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“Trump was looking for any opportunity to undermine our defense capabilities,” top Ukrainian volunteer, who supplied 291,502 FPV drones to front, says of sudden Starlink limit

Elon Musk: “Starlink will never turn off for Ukraine”

One of Ukraine’s most prominent drone volunteers, Serhii Sternenko, says that Starlink terminals have been restricted overnight, with connectivity beginning to drop out at speeds exceeding 160 km/h. As a result, several critical missions were disrupted.

Sternenko heads a charitable foundation that has purchased 291,502 FPV drones, which have helped the Ukrainian military shoot down more than 12,954 aerial targets. He has also served as an adviser within the team of former Defense Minister Mykhailo Fedorov.

Sternenko suggests that SpaceX may have introduced the restrictions at the request of the Trump administration. He adds that Ukraine had refrained from striking Russian oil refineries and energy infrastructure in recent days, as Trump had requested.

“But Trump was looking for any opportunity to undermine our defense capabilities, and he did so despite the fact that we had complied with his demands,” Sternenko says.

The limit landed the same night Russian ballistic missiles struck Kyiv’s Desnianskyi district, killing three women and injuring 24, including a seven-year-old girl.

Rescuers evacuated people covered in blood

The strike on a nine-story residential building set it ablaze, burning out apartments from the first floor to the ninth, with rescuers pulling bloodied residents from the flames and leaving survivors without power, water, or gas, according to Suspilne.

During the night’s first ballistic launches, partners did not alert Ukraine, but for the three later waves the warnings did come through, Air Force communications chief Yurii Ihnat says. The cause of the first lapse is still being established, per Radio Free Europe/Radio Liberty.

The early warnings help Ukrainian civilians quickly find a place to hide from such strikes, leaving up to 3 minutes to do so. Without it, people are left entirely helpless in the face of the aggression.

Further Starlink restrictions have reportedly been introduced

Later, Sternenko wrote that reports were "coming in from military personnel that restrictions on the use of Starlink satellite communications terminals for our operations have just been tightened.

"The speed at which the connection starts dropping out is now 60–70 km/h,” he added.

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In 25 anni i prezzi di spesa e utenze sono raddoppiati, fino a +120% per le famiglie

Negli ultimi 25 anni i beni e i servizi primari sono aumentati, costano il doppio. E i dati, secondo l’analisi del Codacons, sono destinati a peggiorare nel 2026. Alla base dell’analisi ci sono i numeri dell’Istat del report “Storie di dati” che racconta le trasformazioni dell’Italia, l’inflazione, il ruolo delle crisi energetiche, ma anche l’evoluzione dei prezzi tra i prodotti e l’Italia nel contesto europeo. Quello che ne emerge è che i prezzi sono cresciuti a un ritmo molto più sostenuto rispetto all’inflazione media.

I numeri dell’Istat confermerebbero i numerosi allarmi lanciati negli ultimi anni dal Codacons circa l’andamento dei listini al dettaglio in Italia. Come spiega l’associazione, prezzi e tariffe crescono di anno in anno, ma le voci indispensabili per le famiglie subiscono gli aumenti maggiori e in alcuni casi beni e servizi costano il doppio rispetto a 25 anni fa. È il caso dell’abitazione, delle utenze, degli alimenti, tutte spese alle quali una famiglia non può rinunciare trattandosi di beni primari.

Prezzi +63% tra il 2000 e il 2025

Si esce dal supermercato con la metà delle buste di un tempo e l’Istat ci conferma questa sensazione individuale. I numeri infatti mostrano l’andamento collettivo di un’Italia che tra il 2000 e il 2025 ha visto i prezzi in media aumentare del 63%. In alcuni casi i prezzi sono cresciuti di oltre il 100%, come quelli legati a case, utenze, alcolici, tabacchi e servizi finanziari.

Il report “Storie di dati” dell’Istat fotografa un periodo molto più lungo degli ultimi 25 anni, addirittura risale ai primi anni dall’Unità d’Italia. Quello che interessa a noi oggi però sono i prezzi di beni e servizi dal 2000 in poi.

Cosa è aumentato?

Mentre la crescita generale dell’indice dei prezzi al consumo tocca il 63%, ci sono voci di spesa che vedono un aumento anche superiore al 100%, per esempio è il caso del dato aggregato di abitazione e utenze; altre voci invece aumentano, ma rimangono inferiori al 30% come per i servizi di istruzione e sanità.

Alcuni dati:

  • abitazione e utenze domestiche +120%;
  • alimentari +90%.

Quasi un secolo di aumenti

Il racconto che fa l’Istat è quello di un andamento dei prezzi che nel breve e nel lungo periodo mostra differenze significative in termini di intensità e persistenza. I prezzi dei beni sono cresciuti di meno perché rispetto ai servizi c’è stato un progresso nella produttività del lavoro e nell’esposizione alla concorrenza internazionale.

Infatti, dalla metà degli anni ’50 i prezzi dei beni sono aumentati di circa 30 volte, mentre quelli dei servizi di circa 60. Come racconta l’Istat, questo aumento diversificato si può spiegare con lo sviluppo dell’industria, dove i beni possono essere prodotti impiegando meno lavoro o sprecando meno risorse, mentre per quanto riguarda i servizi la componente lavorativa continua ad avere un peso maggiore.

Negli anni ’70 e poi negli anni ’80 i prezzi hanno subito una forte accelerazione in corrispondenza degli shock petroliferi e delle tensioni inflazionistiche dei due decenni. Solo a partire dalla metà degli anni ’80 i prezzi hanno iniziato a rallentare, ma dagli anni 2000 fino ai giorni nostri, per effetto della crescita più contenuta dei prezzi dei beni, la differenza tra prodotti e servizi è tornata ad aumentare.

C’è poi lo shock energetico del 2022 che ha determinato l’impennata dei prezzi dei beni anche fino a oltre il 100% e, nell’ultimo triennio, la situazione di instabilità ha mantenuto i prezzi più o meno stabili (quindi alti). All’inizio del 2026, con il conflitto nel Golfo Persico, ci si trova ad aspettare una nuova impennata dei prezzi.

L’aumento dei prezzi dell’energia

In particolare, il focus è sull’aumento dei prezzi dell’energia registrato sia dopo l’invasione russa dell’Ucraina, sia quello attuale dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Andrea De Panizza, economista e dirigente di ricerca dell’Istat, ha spiegato che:

La crescita dei prezzi al consumo di energia nel 2022 è stata addirittura superiore rispetto alle fiammate inflazionistiche degli anni ’60.

Eppure l’impatto è risultato più contenuto per la diversa durata degli aumenti e le condizioni economiche. De Panizza aggiunge anche che, nelle crisi petrolifere del passato, i rincari si erano protratti a lungo e si attivava un meccanismo di indicizzazione salariale che oggi è assente.

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