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“Non fate quello che fa Mauro Corona in montagna, non appendetevi nel vuoto. Vedono la foto online e decidono di andare, senza informarsi”: l’allarme degli alpinisti sulle Dolomiti

Chi vi scrive questo articolo lo ammette candidamente: anch’io vedendo i reel che l’algoritmo mi propone in loop di paesaggi mozzafiato, sentieri a picco e scale scalette ponticelli e tratti di piccola scalata che portano in vette dolomitiche straordinarie, ho avuto più di una volta la tentazione di andare a fare una ferrata pur senza aver mai fatto corsi di arrampicata ad hoc. La mia esperienza (e passione) nel trekking mi ha portato a peccare di hybris, unita poi alla spettacolarità di certi percorsi un tempo appannaggio di pochi esperti (come è giusto che sia) e oggi invece tentazione comune proprio grazie alle immagini che li immortalano. D’altra parte a vederli sui social sembrano tutti facili, certi video in 4 ore ti mostrano come girare 2-3 rifugi con anche 800 metri di dislivello. Poi, per fortuna, per me resta solo una tentazione ma certo c’è invece chi va e si cimenta in imprese per cui non è minimamente preparato.

La problematica dell’impreparazione in quota si scontra oggi con un acceso dibattito riportato oggi dal Corriere della Sera. Da una parte le linee guida del 2021 elaborate dalla Società degli Alpinisti Tridentini (Sat), che fissano un limite invalicabile: “La Sat non intende realizzare nuove vie ferrate“, ha sintetizzato il presidente Cristian Ferrari, limitando gli interventi esclusivamente alla manutenzione e alla messa in sicurezza dei tracciati già esistenti. Dall’altra parte, chi osserva il mutamento turistico degli ultimi anni e, come ammette lo stesso Ferrari, “la pensa in modo diverso”, vedendo nei percorsi attrezzati “un volano per il territorio anche nelle stagioni meno gettonate” e spingendo per la moltiplicazione degli impianti sulle vette trentine.

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Fabrizio Corona non si ferma all’alt dei carabinieri. Bloccato 700 metri dopo, è stato denunciato per guida senza patente e fuga pericolosa

Non si è fermato all’alt dei carabinieri ed è stato inseguito per circa 700 metri prima di fermarsi. Fabrizio Corona è stato denunciato a Milano per guida senza patente e fuga pericolosa.

L’episodio è avvenuto nella serata di mercoledì 14 ottobre, nella zona di corso Sempione, all’angolo con via Moscati. Corona era alla guida di un Suv quando una pattuglia gli ha intimato l’alt. L’ex re dei paparazzi ha ignorato l’ordine e ha proseguito la corsa, compiendo anche una manovra azzardata, prima di fermarsi circa 700 metri più avanti ed essere raggiunto dai carabinieri.

Dai successivi controlli è emerso che Corona non aveva la patente. LaPresse riferisce inoltre che la vettura da lui guidata era già sottoposta a fermo amministrativo. Il mezzo è stato sequestrato. L’ex re dei paparazzi non è nuovo a contestazioni legate alla guida: era già stato denunciato diverse volte negli anni passati per guida senza patente.

Nei giorni scorsi Fabrizio Corona era stato aggredito fuori dalla sua abitazione da sei persone, come aveva confermato al TgR Lombardia il suo avvocato Ivano Chiesa. “Lui dice: ‘Io mi sono difeso, uno contro sei, ho fatto quello che potevo’. Mi ha detto che sta bene, a parte qualche escoriazione, niente di grave”, aveva spiegato il legale. L’episodio era avvenuto sotto casa di Corona, in zona piazzale Dateo a Milano.

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, che citava gli accertamenti dei carabinieri della stazione Porta Monforte, l’ex re dei paparazzi era stato accerchiato da almeno sei persone, minacciato con un cacciavite e picchiato. Gli aggressori gli avevano inoltre portato via un paio di orecchini e due collanine per un valore di circa 400 euro. Corona aveva riportato soltanto alcune escoriazioni e non era stato necessario il trasporto in ospedale.

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