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OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu

A Wuhu debutta OMODA X: il crossover dal design Mecha abbina vocazione outdoor, cockpit digitale e tecnologie di bordo avanzate.

OMODA amplia la propria visione del crossover con OMODA X, presentato a Wuhu, in Cina, durante OMODA X NIGHT, nell’ambito dell’International User Summit del gruppo Chery. Il costruttore lo definisce il primo Cross Off-Road Vehicle del marchio: un progetto che vuole unire la praticità di un SUV per l’uso quotidiano, la maggiore versatilità sui percorsi fuori dall’asfalto e una personalità estetica di ispirazione sportiva. La proposta si rivolge soprattutto a chi alterna spostamenti urbani, viaggi e attività nel tempo libero, senza rinunciare alla tecnologia a bordo.

Design Mecha: carrozzeria muscolosa e firma luminosa

Il linguaggio stilistico riprende la cultura Mecha, legata all’immaginario di robot e velivoli futuristici. OMODA X presenta una carrozzeria larga, spalle pronunciate e superfici sfaccettate che accentuano il carattere geometrico dei volumi. La fiancata abbina una linea di cintura stretta a un profilo dinamico, mentre le luci posteriori a forma di saetta costruiscono una firma visiva riconoscibile. Il risultato, nelle intenzioni del marchio, è un crossover capace di comunicare robustezza senza rinunciare a una presenza stradale sportiveggiante.

MECHA Command Cockpit: schermi digitali e comandi fisici

All’interno trova posto il MECHA Command Cockpit, caratterizzato da una plancia a doppia ala e da un tunnel centrale sospeso a forma di X. La strumentazione digitale utilizza un display da 10,25 pollici, affiancato da uno schermo centrale touch da 13,2 pollici. OMODA ha scelto di conservare pulsanti e comandi fisici per alcune funzioni utilizzate frequentemente, come climatizzazione e selezione delle modalità di guida: una soluzione che punta a limitare il ricorso al touchscreen nelle operazioni più immediate. L’abitacolo combina quindi un’interfaccia digitale estesa con elementi tradizionali di controllo, cercando un equilibrio tra scenografia e praticità.

Off-road: 200 mm da terra e guado oltre 700 mm

Le caratteristiche dichiarate collocano OMODA X anche nel territorio dell’outdoor. L’altezza libera dal suolo è di 200 mm, mentre la capacità di guado prevista in fase di progetto supera 700 mm. Sono valori che il marchio utilizza per descrivere l’attitudine a percorsi impegnativi, ma che da soli non equivalgono a una verifica indipendente delle prestazioni in fuoristrada. La massa rimorchiabile dichiarata arriva a 1.800 kg; sul tetto possono essere trasportati fino a 75 kg di carico. Nell’abitacolo sono previsti 39 vani portaoggetti, pensati per contenere gli accessori della vita quotidiana e l’attrezzatura da viaggio. Tra gli utilizzi evocati dal costruttore ci sono sport, escursioni e trasferimenti con biciclette o altri equipaggiamenti.

SIAS e X-MODE: l’intelligenza artificiale entra nell’auto

Il pacchetto tecnologico comprende SIAS (Super Intelligent AI Space), un sistema di interazione vocale progettato per interpretare richieste in linguaggio naturale senza imporre una parola di attivazione o sequenze rigide di comandi. La modalità X-MODE consente invece di personalizzare alcune impostazioni della vettura in base alle preferenze di chi guida. Tra le dotazioni illustrate figura anche una visione notturna termica a infrarossi, destinata ad aiutare nel riconoscimento di potenziali ostacoli fino a 90 metri. Si tratta di funzioni presentate dal costruttore: la loro disponibilità effettiva nelle diverse versioni commerciali dovrà essere chiarita al momento dell’arrivo sui singoli mercati.

Dall’Open Mic ai MECHA Pets: personalizzazione a bordo

OMODA dedica spazio anche a intrattenimento e personalizzazione. La funzione Open Mic utilizza quattro zone indipendenti di acquisizione audio per proporre un’esperienza karaoke senza microfoni dedicati. I MECHA Pets sono invece piccoli personaggi magnetici dotati di tecnologia NFC, pensati per introdurre un elemento interattivo nell’abitacolo. automobilisti interessati a connettività, identità digitale e possibilità di rendere personale lo spazio interno. Il progetto considera quindi la vettura non soltanto come mezzo di trasporto, ma anche come ambiente da configurare in base agli interessi degli occupanti.

Un progetto globale sviluppato insieme ai clienti

Durante la presentazione a Wuhu, quattro clienti provenienti da Indonesia, Brasile, Sudafrica e Polonia hanno mostrato interpretazioni differenti del nuovo modello, ispirate alle rispettive culture e passioni. L’iniziativa segna l’avvio dell’OMODA X Co-Creation Project, con cui il marchio dichiara di voler coinvolgere gli utenti nella definizione dell’identità dell’auto. Questa impostazione punta a raccogliere indicazioni da mercati diversi prima di consolidare il posizionamento globale del crossover. Per OMODA, già presente in Italia con la famiglia che comprende OMODA 4, OMODA 5, OMODA 7 e OMODA 9, X rappresenta dunque un’ulteriore estensione della proposta.

Prezzi, motorizzazioni e arrivo in Italia: cosa manca

Il debutto cinese è una prima presentazione del progetto, non ancora un annuncio commerciale completo per il mercato italiano. Nel materiale diffuso non vengono specificati prezzi, motorizzazioni, dati di autonomia, dimensioni complete o data di vendita in Italia. Restano quindi da definire le caratteristiche delle versioni destinate ai diversi Paesi, compreso il livello di equipaggiamento di serie. Il profilo di OMODA X è comunque delineato: un crossover che combina elementi da SUV e fuoristrada, un design riconoscibile e sistemi digitali orientati all’interazione con il conducente. La conferma del suo ruolo sul mercato arriverà con le specifiche definitive e con le prime prove su strada.

OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
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Jeep Avenger 4xe e elettrica: tutte le novità del B-SUV da 300.000 ordini

Jeep Avenger tocca quota 300.000 ordini: aggiornati design, dotazioni e motori del B-SUV europeo, con il 60% di vendite elettrificate.

Jeep Avenger raggiunge quota 300.000 ordini dal lancio del 2023 e consolida la propria posizione nel mercato europeo dei B-SUV. Il traguardo, comunicato dal costruttore, avvicina il modello al riferimento storico della Jeep Renegade, accreditata di 610.000 unità nell’intero ciclo di vita, considerando lo stesso perimetro di rilevazione.

Il dato più significativo riguarda la transizione energetica: secondo Jeep, le versioni elettrificate valgono ormai circa il 60% delle vendite della gamma. È proprio la possibilità di scegliere la tecnologia più adatta alle proprie abitudini a rappresentare una delle leve commerciali del SUV compatto.

Nuova Jeep Avenger: design aggiornato e soluzioni più funzionali

Con l’aggiornamento presentato a maggio, la nuova Jeep Avenger interviene su stile, dotazioni e qualità percepita nell’abitacolo. Tra le novità figurano i fari Matrix LED, una telecamera anteriore che contribuisce alla rappresentazione digitale a 360 gradi e un selettore rivisto per le modalità di guida Selec-Terrain. Il marchio segnala inoltre materiali e finiture interne migliorati sotto il profilo visivo e tattile.

Le nuove tinte Bamboo e Forest, ispirate ai colori della natura, ampliano la personalizzazione. Resta riconoscibile il linguaggio estetico Jeep: griglia a sette feritoie, protezioni esterne diffuse e gruppi ottici incassati. Nel progetto, la forma assolve anche una funzione pratica: le superfici protette e gli elementi “molded-in-color” sono pensati per limitare i danni nei piccoli contatti quotidiani.

Dimensioni compatte, vocazione europea e nuovi clienti

Progettata e prodotta in Europa, Avenger nasce per una mobilità fatta di centri urbani, percorrenze extraurbane e occasioni di svago. Il formato da B-SUV unisce ingombri contenuti a un’impostazione rialzata, mentre gli sbalzi ridotti e l’altezza da terra favoriscono la gestione dei fondi sconnessi. Jeep sottolinea anche l’ampliamento della platea tradizionale del marchio, con una presenza rilevante di clienti donne e automobilisti sotto i 40 anni.

Le caratteristiche off-road restano parte dell’identità del modello, ma vanno interpretate in relazione a versione, pneumatici, aderenza e condizioni reali. La filosofia “design to function” prova così a conciliare utilizzo quotidiano e capacità di affrontare percorsi meno convenzionali, un equilibrio centrale nell’evoluzione dei SUV di segmento B.

Jeep Avenger 4xe: trazione integrale elettrificata da 145 CV

La proposta più orientata ai fondi difficili è Jeep Avenger 4xe, dotata di trazione integrale elettrificata e potenza complessiva dichiarata di 145 CV. La configurazione abbina un motore termico sull’asse anteriore, una trasmissione a doppia frizione elettrificata e un’unità elettrica posteriore. Jeep indica una coppia fino a 1.900 Nm alle ruote posteriori: è un valore riferito alle ruote, da non confondere con la coppia all’albero del motore.

Secondo le specifiche diffuse dalla casa, la 4xe può affrontare pendenze del 40% su ghiaia e del 20% anche senza aderenza sull’asse anteriore, nelle condizioni previste per la prova. La dotazione caratteristica include Jeep Shield nero, fendinebbia LED, barre sul tetto e gancio posteriore. Le varianti 4xe sono proposte negli allestimenti Upland, Overland e 85° Anniversario.

Selec-Terrain e Hill Descent Control anche nella gamma 4×2

Il sistema Jeep Selec-Terrain, previsto anche sulle versioni a due ruote motrici, consente di selezionare programmi che modulano erogazione e gestione della trazione in funzione del fondo e del meteo. Un comando dedicato facilita il passaggio tra le modalità. A completare il pacchetto è l’Hill Descent Control, che supporta il controllo della velocità nelle discese più impegnative.

Questi dispositivi aumentano la versatilità della vettura, senza modificare i limiti fisici di grip e spazio di arresto. La presenza di una vera trazione integrale sulla 4xe costituisce invece una differenza tecnica concreta rispetto alle Avenger a trazione anteriore, soprattutto quando la motricità disponibile cambia rapidamente.

Benzina, e-Hybrid, elettrica e 4xe: una gamma per esigenze diverse

La strategia di prodotto non punta su una motorizzazione unica. La Jeep Avenger elettrica promette un’autonomia fino a 400 km secondo il dato comunicato dal costruttore, variabile nella pratica con temperatura, velocità e stile di guida. La e-Hybrid introduce l’elettrificazione nell’uso quotidiano; la benzina manuale parla a chi preferisce una soluzione tradizionale, mentre la 4xe si rivolge a chi cerca più capacità di trazione.

Per la gamma ordinaria gli allestimenti annunciati sono Longitude, Altitude, Summit e una serie speciale 85° Anniversario. La disponibilità delle singole combinazioni di motore, cambio e dotazioni può variare in funzione del mercato e del listino.

Matrix LED, telecamera a 360° e assistenza alla guida di livello 2

Il rinnovamento tecnologico si concentra sulla visibilità e sulla facilità di manovra. I proiettori Matrix LED migliorano la gestione del fascio luminoso durante la marcia notturna. La telecamera supplementare anteriore permette di ricostruire sullo schermo centrale una vista dall’alto a 360°, utile nei parcheggi e nei passaggi stretti. Il sistema può selezionare automaticamente visuale e ingrandimento, lasciando al conducente il controllo delle impostazioni.

Completano l’offerta i sistemi avanzati di assistenza alla guida di livello 2: tecnologie che possono collaborare nella gestione di sterzo e velocità ma richiedono comunque attenzione e supervisione costanti. Con 300.000 ordini all’attivo, Avenger diventa quindi un indicatore della direzione intrapresa da Jeep in Europa: più opzioni di alimentazione, dotazioni digitali e una proposta compatta che mantiene riferimenti stilistici e funzionali al mondo off-road.

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Richiamo Volkswagen: 72.700 elettriche, quali modelli sono coinvolti

Richiamo mondiale per le elettriche Volkswagen: la KBA segnala difetti alle celle delle batterie. Coinvolte anche alcune Cupra Born.

Nuovo richiamo Volkswagen su scala mondiale: il gruppo tedesco deve intervenire su circa 72.700 auto elettriche per possibili anomalie delle celle delle batterie ad alta tensione. A riportare la portata dell’operazione sono i dati del Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), l’autorità federale tedesca per la motorizzazione, ripresi il 20 ottobre 2026 dalla stampa tedesca. In Germania i tre provvedimenti interessano complessivamente circa 10.000 vetture. Non significa che ogni esemplare dei modelli indicati debba passare in officina: il richiamo riguarda specifiche auto e periodi di produzione.

Quali modelli Volkswagen e Cupra sono coinvolti

Le campagne riguardano soprattutto alcune Volkswagen ID.3, ID.4, ID.7 e ID. Buzz, oltre alla Cupra Born, appartenente al gruppo. Per i modelli della famiglia ID. si parla di esemplari costruiti tra il 2022 e il 2025; per la Born l’intervallo indicato va dal 2022 al 2024. La banca dati della KBA associa ai richiami, tra gli altri, i riferimenti 17137R per i modelli Volkswagen e 17103R per Cupra Born. L’anno di immatricolazione, da solo, non basta però a determinare se una singola vettura sia interessata.

Batterie difettose: perché esiste un rischio incendio

Il problema nasce da alcune celle delle batterie ad alta tensione che, in base ai controlli interni di qualità comunicati dal costruttore, non rispettano gli standard previsti. Secondo le informazioni diffuse in Germania, alla base vi sarebbero difetti produttivi di fornitori. In circostanze rare, l’anomalia potrebbe provocare un aumento eccessivo della temperatura e, nei casi estremi, un incendio della batteria. La criticità è dunque potenziale e non equivale a un incendio certo. Al momento delle comunicazioni del 20 ottobre, la KBA non segnalava incidenti con danni materiali o lesioni riconducibili a questi richiami.

Ricarica fino all’80% e controlli in officina

In attesa delle verifiche, ai proprietari dei veicoli coinvolti viene indicata come misura precauzionale la ricarica fino a un massimo dell’80%. Dove tecnicamente possibile, il sistema dell’auto può applicare direttamente una limitazione del livello di carica. Sono previsti controlli delle batterie presso la rete di assistenza, mentre eventuali ulteriori interventi dipendono dall’esito dell’ispezione. La soluzione non comporta necessariamente la sostituzione di un modulo: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un aggiornamento software, secondo quanto riferito dalla stampa tedesca citando Volkswagen. È importante seguire le istruzioni specifiche ricevute per il proprio veicolo.

Come sapere se la propria auto è richiamata

I clienti interessati saranno informati tramite comunicazione scritta, con le indicazioni sulle procedure e sui contatti utili. Chi possiede una delle vetture citate non deve quindi presumere automaticamente che sia soggetta al provvedimento. Per una verifica puntuale è opportuno rivolgersi alla rete ufficiale Volkswagen o Cupra e comunicare il numero di telaio (VIN). La consultazione delle schede KBA consente inoltre di identificare le campagne, ma non sostituisce la verifica del singolo veicolo e delle misure applicabili.

Cosa cambia per il mercato italiano

La dimensione mondiale del richiamo non fornisce, da sola, il numero delle auto circolanti in Italia che dovranno essere controllate. Al 21 ottobre 2026 non risulta, nelle fonti qui consultate, una cifra ufficiale specifica per il mercato italiano. Per questo è necessario distinguere il totale globale, pari a quasi 72.700 unità, dai circa 10.000 veicoli segnalati in Germania. Per i proprietari italiani valgono soprattutto le comunicazioni del costruttore e l’accertamento tramite telaio, senza estendere automaticamente il provvedimento a tutte le auto elettriche dei modelli elencati. Le batterie dei veicoli elettrici sono composte da numerose celle: individuare gli esemplari interessati è quindi decisivo per circoscrivere l’intervento e non generare allarmismi fra i proprietari di auto non soggette a richiamo.

La fonte ufficiale è il Kraftfahrt-Bundesamt

La fonte istituzionale di riferimento è il Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), responsabile della banca dati tedesca delle campagne di richiamo. I dettagli del provvedimento sono stati riportati anche dall’agenzia dpa e dalla testata pubblica tedesca Tagesschau il 20 ottobre 2026. La distinzione è rilevante: i numeri e i modelli interessati fanno riferimento ai dati KBA, mentre le spiegazioni sui controlli qualitativi e sulle possibili soluzioni tecniche derivano dalle dichiarazioni Volkswagen riprese dalle fonti giornalistiche. La priorità per gli automobilisti è verificare l’eventuale coinvolgimento del proprio mezzo e rispettare le prescrizioni di sicurezza ricevute.

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