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L’IA sostituirà i medici? A Firenze la risposta è saperla governare

Cosa abbiamo imparato da questi 50 anni? È la domanda da cui sono partiti i protagonisti della conferenza stampa organizzata a Firenze, martedì 6 ottobre, per il mezzo secolo della Fondazione Menarini. Un bilancio che guarda indietro ma soprattutto avanti: ai giovani, alla ricerca, all’intelligenza artificiale.

Un congresso per mezzo secolo

La Fondazione è stata istituita nella primavera del 1976 per promuovere ricerca e conoscenza in biologia, farmacologia e medicina, ma anche in economia e scienze umane. E per l’anniversario ha scelto il suo strumento principale, il congresso internazionale: “Half a Century of Medicine Looking Towards The Future”, il 5 e 6 ottobre a Firenze.
Cinquant’anni di conquiste della medicina e uno sguardo rivolto alle sfide dei prossimi decenni per un appuntamento che ha riunito a Firenze circa 40 tra i massimi esperti internazionali, molti dei quali protagonisti diretti delle innovazioni che hanno trasformato la cura delle principali malattie croniche. Un percorso attraverso tre grandi aree – cardiovascolare, respiratoria e metabolica – nelle quali negli ultimi cinquant’anni la ricerca ha cambiato radicalmente diagnosi, terapie e aspettative di vita dei pazienti.

In 50 anni sono state realizzate oltre 750 conferenze internazionali, con 112.500 partecipanti e 26.250 relatori. Gli eventi sono trasmessi in streaming, registrati e disponibili gratuitamente per gli iscritti.
“È importante ricordare le radici da cui veniamo per riuscire a proiettarci nel futuro: una piccola azienda che voleva diventare grande. È cambiato il contesto in cui ci muoviamo, con la rivoluzione digitale, ma non cambia l’obiettivo di portare conoscenza e sostenere le nuove generazioni. Nostro padre sarebbe molto fiero”, ha detto Lucia Aleotti, azionista e componente del board del Gruppo Menarini, intervenendo in apertura della celebrazione accanto al fratello Alberto Giovanni Aleotti.

Sul rapporto con il territorio, Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università di Firenze: “Menarini da sempre dialoga con la città con un approccio interdisciplinare che salda le scienze umane con quelle scientifiche”. È l’equilibrio tra interessi umanistici e scienze biologiche che la Fondazione indica come ragione del proprio logo, ispirato alla Novissima Iconologia del Ripa.

Le cinque proposte per i giovani

“Guardare al futuro significa, soprattutto, investire nelle nuove generazioni”: è il messaggio del testo di benvenuto firmato dal presidente Stefano Del Prato e da Giuseppe Caracciolo, direttore scientifico e operativo. Del Prato, già presidente dell’EASD (European Association for the Study of Diabetes), ha indicato cinque direttrici: trasformare i congressi in luoghi di formazione attiva; usare la mentorship per mettere in contatto generazioni diverse; creare una “Menarini young investigator Academy”; dare ai giovani reali possibilità di fare ricerca e favorire mobilità e contaminazione internazionale.

Dal diabete all’imaging

Alla conferenza stampa Del Prato ha parlato di un vero e proprio “rinascimento avvenuto nel campo dei trattamenti del diabete con la diminuzione del rischio cardiovascolare”. Filippo Crea – Ospedale Isola Tiberina e componente del comitato scientifico della Fondazione – ha ripercorso le trasformazioni della medicina cardiovascolare, il progresso degli strumenti diagnostici e la rivoluzione dell’imaging. Leonardo M. Fabbri – Università di Ferrara e nel Comitato scientifico – per la medicina respiratoria, è tornato sull’imaging, che “ha cambiato radicalmente la stessa classificazione delle malattie”.

L’IA e la sfida di governarla

Il confronto si è chiuso sull’intelligenza artificiale, a partire dalle previsioni di Elon Musk sul ruolo dei medici. Marianne Legato – della Columbia University e componente del Comitato scientifico della Fondazione – pioniera della medicina di genere, ha sottolineato la necessità di “nutrire l’IA con trial eseguiti non solo su pazienti maschi”. Del Prato ha dato ragione a Musk rispetto alla medicina di ieri: quella di domani, ha detto, cambierà totalmente con l’IA. Infine, Crea ha ricordato che, all’inizio del secolo scorso, con l’arrivo dell’elettrocardiografo il medico che non seppe usarlo fu messo da parte. Il riferimento a ciò che accade oggi è chiaro: l’IA bisogna saperla usare per governarla, altrimenti la si subisce.

Think tank, riviste, biblioteca

Accanto ai congressi, la Fondazione ha costruito altri strumenti. Il think tank On Radar, lanciato a settembre 2022, è diretto da Massimo Scaccabarozzi, già presidente di Farmindustria, che ne ha parlato nella sua lecture: osservare la società, individuarne i problemi e, attraverso il dialogo, promuovere cambiamenti reali, su temi sociali, economici e culturali, in incontri chiusi al pubblico. Poi la rivista Minuti, in edizione Scienza e Arte, cartacea e digitale, offerta gratuitamente a chi si iscrive all’area riservata, e la Scientific Library della House of Sciences, sviluppata con case editrici come Elsevier e BMJ e organizzata in otto aree, tra cui cardiologia e pneumologia.

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Von der Leyen Offers Extra Year on EU Methane Rules as Energy Costs Bite

The European Commission is preparing to give fossil-fuel exporters another year of flexibility under the EU’s methane regime as Brussels responds to high energy prices, pressure on European refineries and concerns over security of supply.

European Commission President Ursula von der Leyen has announced an additional year of flexibility for energy exporters facing new EU methane requirements, marking the latest adjustment to climate legislation as Brussels attempts to contain rising energy costs.

Addressing the European Parliament in Strasbourg on Tuesday, von der Leyen said Europe remained exposed to high energy prices and volatile international fossil-fuel markets and confirmed that exporters would receive “one more year” to prepare for the methane rules.

She also announced a strategic dialogue with the European refining sector aimed at reducing costs and protecting supplies, according to the Commission’s published remarks.

The announcement affects a regulation that has increasingly become an energy-security issue rather than solely an emissions policy.

The EU’s Methane Regulation, adopted in 2024, introduced progressively stricter requirements for companies supplying oil, natural gas and coal to the European market. Importers have already been required to provide information about the origin of fuel and the systems used to measure and reduce methane emissions.

A more demanding stage was due from January 2027. Importers would have to demonstrate that fuel supplied under contracts concluded or renewed since August 2024 came from producers operating monitoring, reporting and verification systems equivalent to EU standards.

The rules are technically complex because European importers do not always buy directly from producers. Gas and oil may pass through traders, hubs, blending systems and several contractual relationships before reaching Europe.

The Commission’s own guidance for importers acknowledges those difficulties, particularly where companies must trace production information through complicated supply chains.

EU Today highlighted the problem in July, when an International Energy Agency assessment raised concerns that the rules could restrict Europe’s available oil supply. The dispute has since intensified because European fuel markets have become considerably tighter.

That pressure can also be seen in the cost of imported energy. EU Today reported last month that the value of EU petroleum imports had risen by 55.8 per cent in the second quarter of 2026 even though the physical volume purchased increased by only 1.2 per cent.

Von der Leyen’s intervention therefore comes against a different market background from the one in which the methane legislation was originally adopted.

The Commission has not abandoned its objective of reducing methane emissions from fossil-fuel production. Methane remains one of the most powerful greenhouse gases, and the regulation is intended to use the size of the European energy market to influence production standards outside the EU.

Instead, Brussels is attempting to adjust implementation so that regulatory requirements do not further restrict supply at a time of elevated energy prices.

The precise legal form of the additional year of flexibility has not yet been detailed in von der Leyen’s announcement. Existing requirements remain contained in Regulation (EU) 2024/1787, meaning that changes to deadlines or enforcement will have to be translated into the appropriate legal or administrative measures.

The Commission had already moved towards greater flexibility earlier this year. In July it issued recommendations designed to clarify contractual arrangements and advised national authorities on the application of penalties to importers while security-of-supply concerns persisted.

The broader problem is European energy competitiveness.

Von der Leyen told Parliament that Brussels intends to begin a strategic dialogue with refineries. European refining capacity has contracted over the longer term, leaving the continent more dependent on imported diesel and other finished petroleum products when individual plants close or external supply routes are disrupted.

The Commission is also expected to propose measures aimed at increasing electricity’s share of European energy consumption as part of its attempt to reduce dependence on imported fossil fuels.

The latest methane adjustment therefore fits a wider shift in Brussels. Climate targets remain formally intact, but implementation is increasingly being examined alongside energy prices, industrial competitiveness and the security of physical supplies.

The extra year gives exporters additional time. It also gives the Commission another year to resolve a question that has become much more urgent in 2026: how far Europe can tighten conditions on imported energy while remaining heavily dependent on those imports.

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