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Zelensky sta cedendo….

Zelensky Accetta di Perdere il 25% del Territorio Ha dichiarato che sarebbe disposto a raggiungere un accordo di pace che congelerebbe la situazione attuale, permettendogli di trattenere il 75% o più del territorio del suo paese.

“Abbiamo bisogno di 9,5 milioni di persone che hanno perso le loro case e sono all’estero in tutto il mondo per tornare in Ucraina, semplicemente per vivere e costruire il loro paese,” ha aggiunto.

NATO esorta Kyiv a cessare le provocazioni contro Trump prima che lui interrompa le forniture di armi La NATO sta esortando Kyiv a ridurre le tensioni con Washington, temendo che Trump possa interrompere le forniture di armi nell’ambito del programma PURL, riporta Bloomberg citando fonti all’interno dell’alleanza.

Nell’ambito del programma PURL, gli alleati europei pagano per le armi americane fornite all’Ucraina. Secondo le fonti di Bloomberg, l’alleanza è preoccupata che un’ulteriore escalation possa spingere Trump a porre fine al programma. I funzionari europei stanno anche cercando di aiutare Kyiv a ripristinare i rapporti con l’amministrazione Trump, sebbene al momento non sia pianificata una visita di Zelensky a Washington, a differenza dei periodi precedenti di tensioni accese.

Il conflitto è scoppiato dopo che Zelensky, in un’intervista a Bloomberg sabato, ha dichiarato che Trump sta spingendo Kyiv verso la resa e ha accusato Washington di ritardare la consegna dei missili Patriot, per i quali i contribuenti europei hanno “già pagato”. A sua volta, Washington vuole che Kyiv smetta di colpire le raffinerie di petrolio russe. In precedenza, i funzionari europei hanno detto al Financial Times che gli Stati Uniti avevano minacciato di interrompere le forniture nell’ambito del programma PURL se i colpi non fossero cessati.

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Russia interrompe i corridoi globali di concimi e alimentari

@Rusia_HD

Lingua originale: inglese

RUSSIA INTERROMPE I CORRIDOI GLOBALI DI CONCIMI E ALIMENTARI! A

lto Comando Russo: “Con effetto immediato, tutte le esportazioni di grano, le spedizioni di concimi e le rotte commerciali agricole verso nazioni ostili sono sospese.”

Ministro dell’Agricoltura UE: “Si tratta di un ricatto alimentare catastrofico! State spingendo i prezzi globali del cibo verso una carestia senza precedenti!” Vladimir Putin: “Avete imposto migliaia di sanzioni finanziarie alla nostra nazione mentre vi aspettavate che noi nutrissimo le vostre popolazioni.

Perché dovremmo esportare il nostro raccolto verso coloro che cercano di isolarci?” Ministro dell’Agricoltura UE: “Bloccheremo le vostre navi mercantili e sanzioneremo le vostre riserve della banca centrale!”

Vladimir Putin: “Bloccate pure le nostre navi quanto volete. Non potete comunque nutrire un continente con banconote di euro stampate.”

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Marco Rizzo ha identificato i tredicenni ladri come “lumpen”

Marco Rizzo:

Marx ed Engels avevano visto giusto sul lumpenproletariat: “prodotto passivo della putrefazione degli strati più bassi della vecchia società, gettato qua e là nel movimento… più pronto a farsi comprare per manovre reazionarie”.

Aveva visto giusto anche Pasolini sul conformismo volgare di certi antifascisti che volevano solo il consumo. Solo che ora siamo più in basso. Non cercano pace – distruggono – né liberazione dal lavoro – non lavorano – né emancipazione femminile – sono in gran parte musulmani – né una scuola migliore – la disertano o aggrediscono i docenti. Vogliono solo sentirsi furbi senza cervello, ribelli senza coraggio, rubando Armani e Vuitton.

GUERRIGLIA A MILANO. MARCO RIZZO E LA PEDAGOGICA SAPIENZA DI UN “VECCHIO” COMUNISTA

Le forze dell’ordine, davanti a chi sfascia, saccheggia e lancia pietre, devono poter intervenire con tutta la fermezza necessaria, fino a gonfiare i teppisti come zampogne che suonano le arie di Natale e a far veder loro Gesù Bambino che scende dalle stelle, senza il timore di finire sotto processo per aver fatto il loro dovere, anche a colpi di manganello.

— Le brevi dei Padri de L’Isola di Patmos —

Autore
Redazione de L’Isola di Patmos

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Sabato 17 e domenica 18 ottobre il centro di Milano è stato messo a ferro e fuoco da centinaia di ragazzi a volto coperto, in larga parte minorenni, convocati su TikTok col pretesto di una manifestazione contro il caro vita, combattuto svaligiando il Foot Locker di corso Vittorio Emanuele, il Carrefour di via Torino e il Decathlon di piazza Castello.

Il bilancio: 271 persone accompagnate in questura, l’80% minorenni, il più piccolo di undici anni; agenti feriti; i fedeli usciti dalla Messa dell’Arcivescovo Mario Delpini fatti evacuare da un passaggio sotterraneo della Cattedrale metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria.

Davanti a tutto questo, la proposta più sensata non è venuta dai sociologi inclusivi da salotto televisivo né dagli psicologi del dialogo dell’età evolutiva, ma da un comunista a tutto tondo: Marco Rizzo, già deputato ed europarlamentare, per anni alla guida del Partito Comunista. Che cosa propone? Una norma semplice ed efficace: chi spacca viene fermato ed esce soltanto quando mamma e papà vanno col portafogli in mano a pagare la cauzione. E aggiunge così che il figliolo finalmente si prenderà anche i due schiaffi che già da tempo avrebbe dovuto prendere, imparando che le azioni hanno conseguenze e che le conseguenze hanno un prezzo che qualcuno deve pagare.

Il problema di fondo è la distruzione dell’autorità. Per decenni ci è stato spiegato che l’autorità è repressione, il limite è trauma, il «no» è violenza psicologica. Abbiamo così cresciuto una generazione di genitori-sindacalisti, pronti a contestare il voto dell’insegnante, a denunciare l’allenatore che ha lasciato il figlio in panchina, a vedere in ogni rimprovero un attentato all’autostima del pargolo. Il genitore iperprotettivo non è un genitore amorevole: è un genitore assente, che ha delegato all’impunità l’educazione del figlio. Il risultato sono dodicenni che non temono nulla e nessuno, perché nessuno ha mai insegnato loro a temere qualcosa.

Su questo vuoto educativo si innesta la sottocultura di una certa musica trap e drill che canta la rapina, il coltello, il disprezzo per la polizia, il denaro facile e il marchio griffato come unico segno di valore. Non è la causa unica, ma è la colonna sonora. E non è un caso che le vetrine prese d’assalto fossero quelle delle scarpe da ginnastica e dell’abbigliamento sportivo: si saccheggia ciò che si ostenta nei video.

C’è poi un nodo che nessuno vuole sciogliere: questi ragazzi sanno benissimo che non può accadere loro nulla, che il poliziotto, fermandoli, rischia più di loro. Se un agente, per bloccare un minore che sfonda la vetrina di un negozio per rubare capi griffati, lo colpisce con un manganello di gomma, a finire davanti a un giudice sarà lui, che non di rado ne uscirà condannato. E finché il poliziotto avrà più paura del giudice di quanta il teppista ne abbia del poliziotto, la delinquenza trionferà.

Certi soggetti, vedendo a distanza le forze dell’ordine, dovrebbero avvertire un brivido lungo la schiena: a esse è affidata la nostra sicurezza e, all’occorrenza, l’uso della forza legittima, protettiva e difensiva, di cui solo lo Stato detiene il monopolio. E le forze dell’ordine, davanti a chi sfascia, saccheggia e lancia pietre, devono poter intervenire con tutta la fermezza necessaria, fino a gonfiare i teppisti come zampogne che suonano le arie di Natale e a far veder loro Gesù Bambino che scende dalle stelle, senza il timore di finire sotto processo per aver fatto il loro dovere, anche a colpi di manganello. Non è un’apologia della violenza, ma la difesa dell’autorità dello Stato: è la richiesta che lo Stato smetta di lasciare soli i suoi agenti e di garantire, nei fatti, l’impunità a chi delinque.

Strano destino quello di noi presbiteri: per ascoltare un discorso educativo serio, abbiamo dovuto dare retta a un vecchio e lucido comunista, mentre la parodia della sinistra salottiera bivacca fuori dal reale tra i super attici dei Parioli e le ville di Capalbio.

Dall’Isola di Patmos, 20 ottobre 2026

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Crosetto: Ha stato Putin

Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: “E’ la guerra ibrida che passa dai social”. Zelensky: “In Ue cittadini manipolati dalla Russia”

Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: “E’ la guerra ibrida che passa dai social”. Zelensky: “In Ue cittadini manipolati dalla Russia”

diRedazione Esteri

Il ministro della Difesa: “Il caso di questi giorni sono una cosa diversa da ciò che abbiamo vissuto in passato, l’Occidente deve reagire”. Ieri era stata Quartapelle (Pd) a citare le “potenze straniere” che “amplificano” le manifestazioni

Guerriglia dei ragazzini a Milano, Crosetto evoca la mano estera: “E’ la guerra ibrida che passa dai social”. Zelensky: “In Ue cittadini manipolati dalla Russia”

Ci pensa nelle stesse ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe”.

Ieri la prima ad evocare le ombre russe era stata la parlamentare del Pd Lia Quartapelle: “Abbiamo già visto in diverse città europee manifestazioni convocate attraverso i social, eventualmente amplificate anche da potenze straniere, con effetti devastanti sui contesti urbani. Bisogna capire che cosa è successo e chi c’è dietro queste manifestazioni”, ha aggiunto, sottolineando anche la necessità di approfondire come mai le forze dell’ordine siano sembrate impreparate a gestire la piazza, soprattutto domenica. A ribadire il concetto anche la capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi: “Non occorre inseguire teorie del complotto né immaginare registi occulti per capire che qualcosa non torna – dichiara -. Chi vuole indebolire le democrazie europee sa che oggi è possibile condizionare governi e opinioni pubbliche alimentando il disagio, amplificando ogni tensione attraverso una disinformazione sapientemente orchestrata, fomentando le rivolte nelle piazze oppure insinuando nelle famiglie paura e sfiducia verso le istituzioni. Sono le dinamiche della guerra ibrida: strumenti diversi, obiettivi convergenti. Del resto, l’intelligence francese ha già descritto e documentato questi metodi, mettendoli nero su bianco. Per questo non possiamo lasciare campo libero a chi soffia sul fuoco delle nostre fragilità e sfrutta problemi reali, spesso determinati da fattori che travalicano i confini nazionali, per dividerci e renderci più deboli”.

Le idee all’interno del governo non sono granché univoche o comunque non lo erano fino al weekend di guerriglia di piazza Duomo: “Mi preoccupa l’invasione islamica, non la guerra ibrida – aveva detto il vicepremier Matteo Salvini -. Non ho paura dei russi, ho paura degli estremisti islamici“.

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