Merz sotto accusa nella Cdu e l’asse rosso-bruno avanza in Sassonia-Anhalt


– Putin-Trump: “missione positiva” di Margherita Furlan
– Russia, attenzione sui sistemi americani in Norvegia di Ivan Bodyan
– L’oro russo trova casa a Hong Kong di Ivan Bodyan
– Cisgiordania, “è pulizia etnica” di Margherita Furlan
– Berlino all’Aja: il genocidio non è affar nostro di Margherita Furlan
– Volkswagen aggira il Qatar e arma Israele di Margherita Furlan
– Hormuz si chiama Trump, ma comanda Teheran di Jeff Hoffman
– Iran, tensioni con Corea del Sud e Perù di Ivan Bodyan
– Yemen, è di nuovo guerra aperta di Ivan Bodyan
– Ceuta mette le ali al riarmo spagnolo di Gionata Chatillard
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi e Simone Orletti
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L'articolo 🔴COME PONZIO PILATO | TG 8.9.26 proviene da Casa del Sole TV.


Con l’ennesima proroga, lo sconto sul carburante arriva al 10 settembre. Poi si annunciano provvedimenti più selettivi, basati sul reddito. Ma niente assicura che siano più equi, perché per alcuni usare l’auto è più necessario che per altri, e non solo per ragioni di lavoro. Il presidente Usa è tornato a chiedere alla Fed un […]
L'articolo Il Punto proviene da Lavoce.info.
di Cesare Sacchetti Molti sono già famigliari con il suo logo, quella N stilizzata accompagnata da un breve timbro musicale che domina da qualche tempo a questa parte il mercato dello streaming televisivo. Netflix è oggi uno dei marchi dominanti del mercato dei cosiddetti film o serie on demand, ovvero su richiesta, dove l’utente abbonandosi […]
L'articolo Le origini oscure di Netflix: da Sifgmund Freud a Edward Bernays proviene da La Cruna dell'Ago - di Cesare Sacchetti.
Lo sconto sul diesel costa ed è poco selettivo. Ma aiuti basati sul solo reddito delle persone non garantirebbero più equità. Perché, a parità di risorse disponibili, la necessità di usare l’auto e quindi consumare carburante può essere molto diversa.
L'articolo Aiuti contro il caro diesel, il reddito non basta proviene da Lavoce.info.
Senza conti pubblici credibili, alzare i tassi può aggravare l’inflazione. Ma assecondare il governo può compromettere la credibilità della banca centrale. La via d’uscita richiede un aggiustamento fiscale possibile e una rivendicazione d’indipendenza.
L'articolo L’indipendenza monetaria senza credibilità fiscale proviene da Lavoce.info.
Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione di “The Economic Approach to Human Behavior”, ma la lezione della Scuola di Chicago resta attuale. Per capire scelte e politiche non basta misurare i risultati. Occorre seguire incentivi, vincoli e reazioni.
L'articolo Becker, il metodo che portò l’economia oltre i mercati proviene da Lavoce.info.
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È giunto il momento di dire chiaro e forte No alla guerra. Dirlo da pacifisti è facile quanto irrilevante e forse retorico; è una petizione morale e ideologica, una professione di buone intenzioni e nobili propositi, o semplicemente un modo per tirarsi fuori dalla realtà della vita, salvaguardando il proprio profilo di anime belle e cuori umanitari. Non è nemmeno l’appello alla pace, che nobilmente e vanamente rivolgono i papi, sempre accorati e sempre inascoltati, perché tacciano le armi. Ma il no alla guerra nasce da un realistico ripudio della guerra come male, come danno terribile, incapace di risolvere le situazioni: la guerra fa male a tutti, vincitori e vinti, popoli e stati. In tempi e modi diversi, ma l’effetto è inesorabile e totale. Oggi più di ieri, meno di domani.
I no alla guerra sono generali ma anche specifici. No alla guerra che l’Europa sta preparando col suo scellerato interventismo anti-russo, immaginando che la Russia abbia invaso l’Ucraina per attaccare poi l’Europa. Lo abbiamo stabilito noi che l’Ucraina sia Europa come non lo è mai stata (o se lo è stata, lo è stata come la Russia). Fino a considerare l’Unione Europea quasi un appendice dell’Ucraina, e Zelenskij il capo morale (!) di un’Europa che fronteggia la Russia e dichiara di fatto la sua ostilità a tutto l’immenso Oriente, dalla Cina all’India, alla Turchia e al sud est asiatico. No anche alla guerra scellerata che Trump ha dichiarato all’Iran, unilaterale e “pretestuosa”, caldeggiata da Netanyahu, e che sta perdendo con gravi danni economici per tutti: non a caso Trump dichiara ogni giorno di averla vinta, se fosse vero basterebbe la realtà dei fatti. No alla guerra che Israele ha avviato con i paesi limitrofi del Medio Oriente, preparando il terreno ad altri odii, azioni terroristiche, attacchi. Un’ostilità armata che serve a tenere in piedi Netanyahu al potere, scatenando nel mondo odio verso Israele e di riflesso verso tutto l’Occidente.
In tutti i casi si tratta di vere e proprie guerre preventive: per prevenire che la Russia attacchi l’Europa ci armiamo contro di lei e armiamo l’Ucraina e partecipiamo al conflitto. O per prevenire che l’Iran sganci la bomba atomica o faccia una guerra che non ha intenzione di fare contro Israele e l’Occidente. O per prevenire che i paesi limitrofi cancellino Israele. C’è chi sogna anche una bella guerra in forma di crociata contro l’Islam ma non c’è nessuno stato islamico che vuole attaccarci o dichiarare guerra all’Occidente; ci sono i flussi migratori, al cui interno crescono o si insinuano sacche di odio verso l’Occidente che possono sfociare nel terrorismo. Ma non si combatte il conflitto molecolare del terrorismo con la guerra ai popoli, agli stati e alle religioni; lo si combatte affrontandolo sul suo terreno.
La guerra preventiva non risolve le situazioni, non previene nulla, semmai suscita o alimenta intenzioni bellicose e genera danni superiori ai presunti vantaggi: danni immediati – perdite vistose, rovine fumanti – e danni a lunga scadenza che risalgono poi nel tempo. Ma coloro che fanno guerra sono tutti concentrati sul medio periodo quando i paesi vincitori traggono qualche profitto e qualche esercizio di potenza in più, ma dopo aver pagato un caro prezzo e dopo aver gettato le basi per altre guerre, altri disordini, altre tensioni nel lungo periodo.
Un grande eroe e scrittore di guerra come Ernst Jünger, che ebbe le più alte onorificenze militari e descrisse con entusiasmo le tempeste d’acciaio della guerra, si ritirò poi disgustato dalle guerre di materiali, dalla prevalenza degli apparati, dei dispositivi, oggi diremmo della tecnica, dei droni e dell’Ai, sul valore umano. E descrisse lo squallore della guerra, per poi scrivere un saggio sorprendente su La Pace come prospettiva per l’avvenire. Jünger riteneva la pace l’obiettivo di un’Europa federata, protesa verso la rinascita spirituale e intesa come risposta al nichilismo; riteneva che la pace richiedesse un coraggio perfino superiore alla guerra. Era tutt’altro che un pacifista, veniva da una tradizione militare prussiana, condivideva il realismo eroico della cultura tradizionale, ma capì che la guerra ormai era una spaventosa catastrofe in cui la volontà di potenza si mette al servizio della Macchina. Ogni guerra diventa così guerra contro l’umano e l’umanità.
All’Europa toccherebbe una missione importante: scegliere la via della neutralità e in questo modo uscire dai conflitti, presentarsi come luogo di mediazione e baricentro di equilibrio mondiale, cercando di incoraggiare altri paesi a fare altrettanto. Abbiamo l’esperienza storica, la cultura, gli argomenti e i valori, oltre che la capacità di calcolare vantaggi e svantaggi per poterci presentare al mondo come neutralisti. È assurdo che stiamo lasciando questo ruolo di mediazione a Erdogan o addirittura a XIJinPing. I rischi che si corrono dichiarandosi neutrali non sono superiori a quelli che si corrono se si procede verso il riarmo, acuendo il clima di tensione internazionale; ma i vantaggi sono evidenti su troppi piani. Se riuscissimo a convertire gli investimenti sugli arsenali militari in investimenti per guidare la tecnologia e lo sviluppo sociale avremmo solo da guadagnare. Ma per far questo servono statisti, che hanno grande realismo e vedono lontano, non piccoli funzionari dell’apparato o piccoli piazzisti in cerca di voto e di galleggiare al potere (uso il maschile ma molti leader europei sono donne).
Per cominciare se l’Europa avesse un minimo di lucidità e di coraggio dovrebbe fermare questa escalation di ostilità con la Russia, che ha le sue gravi responsabilità ma non ha mai mostrato, né avrebbe alcun interesse, ad allargare il conflitto all’Europa. L’idea di un’Europa in conflitto con la Russia magari piace alle amministrazioni Usa, come era chiaro già ai tempi di Biden; ma nuoce all’Europa e ai singoli stati europei, a cominciare dalla Germania. L’Europa dovrebbe poi con maggiore fermezza deplorare gli scellerati conflitti del Medio Oriente e compattamente separare il proprio destino da quello dell’America trumpiana e dalla sua strategia tronfia e aggressiva, fondata su minacce e punizioni, come se il mondo fosse alle sue dipendenze.
Non possiamo farci intimidire da chi, davanti a questa sacrosanta battaglia per la neutralità ci accusa di essere al servizio della Russia, dell’Iran o addirittura di essere antisemita. Sappiamo che non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello essere al servizio di qualcuno, tantomeno di qualche autocrazia o di qualche fanatismo. Mai come in questo caso lo facciamo da italiani, da mediterranei, da europei che hanno a cuore il destino dell’umanità.
L’Europa non può essere l’appendice degli Usa e di Israele ma deve essere l’interlocutore di tutti i giganti mondiali e di tutte le potenze regionali significative, e con loro trattare, senza minacce e proclami di guerra. Finora l’abbiamo scampata: ma se davvero il mondo dovesse prendere sul serio questo ridicolo, improbabile bellicismo europeo sarebbero dolori, ma seri. Abbia l’Europa il coraggio di dire No alla guerra e di dare subito l’esempio, sfilandosi dai conflitti in corso e scegliendo il ruolo di potenza neutrale, garante di pace e di equilibrio tra est e ovest, sud e nord del pianeta. Prima che sia troppo tardi.
Marcello Veneziani
La Verità – 4 settembre 2026
L'articolo Marcello Veneziani: Il coraggio di essere contro la guerra proviene da Blondet & Friends.

[07/08/2026 08:15] Maurizio Blondet: LA PORNODESTRA
i leader di qualsiasi Paese che proponga di usare per primo le armi nucleari perde il diritto di governare. Deve essere immediatamente rimosso.”
❤️ Seg
[07/09/2026 22:04] Maurizio Blondet: 🇺🇸T
“Ero contrario all’impeachment. Mi sono fermamente opposto a entrambi i tentativi di mettere Trump sotto impeachment. Tutto ciò era assurdo. Credo nella stabilità. Credo che i leader eletti debbano rimanere in carica fino alla fine del mandato. Non provo alcun odio personale per Trump.
Ma con tutto ciò, non appena un presidente inizia a prendere seriamente in considerazione l’idea di usare per primo le armi nucleari, quella persona deve essere immediatamente rimossa dall’incarico. Immediatamente. Perché questa deve essere una linea rossa.
La distruzione dell’intera umanità con un attacco nucleare… Cioè, perché allora nessuno sta cercando di rimuoverlo dall’incarico – immediatamente? Qualsiasi persona che sia semplicemente disposta a tollerare tali discorsi da parte dei propri subordinati o collaboratori è, per definizione, inadatta alla propria carica.
Si tratta della completa distruzione del mondo. Ribadisco: qualsiasi leader di qualsiasi Paese che proponga di usare per primo le armi nucleari perde il diritto di governare. Deve essere immediatamente rimosso.”
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L'articolo Tucker Carlson chiede le dimissioni di Trump in caso di attacco nucleare contro l’Iran proviene da Blondet & Friends.
– Trionfo AfD, trema l’establishment tedesco di Gionata Chatillard
– Il debito americano ha un padrone in casa di Margherita Furlan
– Ventuno banche, una sola moneta privata di Margherita Furlan
– Petrolio, Cina al posto dell’OPEC di Ivan Bodyan
– Witkoff e Kushner, i due tornano a Mosca di Ivan Bodyan
– Epstein, la Procura di Roma apre fascicolo di Ivan Bodyan
– Petroliere contro portaerei, Hormuz brucia di Jeff Hoffman
– Sfratto armato: il sud del Libano brucia di Jeff Hoffman
– Il conto delle guerre, paga l’Europa di Jeff Hoffman
– Bruxelles addestra le penne dell’Asia centrale di Jeff Hoffman
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard e Jeff Hoffman
Editing di Mario Ferdinandi e Simone Orletti
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L'articolo 🔴CROLLA TUTTO | TG 7.9.26 proviene da Casa del Sole TV.
Il Pentagono rifiuta di risarcire i soldati morti nel conflitto con l’Iran “perché non si tratta di una guerra”
JD Vance offre supporto dopo che la vedova ha espresso la sua frustrazione in un post virale online in seguito alla sua morte in un incidente aereo.
Le famiglie dei soldati statunitensi morti nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran stanno lottando per garantire che ricevano un adeguato risarcimento e benefici per i loro cari…
“
Il Pentagono si trova ad affrontare un’urgente carenza di liquidità, dovuta principalmente al costoso conflitto militare con l’Iran e al ritardo nell’approvazione da parte del Congresso dei finanziamenti di emergenza.
The Washington Post
+1
Come riportato da NBC News, le linee di finanziamento cruciali per la difesa si stanno esaurendo a fronte dell’aumento delle spese operative.
NBC News
+1
Il deficit di bilancio
I costi della guerra in Iran: il conflitto militare in Iran prosciuga miliardi di dollari dal Dipartimento della Difesa. Le operazioni costano centinaia di milioni di dollari al giorno.
Fondi esauriti: i vertici della difesa avvertono che la liquidità operativa di base e le specifiche linee di finanziamento si esauriranno entro poche settimane.
WSJ
+2
La richiesta di finanziamento
Richiesta della Casa Bianca: l’amministrazione ha chiesto al Congresso un pacchetto di spesa supplementare che include 67,1 miliardi di dollari per la difesa.
Breaking Defense
Stime più alte: funzionari della difesa, tra cui il vicesegretario alla Difesa Stephen Feinberg e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, hanno comunicato ai legislatori che il fabbisogno totale si avvicina agli 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra e altri debiti non pagati.
The Telegraph
+1
Perché il Congresso non ha ancora stanziato i fondi
Slittamento politico: i legislatori hanno ritardato l’approvazione dei fondi di emergenza.
Mancanza di autorizzazione: alcuni membri del Congresso si oppongono al finanziamento del conflitto con l’Iran senza un’esplicita autorizzazione congressuale.
Ritardi dovuti alla pausa estiva: il Congresso rimane in gran parte inattivo in vista delle prossime elezioni, lasciando il Pentagono alle prese con la gestione dei costi operativi quotidiani senza un sollievo immediato.
NBC News
+2
NBC News
Il Pentagono sta esaurendo i fondi – NBC News
7 luglio 2026 — Il Pentagono sta esaurendo i fondi. I funzionari della Difesa hanno richiesto oltre 67 miliardi di dollari in finanziamenti supplementari. Ma il Congresso non ha…
WSJ
Il Pentagono avverte i legislatori che ha bisogno di 80 miliardi di dollari per la guerra in Iran…
18 giugno 2026 — I vertici del Pentagono hanno avvertito che potrebbero rimanere senza fondi quest’estate, con la conseguente possibilità di dover tagliare l’addestramento a causa della guerra in Iran e del dispiegamento al confine…
The Washington Post
Il Pentagono, che sta investendo miliardi nella guerra in Iran, sta rapidamente esaurendo…
21 luglio 2026 — Il Pentagono si trova ad affrontare un’urgente carenza di bilancio causata in gran parte dalla guerra in Iran, con alcune linee di finanziamento critiche destinate a esaurirsi…
L'articolo Pentagono non ha più soldi per pagare i morti contro l’Iran proviene da Blondet & Friends.
Aderire alla previdenza complementare conviene anche se si è a fine carriera. Le prime coorti di iscritti al Fondo Espero hanno maturato risorse superiori rispetto a chi non ha aderito, pur con un orizzonte di accumulazione limitato. Lo dicono i dati Inps.
L'articolo Non è mai troppo tardi per la previdenza complementare proviene da Lavoce.info.
La Bce lavora all’introduzione dell’euro digitale. Seppure molto diversa, l’iniziativa richiama il Chicago Plan nato come risposta alla Grande Depressione. Non un progetto contro le banche, ma un nuovo equilibrio tra iniziativa privata e moneta pubblica.
L'articolo La moneta dal Chicago Plan all’euro digitale proviene da Lavoce.info.
[ENI. La mitica azienda che fu guidata dall’indimenticabile patriota Enrico Mattei.
Per l’Italia è un salto quantico sempre volto nel piano Mattei.
L’obiettivo dichiarato è fare dell’Italia il punto di snodo energetico tra Africa, Medio Oriente ed Europa, sfruttando la posizione geografica del Paese nel Mediterraneo.
Altro che Finto Green.
Fateci largo: stiamo tornando.
ilgiornale.it
🔗 In_Telegram_Veritas
[04/09/2026 12:35] Maurizio Blondet: 🇪🇺⚔️🇷🇺 LE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA SI SONO TRASFORMATE IN UNO STRUMENTO DI AUTODISTRUZIONE PER L’EUROPA – FOCUS
Dall’inizio dell’operazione militare in Ucraina, l’Unione Europea ha adottato 21 pacchetti di sanzioni antirussa. Oggi bisogna ammettere che per 21 volte l’Europa ha colpito sempre nello stesso punto, ma finora senza lasciarne alcuna traccia, constata il periodico tedesco Focus.
«Il criceto occidentale continua a girare nella ruota, e ciò reca più danno a se stesso che alla ruota stessa. Le sanzioni producono sì un effetto, ma non quello previsto», dichiara la testata.
È certamente positivo che gli elettori della Sassonia-Anhalt abbiano nettamente respinto le disastrose politiche della CDU, il suo appello alle armi e la sua crociata antirussa, ma l’abbraccio all’Alternative für Deutschland (AfD) non è esattamente motivo di celebrazione.
Sebbene l’AfD attiri il voto di protesta, vale a dire quegli elettori le cui reali preoccupazioni vengono ignorate o minimizzate dalle forze politiche centriste, oggi il partito viene attivamente cooptato dalle stesse forze transnazionali che hanno portato al potere il movimento MAGA negli Stati Uniti. All’interno dell’AfD coesistono due visioni contrapposte della Germania, ma è sempre più chiaro quale fazione disponga delle tasche più profonde e possa avvalersi degli algoritmi che, in quest’epoca, sono necessari per gestire la narrazione.
Da un lato c’è il co-leader Tino Chrupalla, che sostiene una visione più tradizionale, nazionalista, “eurasiatica” e multipolare. Dall’altro c’è Alice Weidel che strizza l’occhiolino alla destra di Silicon Valley e al libertarismo capitalista. La visione di Weidel sta gradualmente eclissando l’ala nazionalista tradizionale.
Questa nuova visione è chiaramente esposta nell’agenda tecnologica ed energetica dell’AfD. Il partito chiede esplicitamente che la Germania raddoppi la capacità dei suoi data center e quadruplichi la potenza di calcolo dell’IA entro il 2030. Ma questa utopia digitale richiede un’enorme e ininterrotta fornitura di energia. Per raggiungere questo obiettivo, l’AfD chiede un immediato ritorno al nucleare e la revoca delle sanzioni contro la Russia per garantire “energia a basso costo”.
Cerchiamo di essere chiari su cosa significhi: il tanto decantato desiderio dell’AfD di “migliori relazioni” con Mosca è interamente transazionale. Non è guidato da un’affinità ideologica o da un genuino desiderio di un’architettura di sicurezza eurasiatica multipolare. È guidato dal freddo calcolo dell’industria tecnologica. La Russia è vista semplicemente come un fornitore di quel gas necessario per mantenere in funzione i server di una Germania iperdigitalizzata.
Elon Musk ha dichiarato apertamente che “solo l’AfD può salvare la Germania”, utilizzando la sua piattaforma X per ospitare chat in diretta con Weidel e amplificare i messaggi del partito. Anche Peter Thiel, co-fondatore di Palantir e padrino della “Nuova Destra”, non nasconde il suo apprezzamento per AfD.
Questa alleanza punta verso una sintesi ideologica profondamente inquietante, spesso descritta dai critici come “tecnofascismo”. È un modello politico in cui una plutocrazia tecnocratica detta le regole della società, fondendo la logica algoritmica della Silicon Valley con gli impulsi nazionalisti dell’estrema destra.
Per l’AfD, questo si traduce in un’agenda paradossale: è ferocemente etno-nazionalista e anti-immigrazione quando si tratta di controllare le frontiere, ma anti-statalista e iper-globalista quando si tratta di capitale, tecnologia e degli oligarchi che controllano entrambi. @LauraRuHK
L'articolo L’ambiguità di fondo dell’AfD: è antistatalista proviene da Blondet & Friends.