industriale e le emissioni verso la Cina anziché ridurle a livello globale.

Le emissioni della Cina sono aumentate di oltre 3 miliardi di tonnellate all’anno, mentre Stati Uniti, UE e Regno Unito hanno ridotto le proprie.

https://sadefenza.substack.com/p/la-cina-progetta-nuove-e-ingenti

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