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Numeri da record per il passaporto alle Poste, superate le 300mila richieste ad agosto

Ha superato quota 300mila il numero di richieste di rilascio e rinnovo del passaporto presentate negli uffici postali italiani, con un picco record ad agosto 2026 di quasi 17mila erogazioni. Il servizio, nato con il Progetto Polis nei Comuni sotto i 15mila abitanti ed esteso anche alle grandi città, permette di svolgere l’intera pratica a due passi da casa con opzione di consegna a domicilio.

Passaporto alle Poste, superate 300mila richieste

Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti alle Poste ha superato la soglia delle 300mila richieste in Italia, toccando il suo record ad agosto 2026 con 16.947 pratiche evase in un mese (+6% rispetto al picco di febbraio).

Ben 236.531 domande (pari all’80% del totale) sono state raccolte nei 6.932 uffici dei piccoli Comuni aderenti al Progetto Polis (il piano avviato da Poste Italiane per portare i servizi della Pubblica Amministrazione nei centri abitati con meno di 15mila abitanti), mentre le restanti 63.600 sono state lavorate nelle 431 sedi abilitate delle grandi città, come Roma, Milano, Bologna e Napoli.

L’iniziativa ha ridotto la pressione sulle Questure e azzerato i grandi spostamenti per chi vive nelle zone più isolate: tra le province più attive spiccano Bergamo (18.555 richieste), Verona, Vicenza e Monza.

Come richiedere o rinnovare il passaporto allo sportello

La procedura si avvia su prenotazione online nelle grandi città o direttamente allo sportello nei piccoli centri coinvolti dal piano Polis.

Per richiedere o rinnovare il documento occorre mostrare un documento d’identità, il codice fiscale, una foto tessera, il vecchio passaporto (o la denuncia di smarrimento/furto) e le ricevute del bollettino da 42,70 euro e del contrassegno telematico da 73,50 euro.

L’operatore postale effettua l’identificazione, acquisisce la foto e rileva le impronte digitali con scanner biometrici, per poi inviare la pratica per via telematica alla Polizia di Stato, che si occupa delle verifiche e dell’emissione del libretto.

Consegna del documento a domicilio

Completata l’emissione, i cittadini possono ritirare il passaporto in ufficio postale o farselo recapitare a casa tramite portalettere, un’opzione scelta dall’81% degli utenti nei piccoli centri e dal 30% nelle grandi aree urbane.

Per usufruire del servizio di consegna a casa, Poste Italiane richiede un pagamento di 9,88 euro, tramite Posta Assicurata.

Cantieri completati nel 90% degli uffici

Sull’onda del successo dell’operazione Tim, Poste Italiane ha raggiunto anche un notevole traguardo con le richieste di rilascio dei passaporti.

L’erogazione dei passaporti rientra nel piano di ammodernamento di Poste Italiane, che ha già completato gli interventi in oltre 6.200 uffici (il 90% del totale previsto dal Progetto Polis).

In ben 24 province, tra cui Firenze, Bari, Bolzano e Imperia, i lavori di restyling delle sedi si sono già conclusi nel 100% degli uffici coinvolti.

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Corte Ue su truffe e phishing: ora sono le banche a dover pagare i correntisti

Le tutele per i correntisti vittime di truffe informatiche e phishing si arricchiscono di un tassello fondamentale, destinato a cambiare la gestione dei rimborsi bancari. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che gli istituti di credito hanno l’obbligo di restituire immediatamente le somme sottratte attraverso operazioni non autorizzate, anche nei casi in cui si ipotizzi che il cittadino abbia agito con grave negligenza o disattenzione.

La pronuncia dei giudici europei ribalta una prassi consolidata anche in Italia, dove le banche tendono a negare il riaccredito preventivo trattenendo il denaro e scaricando sul cliente l’onere di avviare complessi ricorsi.

Cosa prevede la sentenza della Corte Ue

I giudici europei hanno chiarito che, a fronte della segnalazione tempestiva di una transazione sospetta, il prestatore dei servizi di pagamento deve restituire l’intero importo sottratto entro e non oltre la fine del primo giorno lavorativo successivo alla notifica.

L’unica eccezione che consente all’istituto di sospendere il riaccredito immediato si verifica in presenza di un fondato e motivato sospetto di una frode commessa dallo stesso correntista, circostanza che la banca deve comunque segnalare formalmente e per iscritto alla Banca d’Italia.

Perché cambia la gestione dei rimborsi per i correntisti

La vera svolta della sentenza risiede nell’inversione della procedura d’indagine. Fino ad oggi, la tendenza prevalente delle banche era quella di trattenere le cifre sottratte sostenendo che la vittima avesse consegnato incautamente i propri codici di accesso ai criminali informatici che glieli chiedevano per messaggio.

La Corte Ue ha stabilito che questo meccanismo di blocco preventivo non è legittimo:

  • l’istituto ha il dovere primario di restituire subito le somme rubate sul conto corrente;
  • se la banca ritiene che il cliente abbia agito con dolo o colpa grave, non può trattenere il denaro d’autorità, ma deve avviare una procedura separata per dimostrare la negligenza dell’utente e chiederne la restituzione

In questo modo si evita che sia il cittadino a dover anticipare le spese legali o attendere i tempi dell’Arbitro Bancario Finanziario per rientrare in possesso del proprio denaro.

Come comportarsi in caso di addebito non autorizzato

Se si scopre di essere stati vittime di una transazione fraudolenta o di un prelievo non autorizzato, la regola fondamentale è sempre una: segnalare tempestivamente l’accaduto per attivare le tutele previste. Ecco quali sono i passi da fare se si sospetta di essere vittime di truffa:

  • contattare immediatamente i numeri verdi ufficiali dell’istituto per bloccare le carte e le credenziali di home banking;
  • sporgere formale denuncia dell’accaduto presso le autorità di Polizia Postale;
  • inviare un reclamo formale via Pec o raccomandata alla propria banca chiedendo il riaccredito immediato delle somme entro il giorno lavorativo successivo, richiamando espressamente la sentenza C-70/25 della Corte di Giustizia Ue.

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