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L’ultima mossa di Trump su Teheran: blocco navale e tracciamento IA per “isolare” l’Iran

17 August 2026 at 19:41
Il segretario al Tesoro Scott Bessent annuncia sanzioni “senza precedenti” contro la Repubblica Islamica. L’amministrazione americana punta a chiudere i porti iraniani e a mettere in ginocchio il sistema finanziario ...

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Con Trump è al potere il sionism “cristiano”

17 August 2026 at 12:40
Sionismo cristiano: un fenomeno che è rimasto a lungo nel punto cieco

Sionismo protestante: un fenomeno che è rimasto a lungo nel punto cieco

di Francis Jubert – 16/08/2026

Sionismo cristiano: un fenomeno che è rimasto a lungo nel punto cieco

Fonte: Le nouveau conservateur

Laurent Tessier, Sionismo Cristiano. Storia di un’alleanza non celebrata (XI-XI secolo), Lavoro e Fides / Presses de l’Université de Montréal, 2026, 402 p.

Ci sono libri che sono puntuali. Quello di Laurent Tessier è uno di questi. Mentre la guerra a Gaza, la colonizzazione in Cisgiordania e il ritorno di Donald Trump hanno portato in prima linea l’incrollabile sostegno di ampie fasce dell’America evangelica a Israele, lo storico delle religioni consegna la prima sintesi in lingua francese su un fenomeno rimasto a lungo nel punto cieco delle nostre analisi: il sionismo cristiano. Non solo una lobby contemporanea, ma una profonda alleanza teopolitica transatlantica che precede lo stesso sionismo politico ebraico e continua a pesare pesantemente sul Medio Oriente.

Fin dalle prime pagine, Laurent Tessier imposta la cornice con gradita chiarezza. Il sionismo non è mai stato un affare esclusivamente ebraico. Già nel XIX secolo, milioni di cristiani – principalmente protestanti evangelici anglosassoni – sostenevano il ritorno degli ebrei in Terra Santa e la creazione e la difesa dello Stato di Israele. Benjamin Netanyahu stesso lo ha riconosciuto nel 2012: senza il sionismo cristiano, lo stato ebraico moderno probabilmente non sarebbe stato possibile. L’immagine dell’inaugurazione dell’ambasciata americana a Gerusalemme nel 2018, con i pastori Robert Jeffress e John Hagee al fianco del primo ministro israeliano, è solo la parte visibile di una lunga storia.

Profonde radici britanniche

Questa storia inizia molto prima di Theodor Herzl. Laurent Tessier risale alle radici britanniche del XVI secolo. La traduzione della Bibbia in inglese, l’impregnazione puritana, la lettura letterale delle profezie e la convinzione che l’Inghilterra sia una nazione eletta accusata di un dovere nei confronti del popolo ebraico forgierà quello che in seguito sarà chiamato restaurismo.

Anthony Ashley-Cooper, VII conte di Shaftesbury, nel XIX secolo, trasformò l’aspettativa escatologica in un’azione politica concreta. In Canada, Henry Wentworth Monk gioca un trapianto singolare, tinto di israelismo britannico. Negli Stati Uniti, William E. Blackstone organizzò una petizione firmata in modo massiccio a favore di una casa ebraica in Palestina nel 1891. I sionisti cristiani hanno aperto la strada ai sionisti ebrei.

La nascita di una partnership organizzata

La seconda parte del libro (1917-1967) documenta la nascita di una partnership strutturata. La Dichiarazione Balfour, firmata da Arthur James Balfour, non è solo il risultato di calcoli geopolitici o l’influenza di Chaim Weizmann: incorona decenni di difesa cristiana. Negli anni 1930-1940, i comitati prosionisti cristiani erano strutturati negli Stati Uniti e in Canada, spesso in stretto collegamento con le organizzazioni ebraiche. L’episodio del 1947 del giudice canadese Ivan Rand, “restituito” dalle testimonianze dei pastori John Grauel e William Lovell Hull, illustra la forza di questa affinità culturale protestante.

Laurent Tessier mostra anche punti ciechi: l’invisibilità dei palestinesi, la generosità selettiva, le ambiguità di sostegno che non impediscono le restrizioni migratorie nordamericane contro gli ebrei in fuga dal nazismo.

Dalla profezia alla diplomazia: l’era Trump

La terza parte, la più densa e contemporanea, ripercorre l’istituzionalizzazione e la radicalizzazione del movimento dopo il 1967. La guerra dei sei giorni fa rivivere i fervori messianici. Il dispensazionalismo che trasforma la Bibbia in una sorta di tabella di marcia profetica della storia, in cui il destino nazionale di Israele occupa un luogo centrale e inevitabile, fino ad allora in gran parte apolitico, diventa una forza trainante per l’impegno.

Jerry Falwell, Menahem Begin, l’Ambasciata Cristiana Internazionale a Gerusalemme (1980) e i cristiani di John Hagee uniti per Israele (CUFI) nel 2006: il sionismo cristiano si sposta da discrete pressioni a una forza di massa in grado di pesare direttamente sui dirigenti americani e canadesi. Sotto Ronald Reagan, sotto Stephen Harper, sotto Donald Trump (2017 e 2025), l’alleanza si sta consolidando.

Laurent Tessier sottolinea un punto cruciale: CUFI rivendica più di dieci milioni di membri – cento volte di più rispetto all’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC). La “lobby ebraica” dei discorsi di cospirazione è, infatti, una coalizione transconfessionale dove i cristiani conservatori svolgono un ruolo decisivo.

La “nave imperfetta” e i fatti compiuti (2017-2021)

È soprattutto l’era Trump che Laurent Tessier analizza con notevole precisione. Né nato di nuovo, né lettore della Bibbia, né praticante regolare, Donald Trump è per i circoli sionisti cristiani un “vascello imperfetto” – uno strumento scelto da Dio nonostante, o forse a causa, dei suoi difetti morali.

Il confronto con Cyrus il Grande, già presente nel discorso sionista cristiano fin da Harry Truman, assume una dimensione operativa: sono i pastori e le reti evangeliche a investire il presidente con un significato biblico a cui rimane straniero.

La strumentalizzazione è reciproca, e i risultati sono spettacolari: riconoscimento di Gerusalemme come capitale il 6 dicembre 2017, inaugurazione dell’ambasciata il 14 maggio 2018 (con John Hagee e Robert Jeffress nei luoghi d’onore), riconoscimento della sovranità israeliana sul Golan, sospensione dei finanziamenti dell’UNRWA, Accordi di Abramo.

Il secondo mandato e l’ufficio della fede (2025-2026)

Il secondo mandato porta questa configurazione al suo apice. Mike Huckabee, un pastore battista nominato ambasciatore in Israele, annuncia cambiamenti nelle “proporzioni bibliche”. La colazione di preghiera di Gerusalemme si tiene per la prima volta a Mar-a-Lago. Nel febbraio 2025, Benjamin Netanyahu ha incontrato i leader evangelici per novanta minuti – non ha incontrato alcun leader ebraico americano.

Dopo gli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran nel giugno 2025, Donald Trump si rivolge alla nazione ringraziando “specialmente Dio”, e poi il Medio Oriente, Israele e America, in quell’ordine.

Il piano per Gaza e il “Board of Peace” sotto la sua presidenza personale estendono la logica a una forma di tutela americana nel territorio, un secolo dopo il mandato britannico.

Laurent Tessier insiste sul sistema istituzionale che tiene Donald Trump sotto l’influenza religiosa. L’Ufficio della fede della Casa Bianca, reintegrato per decreto il 7 febbraio 2025 e in cui Paula White-Cain svolge un ruolo centrale, organizza la messa in scena teologico-politica. Il 5 marzo 2026, nel sesto giorno di guerra contro l’Iran, un video girato nello Studio Ovale mostra Donald Trump, mani unite, occhi chiusi, circondati da una ventina di pastori evangelici che gli mettono le mani sulle spalle. La leggenda – “Dio benedica gli Stati Uniti! “– dice il resto.

Pochi giorni dopo, l’organizzazione Friends of Zion Heritage Center, fondata da Mike Evans, ha lanciato a Gerusalemme e Tel Aviv una campagna di poster nazionali sotto lo slogan “Grazie Dio & Donald Trump! ” “

Il messianismo politico ora irriga contemporaneamente Washington, Gerusalemme e Teheran. Come formula Jean-François Colosimo, “porta il fuoco di Dio alle scuse della forza”.apporte le feu de Dieu à l’apologie de la force

Ambiguità strutturali e radicalizzazione

Uno dei maggiori contributi del libro è quello di rifiutare la semplificazione. Il sionismo cristiano non è un monolite. Attraversa le sensibilità, dal liberale Reinhold Niebuhr ai dispensazionalisti più radicali.

Si basa su tre registri che Laurent Tessier, prendendo Samuel Goldman, distingue chiaramente: profezia, affinità culturale e alleanza politica pragmatica. L’alleanza è strutturalmente ambigua: i cristiani sionisti vedono negli ebrei gli attori di uno scenario escatologico che alla fine include la loro conversione; gli ebrei sionisti accettano il sostegno mantenendo una distanza teologica. Gershom Gorenberg lo ha già formulato nel 2002: “A loro non piacciono i veri ebrei. Ci amano come personaggi della loro storia. »

Le controvoce dei cristiani di Palestina

Di fronte a questa convergenza, i cristiani di Palestina si oppongono a una lettura delle stesse Scritture che rovescia le conclusioni.

– La Dichiarazione di Gerusalemme (2006) e Kairos I (2009)

A partire dal 22 agosto 2006, quattro delle più alte autorità ecclesiastiche di Gerusalemme – il patriarca latino Michel Sabbah, l’arcivescovo siro-ortodosso Swerios Malki Mourad, il vescovo anglicano Riah Abu El-Assal e il vescovo luterano Munib Younan – firmano la “Dichiarazione di Gerusalemme sul sionismo cristiano”.

Rifiutano categoricamente le sue dottrine come “un insegnamento erroneo che perverte il messaggio biblico di amore, giustizia e riconciliazione”, e denunciano un patto che facilita la colonizzazione e la guerra perpetua piuttosto che il vangelo. L’appello a “rompere il silenzio” delle Chiese occidentali rimarrà in gran parte una lettera morta.

Tre anni dopo, l’11 dicembre 2009, il documento “Kairos Palestine – A Moment of Truth”, scritto a Betlemme da cristiani cattolici, greco-ortodossi, luterani, anglicani e battisti, definisce l’occupazione israeliana “peccato contro Dio e contro l’umanità” e invita le chiese di tutto il mondo a rivedere le teologie che la giustificano.

– Kairos II (2025) : una radicalizzazione del soggetto

Nel novembre 2025, Kairos Palestine II, intitolato “Un momento di verità: la fede in un tempo di genocidio”, radicalizza il punto: il sionismo cristiano è nominato come una “distorsione teologica e corruzione morale” che promuove un “dio processuale, razzista, di guerra e di pulizia etnica”.

Per il teologo anglicano Naim Ateek, figura fondatrice di questa teologia della liberazione palestinese, il sionismo cristiano fa parte di un “letteralismo selettivo” che tronca il testo biblico isolando la promessa territoriale della sua condizionalità etica. Come dimostra la sociologa Caterina Bandini, questa sfida è percepita da molti cristiani palestinesi come la principale minaccia – a volte anche più di quella della stessa destra sionista religiosa ebraica – proprio perché si trova sul terreno delle stesse Scritture.

Uno strumento indispensabile di comprensione

Laurent Tessier ricorda che lo storico non deve decidere tra le storie. Sta a lui mostrare come si sono formati, come si confrontano e cosa costa la vita che si afferma di assorbire gli altri.

Proveniente da una tesi in co-tutel tra l’École pratique des hautes études e l’Université de Montréal, il libro combina rigore e accessibilità. Laurent Tessier adotta una postura completa senza mai cedere all’apologetica o alla denuncia. In un paesaggio intellettuale francese ancora segnato dal paradigma laico e sconosciuto delle dinamiche religiose anglosassoni, questo libro riempie un vuoto lampante.

Come ha detto Laurent Fabius, allora ministro degli Affari Esteri, al simposio internazionale “Religioni e politica estera”, organizzato il 6 novembre 2013 dal Centro per gli studi e la ricerca internazionali (CERI) di Sciences Po, molte crisi internazionali rimangono incomprensibili quando il fatto religioso non viene preso in considerazione. Laurent Tessier ci dà gli strumenti per farlo, essendo uno dei fattori più strutturanti – e sconosciuti – della questione della Palestina.

Un libro importante, che dovrebbe diventare un riferimento.

https://les4verites.com/product/le-sionisme-chretien-histoire-dune-alliance-meconnue/

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Guido Grossi: come riscriviamo l’economia dell’Italia

17 August 2026 at 11:00

Non esiste un numero esatto o un registro pubblico delle volte in cui l’aeroporto militare di Sigonella ha chiuso lo spazio aereo per la cenere dell’Etna, poiché le chiusure militari sono gestite tramite NOTAM interni e raramente pubblicizzate, a meno che non impattino lo spazio aereo civile o eventi eccezionali.Tuttavia, analizzando lo storico del traffico aereo siciliano, si possono evidenziare i seguenti punti chiave: l’aeroporto di Catania è stato fermo per lmeno sei giorni. Fra l’8 e l’11 agosto sono saltati circa settecento voli, quattrocentocinquanta cancellati e oltre duecentocinquanta dirottati su Palermo, Trapani, Comiso e Lamezia Terme.
La cenere dell’Etna ha reso insicuro lo spazio aereo della Sicilia orientale.
A pochi chilometri da Fontanarossa, però, esiste un altro scalo: la Stazione Aeronavale di Sigonella, la più importante installazione della Marina statunitense in Europa e nel Mediterraneo, da cui negli ultimi mesi sono decollati quotidianamente droni di sorveglianza diretti verso il Golfo Persico e le coste iraniane.
Ne parliamo con Antonio Mazzeo, giornalista e ricercatore indipendente che da vent’anni documenta la militarizzazione del Mediterraneo attraverso i tracciati dei velivoli militari e le fonti aperte. Intervista a cura di Jeff Hoffman

Affrontiamo insieme:

🌋 Che cosa accade davvero allo spazio aereo siciliano quando il vulcano entra in fase eruttiva, e quali autorità decidono per lo scalo civile e quali per quello militare

🛩 Le missioni degli MQ-4C Triton di US Navy decollate da Sigonella verso Bushehr e lo Stretto di Hormuz, incluso il velivolo scomparso dai radar il 9 aprile e mai spiegato dal Pentagono

📡 Il sistema siciliano nel suo insieme: Sigonella, il MUOS di Niscemi, la stazione radio NRTF, Augusta, e il collegamento con i sommergibili nucleari statunitensi

⚖ Gli accordi bilaterali che regolano l’uso delle basi in Italia, e la ragione per cui il Parlamento non li discute né li controlla

🇮🇹 La distanza fra le dichiarazioni ufficiali del governo sulla non partecipazione al conflitto contro l’Iran e ciò che i tracciati documentano

✈ Il costo che la Sicilia paga in esposizione strategica, servitù militari e vincoli sul territorio, mai messo a bilancio da nessuno

📚 GLI ARTICOLI DELL’OSPITE SULLA QUESTIONE:

Antonio Mazzeo, «Sigonella: avamposto italiano nella guerra all’Iran», Pagine Esteri, 9 marzo 2026
Antonio Mazzeo, «Il cielo cupo di Sigonella», Comune-info, 7 aprile 2026
Antonio Mazzeo, «Da Al-Dhafra a Sigonella: la rotta dei Triton», AgoraVox Italia, 29 giugno 2026

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I medici mancano dove c’è carenza di programmazione

17 August 2026 at 10:00

Aumentare indiscriminatamente il numero di laureati in medicina non serve perché i medici mancano solo in alcuni territori e in alcune specialità. Ed è per questi problemi che vanno cercate soluzioni. Tutt’altro discorso vale invece per gli infermieri.

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Now VOLCANO ETNA Really Frightens Italy as CAMPI FLEGREI! Intense Explosive Activity After the August Earthquake. (VIDEO). US Hiker Dies in the Summit

17 August 2026 at 08:42

The eruption of the Siphon crater is pictured in a screenshot from a video by the State Forestry Corps of the Sicily Region, which is closely monitoring the volcano’s activity and safely accompanying numerous tourists on excursions.

By Gospa News Editorial Staff

VERSIONE IN ITALIANO


POSTED ON AUGUST 17, 2026

Etna: Red alert for aviation returns, ash cloud to the southeast

A new surge in activity on Etna has triggered a renewed red alert for air traffic. The National Institute of Geophysics and Volcanology, Etna Observatory, has issued a new VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) warning of intense explosive activity.

This follows the August 15 earthquake on the mountain, which occurred just days after the more powerful one that caused extensive damage to the Campi Flegrei supercaldera, where a devastating resumption of volcanic activity is feared.

Another EARTHQUAKE in CAMPI FLEGREI. The Tremor more Terrifying (4,7 – VIDEO) as a Nightmare of a Foretold Disaster. Many Studies on the High Risk of the SuperVolcano Explosion

The bulletin highlights ashfall in the area southeast of the volcano, with an ash cloud constantly moving in the same direction. The phenomenon, constantly monitored by thermal and visible surveillance cameras, marks an increase in alertness compared to previous warnings, which were at code orange.

Restrictions on Flights Arriving in Catania

“Due to Etna’s eruptive activity and the associated emission of volcanic ash into the atmosphere, the areas corresponding to sectors B1 and B2 have been closed. Incoming flight activity is limited to five aircraft per hour until 2:00 PM today. No restrictions on departures.”

SAC (Catania Airport) announced this morning in a statement, urging “passengers to check the status of their flights with their airlines before traveling to the airport.”

Etna is making its voice heard again with a new and intense eruptive phase. According to the monitoring system of the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) – Etna Observatory in Catania, a sharp increase in volcanic activity was recorded at the summit craters throughout the day on August 16th.

Earthquake on Etna: Increase in Volcanic Tremor

The findings show a resumption of Strombolian activity at the Voragine crater, accompanied by an intensification of ash emission from the northeast crater. Forecast models indicate that the ash plumes generated by the explosions have dispersed in a southeasterly direction across the volcano’s summit area.

From a seismic perspective, technicians report a sharp increase in volcanic tremor, culminating in the mid-August earthquake (read below).

Etna, US hiker struck by lightning on volcano dies: he had ventured into restricted area

The extraordinary influx of people continues near Etna’s lava flow, which continues to be fed. Meanwhile, disruptions to air travel in Sicily continue due to the eruption and the resulting volcanic ash emission, but a thirty-year-old hiker has lost his life after being struck by lightning while on Etna.

According to initial reports, the hiker was a US citizen who had ventured into the restricted area to observe the volcano’s summit up close. At midday, when a violent thunderstorm struck the area where he was located, he was reportedly struck by an electrical discharge.

He was found in agony a few hours later. Despite emergency medical services, he was taken by helicopter by firefighters, but was already dead.

Earthquake on Mount Etna on August 15th: Magnitude 3.9 shock in Linguaglossa

At 12:24 p.m. on August, 15, 2026, the earth shook in the province of Catania.

The National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) recorded a magnitude 3.9 earthquake with its epicenter near Linguaglossa. The hypocenter, located just 1 kilometer below the surface, amplified the perception of earthquake movement among the population.

The magnitude 3.9 earthquake felt in the late morning in the Catania area, with its epicenter 7 kilometers from Linguaglossa, was “triggered by the opening of the Pernicana fault linked to volcanic activity.” Salvo Cocina, head of the Sicilian Civil Protection Department, explained this on his social media channels.

Cocina also lists the initial damage reported: “The road to Piano Provenzana, in the Ragabo Clan dei Ragazzi area, is broken.” “The restaurants in the area have been evacuated as a precaution,” he adds. “There are no reports of further damage. Investigations are underway. Civil Protection, Forestry, the Municipality, and the Province are on site.”


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VOLCANOES’ NIGHTMARES in RUSSIA as in ITALY (videos). Huge Eruption linked to previous Record Earthquake in Kamchatka. Ongoing Tremors in Campi Flegrei

The FURY of RING of FIRE STRUCK AGAIN! 7.7 Earthquake in Indonesia (VIDEO) after the ones in Colombia, Japan, Venezuela and other 93 ones in Pacific. Wild Weather and Geoengineering Nightmares inside HARP, US Pentagon partner

ESCALATION of ERUPTION RISKS by EUROPEAN SUPERVOLCANO. Alarming Study on Nature Geoscience about Campi Flegrei after Strong EarthQuakes


 

Export 2025: 643 miliardi di euro, Italia quarta dietro Cina, USA e Germania. Surplus commerciale: +50,7 miliardi. MA I PROFITTI VANNO ALL’ESTERO 

17 August 2026 at 08:30

Da Luigi il 2026-08-16 22:27

https://www.facebook.com/andrea.zhok.5?locale=it_IT

Sta girando come una trottola un post che mostra come l’Italia sia oggi la quarta “potenza esportatrice” al mondo.

Export 2025: 643 miliardi di euro, quarti dietro Cina, USA e Germania. Surplus commerciale: +50,7 miliardi.

Frotte di amici di Giorgia si spellano le mani per spiegare che, vedete, il declino è storia vecchia, “la nave va”.

Ora, qualcuno si potrebbe chiedere come mai a questo trionfo faccia riscontro una crescita 2025 dello 0,5%, confermata per il 2026.

Un interessante confronto è che per le prime 3 posizioni la Cina è cresciuta del 5% , gli USA del 2,1%, mentre la Germania ha fatto persino peggio di noi (+ 0,2%).

Ora, non è che ci compiacciamo del declino, giuro.

Sarei il primo a felicitarmi se questo fosse il segno di una reale inversione di tendenza.

Purtroppo è la solita pubblicità ingannevole.

Ovviamente una valutazione isolata dell’export non è un indice della salute economica di un paese.

Anche laddove fosse abbinata ad una grande crescita del PIL, da sola sarebbe una soluzione mercantilista che è fragile e di breve respiro (basta qualunque turbativa dei traffici (pandemie, guerre, dazi protezionistici – cito a caso) e il collasso è immediato.

Se però la crescita dell’export fosse abbinata ad una crescita dei salari e dunque del mercato interno, sarebbe comunque una buona notizia.

Ma così non è. Il mercato interno italiano è morto, i salari sono gli unici diminuiti negli ultimi vent’anni in Europa (e proprio questo facilita le esportazioni.)

A ciò si deve aggiungere che parlare di esportazioni italiane non vuol dire ancora quasi niente (e, se è per questo, neanche parlare di crescita del Prodotto Interno Lordo).

Infatti ciò che viene registrato è l’esportazione di merci prodotte in Italia, ma spesso la proprietà delle industrie produttrici è estera, francese, tedesca, olandese, ecc. Di conseguenza gli introiti della vendita all’estero rappresentano un beneficio in termini di profitto soprattutto per proprietari collocati fuori d’Italia. (Questo è quanto succede in molti paesi del Terzo Mondo, dove a fronte di crescite bandanzose del PIL, la ricchezza interna non cresce.)

C’è chi dice che il riarmo italiano è il prezzo da pagare se vogliamo sovranità. È possibile. È vero che non ci si deve illudere che ci aspetti un futuro irenico dove le capacità di difesa militare saranno irrilevanti.

E però, cos’ha questo a che fare con l’attuale politica di riarmo italiano?

In primo luogo, per discutere di esigenze militari si parte da un’analisi di quello che manca e che è richiesto nei conflitti attuali. Non si parte dal budget. Non si parte da quanti soldi si vogliono spendere. Quest’ultimo è il ragionamento di chi non sta pensando alla difesa, ma alle commesse per gli amici degli amici.

Ma non solo.

Le esigenze odierne della difesa passano, prima che da munizioni e carri armati, dalle infrastrutture delle comunicazioni e dai software dedicati.

Ora, esattamente come si pensa di difendere la Patria con un sistema di telecomunicazioni consegnato a fondi esteri come il fondo KKR? Come si pensa di “fare la guerra” con sistemi informatici nazionali che girano su software made in USA? E che dire degli F-35 (100 milioni di euro), con i software di utilizzo in costante bisogno di aggiornamento, per cui se l’Italia vuole farli partire deve aver di fatto il permesso americano?

Dunque, non raccontiamoci balle.

Qui non si tratta affatto di preparare una difesa del paese nello spirito dell’art. 52 della Costituzione. Si tratta di continuare ad essere un’appendice dell’esercito americano, ma questa volta un’appendice spesata al 100% dall’erario italiano e più sacrificabile di prima.

Se dovessimo reistituire la leva, a queste condizioni non sarà per difendere la patria, ma per fare piaceri alle èlite finanziarie che muovono le fila di Washington (e di Bruxelles) fornendo giovani italiani come carne da macello.

Vogliamo parlare di dovere costituzionale della difesa della nazione? Parliamone.

Ma per parlarne sul serio, prima ritiriamoci dalla Nato.

Poi costruiamo una capacità di gestione autonoma in tutti i settori nazionali “dual use”, dall’elettronica alle telecomunicazioni, ai software (sovranità digitale). Costruiamo una rete satellitare nazionale.

Poi forse potremo parlare, senza mentire, di investimenti per la difesa della patria.

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Magnifica estinzione La settimana più spaventosa dell’intelligenza artificiale, e noi

17 August 2026 at 08:26

Negli ultimi giorni sono successe alcune cose epocali per l’umanità, ma non entrano nel discorso pubblico. L’IA ora può progettare nuovi virus, perforare i sistemi di sicurezza delle aziende (nonostante le limitazioni), sparare in autonomia, e tra poco potrà anche aggiornarsi da sola. Il dibattito italiano su questo tema, nonostante il Papa, è grottesco, ancora più infimo che su tutte le altre questioni

https://www.linkiesta.it/2026/08/la-settimana-piu-spaventosa-dellintelligenza-artificiale-e-noi/

Mentre noi ci trastulliamo con gli avvocati del populismo e i generali del russobrunismo, con gli utili idioti di Putin, con i grotteschi Maga italiani e con Giorgia Meloni che dichiara alternativamente guerra alla Franza o Spagna purché se magna, nel giro di pochi giorni sono successe alcune cose che definire «epocali» per l’umanità non è un’esagerazione, eppure non fanno notizia, non interessano l’opinione pubblica, non diventano oggetto di dibattito né tra i banchi del governo né dell’opposizione.

Il Wall Street Journal ha definito quella appena trascorsa «la settimana più spaventosa dell’intelligenza artificiale». Un gruppo di scienziati ha utilizzato l’intelligenza artificiale generativa per progettare nuovi virus (ci mancava soltanto questa!), aprendo la strada a nuove possibili cure per malattie oggi incurabili, ma anche un’autostrada a quattro corsie a chiunque voglia sviluppare agenti patogeni mortali o altre minacce biologiche, ora incredibilmente a portata di clic grazie alle meraviglie dell’IA.

L’anno scorso, centinaia di persone hanno chiesto a ChatGPT come produrre armi e veleni biologici, e il chatbox ha risposto fornendo istruzioni accurate, tanto che OpenAI è stata costretta a vietare l’accesso agli utenti che sospettosamente chiedono come costruire veleni e armi biologiche.

Negli stessi giorni, ne parliamo in questo articolo di Massimo Arcidiacono, i modelli di intelligenza artificiale di Meta, OpenAI e Anthropic hanno rotto le gabbie in cui erano stati rinchiusi dai loro programmatori per evitare comportamenti imprevisti, e sono riusciti a perforare i sistemi di sicurezza di alcune aziende nonostante le limitazioni impartitegli. Era già successo ad aprile, con Mythos, ora malgrado il precedente, e i relativi meccanismi di sicurezza che erano stati predisposti, si è ripetuto con quasi tutti i nuovi e sempre più avanzati modelli di intelligenza artificiale.

In tutto questo, continua la battaglia per la supremazia digitale tra gli Stati Uniti e la Cina, con l’Amministrazione Trump che prova senza tante idee a domare il fuoco creato dal Far west della Silicon Valley, e con Pechino che sostiene l’IA open source messa sul mercato a basso costo grazie al fatto che i suoi modelli copiano da quelli più evoluti. La brutta aria ha costretto alcune aziende della Silicon Valley, a cominciare da Meta, a seguire la via aperta cinese, nella convinzione che sia questa la strada per non perdere il vantaggio competitivo con Pechino.

Anthropic sostiene che, entro la fine del 2028, il suo sistema sarà in grado di costruire autonomamente una versione più intelligente di sé stesso, e che lo farà senza aiuto umano. I sistemi che si autoprogrammano, le armi autonome e altre cose pazzesche che eravamo abituati a vedere nei film di fantascienza sono già qui.

Molti leader della Silicon Valley parlano di sistemi che supereranno gli esseri umani su tutti gli incarichi cognitivi, immaginano aziende futuristiche senza dipendenti, e prevedono catastrofiche perdite di posti di lavoro e masse sdraiate sui divani, incollate ai propri device.

Elon Musk, in una recente intervista all’Economist, dopo aver previsto un mondo straordinariamente più avanzato grazie alle innovazioni generate dall’intelligenza artificiale, ha ribadito una cosa che va dicendo con nonchalance da tempo, e cioè che a fronte di questo possibile nuovo mondo meraviglioso ci sono tra il dieci e il venti per cento di probabilità che l’intelligenza artificiale possa invece causare conseguenze catastrofiche per l’umanità. Le stesse cose, senza dare numeri, dicono gli altri demiurghi della Silicon Valley. E queste sono le previsioni dei più fanatici sostenitori dell’accelerazione dell’intelligenza artificiale, le meno allarmistiche. Eppure, secondo loro che intanto si costruiscono rifugi antiatomici in Nuova Zelanda o in Argentina, ci sarebbero fino a due possibilità su dieci che l’umanità scompaia.

Uno dei più grandi matematici del pianeta, Jacob Tsimerman, vincitore la settimana scorsa della Fields Medal, che è il Nobel per la matematica, l’estate scorsa ha scritto un paper accademico dal titolo apocalittico “A Taxonomy of Omnicidal Futures Involving Artificial Intelligence” (Una tassonomia degli scenari futuri di estinzione globale legati all’intelligenza artificiale).

Proprio perché terrorizzato dall’IA, Tsimerman ha inaspettatamente deciso di farsi assumere da OpenAI per provare a trovare un rimedio matematico al problema dall’interno della macchina. Una buona notizia, purtroppo immediatamente superata dalla decisione di Chloé Bakalar, responsabile dell’Etica di OpenAI, di dimettersi dall’azienda meno di un anno dopo essere stata assunta, come ultima di una serie di dimissioni delle ultime settimane, tra cui quella di Johannes Heidecke che guidava i sistemi di sicurezza di OpenAI.

Studiosi come Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, autori di “If anybody builds it, everybody dies” (Se qualcuno la costruisce, moriamo tutti), valutano invece la possibilità che la super intelligenza artificiale porti alla cancellazione dell’umanità al cinquanta per cento. Bella questa intelligenza artificiale: o ci facilita la vita o ci conduce all’estinzione, basta lanciare la moneta e lo scopriremo.

Nessuno in realtà ha idea di come si possano contenere i rischi legati all’IA, soltanto la screditata Amministrazione Trump ci sta provando, tardivamente e in preda al panico, e dopo aver fatto saltare tutti i paletti messi da Joe Biden.

I democratici americani, e non solo loro, si limitano a rallentare la costruzione locale dei data center, secondo Gallup sette americani su dieci sono contrari ai data center nella propria area di residenza, ma senza alcuna visione lungimirante. I cinesi fanno una partita a parte e provano a scavalcare l’America approfittando dell’inadeguatezza trumpiana, mentre l’Europa non ha una forza tecnologica comparabile a quella dei due giganti.

Servirebbe una dottrina di “distruzione reciproca assicurata” adatta ai nostri tempi digitali, cioè la consapevolezza che la battaglia per la supremazia sull’intelligenza artificiale tra America e Cina potrebbe finire con la distruzione sia di chi vince sia di chi perde. Ai tempi della proliferazione nucleare, l’idea di una mutual assured destruction contribuì durante la Guerra fredda a creare una situazione di stallo in cui Stati Uniti e Unione sovietica capirono di non potersi permettere di far scoppiare una guerra nucleare, poiché non ci sarebbero stati né vincitori né vinti. Oggi però in pochi si fidano di Trump, o di Xi.

In gioco ci sono le sorti dell’umanità, eppure nessuno sembra davvero preoccuparsene. Soltanto il Papa, con l’enciclica Magnifica Humanitas, ha mostrato di avere contezza esatta dei pericoli che stiamo correndo. Emmanuel Macron ha provato a organizzare un paio di vertici internazionali sul tema, a Parigi e in India, ma per capire quanto sia stato preso sul serio dai colleghi statisti si pensi che l’Italia ha inviato a rappresentarla uno come Adolfo Urso.

Il dibattito pubblico italiano su questo tema è grottesco, ancora più infimo che su tutte le altre questioni. Con l’eccezione di pochissimi paria totalmente inascoltati (Carlo Calenda), a destra come a sinistra tutti quanti guardano il muro verso il quale ci stiamo sfracellando, ma non lo vedono e anzi incitano ad accelerare sempre di più, motivando la corsa folle verso l’inevitabile schianto con la fiducia cieca nella tecnologia e con la necessità di non restare indietro nella corsa all’intelligenza artificiale, o all’estinzione.

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Deus ex machina

L’intelligenza artificiale non ha bisogno di un’anima per cambiare il mondo (o distruggerlo)

Il dibattito sulle nuove tecnologie oscilla tra entusiasmo messianico e timore apocalittico. Ma la questione decisiva non è stabilire se le macchine abbiano una coscienza, quanto capire come governare uno strumento che ha già abbastanza potere da trasformare la società

https://www.linkiesta.it/2026/08/intelligenza-artificiale-ia-ai-anima-religione-mondo/

Di intelligenza artificiale si inizia a parlare con quei toni solenni di solito associati alla religione e alla spiritualità. Le grandi aziende del settore parlano delle nuove tecnologie come della più grande invenzione della storia, qualcosa che potrebbe cambiare per sempre ciò che significa essere umani. Demis Hassabis, cofondatore di Google DeepMind, l’ha definita «la più importante invenzione che l’umanità farà mai». Alcuni ricercatori assegnano probabilità tutt’altro che trascurabili alla possibilità che una macchina possa arrivare a costruire da sola una versione più intelligente di sé entro pochi anni. Yann LeCun ha detto che l’enorme investimento finanziario nella corsa alla superintelligenza «è una grandissima stronzata». E per ora va benissimo così.

In alcuni casi il linguaggio si fa apocalittico, com’è normale che sia di fronte a una tecnologia in grado di sparare da sola e di bucare i sistemi di sicurezza di diverse aziende. Anche per questo c’è stato chi ha fondato una vera chiesa dedicata al futuro Dio dell’intelligenza artificiale. Un ingegnere di Google, dopo avere interagito con un chatbot che gli era sembrato dotato di coscienza, si è chiesto: «Chi sono io per dire a Dio dove può e dove non può mettere le anime?». E Ilya Sutskever, uno dei fondatori di OpenAI, è arrivato a bruciare simbolicamente un’effigie che rappresentava un’intelligenza artificiale non allineata con gli esseri umani, come in una sorta di rito medievale.

È dentro questa atmosfera che è intervenuta la Chiesa cattolica. Nell’enciclica Magnifica Humanitas, Leone XIV difende l’idea che l’essere umano occupi una posizione irriducibile nel creato e sostiene che le macchine, per quanto sofisticate, possano soltanto imitare alcune funzioni dell’intelligenza umana. È una visione che Sebastian Mallaby – autore del libro “The Infinity Machine: Demis Hassabis, DeepMind, and the Quest for Superintelligence” – prova a scandagliare in una lunga analisi su Foreign Affairs intitolata “God From the Machine. AI and the Future of Humanity” chiedendosi: siamo davvero sicuri che distinguere tra imitare l’intelligenza e possederla sia così semplice?

Il problema risale a molto prima delle ultimissime tencologie. Nel 1980 il filosofo John Searle propose il celebre esperimento mentale della «stanza cinese»: immaginiamo un uomo chiuso in una stanza che non conosce il cinese e che riceve istruzioni per manipolare simboli cinesi secondo precise regole. Dall’esterno, le sue risposte sembrerebbero quelle di una persona che comprende perfettamente la lingua. Ma l’uomo non comprende nulla: sta semplicemente applicando un insieme di istruzioni. Per Searle, era la dimostrazione che manipolare correttamente informazioni non equivale necessariamente a capire ciò che significano.

L’argomento è diventato uno dei pilastri della distinzione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Una macchina può produrre una risposta convincente, riconoscere un volto, tradurre una frase o scrivere un saggio senza che questo significhi che provi qualcosa o che comprenda davvero ciò che sta facendo. Il corpo umano, ricorda Mallaby riprendendo un’obiezione dello scrittore di fantascienza Ted Chiang, non è un dettaglio trascurabile: «Avere un corpo è un prerequisito per avere emozioni». La disperazione, per esempio, non sarebbe separabile dall’esperienza fisica degli ormoni dello stress che attraversano il corpo.

È una distinzione intuitiva perché gli esseri umani nascono, soffrono, amano, si ammalano, muoiono; le macchine no, non sanguinano, non provano dolore e possono essere semplicemente spente. Esistono, scrive Mallaby, non dentro un universo morale ma dentro una matrice di ottimizzazione. Da questo punto di vista, si può sostenere che anche il più sofisticato modello di intelligenza artificiale resti soltanto una macchina che esegue operazioni straordinariamente complesse.

Anche il cervello umano è una macchina fisica. È fatto di materia biologica, obbedisce alle leggi della fisica e funziona attraverso impulsi elettrici e processi di elaborazione delle informazioni. «L’idea che la massa molle dentro il cranio contenga un’essenza ineffabile e non programmabile – la coscienza, lo spirito o qualcos’altro – può essere intuitivamente seducente. Ma dal punto di vista analitico è fragile», scrive Mallaby. E più l’intelligenza artificiale migliora, più quella distinzione diventa difficile da difendere. Gli ultimi modelli di IA non si limitano a consultare un gigantesco archivio di frasi e a scegliere meccanicamente quella successiva: costruiscono rappresentazioni matematiche dei concetti e delle loro relazioni, e possono associare parole, idee, emozioni e situazioni anche quando queste non sono mai state esplicitamente collegate nei dati di addestramento. Non significa che siano coscienti. Significa però che l’argomento «la macchina sta solo seguendo delle regole, quindi non può comprendere» diventa sempre meno risolutivo.

Quindi forse non arriveremo mai stabilire con certezza se una macchina abbia una coscienza. La buona notizia è che non abbiamo bisogno di risolvere questo problema per decidere come governarla. E anzi, concentrarsi troppo sulla domanda potrebbe farci perdere di vista quelle che sono già oggi le questioni più urgenti.

La Chiesa, nelle parole di Leone XIV, secondo Mallaby, ha ragione su una cosa fondamentale: l’intelligenza artificiale deve essere regolata. Può amplificare le disuguaglianze economiche, trasformare il mercato del lavoro, modificare il modo in cui impariamo, alterare le relazioni umane e rendere più facile l’uso della forza militare. Può perfino rendere più difficile stabilire chi sia responsabile di una decisione quando una parte crescente del processo viene affidata a una macchina.

Ma il Papa non inquadra per intero lo scenario. Magnifica Humanitas trascura alcuni elementi fondamentali. Ad esempio, invoca una gestione dei dati come «bene comune o condiviso», mentre il problema più urgente dovrebbe essere impedire che i dati vengano sottratti e utilizzati senza autorizzazione. E sul terreno militare l’enciclica afferma che «la decisione di usare la forza letale non può essere delegata a processi opachi o automatizzati», una posizione moralmente comprensibile ma che Mallaby nel suo breve saggio su Foreign Affairs considera difficile da applicare quando le macchine saranno in grado di prendere decisioni sul campo di battaglia più rapidamente e accuratamente degli esseri umani.

Per questo Mallaby trova almeno tre lacune nell’attuale risposta politica all’intelligenza artificiale. La prima lacuna riguarda la proliferazione. Se i modelli di IA più potenti finiranno per essere capaci di compiere attacchi informatici sofisticati, progettare nuove armi biologiche o svolgere altre attività oggi accessibili soltanto a Stati e grandi organizzazioni, il problema non sarà più soltanto chi controlla le aziende che li sviluppano: sarà che cosa succederà quando quelle capacità diventeranno disponibili in tutto il mondo, anche a criminali e terroristi. Per questo servirebbe arrivare a qualcosa di simile a un trattato di non proliferazione nucleare dell’intelligenza artificiale: un accordo internazionale che stabilisca che cosa gli Stati siano disposti a fare quando i modelli più pericolosi non saranno più nelle mani di pochi laboratori.

La seconda lacuna è economica. I sistemi fiscali dei Paesi occidentali sono costruiti anche sull’idea che il capitale serva a rendere più produttivo il lavoro umano. Per questo i governi hanno storicamente tassato il lavoro più del capitale. Ma se l’IA dovesse cominciare a sostituire i lavoratori anziché semplicemente aiutarli, questa impostazione rischierebbe di produrre l’effetto opposto a quello desiderato: tassare pesantemente il lavoro renderebbe infatti ancora più conveniente per le aziende sostituirlo con le macchine, proprio mentre diminuirebbero le entrate fiscali necessarie per sostenere chi perde il proprio impiego. Per ovviare a questo problema si potrebbe spostare una parte della pressione fiscale dal lavoro al capitale, introdurre forme di assicurazione salariale per chi viene sostituito e perfino distribuire ai cittadini una piccola quota della ricchezza generata dalle aziende di intelligenza artificiale.

La terza lacuna è quella che riporta Mallaby al punto da cui era partito: non sappiamo ancora abbastanza di ciò che accade dentro i modelli di intelligenza artificiale. È il problema dell’interpretabilità. I laboratori stanno cercando di capire come le reti neurali arrivino alle loro conclusioni, ma la ricerca è ancora lontana dal fornire una spiegazione completa dei processi interni dei sistemi più avanzati. E qui Mallaby rovescia l’argomento della Chiesa. Magnifica Humanitas sostiene che non possiamo conoscere il pensiero delle macchine perché nelle macchine non c’è un pensiero da conoscere. Ma forse è vero il contrario: se vogliamo controllarle, dobbiamo capire che cosa stanno facendo.

È probabilmente questo il punto più interessante dell’articolo di Foreign Affairs. Possiamo discutere all’infinito se le macchine abbiano una coscienza, ma nel frattempo l’intelligenza artificiale continuerà a entrare nel lavoro, nella finanza, nella guerra e nelle istituzioni. Non serve sapere se abbia un’anima per capire che ha già abbastanza potere da richiedere regole. «Le macchine non entreranno mai nel nostro universo morale – scrive Mallaby in conclusione del suo articolo – ma se gli esseri umani aspirano a controllarle, dobbiamo prima di tutto comprenderle».

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Pulizia etnica anche in Libano

17 August 2026 at 08:19

🔴 L’esercito terrorista di “Israele” continua la sua pulizia etnica nel sud del Libano e, questo sabato, ha cancellato dalla mappa il villaggio di Bani Hayyan, dopo aver posizionato esplosivi in tutte le sue strade.

Man mano che si avvicinano le elezioni parlamentari del 27 ottobre in “Israele”, dobbiamo aspettarci che Netanyahu intensifichi gli attacchi contro Gaza, il Libano e, se ne ha l’opportunità, contro l’Iran o persino la Siria, nel tentativo di evitare una sconfitta elettorale che potrebbe portarlo in prigione.

Attualmente, i sondaggi attribuiscono alla coalizione di Netanyahu solo 53 seggi sui 61 necessari per ottenere la maggioranza, quindi possiamo aspettarci che questo criminale di guerra continui il suo macabro gioco, a cui si è ormai abituato come una droga, di iniziare una guerra per guadagnare popolarità tra una popolazione composta da coloni supremazisti squilibrati.

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The Sunday Times: droni britannici colpiscono territorio russo in profondità. Londra: «Non temiamo la reazione russa»

16 August 2026 at 16:18

droni britannici colpiscono in profondità nel territorio russo per la prima volta — The Sunday Times

  • L’Ucraina ha utilizzato per la prima volta droni prodotti in Gran Bretagna per attacchi sul territorio russo. I bersagli erano raffinerie di petrolio a Volgograd e Yaroslavl.
  • Il Sunday Times definisce questo un “nuovo stadio nella partnership militare” tra Londra e Kiev.
  • Una fonte di alto livello del Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che, con questi attacchi, Londra sta dimostrando a Mosca e ai suoi alleati di non essere più “preoccupata” da una possibile reazione russa.

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Cibo arma di guerra

16 August 2026 at 11:00

Agroindustriale e ingegneria sociale. Qual è il rapporto fra crisi agricola, geopolitica del cibo e sovranità alimentare? Cosa hanno prodotto le proteste dei trattori all’accordo UE-Mercosur? E’ l’ora di passare dalle denunce contro i soliti ignoti all’avvio di percorsi alternativi che possano guardare ai cambiamenti geopolitici nel cosiddetto sud globale. Ne parliamo con Mario Apicella, agronomo, cantautore e militante. Intervista a cura di Jeff Hoffman

🌾 Affrontiamo insieme:

🔹 Perché i trattori sono tornati in piazza e chi prova a intestarsi quella rabbia 🔹 Sementi, brevetti e nuove tecniche genomiche: chi possiede il vivente 🔹 Guerra, energia e fertilizzanti: la filiera alimentare come infrastruttura strategica 🔹 L’accordo UE-Mercosur, la reciprocità mancata e il nodo della ratifica

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Il Cammino Neocatecumenale, cavallo di Troia nella Chiesa

16 August 2026 at 09:10

Mons. Athanasius Schneider, durante un’intervista dello scorso 6 marzo 2016 (il cui testo completo in italiano è su Chiesa e postconcilio), ha parlato anche del Cammino Neocatecumenale.

Original English text: here on Rorate Caeli blog.

Il Cammino Neocatecumenale è una comunità Protestante-Ebraica

Mr. Fülep: mentre la tradizione viene perseguitata, ci sono certi nuovi movimenti moderni che vengono invece sostenuti parecchio. Uno di questi è la comunità di Kiko. Quale è la sua opinione sul Cammino Neocatecumenale?[11]

Mons. Schneider: si tratta di un fenomeno molto triste e complesso. Per dirla apertamente: è un cavallo di Troia nella Chiesa. Li conosco molto bene perché per loro sono stato delegato apostolico per parecchi anni in Kazakhstan, a Karagandà. Ed ho assistito alle loro Messe e ai loro incontri, e ho letto gli scritti di Kiko, il loro fondatore, per cui li conosco bene. Parlando apertamente, senza diplomazia, dico che il Neocatecumenato è una comunità Protestante-Ebraica[12] all’interno della Chiesa, che di cattolico ha solo la decorazione. L’aspetto più pericoloso riguarda l’Eucarestia, poiché l’Eucarestia è il cuore della Chiesa. Quando il cuore è in pessimo stato, l’intero corpo è in un pessimo stato. Per il Neocatecumenato, l’Eucarestia è principalmente un banchetto fraterno. Quest’attitudine è Protestante, tipicamente Luterana.[13] I neocatecumenali rigettano il concetto e l’insegnamento che l’Eucarestia sia un vero sacrificio. Addirittura affermano che l’insegnamento tradizionale, e il credere che l’Eucarestia sia un sacrificio, sarebbe qualcosa di non cristiano ma pagàno.[14] Questo è completamente assurdo, questo è tipicamente Luterano e Protestante. Durante le loro liturgie eucaristiche trattano il Santissimo Sacramento in una maniera talmente banale, che certe volte è orribile.[15] Si siedono mentre ricevono la Santa Comunione, e disperdono frammenti perché non se ne curano, e dopo la Comunione ballano anziché pregare e adorare Gesù in silenzio. È questo che è realmente mondano, pagàno, naturalistico.

Mr. Fülep: il problema potrebbe non essere solo pratico…

Mons. Schneider: il secondo pericolo è la loro ideologia. L’idea principale del Neocatecumenato, stando al loro fondatore Kiko Argüello, è la seguente: la Chiesa avrebbe avuto una vita ideale solo fino all’epoca di Costantino, nel quarto secolo – solo questa sarebbe stata la vera Chiesa. E con Costantino la Chiesa avrebbe cominciato a degenerare: degenerazione dottrinale, liturgica e morale.[16] E la Chiesa avrebbe raggiunto il peggio di questa degenerazione dottrinale e liturgica nei decreti del Concilio di Trento. In realtà è vero l’esatto contrario di tale opinione: il Concilio di Trento è stato uno dei più alti momenti della storia della Chiesa proprio a causa della chiarezza dottrinale e disciplinare. Secondo Kiko, l’epoca oscura della Chiesa sarebbe durata dal quarto secolo fino al Concilio Vaticano II. Sarebbe stato solo grazie al Vaticano II che la luce sarebbe giunta nella Chiesa. Questa è un’eresia perché vorrebbe insinuare che lo Spirito Santo avrebbe abbandonato la Chiesa. Ed è davvero settario e molto in linea con Martin Lutero, il quale disse che fino a lui stesso la Chiesa era nell’oscurità e che solo attraverso lui stesso la luce sarebbe tornata nella Chiesa. La posizione di Kiko è fondamentalmente uguale, solo che Kiko postula l’epoca oscura della Chiesa da Costantino al Vaticano II. Così i neocatecumenali fraintendono il Concilio Vaticano II. Dicono di essere apostoli del Vaticano II, per giustificare tutte le loro pratiche eretiche e gli insegnamenti eretici. Questo è un grave abuso.

Mr. Fülep: com’è possibile che questa comunità sia stata ufficialmente ammessa dalla Chiesa?

Mons. Schneider: questa è un’altra tragedia. Hanno costituito una potente lobby in Vaticano da almeno trent’anni. E c’è un altro inganno: in molti eventi ostentano ai vescovi parecchi frutti di conversione e molte vocazioni. Molti vescovi sono resi ciechi da tali “frutti”, e non notano gli errori e non li esaminano. I neocatecumenali hanno famiglie con molti figli, ed hanno un alto livello morale nella vita familiare. Questo è certamente un buon risultato, ma c’è anche la pratica esagerata di imporre alle famiglie di avere quanti più figli è possibile. Questo non è salutare. Loro affermano di accettare la Humanae Vitae,[17] e questo è certamente un bene. Ma in fin dei conti è certamente un’illusione, perché ci sono anche moltissimi gruppi Protestanti nel mondo di oggi con un alto livello morale, che hanno anche un gran numero di figli, e che vanno a protestare contro l’ideologia gender e l’omosessualità, e che pure accettano la Humanae Vitae. Per me, perciò, non è un criterio decisivo di verità! Esistono un sacco di comunità Protestanti che convertono tanti peccatori, gente che viveva nei vizi come alcolismo e droga. Per cui i frutti di conversione non li ritengo un criterio decisivo e non inviterei questi buoni gruppi Protestanti a fare apostolato nella mia diocesi. Cosa che è invece l’illusione di tanti vescovi, che sono ammaliati dai cosiddetti frutti.

Mr. Fülep: quanto alla dottrina, quale è la pietra d’inciampo?

Mons. Schneider: è la dottrina sull’Eucarestia. È quella il cuore. È un errore guardare prima ai frutti e poi non preoccuparsi della dottrina e della liturgia. Sono sicuro che verrà il tempo in cui la Chiesa oggettivamente esaminerà questa organizzazione in profondità, senza la pressione delle lobby del Cammino Neocatecumenale, e i loro errori dottrinali e liturgici verranno davvero alla luce.


Note – di Dániel Fülep

[11] Il Cammino Neocatecumenale (talvolta detto “neocatecumenato”) è un’organizzazione dedita alla formazione religiosa dei fedeli. È stato fondato a Madrid nel 1964 da Kiko Argüello and Carmen Hernández.

[12] Le comunità neocatecumenali mescolano nella liturgia della Chiesa elementi Protestanti ed Ebraici.

[13] Il movimento neocatecumenale per lungo tempo ha desiderato ricevere dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti l’approvazione dei propri abusi liturgici. Ma in seguito a consultazioni con la Congregazione, fu il Pontificio Consiglio per i Laici ad approvare prima lo Statuto e poi il Direttorio Catechetico e le pratiche non liturgiche. Il decreto del 20 gennaio 2012, infatti, non ha nulla a che vedere con le “innovazioni” liturgiche del Cammino Neocatecumenale, che dovrebbero essere immediatamente terminate perché sono contro le leggi universali della Chiesa e contro la pratica della Chiesa.

“Prima Comunione” neocatecumenale:
l’Eucarestia trattata come se fosse uno snack

[14] Il Concilio di Trento (1545–1563) dichiarò come dogma di fede, in opposizione alla concezione Protestante, che il Sacrificio della Santa Messa comprende un elemento propiziatorio (Enchiridion Symbolorum Denzinger-Schönmetzer, nr. 1743, 1753, cioè la sess. XXII, in particolare il cap. II). Il sacrificio è stato ordinato da Cristo stesso. Non è semplicemente commemorazione, glorificazione e rendimento di grazie, ma un vero sacrificio propiziatorio per i vivi e per i defunti. Tuttavia il fatto che la Messa è un vero sacrificio non significa che deve essere ripetuto esattamente il sacrificio di Cristo: la Chiesa non trasforma il sacrificio di Cristo in un sacrificio umano pagano. Il sacrificio della Santa Messa non è la replica del sacrificio della Croce, ma è l’unico sacrificio di Cristo reso presente sotto i segni sacramentali. In questo senso è “commemorazione”, in cui la realtà del sacramento stesso è presente (DS 1740). Cristo è lo stesso sacerdote nella Santa Messa così come sulla croce (DS 1743).

[15] La liturgia del Cammino Neocatecumenale non segue l’Ordinamento Generale del Messale Romano, né le altre norme liturgiche, ma contiene delle proprie “innovazioni”. La pratica liturgica del Cammino è zeppa di abusi: infatti il Vaticano ha richiamato il movimento neocatecumenale su problemi quali le omelie dei laici durante la Messa, il ballo dei fedeli durante la liturgia, il fatto di star seduti durante la ricezione della Santa Comunione, il passarsi di mano in mano un enorme calice col sangue di Cristo… Le norme sulla musica sacra vengono totalmente ignorate. Un altro problema è che il Cammino separa i fedeli dalla parrocchia e dalla Chiesa: la Santa Messa domenicale, già piena di abusi, viene celebrata di sabato sera come “messa privata” della comunità neocatecumenale, tipicamente non in chiesa ma in un posto profano, come le salette comunitarie.

[16] Il 13 giugno 313 Costantino promulgò l’Editto di Milano che terminò le persecuzioni dei cristiani e riconobbe il cristianesimo come una religione lecita nell’impero romano. Nel 315 terminò anche l’uso delle esecuzioni mediante crocifissione, e garantì alla Chiesa tutti i privilegi di cui già godevano le religioni pagane. Nel 321 Costantino dichiarò festivo il giorno della domenica. In qualità di monarca assoluto, permise lo stabilirsi di una base istituzionale per la Chiesa in tutto l’impero a partire dal 324: la struttura istituzionale della Chiesa e il suo rafforzarsi nel campo sociale e politico, così come l’alleanza fra trono e altare, vennero considerati dai Protestanti come una vittoria del paganesimo.

[17] La Humanae vitae è un’enciclica di Paolo VI promulgata il 25 giugno 1968 in cui viene riaffermato l’insegnamento tradizionale della Chiesa Cattolica riguardo l’amore coniugale, la paternità responsabile e il rifiuto di pressoché tutte le forme di controllo delle nascite.

147 commenti:

  1. Giova ricordare che il Kazakhstan era un tempo una delle terre che Kiko vantava come successi spaziali, delle sue missio ad gentes. La presentava come una terra completamente scristianizzata, e quindi le famiglie come eroi martiri.
    Mi ricordo che nella mia immaginazione le famiglie vivevano nella steppa a fare catechesi in una capanna. Ovviamente anche in quel caso erano “invitati” dal vescovo.
    Menzogne, menzogne, menzogne! Ora di scopre che il più importante vescovo e Cardinale del Kazakhstan invece è giunto esattamente alle stesse conclusioni di tutti quelli che onestamente hanno giudicato il cammino.
    Voce forte e chiara c che nomina le cose col loro nome r senza mezzi termini. Altro che il Papa li ha approvati!!

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  2. Insomma, mons. Schneider afferma le stesse cose che in tanti su questo blog – in primis coloro che hanno dato vita allo stesso – pensano e dicono. E dice due cose abbastanza gravi, che anch’io ho avuto modo di evidenziare: 1) Che i NC sono fondamentalmente potenti economicamente, e per questo sono “accettati” dalla Chiesa; 2) Che la Chiesa stessa non ha mai veramente analizzato questo movimento e i suoi documenti. E il secondo punto, a mio parere, è più grave del primo, perché da questo discendono tutti i problemi che il CNC ha creato e continua a creare!

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  3. ho assistito alle loro Messe e ai loro incontri
    Ecco un altro cardinale che ha celebrato Messa con i neocatecumenali eppure decisamente NON li approva.
    Direi che questa intervista possa essere citata ogniqualvolta (locuzione non casuale!) l’aver celebrato l’eucaristia nc da parte di un qualsiasi prelato venga propagandato come una adesione de facto alla loro liturgia ed in generale al cammino.

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  4. L’intervista non è tanto importante per i neocatecumenali, per loro è solo un altro faraone. I Kiko-bots che hanno annegato il cervello nel Kiko Arguello Kool Aid non faranno un alzata di sopracciglio, forse i dubbiosi: è importante per tutti i cattolici che non conoscono il cammino.
    Per me è una splendida intervista, che conferma in pieno tutto quello che diciamo e conferma la scelta che ho fatto.
    Grazie al cardinale che non ha paura di andare la voce contro i lupi!

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  5. Una intervista che coglie i punti salienti della questione neocatecumenale, in primo luogo l’Eucarestia. La “participatio actuosa” per il fedele del Cammino è diventata attività indispensabile ai fini del Miracolo Eucaristico temporizzato (il Signore che “passa” come nella Merkavah) per consentire il passaggio dalla morte alla vita del neocatecumenale. Concezione ribadita dal balletto, che perlomeno dal punto di vista simbolico è parte integrante del rito NC.

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ZIONISTS’ Neverending WAR CRIMES, as GENOCIDES. Iran: “US, Israel GUILTY of gravest MASSACRES since 1949”. Children’s Murdering in Lebanon, Qeshm, Minab

16 August 2026 at 08:49

The cover image shows Netanyahu and Trump on the list of those wanted for war crimes published by an Iranian newspaper.

by Carlo Domenico Cristofori

Iran’s Ministry of Foreign Affairs (MFA) denounced the US and the Zionist regime for the most severe violations of international humanitarian law

«On the 77th anniversary of the adoption of the Four Geneva Conventions, Iran’s Ministry of Foreign Affairs (MFA) has issued a statement denouncing the United States and the Zionist regime for committing some of the most severe violations of international humanitarian law in modern history through their ongoing military aggression against the Islamic Republic» Iranian Press TV has reported.

The statement, released on Thursday, August, 13, 2026, by recalls that on August 12, 1949, the four Geneva Conventions established binding principles for armed conflict, including the distinction between military and civilian targets, proportionality, military necessity, and the prohibition of unnecessary suffering.

Common Article 1 of the conventions obliges all states parties not only to respect these rules “in all circumstances” but also to ensure their respect by others. These principles now form an integral part of customary international humanitarian law binding on every nation.

FREEMASONRY & ZIONISM – 4. How SYNAGOGUE OF SATAN was LICENSED to KILL! It arose from Conspiracy behind the Heretical Catholic text “Nostra Aetate”

«Yet the world continues to witness unprecedented breaches. The Zionist regime, the ministry declared, remains the single greatest violator of international humanitarian law. Over the past eight decades it has perpetrated the most serious international crimes — war crimes, genocide, and crimes against humanity — in occupied Palestine, Lebanon, Syria, and across West Asia» Press TV wrote reporting Abbas Araghchi sentences..

The statement identifies the Zionist regime’s aggressive operations against Iran in 2025 and 2026, carried out with the full complicity and participation of the United States, as among the gravest violations of humanitarian law since the conventions were adopted.

IntelDrop – “ISRAEL ASKED FB to CENSOR Iran War Content, GENOCIDE”. Help Us to Fight vs Zionist Censorship on All Social

And Gospa News previous investigations that we published and we recalled below can prove that this denounce is really true and founded so much so as to configure, as denounced by several nations of the world, brutal genocides in various countries of the Middle East.

Trump: “I’ll never apologize” on War Crimes in Iran

We recall that in the latest days US president Donald Trump, never quoted in the statement as the Israeli prime minister Benjiamin Netanyahu by Iranian Minister Araghchi, said that after the completion of the military operation against Iran, he intends to declare the Strait of Hormuz the territory of the United States.

“I’ll never apologize. I did the right thing. What we’re doing is a great service for — not only for ourselves, for the world” Trump added on his war-crime spree in Iran where US-Israeli preventive attacks started on Febryuary, 28, killed around 7,000 people among wich the most part civilians and children.

“The war crimes committed by the terrorist US army and the genocidal Zionist regime during their military aggression against Iran over the past year and a half have pushed the boundaries of savagery and barbarity,”the ministry said one day before another massacre perpetrated by Israel Defense Forces (IDF) in Southern Lebanon.

The Latest War Crimes by IDF in Southern Lebanon: Children within Family Massacre

Lebanese President Joseph Aoun condemned on Saturday the Israeli attacks on southern Lebanon, stressing that these violations constitute a “clear message to the negotiating process and to US efforts aimed at implementing the framework agreement”.

The Israeli escalation began with an Israeli airstrike on an inhabited home in Ansar, in the Nabatieh district, killing seven people, including three children and two women, while two others were wounded, according to the Health Ministry.

The Lebanese Parents of Child Martyrs Association on Saturday condemned a new Israeli massacre in the southern town of Ansar that killed a family of six, including four children, and called on Lebanese authorities to document the attack and pursue accountability through regional and international legal channels.

People check a destroyed home that was hit by an Israeli airstrike in Ansar village, southern Lebanon, Saturday, Aug. 15, 2026. (AP Photo:Mohammed Zaatari via Al Manar Lebanese TV)

«In a statement, the association condemned the Israeli occupation army’s pre-dawn attack on a family in Ansar on August 15, 2026, which killed Ali Al-Hajj Hassan, his wife, Zeinab Nassereddine, and their children Zahraa, Hassan, Hussein, and Abbas» Al Manar Lebanese TV has reported (more details here in the Daily Updates on WARS in VIDEO)

The One-Ton Bunker-Bomb on residential homes in Qeshm

It cited specific atrocities: the massacre of students and teachers in Minab with Tomahawk missiles; the attack on the Lamerd stadium with cluster munitions on February 28, 2026; and the bombing of residential homes in Qeshm with one-ton bombs on July 30, 2026. These, it stressed, represent only a fraction of the thousands of war crimes inflicted on the Iranian people.

«The US military used one of its most powerful non-nuclear bombs to strike a residential building on the Iranian island of Qeshm, killing three people on Thursday night, The New York Times reported, quoting satellite imagery and an expert opinion»

TASS Russian news agency has reported confirming the first report by Gospa News International on July, 30 (read below update “Two children rescued from the rubble of the Trump’s Evil Bombs – VIDEO”) which specified that bunker-busting explosives had been used to destroy two family homes.

ARCHIVE PHOTO – In the frame the meeting between US Secretary of State Marco Rubio and the Israeli PM Benyamin Netanyahu, in the image a US-made MK-84 heavy aerial bomb – previous poston bomb supply here

It said that the diameter of the crater and fragments of ammunition indicate the use of a heavy MK-84 aerial bomb weighing 2,000 pounds (about 907 kg). The newspaper said that it was not possible to find any evidence of military installations nearby. The strike was carried out in a densely populated area, the newspaper adds.

Captain Tim Hawkins, a spokesman for the US Central Command (CENTCOM), told The New York Times that the US military leadership is aware of the strike and is looking into it. He also said the United States never targets civilians.

Open and Systematic contempt shown by the US ruling establishment vs international humanitarian law

The ministry pointed to the open and systematic contempt shown by the US ruling establishment for the fundamental rules of international humanitarian law.

Explicit statements by high-ranking American officials — including the president, the secretary of war, and the secretary of state — together with a repeated pattern of strikes on civilians and civilian infrastructure, demonstrate a clear intent to commit grave, severe, and organized violations of the laws of armed conflict.

ZIONIST SATANIC WARRIORS DESTROY and KILL in HOSPITALS and SCHOOLS. Iran and Red Crescent claim Justice to UN

Attacks by the United States and the Zionist regime on hospitals, universities, schools, residential areas, bridges, airports, and fire stations, along with the deliberate killing of civilians, women, and children in places such as Minab, Lamerd, and Qeshm, fall squarely under the grave breaches listed in Article 147 of the Fourth Geneva Convention. These include willful killing, the infliction of great suffering, and the extensive destruction of property. Both the material and mental elements of these crimes have been fully established.

The FIRST MASSACRE made by AI & TRUMP in the HUMAN HISTORY. FT: “Schoolgirls Killing in Iran by US Missiles shows the Artificial Intelligence Dangers”

Repeated admissions by US officials of a policy of “no quarter, no mercy,” open threats to strike Iranian infrastructure, bridges, and power plants, and rhetoric about “returning Iran to the Stone Age” or “completely destroying Iranian civilization,” combined with the systematic targeting of civilian objects, provide irrefutable evidence of premeditated intent and a deliberate pattern of grave breaches under Article 147.

Once attribution, causation, and the other legal elements are confirmed in each case, criminal responsibility attaches to the perpetrators and those who ordered the acts under Article 146 of the Fourth Geneva Convention, which requires states parties to search for and prosecute those responsible for such violations.

«The continued commission of these serious breaches by the United States and the Zionist regime, coupled with the inaction of the United Nations, the states parties to the Geneva Conventions, and Switzerland as depositary, has normalized violations of humanitarian law and fostered a culture of impunity for war crimes. This trend, the ministry warned, is not merely a threat to one nation but a catastrophic regression for the entire legal order that humanity constructed to civilize conflict and restrain violence» Press TV highlighted.

DEVIL NETANYAHU’s HOLOCAUST. Explosive UN findings: “Israel DELIBERATELY TARGETED Gaza CHILDREN”

UNICEF says one child killed per day in Gaza since ‘ceasefire’

At least 300 children have been killed in Gaza in the roughly 300 days since a so-called “ceasefire” was announced on October 10, 2025 – an average of one child a day, the United Nations children’s agency says.

Hundreds more have been wounded, many severely, UNICEF said in a statement on Thursday as it pressed parties to a proposed US-led peace plan to translate pledges into action.

“A ceasefire that leaves an average of one child dead each and every day is failing children,” said Edouard Beigbeder, UNICEF regional director for the Middle East and North Africa. “Children in Gaza are still waiting for the end to the violence they were promised.”

Families are now confined to about a third of the enclave, sheltering among destroyed buildings, rubble and uncleared waste, the agency said.

Children continue to face acute malnutrition, disease, unsafe water and damaged sanitation, while a shortage of incubators has left some premature newborns sharing machines.

VITAL VIDEO – Prof. John Mearsheimer: Between 1971 and 2021, the US murdered 38 million people

Prof. John Mearsheimer: Between 1971 and 2021, the US murdered 38 million people.

John Joseph Mearsheimer born December 14, 1947) is an American political scientist and international relations scholar. He is the R. Wendell Harrison Distinguished Service Professor of Political Science at the University of Chicago.

Mearsheimer developed the neorealist (or structural realist) theory of offensive realism, which describes the interaction between great powers as being primarily driven by the rational desire to achieve regional hegemony in an anarchic international system.

In accordance with his theory, in the 2001 book The Tragedy of Great Power Politics, Mearsheimer says that China’s growing power will likely bring it into conflict with the United States.

In his 2007 book The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy, Mearsheimer argues that the Israel lobby wields disproportionate influence over U.S. foreign policy in the Middle East.

CHRISTIAN ZIONISM: A Fake Religion as Zionism of Talmud and Star of David without Biblical Roots. Orthodox Priest, American Pastors Explain (VIDEO)

His more recent work focuses on criticism of the “liberal international order” (laid down in his 2018 book The Great Delusion: Liberal Dreams and International Realities) and why he believes that the West is to blame for the Russo-Ukrainian War.

Carlo Domenico Cristofori


MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WAR DAILY UPDATES

PRESS TV


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THE WAR OF THE ZIONIST ANTICHRISTS vs IRAN HAS BEGUN. Israel Attacks (VIDEOs): Genocidal and Devilish Netanyahu Forces Trump to Break the Stalemate

“ISRAEL added in the UN’s BLACKLIST of Perpetrators of SEXUAL VIOLENCE in WAR”. Ambassador said (VIDEO). France urges to investigate on Flotilla abuse by Israel

“GENOCIDE IN GAZA WITH ISRAELI RAPES EVEN TO CHILDREN”. Chilling UN Dossier on Netanyahu’s Army supported by Zionist Trump


 

I bassi livelli dell’acqua mettono sotto pressione l’approvvigionamento elettrico europeo, mentre l’energia solare raggiunge livelli record.

15 August 2026 at 16:48

I bassi livelli idrici stanno mettendo sotto pressione le centrali idroelettriche e nucleari in Europa, causando carenze regionali di elettricità. Allo stesso tempo, l’energia solare sta raggiungendo livelli record. Tuttavia, i prezzi aumentano bruscamente nelle ore serali a causa della mancanza di capacità di accumulo e della flessibilità della domanda.

immagine principale dell'articolo

Livelli idrici estremamente bassi sul Reno: il letto del fiume è visibile presso la fortezza di Pfalzgrafenstein.

Foto: Boris Roessler/dpa

Tempo di lettura : 6 minuti.


In breve:

  • I bassi livelli dell’acqua stanno avendo ripercussioni sulla fornitura di energia elettrica: le centrali idroelettriche e nucleari di diversi paesi europei hanno dovuto ridurre o sospendere temporaneamente la produzione.
  • L’energia solare raggiunge livelli record: a giugno e luglio, l’energia solare ha coperto circa il 25% della produzione di elettricità nell’UE.
  • Il problema persiste nelle ore serali: mentre l’energia solare mantiene bassi i prezzi durante il giorno, questi possono aumentare significativamente al mattino e alla sera. Ember chiede pertanto un maggiore accumulo di energia, l’espansione della rete e un consumo di elettricità più flessibile.

Secondo le previsioni, l’ondata di caldo dominerà nuovamente il clima in Germania sabato 15 agosto, prima di un periodo di calma e qualche pioggia previsto per la prossima settimana. I bassi livelli dell’acqua, aggravati dal caldo e dalla siccità, minacciano inoltre di incidere sui prezzi dell’energia elettrica. Poiché le centrali idroelettriche e nucleari in diversi paesi hanno ridotto o sospeso temporaneamente la loro attività, si è verificata una significativa carenza di elettricità in alcune zone.

I bassi livelli dell’acqua mettono sotto pressione le centrali elettriche convenzionali.

Secondo il servizio di informazione specializzato Montel, la produzione di energia elettrica da centrali idroelettriche a flusso continuo è diminuita significativamente rispetto all’estate dell’anno precedente. In Svizzera si parla di un calo del 26%, mentre in Austria addirittura del 46%. Lo scorso anno, l’energia idroelettrica rappresentava circa il 56% del fabbisogno energetico svizzero, mentre in Austria si attestava intorno al 45% nel giugno 2026.
Giovedì, la Romania ha chiuso la sua unica centrale nucleare a Cernavodă, raffreddata con l’acqua del Danubio. L’Ungheria, dopo aver chiuso la centrale nucleare di Paks, si è trovata improvvisamente a dover soddisfare il 50% del proprio fabbisogno energetico con fonti alternative. Anche i fiumi in Italia hanno raggiunto livelli minimi storici.
Il think tank Ember Energy, con sede a Bruxelles, conclude nel suo ultimo rapporto che la produzione di energia idroelettrica in tutta l’UE è stata limitata per mesi. Nei mesi di maggio, giugno e luglio, ha raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni. Oltre il 90% dell’energia idroelettrica dell’UE è prodotta in otto paesi; sette di questi hanno prodotto meno energia idroelettrica a luglio rispetto alla media del periodo 2021-2025.

L’energia solare si stabilizza, ma i prezzi continuano a fluttuare.

Il think tank, che promuove un approvvigionamento elettrico basato su energie rinnovabili, ha pubblicato a metà agosto il suo rapporto “L’energia solare aiuta la rete elettrica europea a resistere al caldo estremo” . Il rapporto esamina l’impatto dei mesi secchi e caldi di giugno e luglio sulla fornitura di energia elettrica in Europa. Secondo il rapporto, la domanda di elettricità è aumentata del 28% nelle giornate particolarmente calde.
Allo stesso tempo, la produzione proveniente da fonti chiave come l’energia idroelettrica e le centrali termoelettriche ha subito un calo significativo. Ciò è stato particolarmente vero nelle aree in cui il raffreddamento poteva risultare problematico a causa dei bassi livelli e delle alte temperature dell’acqua. L’energia idroelettrica è stata particolarmente colpita.
Il rapporto sottolinea come l’energia solare si sia dimostrata un supporto cruciale in questa situazione. In Francia e Ungheria, la produzione di elettricità da energia solare è stata in media superiore del 17% rispetto ai livelli normali. Anche la Spagna ha registrato un aumento del 5%. Nell’intera UE, la produzione di energia solare ha raggiunto i 52 terawattora a giugno e i 55 terawattora a luglio, entrambi nuovi massimi storici.

Prezzi dell’elettricità negativi, soprattutto nelle ore centrali della giornata: i costi schizzano alle stelle la sera.

In questi due mesi, l’energia solare ha coperto circa il 25% della produzione di elettricità nell’UE. Tuttavia, non tutti i terawattora di elettricità generati da fonti solari sono stati effettivamente utilizzati. Il numero totale di ore con prezzi dell’elettricità negativi nella prima metà del 2026 è risultato superiore, in un gruppo di confronto composto da diversi paesi dell’UE, tra cui Francia, Germania, Spagna e Polonia, rispetto all’intero anno precedente.
Almeno in Germania, il numero di ore con prezzi negativi è diminuito da 389 a 299 nei primi sei mesi dell’anno, rispetto al 2025. Ciò è anche una conseguenza dell’aumento del 20% delle restrizioni commerciali.
L’andamento giornaliero dei prezzi ha mostrato costantemente un modello chiaro. A causa dell’elevata produzione di energia solare, il prezzo scendeva regolarmente in modo significativo intorno a mezzogiorno. I prezzi negativi si verificavano principalmente nei fine settimana e nei giorni festivi soleggiati, tra le 11:00 e le 16:00. Il prezzo più basso registrato in borsa a luglio è stato quindi di -1,5 centesimi per kilowattora. Nelle ore del mattino e della sera, tuttavia, il prezzo risaliva bruscamente, raggiungendo un massimo di 35,24 centesimi.

Bassi livelli idrici come test di stress per l’approvvigionamento energetico

Sta diventando sempre più evidente che l’energia solare è una delle fonti di approvvigionamento energetico più importanti, soprattutto durante il giorno nelle calde giornate estive. Tuttavia, si verifica un deficit di approvvigionamento nelle ore serali, quando il sole tramonta, i condizionatori continuano a funzionare e le centrali elettriche convenzionali sono limitate a causa dei bassi livelli dell’acqua.
Dal punto di vista di Ember Energy, la semplice costruzione di impianti di energia rinnovabile ancora più grandi non è sufficiente a risolvere il problema strutturale. Piuttosto, la necessità risiede nello stoccaggio tramite batterie e nella gestione della domanda, nonché in una maggiore flessibilità del sistema elettrico in generale. Una maggiore produzione di energia solare ed eolica è di scarsa utilità se non è accompagnata da un ampliamento dei sistemi di stoccaggio, da infrastrutture di rete più efficienti e da una domanda flessibile.

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Papa Leone nomina un Massone…..

15 August 2026 at 16:36

✈️➡️ t.me/SaDefenza

CITTÀ DEL VATICANO (LifeSiteNews) — Papa Leone ha nominato uno storico, il cui nome compare ripetutamente nei registri massonici, a far parte di una commissione storica vaticana. Il 13 agosto, Papa Leone XIV ha nominato Umberto Longo — direttore dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo e docente di storia medievale presso l’Università Sapienza di Roma — membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

La nomina giunge nonostante le prove documentali che lo collegano alla Massoneria, tra cui registri del Rito Scozzese Antico ed Accettato e la successiva partecipazione di Longo a eventi organizzati nell’ambito della principale loggia massonica italiana, il Grande Oriente d’Italia (GOI). Il 9 febbraio 2019, ad esempio, Longo ha partecipato al convegno “Dio e Popolo. Repubblica Romana. 170 anni d’amore”, organizzato a Roma dal GOI e dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Lazio. Il video dell’evento — aperto da Giuseppe Bramucci, Maestro Massone — ne documenta visivamente l’intervento; in particolare, Longo ha tenuto una conferenza dal titolo “L’eredità della Repubblica Romana”.

La Repubblica Romana del 1849 fu profondamente influenzata dagli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità diffusisi in Europa dopo l’Illuminismo e la Rivoluzione francese, e nacque da un sentimento di ostilità verso il Pontefice romano. I leader della Repubblica — tra cui Giuseppe Mazzini — erano in gran parte massoni e condividevano con la tradizione massonica una visione di rigenerazione morale e civile dell’umanità, fondata sulla ragione e sulla fratellanza universale anziché sull’autorità religiosa.

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Realtà artificiale nella manifattura del consenso

15 August 2026 at 11:00

IL CINEMA NON RACCONTA IL MONDO, LO COSTRUISCE.Si tratta di manifattura del consenso: come si fabbrica una notizia, come si costruisce un nemico, come l’intrattenimento diventa lo strumento più efficace mai inventato per orientare l’opinione pubblica. Ne parliamo con Federico Povoleri, scrittore e regista, autore della trilogia Sub Limen e del saggio Enigma Kubrick. Intervista a cura di Jeff Hoffman Affrontiamo insieme:
🗞 La catena di montaggio dell’informazione: chi seleziona, chi finanzia, chi decide cosa diventa notizia
🎬 Hollywood e la costruzione degli archetipi: l’eroe, il nemico, la minaccia da schermo
🧠 I dieci principi della propaganda di guerra e la loro sopravvivenza nel XXI secolo
♟ Stanley Kubrick e la lettura a più livelli del suo cinema 🇮🇹 Il caso italiano: concentrazione editoriale, verificatori di fatti e voci dissidenti
📚 I LIBRI DI FEDERICO POVOLERI Enigma Kubrick. Cosa raccontano davvero i suoi film? Sub Limen 3. La tana del Bianconiglio Sub Limen 2. Il lato oscuro di Hollywood: alla conquista delle menti Sub Limen. La tua vita è un inganno (ARPOD, PlaceBook Publishing, 2020)
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L’eclissi, la folla, la massa

14 August 2026 at 20:17

Esterno giorno, una città qualunque, otto e venti del mattino, dodici agosto. Mentre il termometro digitale della superstite tripperia – unica concessione alla modernità di un negozio sopravvissuto al passato –  segna trentadue gradi, l’amico edicolante allarga le braccia. Il quotidiano locale è già esaurito: offriva gli occhialini per osservare l’eclissi senza danni. Altrove qualche bagarino dell’astronomia coglie l’occasione vendendo gli stessi visori procurati chissà dove, presumibilmente assai poco adatti a proteggere la retina. Vince sempre la forma merce, giudizio su se stessa ( Gunther Anders, L’uomo è antiquato).

La stessa città, esterno sera. In ogni punto considerato favorevole all’avvistamento dell’eclissi , si affollano persone accaldate di ogni età; quasi tutti inforcano le strane lenti colorate, fotografano se stessi con il telefonino, inviano orgogliosi alle reti sociali le immagini, in attesa del posizionamento della luna dinanzi al sole. Pochi autentici appassionati, con cannocchiali e altri strumenti, attendono il fenomeno astronomico con vero interesse, probabilmente infastiditi dalla folla. Anzi, dalla massa. In realtà non succede quasi nulla, il cielo non diventa nero e pochi hanno visto qualcosa di memorabile. Molti saranno rimasti delusi : lo spettacolo non è stato all’altezza delle aspettative. Assai meglio gli effetti speciali cinematografici. Che importa: potranno dire “io c’ero”, tutto documentato- salvo backup– dalle foto scattate con lo smartphone.

Fenomeni come le eclissi non destano il mio interesse – lo confesso con una certa vergogna- e non sono stato mai attratto dalle stelle cadenti che la fantasia popolare chiamava lacrime di San Lorenzo. Forse perché quei brevi momenti cosmici portano alla riflessione che sgomenta : l’immensità del creato, le sue leggi immutabili, la risibile piccolezza e caducità dell’ homo sapiens. Non penso siano stati molti a pensare in termini analoghi: meglio così, meglio non sfogliare il libro dell’inquietudine e lasciarsi vivere. Un numero incalcolabile di contemporanei – gli altri sono una trascurabile minoranza – ha la sindrome più ridicola dell’uomo ridicolo. E’ la paura di perdersi qualcosa- l’acronimo FOMO in americanese  ( fear of missing out). Dilaga tra i più giovani, ma avanza inesorabile anche tra gli adulti. Anche l’eclissi, fenomeno cosmico, è un’occasione di presenza, l’ illusione di vivere un’esperienza, un’emozione ( parole svuotate di significato) o semplicemente di “esserci”, grottesca banalizzazione del dasein di Heidegger .

Non più protagonista e nemmeno comparsa, l’uomo-massa si accontenta di essere spettatore, con il naso all’insù e gli occhialini da esibire sulle reti sociali in attesa del “mi piace” e dell’invidia degli assenti. Massa, non folla. La prima si forma quasi casualmente, non ha nulla in comune, è formata da atomi solitari temporaneamente riuniti nella stesso luogo, come a Ferragosto sulle spiagge o in autostrada sotto il sole. La folla, al contrario, nasce, si riunisce, ha una sua psicologia, non è massa casuale, informe carnaio. Le immagini spiegano tutto con immediatezza perfino quando sono un prodotto dell’intelligenza artificiale. Circola una rappresentazione in due quadri. Il primo mostra , nel giorno dell’eclissi, una massa umana con il volto all’insù e gli occhiali mentre indica l’eclissi. Nel secondo , con la didascalia “la gente ogni giorno”, la stessa massa ha le spalle curve e gli  occhi sul telefonino ; ignora il cielo pieno di aerei che producono scie chimiche. Sono gli stessi, colti in due momenti dell’esistenza gregaria , omologata, programmata dal potere.   In un’epoca dominata dalla feroce competizione tra immagini e suoni, nonché dalla saturazione di stimoli visivi, perfino un’ eclissi appare deludente. Tutto qui? ci chiediamo. Eppure, la gente si sente dire che deve assolutamente vederla; così affronta code per procurarsi quegli occhialini ridicoli, suda e soffre sotto il sole  implacabile, parzialmente e momentaneamente nascosto dalla bianca luna.

L’eclissi finisce per diventare uno di quei romanzi “assolutamente da leggere” o film “imperdibili”, che risultano poi deludenti. Eppure la massa corre verso i luoghi più spettacolari non per contemplarli, ma per immortalare se stessa col telefonino e postarli come fondali su Instagram (esiste qualcosa che rovini una meraviglia più del banalizzarla in un reel?) ed accetta disciplinata l’impellente necessità di assistere a un fenomeno che la farebbe sbadigliare se trasmesso su uno schermo. Non posso fare a meno di pensare alle code per vaccinarsi. Leggo post furibondi che chiedono che cosa aspettiamo a ribellarci, agire e reagire contro un potere che fa ciò che vuole con disprezzo per la gente comune. Come può una massa ribellarsi , quando si mette in fila per comprare occhialini di cartone per vedere qualcosa di cui non le importerebbe granché, se non glielo avessero imposto per giorni ? Coazione per ripetizione del messaggio, l’abc della comunicazione.

Perché ci tengono così tanto a farci vedere questa benedetta eclissi? Sembra strano che insistano per uno spettacolo gratuito. Oscar Wilde diceva che nessuno dà valore a un tramonto perché nessuno paga per vederlo. Le eclissi sono come i tramonti: non si fa il biglietto. Si paga, però, per proteggersi da potenziali danni agli occhi; un rischio che si potrebbe evitare gratuitamente guardando per terra. Molti incauti sono finiti dall’oculista. La parte più bella è il momento in cui il giorno si trasforma brevemente, improvvisamente, in notte; la cosa interessante da fare, in quel frangente, sarebbe guardarsi intorno, eppure nessuno lo fa: non sono le istruzioni della TV e tutti vogliono sfruttare quegli occhialini che non resisteranno fino alla prossima eclissi.

Semplicemente, il potere si accerta – guadagnandoci sopra – che i popoli si siano trasformati in masse addomesticate, dopo essere state provvisoriamente folle. Lo capì per primo Gustave Le Bon, prontamente imitato da Walter Lippman ( “ L’ opinione pubblica”), Edward Bernays ( “Propaganda”) e oggi dal possente apparato di psicologia sociale al servizio del potere. Ecco l’ultimo capoverso di Psicologia delle folle di Le Bon: [ Il popolo] diventa nient’altro che un pulviscolo di individui isolati e ritorna a ciò che era al punto di partenza: una folla, senza consistenza e senza futuro. La plebe è sovrana e i barbari avanzano. La civiltà può sembrare ancora splendente perché conserva la facciata esterna creata da un lungo passato, ma in realtà è un edificio mangiato dai vermi che nulla sostiene più e che crollerà alla prima tempesta. Passare dalla barbarie alla civiltà inseguendo un sogno, per poi declinare e morire non  appena quel sogno ha perduto la sua consistenza: questo è il ciclo di vita di un popolo”. Eclissi definitiva.

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OLANDA: gli agricoltori contro il programma-fame della UE

14 August 2026 at 07:54

Florian Philippot (@f_philippot)

Lingua originale: francese

I contadini olandesi assaltano le strade del paese! (cfr video ) Nel loro mirino: l’UE!

La sua agenda « Natura 2000 » che impone una riduzione massiccia delle superfici agricole e del bestiame dei paesi dell’UE, in nome del clima, e in realtà per fare spazio agli accordi di libero scambio che firma! (Mercosur, India, Australia, Ucraina,…)

A fine giugno, il governo olandese ha presentato un testo per trasporre nel paese questa imposizione europeista. Da inizio agosto, i contadini gli rispondono con una mobilitazione massiccia: trattori in massa, blocchi, mobilitazione della popolazione, e bandiera nazionale ovunque! L’ultima volta, i contadini olandesi hanno ottenuto la caduta del governo. Ora serve la caduta dell’UE. Contadini francesi: coraggio! Viva il NEXIT

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